CON COCA – COLA MODA E RICICLO PER SOSTENERE L’AMBIENTE E LE DONNE

CON COCA – COLA MODA E RICICLO PER SOSTENERE L’AMBIENTE E LE DONNE

Ricicla -> Reinventa -> Rinasci è la filosofia del brand indipendente EKOCYCLE™ creato nel 2012 da The Coca-Cola Company e dal musicista William James Adams, fondatore e produttore dei Black Eyed Peas, meglio conosciuto come will.i.am. Rapper, produttore discografico, stilista, attore e doppiatore statunitense.

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“Coca-Cola e will.i.am: due entità distinte e differenti che hanno unito le forze per educare i consumatori all’importanza del riciclo. L’obiettivo del brand è dare una nuova vita a materiali di scarto, attraverso la produzione di veri e propri oggetti di design. Alcune cose le disegna will.i.am in persona: raffigura, abbozza e schizza ciò che gli piace. ‘Whaste is only waste if we waste it’: i rifiuti sono rifiuti solo se li rifiutiamo, è una sua frase”, riferisce Cristina Broch, Corporate and Public Affairs Manager.

EKOCYCLE identifica i materiali di scarto, che possono diventare la materia prima per realizzare oggetti glamour e di tendenza. “Giubbotti, magliette e zaini sono ricavati da lattine in alluminio, bottiglie in PET e PlantBottle™ – chiarisce Cristina Broch –. Introdotta nel 2009, PlantBottleTM è una bottiglia di plastica PET completamente riciclabile e non biodegradabile. E’ ricavata da una combinazione di materiali tradizionali e con una percentuale fino al 30% di origine vegetale. Un processo innovativo trasforma l’etanolo ricavato da canna da zucchero in una componente della plastica PET. L’innovazione adottata consente di ridurre le emissioni di anidride carbonica rispetto alle tradizionali bottiglie ricavate interamente dal petrolio e da altri combustibili fossili. In numerose t-shirt, poi, è stampata un’etichetta che specifica il quantitativo di bottiglie in PET utilizzate”.

Plantbottle 15

Obiettivo? Collaborare con i marchi più influenti, spaziando dalla tecnologia alla moda, e ricostruire con il riciclaggio, aiutando i consumatori a comprendere che oggetti oggi considerati “da buttare” domani possono diventare parte integrante di un prodotto utile e di tendenza.

Levi’s, Adidas, MCM, RVCA, e 3D System sono alcune aziende iconiche della moda e della tecnologia con cui il brand ha instaurato una partnership.

“La collaborazione con Levi’s ha permesso di produrre jeans composti per il 29% da materiale riciclato proveniente da 8 bottiglie in PET. Le cuffie Beats by Dr. Dre sono fabbricate per il 31% col materiale riciclato di 3 bottiglie in PET – precisa la Corporate and Public Affairs Manager –. Differenti oggetti a tiratura speciale possono essere acquistati esclusivamente in corner presenti a Londra e in America”.

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Ultima arrivata in casa EKOCYCLE™ è la stampante 3D Cube® firmata 3D Systems che utilizza cartucce realizzate, in parte, con 3 bottiglie di plastica PET riciclata post-consumo. “La stampante consente di esprimere l’enorme potenziale di studenti, artisti, inventori e amanti del fai-da-te. Non si tratta solo di produrre un oggetto a casa propria, ma di cambiare il modo di concepire il riciclo”, riferisce Broch.

Dal Brasile all’India, dal Sudafrica alle Filippine, Coca-Cola sostiene oltre 550 mila donne tra produttori, fornitori, distributori, rivenditori, addetti al riciclo e artigiani attraverso il progetto 5by20 che sta per “5 milioni di donne entro il 2020”. Il progetto, nato nel 2010, con un investimento iniziale di 100 milioni di dollari, ha l’obiettivo di assistere economicamente 5 milioni di donne imprenditrici nei Paesi in via di sviluppo. “Inizialmente, il programma ha fornito aiuto e istruzione su moda, design e riciclo alle donne brasiliane e filippine – spiega Cristina Brosch –. Le artigiane utilizzano tappi, etichette delle bottiglie e linguette delle lattine di Coca-Cola per dar vita a borse, accessori decorativi per la casa. Con il riciclo delle bottiglie di vetro realizzano una linea di bigiotteria. Il ricavato ottenuto dalla vendita viene interamente ridonato alle donne per sostenere la loro emancipazione”.

Accessori Coca Cola

In partnership con la All China Women’s Federation, l’iniziativa si è estesa in Cina per fornire competenze imprenditoriali alle commercianti. In Kenya, il progetto offre alle giovani imprenditrici corsi di formazione sulle abilità imprenditoriali e risorse per avviare nuove imprese, grazie al sostegno di TechnoServe. In Messico, le giovani donne ricevono formazione e corsi di avviamento al loro primo impiego.

Inoltre, i nuovi corsi di istruzione imprenditoriale 5by20 sono il risultato del sodalizio siglato da The Coca-Cola Company e UN Women, l’organizzazione ONU creata per aiutare e sostenere donne e ragazze in Sudafrica, Brasile ed Egitto a conquistare l’autonomia economica.

Adottare un comportamento concreto, differenziando i rifiuti in maniera accurata, e proporre al mercato un numero maggiore di prodotti realizzati con materiale riciclato sono le strategie per creare un nuovo stile di vita basato sulla tutela dell’ambiente e sul riciclo. Vivere in modo sostenibile e avere un atteggiamento responsabile nei confronti della natura può essere cool e di tendenza.

Simone Lucci

LINO, COTONE, SETA E ‘SU MISURA’ PER LA CAMICIA CON LA B

LINO, COTONE, SETA E ‘SU MISURA’ PER LA CAMICIA CON LA B

Cotone, lino, seta per le camicie uomo e donna del brand Bagutta che nel 2015 ha compiuto 40 anni. Per celebrare il compleanno e i successi, l’azienda ha scelto di rendere omaggio al suo passato con una limited edition d’eccellenza: una camicia bianca in due modelli, uomo e donna. Grazie alla partnership con il Gruppo Albini, la camicia prodotta in edizione limitata è realizzata nel pregiato Super Popeline 200, un tessuto ottenuto da un filato sottilissimo ed esclusivo in cotone egiziano Giza 45, della collezione haute de gamme David & John Anderson. Lavorato con titolo 200/2 e in doppio ritorto, con un processo artigianale lento e accurato, il Giza 45 esprime l’inimitabile raffinatezza di un cotone unico al mondo. Si tratta di una varietà coltivata in una piccola area del Delta del Nilo, così rara da rappresentare appena lo 0,4% sul totale della produzione annua egiziana. Il filato è talmente fine che ne servono ben 75 km per realizzare una camicia.

BAGUTTA - LIMITED EDITION- 40 ANNI

Il tessuto che ne nasce, luminoso e compatto, dalla mano straordinariamente setosa e leggera, regala un’esperienza sensoriale intensa e l’emozione di indossare un capolavoro dove uomo e natura hanno dato il meglio di sé.

Camice Bagutta

I dettagli sartoriali della camicia ne valorizzano il prestigio: per il collo l’adesivo è lo stesso utilizzato dai sarti, così da risultare composto ma leggero, adatto per un uso più urbano. I bottoni sono in madreperla, mentre sulla schiena un piegone centrale conferisce un fit moderno.

Bagutta rilegge un classico, la camicia bianca, alla luce di una nuova ricerca sui materiali e i dettagli, per farne un’icona dell’eleganza contemporanea. “Per Bagutta la camicia bianca è il mito delle origini, un fattore identitario profondo – evidenzia Antonio Gavazzeni, AD di Bagutta –. La limited edition per i 40 anni del brand vuole rappresentare il più alto punto d’arrivo di una lunga tradizione, sintesi di valori radicati nel nostro dna imprenditoriale: qualità, innovazione, servizio. Un pezzo da collezione e un gioiello per il guardaroba”.

2Popeline e Pin Point (un tessuto misto fatto di popeline e di Oxford, con fili di ordito colorati, realizzato con fibre di cotone extra-lunghe) tutto l’anno, e lino, garze e mussole in estate sono i tessuti più richiesti.

Per le camicie vengono utilizzati i migliori cotoni egiziani che, per la maggior parte, provengono da tessiture italiane: Albini, Canclini, Monti…

Il “Su Misura” proposto da Bagutta. Si possono scegliere collo, polsino, tessuto, cifratura, ampiezza e lunghezza della manica, e poi, dopo quattrocentottanta ore e ventottomilaottocento minuti (cioè venti giorni lavorativi), si avrà un capo su misura, anche se non prettamente sartoriale.

In sartoria si prendono al centimetro tutte le misure necessarie per la produzione della camicia, il “Su Misura” Bagutta si basa invece su un prototipo di camicia che viene modificato a seconda delle esigenze del cliente, il quale potrà finalmente richiedere una camicia taglia 40 in cui la circonferenza del collo corrisponda a una 38.

Il servizio, inoltre, offre la possibilità di selezionare i tessuti e di realizzare modelli che variano nel collo (6 le opzioni: italiano, francese, botton-down, ecc.), nel polso (5 tipi, tra cui: smussato, arrotondato, doppio bottone), nella lunghezza e nell’ampiezza della manica e del torace. E il cliente ha la facoltà di scelta anche per quanto riguarda tasca, carré e iniziali.

Asole, impunture, giro manica rifiniti a mano e tessuti esclusivi per un altro servizio, Bagutta Sartoria Milano, particolarmente incentrato sulla qualità delle materie prime e su una lavorazione artigianale che ha luogo interamente in Italia.

Bagutta

A Milano, due le boutique: una in via Fiori Chiari 7, nel cuore di Brera, e l’altra in via San Pietro all’Orto 26, a pochi passi da Via Montenapoleone. Bagutta è un brand appartenente al gruppo CIT S.p.a (Confezioni Italiane Tessili). “L’impresa di famiglia, Cit nata nel 1939, decide nel 1975 di puntare sulla camiceria uomo e donna come core business, grazie all’incontro tra mio padre Pino e Giorgio Armani – racconta Antonio Gavazzeni –. Nasce così Bagutta, oggi gestita da me e da mio cugino Andrea, terza generazione della famiglia e nipoti del maestro Gianandrea Gavazzeni, celebre direttore d’orchestra. Continuiamo ancora oggi a collaborare con Giorgio Armani producendo per la sua azienda quasi tutte le camicie delle sue collezioni”.

“B di camicia”, e nessuna incoerenza quando la B è quella di Bagutta, sinonimo di alta qualità.

                                                                  Clementina Speranza

ACCESSORI UNICI E SOSTENIBILI RICAVATI DALLE TUTE DEI PILOTI DI MotoGP

ACCESSORI UNICI E SOSTENIBILI RICAVATI DALLE TUTE DEI PILOTI DI MotoGP

Entrare in pista e respirare da vicino il rombo dei motori sulla griglia di partenza, sentire la “grattata” della saponetta sull’asfalto durante una piega e il sospiro di sollievo quando la curva finisce: sono le sensazioni che descrivono la nuova linea di accessori firmata Dainese by Regenesi. Regenesi e Dainese danno nuova vita alle tute dei piloti di MotoGP con una linea di accessori “rigenerati”. Regenesi, azienda 100% Made in Italy, realizza oggetti e accessori moda con materiali di post-consumo trasformando i rifiuti in bellezza e Dainese, fabbrica che produce abbigliamento protettivo per il motociclismo e gli sport dinamici, hanno realizzato una collezione dal design estremo.

Portachiavi, portafoglio, portacarte di credito, astuccio per smartphone e ipad sono gli articoli che uniscono sostenibilità, motori e approccio rigenerativo dei materiali. Gli accessori sono ottenuti dal riciclo delle tute in pelle usate dai piloti in gara durante i campionati ufficiali o nei test. Si tratta di oggetti utili ottenuti da uno scarto e da quelle tute che, una volta tolte vengono analizzate per capirne eventuali migliorie in termini di protezioni e sicurezza. Per la creazione degli accessori sono utilizzate anche le zone di pelle più rovinate o parzialmente strappate. Tale strategia fornisce agli acquirenti articoli unici e in grado di regalare maggiori emozioni, proprio come afferma Maria Silvia Pazzi, CEO di Regenesi.

Com’è nato il progetto e dall’idea di chi?
In passato sono stata consulente aziendale, ho insegnato Organizzazione Aziendale e Marketing alla Facoltà di Economia dell’Università di Bologna e ho sempre avuto anche una grande passione per l’architettura e il design, così quando mi sono trovata a Napoli nel 2008 durante lo scandalo dei rifiuti, ho avuto l’idea. Regenesi è nata nel 2008 da una mia idea (sorride, ndr). L’obiettivo è stato ed è quello di investire al 100% nella trasformazione innovativa e sostenibile di materiali di post-consumo, scegliendo di scommettere su una produzione “responsabile” di accessori moda, oggetti per la casa, gioielli e prodotti nati dalle collaborazioni con altri brand, il tutto lasciando spazio alla creatività dei designer che reinventano, da rifiuti e scarti industriali, prodotti unici, sempre caratterizzati dall’impronta dell’Italian Style.

Dainese - AccessoriCome nasce l’idea di riutilizzare abbigliamento protettivo per il motociclismo per realizzare accessori?
Le tute dei piloti sono la loro seconda pelle di protezione, ma sono diventate anche vere e proprie icone dello sport. Una volta graffiate, rovinate e strisciate sono da sostituire e quindi restano inutilizzate. Da qui l’idea di RIGENERARE questo importante abbigliamento realizzando accessori esclusivi che si propongono in pezzi unici, non replicabili, perché realizzati con uniche porzioni di tuta.

Sono realizzati con la pelle proveniente dalle tute usate dai piloti in gara durante i campionati ufficiali o nei test e utilizzano soltanto materiale riciclato e riciclabile trattato con metodi di trasformazione e rigenerazione sostenibili e particolarmente innovativi.

Dove sono prodotti gli accessori?
Gli accessori sono realizzati in diversi siti e la produzione, sempre unicamente Made in Italy, è molto diversificata grazie all’appoggio di differenti laboratori, imprese e designer italiani e internazionali.

Come avviene la produzione degli articoli?
Rispettando la materia originale. Gli accessori infatti sono progettati rispettando e mantenendo il più possibile anche le zone di pelle più rovinate o parzialmente strappate delle tute, in grado di regalare più emozioni. Si tratta di un procedimento di recupero e di un attento studio delle potenzialità del materiale in relazione al progetto che il designer sceglie di realizzare. I prodotti sono garantiti da Regenesi come green non soltanto per l’uso di materiale riciclato, ma anche per progettazione e produzione sostenibili.

In quali punti vendita sono acquistabili i prodotti?
Anche il nostro canale di vendita punta alla sostenibilità, basandosi esclusivamente sul nostro shop on-line www.regenesi.com. Vendiamo in tutto il mondo, borse, gioielli, e oggetti di design, tutto rigenerato e riciclabile dopo l’uso. Ma non solo. Puntiamo anche alla funzionalità dei nostri prodotti, elemento da non sottovalutare nella realizzazione di oggetti di design.

La collaborazione tra Dainese e Regenesi continua nei prossimi mesi con lo sviluppo di nuovi prodotti: una linea di cinture uomo/bambino e una collezione di portafogli dal taglio più classico. Accessori di design, made in Italy e sostenibili.

Simone Lucci

SPORTIVI ALLA MODA CON CAPI TECNOLOGICI E DI DESIGN

SPORTIVI ALLA MODA CON CAPI TECNOLOGICI E DI DESIGN

Velocità, spruzzi, adrenalina descrivono perfettamente un’esperienza estiva, a diretto contatto con il sapore del mare e, vissuta a bordo di un catamarano. Per l’equipaggio è fondamentale possedere un abbigliamento tecnico studiato nei minimi dettagli in grado di proteggere il corpo.

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L’azienda norvegese Helly Hansen propone abbigliamento tecnico per gli appassionati di nautica da più di 130 anni. Dal 2014, SPAX Solution Team si affida al brand per gareggiare sul suo catamarano foiling GC32. Ora, il marchio velico diventa ufficialmente il partner d’abbigliamento per il Bullitt GC32 Racing Tour 2015, che avviene in cinque differenti località europee: Gmunden, sul lago Traunsee in Austria, Cowes, nell’Isola di Wight in Gran Bretagna, Kiel in Germania, Roma Fiumicino in Italia e Marsiglia in Francia. “Negli anni passati siamo stati i partner ufficiali d’abbigliamento dell’evento al Traunsee – afferma Michael Uhl, Marketing Manager Central Europe di Helly Hansen –. Siamo davvero entusiasti dell’ambiente, delle barche a vela dinamiche e delle gare spettacolari. Per noi è un onore essere i partner dell’intero Bullitt GC32 Racing Tour 2015”. L’imbarcazione GC32 è tra i migliori catamarani foiling. Le barche da 10m con i loro L-foil volano sull’acqua e sono in grado di raggiungere velocità superiori a 30 nodi, garantendo eventi velistici emozionanti sia per gli spettatori che per l’equipaggio. Helly Hansen e il Bullitt GC32 Racing Team Tour 2015 promuovono la possibilità di vincere un’esperienza per due persone alla Rome Cup, come premio finale della campagna #JoinOurCrew.

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Helly Hansen non realizza esclusivamente capi d’abbigliamento in grado di proteggere i professionisti che lavorano nei mari, fornisce anche le uniformi delle guide di montagna di oltre 60 comprensori sciistici nel mondo e di 33000 operatori della montagna. I prodotti nascono dall’unione tra il design scandinavo e l’esperienza nelle condizioni più estreme degli sportivi e degli amanti dell’attività fisica, aiutando quotidianamente chi affronta la natura a svolgere con fiducia e sicurezza la propria attività. Helly Hansen inventa i primi capi d’abbigliamento in pile nel 1960 e il primo intimo tecnico nel 1970, con la Lifa® Stay Dry Technology™. L’abbigliamento protettivo, l’intimo tecnico, lo sportswear e il footwear Helly Hansen per gli sport invernali, l’outdoor e la vela sono venduti in oltre 40 nazioni.

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Per un allenamento intenso il marchio propone la collezione training primavera 2015. Maglie quick-dry traspiranti, giacche, pantaloni fuseaux e pantaloncini studiati per allenamenti all’aperto e in palestra sono i capi fashion e di design presentati dal brand. Nuance colorate e vivaci, prese in prestito dai paesaggi della Scandinavia, e tecnologie per la gestione di una corretta sudorazione sono il punto di forza per gli indumenti sportivi per affrontare la natura e le attività sportive protetti, in sicurezza e perché no, anche con stile.

Simone Lucci

TESSUTI ECOSOSTENIBILI E DI CLASS(E) PER UNA MODA CHE GUARDA AL FUTURO

TESSUTI ECOSOSTENIBILI E DI CLASS(E) PER UNA MODA CHE GUARDA AL FUTURO

Immaginate abiti griffati dal design italiano, Armani, Versace, Max Mara, Valentino, realizzati con stoffe provenienti dal carapace del granchio, dalle proteine del latte, dalla soia e dal legno… Molti ‘tessuti eco’ vengono selezionati in uno showroom di Milano che si chiama C.L.A.S.S (Creativity Lifestyle and Sustainable Synergy) ed è una realtà italiana ideata da Giusy Bettoni. Si tratta di un network internazionale multi-piattaforma che presenta a designer, buyer, media e operatori del settore una vetrina di moda, e di materiali esclusivi e non convenzionali fabbricati con tecnologie smart e sostenibili.

“C.L.A.S.S propone servizi di consulenza globali di comunicazione, marketing e sviluppo prodotto. È specializzata in un nuovo modo di intendere il lusso per la moda e il tessile che offre soluzioni innovative e su misura – afferma Giusy Bettoni –. I prodotti sono pensati per ridurre l’utilizzo di petrolio e promuovere, invece, risorse sostenibili e rinnovabili”. Negli ultimi anni è aumentata la convinzione che le scelte sostenibili aggiungano valore ed esclusività all’articolo moda, anziché toglierne. “Nell’immaginario comune, il binomio moda e sostenibilità è spesso sinonimo di un prodotto privo di stile, estetica, emozione, e talvolta anche di qualità – osserva Giusy Bettoni, CEO di C.L.A.S.S –. Negli ultimi anni fortunatamente si sono fatti molti passi avanti per sfatare questo mito”.

CLASS - Giusy Bettoni

NATURALI E ORGANICI, RIGENERATI E RICICLATI, RINNOVABILI INNOVATIVI sono le categorie di tessuti proposte da C.L.A.S.S. “I tessuti NATURALI E ORGANICI sono creati in lana, seta, cashmere, yak, cotone, lino, canapa e ortica – precisa la Bettoni –. Si tratta di tessuti pregiati e realizzati soprattutto in Italia”. Le stoffe RIGENERATE E RICICLATE sono rappresentate da poliestere riciclato (Newlife™), poliammide riciclata, cashmere, cotone, denim, seta, lana di nuova generazione come Re.Verso™ e prodotti per ridurre il carbon footprint. I tessuti RINNOVABILI INNOVATIVI sono ottenuti da nuovi biopolimeri (Ingeo™, di natura vegetale compostabili), carta, proteine del latte, soia, alghe, cellulosiche rigenerate, fibre del legno, bambù, Modal/Micromodal e fibra di carapace di granchio.

NEWLIFE™

Scarpe C.L.A.S.SLa vera rivoluzione tessile è rappresentata da Newlife™. “Newlife™ è il risultato di un progetto sviluppato da Sinterama, un’azienda di Biella specializzata nella produzione di fili e filati di poliestere colorati – riferisce la fondatrice di C.L.A.S.S –. Una piattaforma tecnologicamente innovativa che offre una vasta gamma di fili di poliestere riciclato d’alta qualità. I filati sono prodotti attraverso il riciclo di bottiglie di plastica raccolte nel Nord Italia”. Dopo le fasi di pulizia, taglio e granulazione, le bottiglie recuperate vengono trasformate attraverso un processo meccanico nel polimero Newlife™. “Si sono svolti studi specifici (Life cycle Assesment, a cura dell’ICEA) sull’impatto di questa fibra sull’ambiente – riferisce il CEO di C.L.A.S.S –. La realizzazione di Newlife™ consente il risparmio del 60% di energia, del 94% di acqua e del 32% di CO2”. Il polimero consente una grande versatilità nella funzionalità e nelle applicazioni. È inoltre easy care e easy wear. “Armani e Valentino l’hanno sperimentato per degli abiti esclusivi, realizzati rispettivamente per la serata dei Golden Globes e della notte degli Oscar. Mentre Weekend, linea di Max Mara, l’ha incluso nelle sue collezioni a partire dall’estate 2014. Questi solo alcuni prestigiosi brand della moda italiana che utilizzano i tessuti con la fibra Newlife™ – dichiara Giusy Bettoni –. Gli stilisti italiani sono sempre più sensibili al tema dell’ecosostenibilità”.

Re.VerSo™

C.L.A.S.S propone anche tessuti della collezione Re.VerSo™. “Re.VerSo™ è il marchio identificativo di una catena d’approvvigionamento evoluta composta da Green Line, Nuova Fratelli Boretti che insieme a “trasformatori” selezionati e esclusivi come A. Stelloni Collection by Mapel per i tessuti moda, Filatura C4 per filati per il contract e Filpucci per filati da maglieria, danno vita a una collezione tessile di “re-engineered wool” che utilizza un nuovo approccio produttivo completamente integrato, tracciabile, 100% Made in Italy – afferma Giusy Bettoni –. I prodotti Re.VerSo™ sono innovativi ed esclusivi”. Le stoffe Re.VerSo™ si contraddistinguono per l’alto contenuto di materiali nobili, lane, cashmere, camel, e per la continua ricerca e innovazione su filati, disegni, colori, trattamenti speciali di finissaggio. Della collezione Re.VerSo™ fanno parte melton, tessuti a pelo, drap, loden, jersey, uniti, mélange, fantasia e stampati, con finissaggi infeltriti, lavati, calandrati, in una vasta gamma di pesi, tutti personalizzabili secondo le necessità dei clienti. Re.VerSo™ offre articoli sempre in linea con le più attuali tendenze moda. Primo esempio di utilizzo di questa piattaforma è Gucci con un cachemire Re.verso ™ per le collezioni uomo donna e bambino relative alla stagione a/i 2015 – 2016.

Newlife abito Weekend Max Mara_autunno_inverno2014-2015

Bacx™ by Centro Seta

Bacx™ by Centro Seta è la prima vera collezione di tessuti in seta di nuova generazione con composizioni innovative. I risultati sono il frutto di ricerca, processi e soluzioni eco – riferisce il CEO di C.L.A.S.S –. Centro Seta è un’azienda fiorentina che opera nell’ambito della produzione tessile, con forti connotazioni moda e creatività”.

Alla proposta di seta certificata GOTS (Global Organic Textile Standard) si aggiungono due linee sempre firmate Bacx™ by Centro Seta.

  • Tessuti in mischie di seta GreenFiber™: sviluppati con un nuovo filato di seta derivato dal riutilizzo dei cascami e firmato GreenFiber™. Tessuti con un’inedita mano naturale e con un look prezioso.
  • Tessuti in mischie di seta eco-high tech Newlife™: soluzioni innovative che integrano la raffinatezza e i canoni della seta tradizionale con la praticità e la versatilità del filo di nuova generazione Newlife. Una proposta sportiva per le esigenze di un consumatore più moderno.

Tessuti Bacx

Oggi, le aziende offrono bellezza, glamour, classe, strutture e qualità fisiche uniche a tessuti e a capi d’abbigliamento. L’innovazione è la scelta responsabile, vincente e competitiva per proporre al mercato articoli ecosostenibili e di qualità per una moda che guarda al futuro.

Simone Lucci

 

Giusy Bettoni è CEO e fondatore di C.L.A.S.S (Creativity lifestyle sustainable Sinergy www.classecohub.org), una piattaforma internazionale creata nel 2007, unica nel suo genere. C.L.A.S.S. mette in mostra le innovazioni e i materiali moda più esclusivi e d’eccellenza che utilizzano le tecnologie più smart e responsabili, pensati per i designer, l’industria e il business. La sua esperienza si consolida attraverso 30 anni di impegno nel sistema tessile internazionale, a partire dallo sviluppo del settore fibre–materie prime e con un approccio all’ingredient branding a 360 gradi per le più importanti organizzazioni internazionali. Negli ultimi 10 anni il target si è focalizzato sulla comunicazione di un messaggio forte e innovativo: l’innovazione responsabile nel tessile e nella moda come vantaggio competitivo chiave.

Giusy Bettoni fa parte dell’advisory board di Eco-Age, è consulente per l’innovazione responsabile per Premiere Vision, l’organizzatore leader a livello internazionale di fiere per l’industria della moda.

DONNE E UOMINI ALLE MODA CON CAPI REVERSIBILI E RISPETTOSI DELL’AMBIENTE

DONNE E UOMINI ALLE MODA CON CAPI REVERSIBILI E RISPETTOSI DELL’AMBIENTE

Quando la partenza per un viaggio si avvicina, l’eccitazione e la felicità fanno sempre i conti con un incubo che colpisce donne e uomini indistintamente: lo spazio in valigia. “ASAP, un’azienda nata nel 2007 con diversi progetti che hanno tutti come filo conduttore la sostenibilità, presenta il progetto 1KNIT2WEAR, una maglia reversibile realizzata senza cuciture – afferma Lucrezia Piscicelli, store manager ASAP –. Un capo che consente di risparmiare spazio nei bagagli, perché è come viaggiare con due capi in uno”. 1KNIT2WEAR è double face, creato con due filati di colore differente. “I designer hanno volutamente scelto di dare maggiore importanza a un colore rispetto a un altro per rispecchiare il tratto distintivo della linea: la reversibilità – dichiara lo store manager–. I pattern sono personalizzabili, per fornire alla clientela un capo d’abbigliamento adatto a ogni occasione”.

La maglia 1KNIT2WEAR è prodotta tramite un unico processo di lavorazione. “Solitamente, i vestiti nascono attraverso l’assemblaggio dei vari pezzi che lo compongono – riferisce Piscicelli–. Le maglie firmate ASAP sono realizzate in un unico momento, grazie a una tecnologia innovativa giapponese messa appunto per la tessitura dei filati. I macchinari nascono 4/5 anni fa e fabbricano il prodotto in 60/90 minuti”.

Il capo è confezionato in lana. “L’azienda utilizza una lana leggerissima. Le maglie pesano meno di 200g e cucite con materiali made in Italy – chiarisce Lucia Piscicelli–. Il brand presenta la prima collezione per donna e per uomo. Modelli sia con lo scollo a V, sia a girocollo. ASAP mette anche a disposizione dei consumatori una maglia large per chi preferisce indossare capi d’abbigliamento più comodi”.

RVR LARDINI è l’ultimo progetto proposto da ASAP insieme a 1KNIT2WEAR. I capi reversibili RVR LARDINI sono realizzati con tessuti naturali da un lato e tessuti water repellent dall’altro. Una linea versatile e innovativa perfetta per chi viaggia, studiata nei minimi particolari per una riduzione dell’ingombro. I capi RVR Lardini hanno come packaging una busta che può essere utilizzata come cuscino.

ASAP - Lardini

Pelle Conciata al Vegetale, Natural Dye Cachemire, Recycled e 100% Natural sono le linee proposte da ASAP. “Pelle Conciata al Vegetale rappresenta i prodotti ottenuti con pellami conciati con materiali vegetali e senza l’utilizzo di cromo o sostanze chimiche – riferisce lo store manager ASAP –. Capi d’abbigliamento e accessori sicuramente meno inquinanti”. Natural Dye Cachemire raggruppa gli articoli confezionati in cachemire 100% colorato al naturale, per tale motivo il processo inquinante è ridotto. “Recycled prevede il recupero di filati e tessuti da magazzini di prestigiose aziende italiane, non più utilizzati, perché disponibili in quantità troppo limitate per una gestione produttiva industriale – specifica Piscicelli –. Stoffe e filati nuovi e di altissima qualità, la cui scarsa quantità consente di proporre sul mercato modelli unici, dove si possono abbinare colori e fantasie”. La linea Recycled si suddivide in Recycled Knit, Recycled Jersey e Recycle Fabric. “100% Natural è la linea più invernale. Maglioni e sciarpe in preziose fibre naturali, yak, cammello, cashmere non sottoposti a processi di tintura. Un progetto a basso impatto ambientale”.

ASAP - Collezione

Gli articoli sono realizzati in Italia al fine di salvaguardare il patrimonio delle abilità artigianali e di garantire una filiera produttiva corta. Tutto nel rispetto dell’ambiente.

Simone Lucci

BIMBI ALLA MODA CON CAPI ECOLOGICI E CERTIFICATI

BIMBI ALLA MODA CON CAPI ECOLOGICI E CERTIFICATI

Filobio, l’azienda dedicata al baby fashion, ha conseguito la certificazione da parte dell’Associazione Tessile e Salute. I capi soddisfano tutti i requisiti di Tessile e Salute e partecipano al progetto finanziato dal Ministero della Salute, al fine di tutelare la salute e garantire al consumatore la sicurezza e la trasparenza del prodotto tessile-abbigliamento. Filobio è la prima azienda di abbigliamento per neonati e bambini fino ai due anni a ottenere questo riconoscimento.

Filobio ModaIl risultato è frutto di un’attenta verifica da parte degli organi tecnici dell’Ente certificatore di tutti i processi di produzione coinvolti per la realizzazione delle collezioni Filobio. I tessuti sono controllati e le fasi di produzione analizzate e monitorate. I materiali tessili sono sottoposti a test di cessione in laboratorio per verificare la loro reale salubrità e a-tossicità.

L’obiettivo di Filobio è puntare sulla priorità della salute della pelle e, quindi, della salute dei bambini che indossano i capi certificati. Tutto parte dall’idea originale, di utilizzare il cotone biologico e altri filati naturali, quali canapa, lana, seta, cachemire, per la salvaguardia e la preservazione dell’ambiente e per la salute dei piccoli.

Ogni articolo è ottenuto da fibre naturali e sottoposto a una verifica sopra le parti, per la garanzia del risultato. Di quale risultato si parla? La salute.

Simone Lucci

Fondata nel 2006 da Anna Cantarelli, alla quale si è unita Paola Alluvione nel 2010, Filobio è un’azienda italiana con lo scopo di proporre capi di abbigliamento per bambini da 0 a 24 mesi. Design e capacità del tessile italiano si coniugano con il rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Le collezioni, in puro cotone biologico, sono disegnate e sviluppate in Italia e realizzate in India da una filiera certificata per gli Standard del Tessile Biologico (GOTS- Global Organic Textile Standarda) e per il Fair Trade (FLO cert. e SA 8000). Per garantire il livello di qualità dei capi, il lavoro è seguito direttamente e personalmente sul luogo di produzione. Filobio collabora esclusivamente con aziende orientate verso un obiettivo di trasparenza ed eco-sostenibilità.

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SNEAKERS A IMPATTO ZERO®, LA CHIAVE PER IL SOSTEGNO AMBIENTALE

SNEAKERS A IMPATTO ZERO®, LA CHIAVE PER IL SOSTEGNO AMBIENTALE

Riciclo ed ecosostenibilità sono parole entrate nel vocabolario della moda che si traducono nell’utilizzo di abiti e accessori totalmente green. Grandi firme hanno creato collezioni impiegando materiali biologici e riciclabili. In passerella si possono ammirare outfit che hanno l’obiettivo di ridurre l’uso di materie prime ed energia. La sostenibilità ambientale è un concetto importantissimo anche per Gianni Dalla Mora, titolare dell’azienda calzaturiera WOMSH, nata nel 2011.

scarpe“I miei genitori possedevano negozi di scarpe e io ho sempre lavorato in questo mondo – racconta Dalla Mora –. Sono un fanatico delle calzature e così ho realizzato sneakers a Impatto Zero® in collaborazione con LifeGate, quindi prodotte con energia derivante da fonti sostenibili. Un progetto a cui ha aderito anche la rockstar Vasco Rossi per la realizzazione del tour ‘Buoni o Cattivi’ nel 2004”. Impatto Zero® è un progetto che calcola, riduce e compensa le emissioni di anidride carbonica (CO2) generate dalla fabbricazione, l’impiego e i consumi dei principali elementi e risorse, la spedizione del prodotto e lo smaltimento a fine vita. “L’idea è nata in seguito alla lettura di un libro di Marco Roveda, presidente di LifeGate – spiega il titolare –. Un romanzo ricco di speranza dove si mostra come fare economia rispettando l’ambiente. Per compensare la produzione di CO2, provvedo a far piantare un albero in un parco di Roma per ogni scarpa prodotta”. Per ogni collezione realizzata, l’impresa contribuisce alla creazione di nuove aree boschive e alla salvaguardia delle aree verdi già presenti.

“WOMSH è un’impresa con un livello qualitativo e un design elevato – dichiara Gianni Dalla Mora –. La società ha lo scopo di creare un prodotto che coniughi lo stile italiano e la sostenibilità ambientale”. Le scarpe sono fabbricate totalmente in Italia, a Stra, in provincia di Venezia, nel distretto calzaturiero della Riviera del Brenta. “Per me il Made in Italy è molto importante sia per etica, sia per ambizione personale – spiega il dirigente –. Made in Italy significa buon gusto, buona capacità manifatturiera e attenzione ai dettagli”.

Le calzature WOMSH originali a impatto zero si identificano tramite un occhiello verde posto sulla tomaia. Sul mercato sono disponibili 4 linee: SLIP, RUNNY, BASK, SKIN. “Il brand si rivolge a ogni uomo, donna, ragazzo che si senta giovane mentalmente e nello spirito – precisa l’imprenditore –. Il marchio è rivolto a un target dallo spirito, attento, curioso, viaggiatore, urban, istruito, a una persona, insomma, che vuole comprare con consapevolezza”. Le scarpe possono essere acquistate sul sito internet o presso i punti vendita, tra i negozi più prestigiosi: Giovani a Treviso, Fiorini a Desenzano, Le Follie ad Affi (VR). Le WOMSH nascono come scarpe passaparola: World Of Mouth Shoes significa questo. Il cliente che compra le scarpe sul sito diventa promoter e può diffondere il suo codice invito per far acquistare le sneakers anche ad amici.

Le sneakers usurate possono essere riciclate. “L’azienda ritira le scarpe usate e dà in cambio un buono di 10€ per un acquisto successivo – informa Dalla Mora –. Il recupero viene svolto dall’impresa Esosport”.  Esosport, società di Opera, riutilizza poi la tomaia delle scarpe per la realizzazione di tappeti per palestre e imbottiture di palloni. Con la suola si produce invece un agglomerato di gomma usato per pavimenti anti trauma e ad assorbimento d’impatti. Pavimentazioni atossiche e resistenti alla corrosione di oli, acqua e luce, utilizzate per i parchi giochi: “I Giardini di Betty”, presenti a Milano, Opera, Firenze e Roma. “Un’iniziativa nata in onore di Betty Salvioni Meletiou, moglie del Managing Director di ESO Nicolas Meletiou – specifica il dirigente –. Un progetto a cui il titolare di Esosport tiene in modo particolare, in quanto i coniugi, entrambi maratoneti, cercavano una soluzione per riciclare le sneakers consumate dopo le gare”.

L’azienda è nata con l’idea di esportare le calzature all’estero. “Sono state attivate due agenzie nel centro nord Europa, dove vi è maggiore sensibilità per i temi ambientali – spiega l’imprenditore –. Il mercato estero è un po’ la salvezza delle imprese. Lo scopo aziendale è di inserirsi nel mercato a 360°”.

WOMSH ha un occhio sempre puntato verso l’avvenire per realizzare nuove proposte rispettose dell’ambiente. “Per il futuro si sta pensando a un prodotto più cittadino, con la portabilità e il comfort di una sneaker – annuncia Dalla Mora –. Una scarpa formale con un fondo molto morbido e flessibile. La calzatura deve essere portabile, comoda e sempre a impatto zero”.

L’impresa dimostra di saper coniugare la moda con l’aspetto green in ogni sua linea di calzature. “WOMSH non nasce con lo scopo di cambiare il mondo – afferma l’imprenditore –. Il suo fine è migliorarlo e sporcarlo di meno, sperando di sottolineare l’importanza della sostenibilità ambientale e promuovendo la diffusione di sistemi di riduzione di CO2 in tutti gli ambiti lavorativi”.

Come ha dichiarato la rockstar Vasco Rossi: Si può cambiare solo se stessi, sembra poco ma se ci riuscissi faresti la rivoluzione.

Simone Lucci

BELLE E CHIC: LA NUOVA SFIDA DELLE FARMACIE

BELLE E CHIC: LA NUOVA SFIDA DELLE FARMACIE

Rendere fashion, chic e divertente la vetrina di una farmacia è, senza timore di smentita, una vera e propria “missione impossibile”. Per chiunque forse, ma non per Valori, azienda fondata tre anni fa da due imprenditrici siciliane: Valentina Speranza e Loredana Salvia.

L’acronimo Valori unisce i nomi delle due socie e amiche: Valentina e Loredana. Sensibile, creativa e fantasiosa la prima, organizzata, razionale e precisa la seconda, le due si definiscono “perfettamente complementari”. Valori si occupa di organizzare eventi, allestimenti e decorazioni, e dedica particolare attenzione alle vetrine dei negozi. E in quest’ultimo ambito Valori è divenuto pioniere di un genere nuovo e tutt’altro che comune: la decorazione delle vetrine delle farmacie. Nelle mani di Valori, spazi tristi, anonimi, con orrende scarpe ortopediche e cosmetici che, per quanto si sforzino, non riescono proprio ad essere accattivanti, diventano luoghi dall’estetica curata e attraente. Qualche esempio? La vetrina delle feste è elegante, così dalle tende in pizzo e seta si scorge una tavola sontuosa. É imbandita con candelabri e posateria in argento, porcellane e bicchieri di cristallo. Sulle alzatine, creme all’acido ialuronico, antirughe, idratanti e sieri per “l’eterna giovinezza” sono infiocchettati come un regalo prezioso e custoditi da una cloche in vetro.

Quando arrivano i primi freddi, invece, per promuovere i prodotti per la difesa dai malanni stagionali ci si ispira all’esposizione del fruttivendolo. Cassette in legno colorate colme di mandarini, limoni, arance; e poi, il miele nei barattoloni in vetro e le piante officinali. Tutto questo, insieme alle pastiglie per la vitamina C, agli antinfluenzali e agli spray per la gola al mentolo.

Dalle vetrine a tema si va fino a vere e proprie storie raccontate in co-branding con altri professionisti. In occasione della promozione di prodotti per celiaci, è nata una proficua collaborazione con un panificio che produce e vende pane e pasta fresca, e con una cakedesigner che confeziona magnifiche torte, entrambi per celiaci. “Abbiamo cercato di ricreare l’atmosfera dell’antico panificio – precisa Valentina Speranza –. Così dal cassetto del rustico tavolo ‘capretta’ fuoriescono diversi tipi di pasta, numerose varietà di biscotti e le cialde dei cannoli da riempire con la ricotta. Nella tradizionale madia in legno, in cui anticamente s’impastava il pane, sono state sistemate la farina di mais e le basi per la pizza. Il messaggio è rivolto ai celiaci, per dire loro che con  i prodotti di farmacia e quelli artigianali è possibile soddisfare i loro desideri, anche il cake design”.

La scelta di decorare le vetrine delle farmacie potrebbe apparire bizzarra, ma Valori ha le idee chiare sul perché è importante curare la gradevolezza di un luogo che tradizionalmente non dà spazio all’estetica. “Ciò che ci ha spinto a cogliere questa sfida è far comprendere che anche in una farmacia l’estetica è importante – spiega Valentina Speranza –. Solo così la farmacia si avvicina alla gente, smettendo di essere un posto associato soltanto alla malattia”.

Valori nasce quando alle due imprenditrici viene richiesto da parenti e amici di organizzare feste, compleanni e giornate speciali. L’esperienza di Valentina Speranza, per anni decoratrice e allestitrice nell’Hotel di famiglia, ha convinto le due amiche a buttarsi, con successo, in questa avventura. L’amore per il bello, per la decorazione della casa e della tavola, la Speranza lo eredita dal padre e lo perfeziona nei suoi studi all’Istituto d’Arte. Loredana Salvia e lei creano insieme una realtà pervasa della loro sicilianità: tutto nel loro lavoro riporta ai colori, ai paesaggi mozzafiato e agli odori della splendida isola. Reinterpretano materiali tipicamente mediterranei: sabbia vulcanica, gorgonie, ciottoli, rami, conchiglie e stelle marine, ma anche frutta, ortaggi, piante e fiori. Elementi naturali uniti a oggetti d’arte: di antiquariato e moderni.

Mosse da una passione che nel tempo è divenuta professione, le due socie propongono sempre un servizio “tailor made”, cucito su misura. La parola d’ordine di Valori è: personalizzare, e si spazia dalla “mise en place” di una semplice tavola imbandita per una cena tra amici, alla complessa organizzazione di un matrimonio; dalla festa per il diciottesimo, alla simpatica decorazione di quella per bambini.

Ogni evento e ogni vetrina vanno adattati al messaggio che si vuole trasmettere, trasformando gli elementi di cui si può disporre in un’opera dal forte impatto estetico. Tutto il concept di Valori sta in una continua ricerca del bello: come moderne Re Mida, le due imprenditrici mutano in oro tutto quello che toccano. “È un po’ la nostra filosofia – racconta Valentina Speranza – trasformare le cose brutte in belle. Perché tutto può essere reso bello, con amore, con passione e creatività”.

E con tanto talento, aggiungerei.

Federica Grimaldi

 

UN DESIGN MODERNO CHE VIENE DAL PASSATO

UN DESIGN MODERNO CHE VIENE DAL PASSATO

Quando sentiamo parlare di “autoproduzione a Km 0”, siamo portati a immaginare delle belle cassette piene di freschissime verdure, coloratissima frutta succosa e bottiglie di fragrante olio di oliva. E invece nel variegato mondo del design e del fashion questo concetto ormai si è esteso agli oggetti e quasi anche ai progetti.

Quattro anni fa Giulia Meloncelli, dopo un percorso formativo prima, e lavorativo poi, nel comparto tradizionale della moda e del design, decide di iniziare una nuova avventura. Fonda così il brand Ricicli il cui nome lascia già prevedere quale sia il concept.

La fucina delle idee, il laboratorio dove le creazioni di Ricicli prendono vita, sorge a pochi chilometri dal centro di Forlì, in una casa degli anni ’50, abbandonata da tanti anni, che la Meloncelli e il marito, compagno oltre che di vita anche di lavoro, hanno scelto come luogo simbolo per far nascere la loro azienda. Ristrutturata secondo i principi della bioedilizia è arredata solo con mobili recuperati da vecchie cantine, con materiali di risulta. Coloratissimi pappagalli di vetro soffiato diventano lampade e cartelli stradali dismessi si trasformano in originalissimi pensili. Tutto rinasce e riprende vita in un luogo in cui ogni gesto è volto a realizzare oltre che un oggetto anche una idea.

Tutta l’attività di Ricicli è impregnata della filosofia che la Meloncelli ha portato nel cuore di un design totalmente Made in Italy. Ispirato dalle innovative idee del designer austriaco Victor Papanek, emerge chiaramente quanto tutto il lavoro di Ricicli sia in linea con le idee espresse nel libro “Progettare per il mondo reale”: realizzare qualcosa per dare un senso a ciò che si fa e non per fare semplicemente denaro.

Negli ultimi anni alcuni ambiti come ad esempio quello della moda e del design,  pervasi prima solo dallo spasmodico desiderio di possedere sempre più oggetti, oggi vengono attraversati da concetti nuovi. Vintage, riciclo, equo e solidale sempre di più raccontano di progetti innovativi, attenti al pianeta e al mondo circostante, che fanno della diversità un punto di forza. Una “cosa vecchia”, che solo fino a una decina di anni fa, finito il suo ciclo vitale, diventava scarto, oggi ricomincia una nuova esistenza. Per la Meloncelli ogni oggetto ha una sua memoria storica e come tale la sua nuova vita non può e non deve cancellare la precedente. Ma Ricicli in qualche modo ci propone una vera e propria rivoluzione progettuale e concettuale: in un mondo che cerca spasmodicamente la perfezione nelle cose, nelle persone, nelle esistenze, scadendo spesso in vite di plastica indegne di essere vissute, l’azienda nelle sue creazioni non cancella ma anzi cerca ed esalta le imperfezioni nelle cose, negli oggetti. Una palla da biliardo la cui superficie non è più liscia e perfetta, è bella così, e non va lucidata perché proprio attraverso la sua imperfezione ci racconta la sua precedente funzione, ci lascia immaginare tutte le volte che è stata colpita dalla stecca di un appassionato giocatore. Gli oggetti dunque come le persone, veri e reali come noi, con le nostre cicatrici e i nostri difetti che ci rendono meravigliosamente unici.

L’azienda nella quale attualmente lavorano, oltre alla titolare e al marito, altre due collaboratrici, si pone l’obiettivo di espandersi il più possibile. “La nostra è una filosofia di vita, il rispetto per le persone e per la natura fanno parte di noi da quando siamo nati – dichiara la Meloncelli -. Con il nostro lavoro desideriamo far riflettere su questi valori il maggior numero di persone”.

I materiali utilizzati sono i più disparati. Legni di scarto da falegnamerie, scampoli di tessuti che giacciono nei magazzini, metalli raccolti dai ferrivecchi, carta e cartone. Ciò che viene considerato inutile per Ricicli è un bene prezioso che tornerà ad essere utile a qualcuno.

Tra i prodotti che più li caratterizzano ci sono gli attaccapanni Balilla, realizzati con stecche di metallo di vecchi calci Balilla, attaccapanni Biliardo, nei quali, dopo un’onorata carriera, le palle diventano coloratissimi pomelli, le borse Jacket, create con sfridi di lavorazione di pelle e abiti di fine collezioni e la lampada Cravatta.
Ma al di là dei prodotti “iconici” Ricicli realizza tanti progetti personalizzati oltre che per privati anche per locali commerciali. È possibile inventare e costruire qualunque cosa. L’unica regola è avere il desiderio, l’apertura mentale e la curiosità di affrontare un incredibile viaggio attraverso una visione della vita e dei rapporti tra gli esseri umani completamente nuova.

Federica Grimaldi

IL TRICOLORE VINCENTE

IL TRICOLORE VINCENTE

Bianco, rosso, verde sono i colori della nostra bandiera, che spesso accompagnano l’inno di Mameli e fanno emozionare. Sono i colori per i quali, alle Olimpiadi del 2014, a Sochi, hanno gareggiato e vinto gli atleti FISI (Federazione Italiana Sport Invernali). E sono anche i colori del loro intimo tecnico: 100% italiano.

La maglia lupetto a manica lunga e la calzamaglia al ginocchio sono realizzate in polipropilene Dryarn®, un tessuto che isola come la lana, conferisce leggerezza e veicola all’esterno il sudore prodotto durante l’attività fisica. L’efficienza di scambio tra pelle, tessuto e ambiente assicura il massimo comfort ed evita la spiacevole sensazione di freddo causata dall’umidità sulla pelle. Si tratta dei capi tecnici sportivi che Mico ha fornito agli oltre 400 atleti della F.I.S.I.

La F.I.S.I. è la federazione che comprende 14 sport invernali: sci alpino, nordico, di velocità, di fondo e d’erba, skeleton, snowboard e salto sugli sci, combinata nordica, bob, slittino e slittino naturale, freestyle, biathlon. Tra questi sport, dieci le discipline Olimpiche. La spedizione azzurra a Sochi è composta da 113 atleti, dei quali 86 della FISI.

I completi di intimo tecnico Official F.I.S.I. Linea Champions di Mico li abbiamo visti pubblicizzati da quattro atleti della Nazionale italiana di sci alpino che rievocano “I fantastici 4”.

Undici, invece, i super eroi italiani che chiudono la spedizione a Sochi con 8 medaglie: 2 d’argento e 6 in bronzo. Tra loro, Christof Innerhofer, trentenne di Brunico, che ottiene una medaglia a cinque cerchi d’argento nella discesa libera e una in bronzo nella supercombinata. “Durante una competizione è fondamentale ‘la testa’: bisogna sciare serenamente e non avere paura della gara e di sbagliare – spiega Christof Innerhofer -. Altrettanto importanti sono gli indumenti performanti. Devi solo pensare a indossarli, e se sono di qualità non ti accorgi neanche di averli. Il completo intimo che mettiamo sotto la tuta da gara è leggero, confortevole, mantiene la temperatura corporea, e anche con -15°/ -20° non abbiamo problemi”.

L’intimo ufficiale Official F.I.S.I. Linea Champions è realizzato con la tecnologia seamless, cioè senza cuciture. Presenta, inoltre, una struttura elastica muscolo-contenitiva e protezioni ergonomiche 3D su spalle e ginocchia.

Tricolore anche per le calze per sport invernali, che completano il settore

contatto pelle. Sono realizzate con 3 livelli differenti di spessore, con fascia elastica anti-torsione nella caviglia e nell’arco plantare, con la punta super-comfort con cuciture piatte e rimagliata esterna. A sigillare tutto: il logo ufficiale F.I.S.I.

La filiera dei prodotti è interamente realizzata in Italia: dal filato ai macchinari, dalla manodopera alle tinture, dalle etichette agli adesivi, dal packaging al trattamento igienizzante, dalle zip agli elastici, dal design alla proprietà dell’azienda. Tutto made in Lombardia.

Le soluzioni Mico, studiate per rispondere alle necessità degli atleti delle nazionali azzurre, sempre alla ricerca della massima performance in termini di comfort, prestazioni, protezione e affidabilità, vengono proposte anche a chi desidera provare l’emozione di indossare gli stessi capi dei campioni F.I.S.I., e pure a chi, magari, considera lo sci soltanto il mezzo per spostarsi da un rifugio all’altro.

Mico Sport S.p.a. nasce nel 1970 come azienda produttrice di calze da donna. Nel ’77 cambia tipologia di prodotto specializzandosi nella confezione di calze sportive di tipo “tecnico”, alle quali affianca negli anni ’90 una linea completa di “technical underwear”, di indumenti, cioè, che costituiscono il primo strato: sotto maglia, sotto casco, sotto guanti; realizzati con materiali innovativi e tecnologie brevettate.

La sede e lo stabilimento produttivo sono a Brescia. Fondamentali i macchinari, modificati nel tempo per restare sempre al passo con la tecnologia e per realizzare prodotti prestazionali.

100 ANNI DI PURO COTONE NATURALE

100 ANNI DI PURO COTONE NATURALE

Può essere a lupetto, a serafino, con la scollatura a barchetta, girocollo, V-neck e con allacciatura a polo. È come se fosse una tela da plasmare o un foglio bianco da riempire, da interpretare di volta in volta in modo diverso. C’è la T-Shirt souvenir tipo “I love NY”, ci sono quelle dei cartoons Disneiani o made in Japan, quelle con le foto dei miti del cinema: da Marilyn Monroe a Brigitte Bardot. Ci sono le girocollo in tinta unita che consegnano alla storia toraci muscolosi e sguardi tenebrosi come quelli di Jeams Dean e Marlon Brando. C’è la T-Shirt bianca che Fonzie portava sotto il giubbino nero di pelle. Ci sono quelle per pin up, con gli angeli di Fiorucci, e quelle con nome e foto dei gruppi musicali preferiti. Ci sono quelle del calcio, un tempo in lana cotta. Poi le T-Shirt di lusso. La Cocodrile shirt di Hermes da 70 mila euro, dove tecniche innovative di lavorazione del pellame  hanno trasformato la rigidità del coccodrillo in una consistenza chiffon. E quella commissionata da un indiano più che facoltoso: completamente d’oro, del valore di 230 mila dollari, dal peso di 12 chili, realizzata da una squadra di quindici orafi che ci ha lavorato 16 ore al giorno.

La T-Shirt, che ha compiuto 100 anni nel 2013, nel tempo è divenuta un megafono mediatico: da manifesto ideologico di designer e aziende a espressione esclusiva di trend di stagione, fino a diventare un esclusivo gioiello. L’intramontabile e iconico capo a forma di T viene celebrato in un volume che ne ripercorre le origini e l’evoluzione. Si tratta di I Love T-Shirt: Origine e storia di una maglietta in cotone a forma di Tedito nel 2014 da Fashion Illustrated con la collaborazione di COTTON USA

Il marchio registrato COTTON USA è stato lanciato da Cotton Council International (CCI) nel 1989 e contraddistingue prodotti di elevata qualità realizzati con almeno il 95% di cotone, di cui per lo meno il 50% deve essere americano. (CCI) è stata fondata nel 1956 come estensione internazionale del National Council of America (NCCA), per diffondere su vasta scala i prodotti realizzati con cotone americano nei mercati d’oltreoceano.

Il cotone americano, proveniente dalla famiglia della pianta del cotone “Gossypium”, viene coltivato nei 17 stati del Cotton Belt: un’area geografica che occupa metà degli Stati Uniti e si estende dal Nord Carolina alla California (4,6 milioni di ettari).

Il periodo della semina va da febbraio a giugno, a secondo delle diverse zone, dopo e 2 mesi spuntano i fiori che in 3 giorni si trasformano da bianco a rosso. Semi e fibre di cotone crescono all’interno di questi fiori, che dopo 50 giorni sbocciano e portano alla luce le fibre, che vengono poi separate dai semi.

Gli Stati Uniti sono il maggiore esportatore di cotone (circa il 30% delle esportazioni mondiali), ed è del 13% la percentuale di cotone nel mondo prodotto dagli USA. Numerose aziende tessili utilizzano già il marchio COTTON USA e abbracciano le attività e le iniziative di global sourcing a supporto del business. Fruit of the Loom, Quiksilver, Brooks Brothers, Esquel e tante ancora le ditte che hanno scelto di realizzare collezioni in cotone americano, identificate chiaramente dal brand COTTON USA. Tra le italiane: Original Marines, Zucchi, Bassetti, Borgo Tessile, solo per citarne alcune.

Non c’è sfilata, collezione stilistica o brand che non inserisca una T-Shirt nelle proprie collezioni. “Non ha confine – afferma l’autrice del libro Cristina Taccani a proposito della T-shirt – . Incapace d’involuzione non rimane imbrigliata nella restrittiva definizione d’indumento o nell’erroneo susseguirsi di aggettivi dedicati: sportiva, facile, comoda, concentra in sé il ruolo di protagonista e non perde l’occasione per tradursi anche ai profani. La T-Shirt, nuovo contenuto e contenitore, libera spazi alla fantasia, imprimendo messaggi veloci, che volano sul web”.

Tre le versioni sul significato del prefisso T avanti a Shirt, tutte spiegate nel libro I Love T-Shirt: Origine e storia di una maglietta in cotone a forma di T, distribuito presso le librerie Rizzoli e nella Libreria della Moda di Milano, disponibile per l’acquisto online sul sito della Libreria della Moda www.libreriadellamoda.it.

Clementina Speranza

IL VERDE COME STILE DI VITA

IL VERDE COME STILE DI VITA

Completamente immersa nel verde della campagna toscana, l’azienda D&K Distribution Spa è stata realizzata soltanto in tre materiali: acciaio e legno per il 40% e per il 60% vetro.

Per le scrivanie e gli arredi interni, solo vernici ad acqua, in modo da evitare tinture che impieghino agenti chimici.

“Sin dal primo momento – racconta Massimo Tassinari, Amministratore Delegato di D&K Distribution Spa – abbiamo chiesto ai progettisti di avere il massimo rispetto per le normative vigenti e i concetti di eco-compatibilità ed eco-sostenibilità. Abbiamo cercato di rendere l’azienda quanto più indipendente possibile sotto il profilo dei consumi energetici; consumiamo energia, ma la produciamo anche: sul tetto, infatti, sono posizionati pannelli solari foto-voltaici. Abbiamo pure installato un impianto geotermico, chilometri di tubi dove circola l’acqua. I pannelli solari impiegati per l’utilizzo dell’acqua calda, poi, alimentano anche il riscaldamento”. In questo modo D&K conta di ridurre il proprio consumo energetico del 40%. “Vogliamo lavorare in un ambiente sano, e muoverci in un mondo in cui ci sia una buona qualità della vita”, afferma Tassinari.

Nel 2009, il primo passo per eliminare la plastica dal packaging: l’azienda consegna la propria collezione flash all’interno di un sacchetto biodegradabile prodotto con amido di mais da un’azienda tedesca. L’obiettivo è quello di evitare completamente la plastica per i 4 – 5 mila capi prodotti ogni anno. “Inoltre – aggiunge Tassinari -, per non utilizzare ingombranti scatoloni i nostri capi confezionati presso altre aziende, quando rientrano nella nostra struttura, dopo essere stati controllati e stirati, vengono quasi tutti consegnati appesi ai clienti, tramite corriere”.

Altro obiettivo importante è quello di eliminare o ridurre il consumo di carta: “Se ci contattano via mail, rispondiamo entro 24 ore, se via fax entro 72 ore”, precisa Tassinari.

Ma quando nasce D&

K Distribution Spa? Nel 2003, come giubbotteria uomo. È sorella di G&P, ed è controllata dallo stesso gruppo G&P Net Spa che detiene i marchi Geospirit e Peuterey. A D&K fanno capo Massimo Tassinari Amministratore Delegato, Roberto Coppola responsabile dell’Ufficio Stile, e alcuni soci della G&P.

D&K ha subito proposto sul mercato i marchi Dekker e Kejo. Dekker,  negli anni, diventa un total look, e si susseguono i lanci dei diversi brand: Dek’her, Dekker Kid e Kejo Kid. Il nome Dekker è stato scelto da Tassinari e Coppola facendo riferimento a un sommergibile della prima Guerra Mondiale. “Ci siamo ispirati alla Marina Militare – precisa Tassinari – anche per lo stile dei nostri capi”.

Per la Primavera-Estate 2014 lo stile dell’uomo e della donna Dekker richiamano come sempre il mood militare e fanno ampio uso di materiali e lavorazioni all’avanguardia. La serie “Military” spazia dal verde acido a tutti i toni dell’arancio, da quelli più tenui del mattone, a quelli più decisi del ruggine e del tabacco, appena smorzati da sfumature sabbia. Per Dekker il verde va decisamente di moda: sia come colore, sia come stile di vita.

E per il futuro è in studio un capo con fibre naturali che ha anche caratteristiche tecniche di impermeabilità.

Clementina Speranza

IL GUSTO PER L’ECO-CHIC COMINCIA DALLA CULLA

IL GUSTO PER L’ECO-CHIC COMINCIA DALLA CULLA

Morbidi e sicuri come le carezze della mamma. Così sono i capi di abbigliamento prodotti dall’azienda italiana Filobio, fondata nel 2006 dall’imprenditrice Anna Cantarelli alla quale si unisce nel 2010 Paola Alluvione, che dopo anni di lavoro nel settore del fashion tradizionale decide di scommettere su questa piccola ma innovativa realtà italiana.

Realizzati in cotone biologico, gli abitini vestono bambini da 0 a 24 mesi. Le serigrafie sono realizzate a mano e con colori ad acqua privi di PVC, mentre le tinture sono prive di metalli pesanti e ammine aromatiche, sostanze molto tossiche soprattutto per i bambini. Il bianco non è ottenuto attraverso sbiancanti chimici ma tramite il perossido. Tutte le parti metalliche sono nichel-free. Nel fissaggio del capo, fase molto delicata della catena produttiva, è totalmente assente la formaldeide. Una tenera papera è il simbolo dell’azienda e le linee proposte sono originali e divertenti.

La collezione basic è realizzata con interlock di bio-cotone a costine, e anche i colori utilizzati  rimandano alla natura.

Spicca la fascia portabebè, una rivoluzione nella quotidianità della mamma. Lunga 5.20 mt e alta 70 cm, può essere utilizzata per trasportare bambini da 0 a tre anni. La fascia consente alla mamma di avere le mani sempre libere e, nello stretto contatto fisico che li unisce, entrambi proveranno sensazioni piacevoli e rassicuranti: il battito del cuore della mamma sarà un calmante naturale per il bimbo, il respiro del cucciolo rasserenerà la mamma che sentirà di avere tutto sotto controllo.

Anche il kit nascita è una geniale idea delle due imprenditrici. Pensato per accogliere il bambino appena nato, contiene i suoi primi indumenti. Totalmente sterile, si compone di cinque set, tutti di colore bianco naturale.

Un cotone più caldo è invece quello che costituisce la Bouclé Collection. Pensato per i primi mesi di vita, candido come il latte, è morbido e avvolgente come l’abbraccio della mamma.

Sempre alla ricerca di nuove idee e collaborazioni, quest’anno Filobio presenta a Pitti Bimbo anche la Cameo Collection, arricchita dal prezioso contributo della designer Eleonora Rispoli, creatrice degli stravagantiScarabocchi di Patipò. Interamente italiani, si tratta di capi con fibre naturali e dal design inconfondibile. La collezione è realizzata in cashmere, lana e seta, ripensati da Eleonora in un soffice e caldissimo micro jaquard. Tre i capi presentati a Pitti: la salopette con bottoncini in corno naturale, il pagliaccetto con taglio a vivo e il caratteristico cappellino da elfo, simbolo degli Scarabocchi di Patipò.

Le collezioni, disegnate in Italia ma confezionate in India, sono certificateEKO Sustainable Textile (GOTS) per gli Standard del tessile ecologico e Social Accountability 8000 per le condizioni di lavoro. Operare in simbiosi con la natura proprio attraverso la diffusione del cotone biologico è la mission dell’azienda: la produzione industriale in costante crescita pone esigenze di sostenibilità, con cui Filobio si confronta fin da suo esordio. Oltre all’attenzione per l’ecosistema e per le sue risorse, tra gli obiettivi dell’azienda c’è la tutela e il rispetto dei lavoratori delle piantagioni di cotone indiane. La sempre più diffusa delocalizzazione porta a volte alcune aziende a chiudere un occhio sulle condizioni di chi lavora in paesi così lontani e i coltivatori a volte accettano di convertirsi dalla produzione di cotone OGM al settore del biologico guadagnano in media il 20-25% in più rispetto ai contadini che decidono di restare nel comparto tradizionale. Per le due imprenditrici non è possibile prescindere da una produzione etica e solidale, attenta alla salvaguardia dell’uomo e del pianeta. I 1500 lavoratori della cooperativa presso cui viene acquistato il cotone biologico provengono da 34 villaggi di una zona molto povera dell’India centrale.

Al di là dell’indiscussa qualità dei prodotti Filobio, l’azienda e l’entusiasmo delle due imprenditrici che ne costituiscono l’anima, mostrano come sia possibile produrre capi chic e alla moda, seppure per bambini, senza dimenticare che lo stile e il fashion non potranno mai essere più importanti della salute di chi li indosserà, della tutela dei diritti di chi li produce e della salvaguardia del pianeta che condividiamo con tante altre creature.

                                                                                               Federica Grimaldi

UN’ITALIANA CON LA PASSIONE PER LO SPORT

UN’ITALIANA CON LA PASSIONE PER LO SPORT

E’ un’azienda italiana. E’ famosa nel Team Wear. E’ spesso sponsor tecnico di moltissime società sportive, da quelle dilettantistiche fino ai più grandi club italiani e internazionali, non solo calcistici ma anche di pallavolo, basket e rugby. Si tratta di Erreà Sport S.p.a. E’Angelo Gandolfi a fondarla, nel 1988, spinto dalla sua passione per il rugby. “Quando io e mio fratello siamo entrati in azienda, abbiamo deciso di inserire il mondo del calcio nei nostri obiettivi di mercato – racconta Roberto Gandolfi, vice presidente e figlio del titolare -. Questa iniziativa è servita effettivamente al raggiungimento di una certa notorietà”.

Il volley femminile è, in ordine di tempo, l’ultimo tra gli sport a cui Erreà ha dedicato una collezione, consentendo al marchio di allargare il proprio pubblico a un’ulteriore fascia di mercato: la donna.

Nella sede storica di San Polo di Torrile, in provincia di Parma, che raggiunge oggi un’area di quasi 15 mila metri quadrati, nascono e si sviluppano tutte le fasi produttive.
Ed è proprio la produzione interna all’azienda, unita a un dipartimento grafico creativo e competente, a consentire a Erreà la realizzazione di capi e linee di abbigliamento personalizzate, create per soddisfare le differenti esigenze di clienti e società sportive.

Erreà lancia per la prima volta all’ISPO di Monaco Active Tense, la linea di punta che lavora sulla postura degli arti grazie a un esoscheletro elastico in resina naturale, studiata da osteopati e fisioterapisti.

Il brevetto assicura l’aumento della stabilità articolare e il miglioramento della funzione muscolare, con la conseguente correzione della postura. La collezione Active Tense è connotata da uno stile basico, fatta eccezione per il modello con “ossa a contrasto” effetto scheletro, creata per i più spiritosi. I materiali sono interamente certificati Oeko-Tex 100.

Questo certificato, rilasciato dall’Istituto internazionale che da più di 15 anni rappresenta un punto di riferimento a livello mondiale per la ricerca e i test nel campo dell’ecologia tessile, garantisce che i prodotti Erreà, durante l’uso, non rilasciano sostanze nocive in quantità superiori ai limiti previsti dall’ Oeko-Tex Standard 100.

Le prove dell’Oeko-Tex Standard 100 prevedono:

• ricerca di coloranti azoici
• ricerca di coloranti cancerogeni e allergenici
• rilascio di formaldeide
• ricerca di fenoli clorurati
• ricerca di benzeni e tolueni clorurati
• rilascio di metalli pesanti estraibili
• verifica di solidità del colore
• determinazione del ph dell’estratto acquoso
• ricerca dei composti organostannici (TBT e DBT)

                                                                                                                              Clementina Speranza

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