UN BENESSERE VULCANICO NEL CUORE DELLA PIANURA PADANA

UN BENESSERE VULCANICO NEL CUORE DELLA PIANURA PADANA

Tra  Padova,  Venezia,  Rovigo  e Vicenza, emergono un gruppo di colline di origine vulcanica: i Colli Euganei. Dalle Piccole Dolomiti, e a 1800 metri, hanno origine le acque termali che scendono a oltre 3000 metri sotto il livello del suolo e riemergono nel Bacino Euganeo. Sono definite acque minerali salso-bromo-iodiche ipertermali, ideali per trattamenti alle vie respiratorie, e per problemi vascolari e cutanei.
Il bacino dei  Colli Euganei  offre tutto ciò che il turista moderno, appesantito dallo stress della vita quotidiana cerca: una vacanza sana e rilassante. A Montegrotto, piccolo centro termale nel cuore dei Colli Euganei, vi è un luogo in cui è possibile beneficiare degli effetti termali e respirare aria familiare. Si tratta dell’Hotel Petrarca il più antico della città, dal 1974 di proprietà della famiglia Pastorello. In origine era presente una sola piscina termale ma, grazie alle opere di bonifica dei Pastorello, ora ce ne sono sette.

Dalle acque del Bacino Euganeo si ricava anche il Fango termale, composto di una parte solida, l’argilla, e una liquida, l’acqua ipertermale salso-bromo-iodica. La melma é sottoposta a un processo di maturazione che favorisce lo sviluppo di una flora di microrganismi con elevato potere antinfiammatorio e antiossidante, ideale per la protezione cellulare, per la riduzione dei livelli sierici di iterleuchina-1 e per i markers di riparazione cartilaginea.

All’Hotel Petrarca, oltre ai bagni nelle acque termali e ai fanghi, vi sono da tre anni le cure nelle “Grotte di Sale”, ambienti ipoallergenici interamente ricoperti di cloruro di sodio. Al loro interno é micronizzato del sale iodato, la cui azione benefica agisce nel tratto respiratorio ottenendo una profonda detersione, fluidificazione ed espulsione del muco. La cura é indicata per chi soffre di allergie, asma, infiammazioni cutanee, fibrosi cistica, artrosi, stati di stress e per la preparazione atletica. Una sessione di quaranta minuti equivale a tre giorni di mare, ed é consigliato un ciclo di sei giorni da ripetere annualmente.
L’Hotel Petrarca é uno dei pochi centri in Italia in cui si pratica la terapia craniosacrale. Una procedura biodinamica effettuata attraverso delicate manipolazioni del cranio. Lo scopo finale del trattamento è quello di ristabilire l’equilibrio fisiologico dell’organismo umano.
Il centro Termale Petrarca offre ai propri ospiti un pacchetto di cure che comprende la fisioterapia strumentale, terapie orientali, trattamenti estetici accompagnati da consulenza medico estetica gratuita. Nel periodo estivo gli esperti del centro consigliano alle clienti bendaggi anticellulite e peeling corpo, per affrontare il sole, la spiaggia e il caldo più leggeri e purificati. Si prosegue poi con il circuito Vital Center composto di Bagno di Vapore calidarium, sauna e biosauna, docce emozionali, paradiso d’acqua e spruzzi acquiferi Yin Yang.
Per la cura del corpo è importante anche l’alimentazione per questo il Ristorante dell’Hotel, oltre a proporre una vasta scelta di pietanze internazionali, offre anche dei menu speciali per chi ha particolari esigenze dovute ad allergie, intolleranze, celiachia o per chi segue un’alimentazione Vegana o Vegetariana.
L’Hotel Petrarca organizza per gli ospiti un programma di eventi: il martedì, aperitivo di benvenuto, il mercoledì, la festa Hawaiana con menu tipico e lo staff vestito a tema, il giovedì ballo, il venerdì, serata veneziana con menu a base di pesce servito da camerieri-gondolieri, e infine il sabato nuovamente ballo.
Un elenco di esperienze, cure e familiarità che ha fatto sì che l’Hotel Petrarca e gli altri due Hotel della famiglia Pastorello fossero scelti per ospitare i giocatori dell’UEFA REGIONS’ CUP 2013. I giocatori delle squadre amatoriali, provenienti da tutta Europa hanno in questo modo potuto godere dei benefici termali tra una partita e l’altra. Le regioni e nazioni interessate sono state: Veneto (ITA), Eastern Region (NIR), Quarachala (AZE), Keleti Régió (HUN), Isloch (BLR), Selección Catalana (ESP), Olimp Moscow (RUS) Yugoiztochen Region (BUL).
Importante ricordare che la stagione invernale è ideale per le cure termali,  e se durante il giorno manca il tempo nessun problema: dalle 19,00 alle 23,00 l’Hotel Petrarca offre l’ingresso ridotto a chi vuole dimenticare una brutta giornata, o semplicemente rilassarsi e riposare in vista del nuovo giorno che verrà.

Elena Fabbri e Clementina Speranza

IL VACCINO CONTRO IL MENINGOCOCCO B  È MADE IN ITALY

IL VACCINO CONTRO IL MENINGOCOCCO B È MADE IN ITALY

“Federico aveva 2 anni e mezzo, era biondo con gli occhi verdi, era sano e giocava. Aveva avuto un po’ di febbre che è poi passata. 4 -5 gg dopo, si è svegliato un po’ pallido e con una lieve febbre che verso le 13 è aumentata. Decido di farlo visitare dal pediatra il quale si accorge che sul corpo gli erano spuntate delle chiazze, così lo accompagniamo al pronto soccorso, e qui peggiora sempre più.

Tutto il possibile è stato tentato, ma alle 18 mio figlio è diventato un angelo. Federico aveva contratto la meningite, anche se aveva fatto tutte le vaccinazioni previste. Nel 2009, purtroppo, non esisteva ancora quella contro il meningococco B, e ho perso mio figlio a causa di questa terribile infezione”. A raccontare questa triste storia è Ivana Silvestrooggi Vicepresidente del Comitato Nazionale contro la Meningite.

La meningite batterica può essere causata da tre agenti: Haemophilus influenzae tipo B, Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Neisseria meningitidis (meningococco). Contro le prime due infezioni sono da tempo disponibili strumenti vaccinali. Il meningococco si distingue in 13 sierogruppi, di cui cinque infettivi e contagiosi: A, B, C, W135 e Y. La prevalenza di ciascun sierogruppo varia nel mondo; il sierogruppo più diffuso è il B (MenB), che prevale in Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, e altri Paesi a livello globale.

La meningite meningococcica è la principale causa di morte soprattutto tra i neonati, la loro è la fascia d’età più esposta al meningococco B (MenB). Il vaccino contro il MenB è finalmente disponibile: è il risultato di oltre venti anni di ricerca d’avanguardia nello sviluppo dei vaccini presso i laboratori di Siena, ed è quindi made in Italy. Messo a punto nei laboratori di Novartis Vaccines dal team di Rino Rappuoli, viene prodotto nello stabilimento di Rosia (Siena). Protegge fin dal secondo mese di vita e rappresenta il mezzo più efficace per prevenire la malattia.

“Ogni 10 minuti, nel mondo, una persona muore di meningite meningococcica. Il meningococco può uccidere in meno di 24 ore o causare gravi disabilità permanenti. La popolazione a maggior pericolo di contagio sono i bambini piccoli, ma anche gli adolescenti sono a rischio – dichiara Rino RappuoliResponsabile Mondiale della Ricerca, Novartis Vaccines and Diagnostics –. Il meningococco di tipo B è tra i principali responsabili di queste infezioni

Si tratta di una malattia particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavviso e può portare al decesso entro 24-48 ore. La meningite menigococcica ha una letalità tra il 9 e il 12%, ma in assenza di un trattamento antibiotico adeguato può raggiungere il 50%.

Ecco perché è molto importante che, dopo il via libera dell’Unione Europea, sia arrivata per questo nuovo vaccino anche l’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco che permetterà di salvare molte vite umane e di cambiare le prospettive della lotta contro la meningite”.

La meningite da meningococco

La meningite da meningococco è un’infezione pericolosissima perché improvvisa, subdola, spesso letale o fonte di gravi complicazioni (sequele). Colpisce inaspettatamente persone sane, non dà segnali premonitori ed evolve rapidamente1. A essere colpite sono le meningi, membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, ma non solo: spesso si sviluppano complicazioni gravi e potenzialmente fatali, prima tra tutte la setticemia (infezione del sangue), ma anche endocardite o flebite. Le sequele post-infezione non sono da sottovalutare: tra chi sopravvive, possono residuare sordità, ritardo dello sviluppo psichico e fisico, paralisi cerebrale, può essere necessaria l’amputazione degli arti, conseguenze tanto più invalidanti quanto più colpiscono precocemente nell’infanzia.

Bambini e giovani a rischio

Poiché l’unico serbatoio di Neisseria meningitidis è l’uomo e il contagio avviene per via aerea (tosse, starnuti e, negli adulti, bacio profondo), il rischio aumenta laddove è più alta la concentrazione di persone e le condizioni igieniche non sono ottimali. Circa la metà dei casi di meningite meningococcica si manifesta entro i cinque anni, con un picco più alto tra i due mesi e l’anno di vita: il sistema immunitario del neonato e del bambino è infatti ancora immaturo e non in grado di difendersi dal batterio.

La seconda fascia d’età più colpita, adolescenti e giovani adulti (14-25 anni), è a rischio perché maggiormente esposta alla frequentazione di luoghi affollati e chiusi (caserme, scuole, convitti, mezzi pubblici, discoteche), o ad abitudini scorrette come il fumo (che indebolisce le difese e rende l’ambiente più favorevole alla trasmissione del batterio), o lo scambio di bicchieri e posate.

Per capire l’elevato potenziale di contagio, si deve ricordare che secondo alcune stime, il 10-20% della popolazione adulta è portatore sano (senza alcun sintomo) del meningococco a livello di naso e gola, e che il contagio avviene per via aerea. Meno dell’1% dei portatori sani svilupperà l’infezione mentre, per una persona altrimenti sana, il contatto stretto e ravvicinato con un portatore aumenta di 800 volte il rischio di contagio3.

A rischio sono anche i viaggiatori per turismo, lavoro o devozione (i pellegrinaggi alla Mecca sono l’esempio più classico). Nessuna età può dirsi quindi protetta dal contagio.

Clementina Speranza

Figura 2: Dati italiani SIMI relativi all’anno 2011

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La distribuzione dei sierogruppi meningococcici in Italia nel 2011

Fig. 3: Dati italiani SIMI relativi all’anno 2011

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DANCYNG CON FREDDY

DANCYNG CON FREDDY

Esiste un nuovo modo divertente di fare fitness. Freddy ha inventato il DancYng: un concentrato di più discipline che unisce sport, danza e canto. Puro movimento a ritmo di musica, e non più sudore né sacrificio.

L’idea del fondatore del marchio, Carlo Freddy, nasce così: “Ero in aereo, direzione Berlino, e guardando un video senza audio, mi sono chiesto: perché non esiste nessuna lezione di fitness in cui, oltre a seguire i movimenti dell’istruttore, si possa anche cantare? Del resto cantare è una delle massime forme di liberazione e di svago e rappresenta leggerezza e ilarità”.

DancYng è un’esperienza socializzante che permette di scaricare lo stress, fare attività fisica e liberare la mente dai pensieri negativi. La penombra che caratterizza questa danza ha lo scopo di rafforzare la coesione del gruppo che si muove all’unisono e di accentuarne la percezione sensoriale. Per enfatizzare il senso di appartenenza a una community, Freddy ha creato appositamente per DancYng una specifica capsule collection che presenta un outfit monocromatico con dettagli che si illuminano al buio; una particolarità che rende ancora più unica questa divertente disciplina.

In linea con la filosofia del brand “The Art of Movement”, Freddy propone una totalizzante riscoperta dei sensi volta a raggiungere uno stato di benessere psicofisico. Per l’anteprima mondiale del progetto, Freddy ritorna a Rimini in occasione della Fiera del Wellness: in un grandissimo padiglione, di oltre 6 mila metri quadrati,   i protagonisti di “Amici” (il programma di Maria De Filippi) si esibiscono  con le coreografie ideate da Giulio e Paolo Evangelista, due veri e propri guru del fitness.  Collaborano al progetto due nomi di spicco: Rossella Brescia e Joaquin Cortèz.

Testimonial del marchio Freddy a RIMINIWELLNESS, l’attrice Claudia Gerini, da sempre amante della danza: dalla classica, a quella moderna, al tip tap.

Il brand inoltre continua la collezione dell’active wear e, per la primavera, propone Push Up WR.Up, nelle versioni pantalone lungo, shorts e due nuove lunghezze, 3/4 e 7/8, che, grazie alle particolati cuciture e ai giochi di tagli, modellano e contengono glutei e cosce mettendo  in evidenza la “best shape”, e garantiscono un fit perfetto. Sono disponibili in diversi colori alla moda, e il materiale utilizzato, un jersey in cotone studiato per ottenere massimo contenimento ed estrema elasticità, ha una vestibilità aderente ma comoda che consente di indossarli tutti i giorni. Per il fitness e l’allenamento c’è un nuovo modello: WR.UP sport.

La fascia elastica posizionata sul girovita migliora l’aderenza e garantisce un ulteriore effetto modellante, la conformazione del cavallo induce una tensione verso l’alto, la membrana in silicone, inserita all’interno, avvolge i glutei e le cosce esaltandone le forme. WR.UP sport diventerà un alleato indispensabile per tutte le sedute di training permettendo alla donna che lo indossa di sentirsi comoda e libera nei movimenti. Questo modello realizzato in D.I.W.O., materiale brevettato da Freddy che agevola l’evaporazione del sudore, mantiene la pelle protetta e asciutta.

Il pantalone push up ha riscosso così tanto successo che, il prossimo anno, Freddy aprirà in America numerosi monomarca che lo venderanno in esclusiva.

                                                                         Monica Berretti e Clementina Speranza

CURARSI A -170° CON LA CRIOSAUNA

CURARSI A -170° CON LA CRIOSAUNA

“Il freddo, un prezioso alleato -170°, un consumo pari a 900 calorie in una seduta di tre minuti” è quel che si legge sul banner della Criosauna allo stand ‘TTSPORT’ durante Rimini Wellness 2013, nel colorato, festoso, rumoroso e dinamico evento che si svolge con cadenza annuale presso il centro fieristico di Rimini.

Si tratta di un trattamento eseguito tramite la criostimolazione corporea a temperature molto basse (-160°). La durata è di tre minuti, all’interno di capsule simili a docce solari. Questa pratica è nata alla fine degli anni ’70, in Giappone, come strumento per la cura di stati ansiosi e depressivi. In seguito sono stati riscontrati molteplici benefici fisici per il recupero da infortuni e per il trattamento delle infiammazioni. La criosauna interessa il consumo calorico ed è uno strumento molto valido in ambito sportivo e per la cura di alcune patologie dermatologiche.

Il web è ricco di bibliografia scientifica che elenca le qualità della criostimolazione e molti sono gli sportivi, di ogni nazionalità, che usano questo trattamento: l’inglese Mo Farah (oro nei 5,000 m e nei 10,000 m alle Olimpiadi di Londra 2012), Frank Ribery (stella della Bayern Monaco e della nazionale francese), l’atleta giamaicano Usain Bolt, l’americano Steve Nash, stella della NBA, la squadra di calcio inglese del Bolton Wonders e di quella rumena del Clouj.

A Treviglio, il primo centro Italiano: il Krioplanet, di Massimo De Nardi un giovane imprenditore laureato in scienze motorie.

Massimo De Nardi, da sempre interessato alle fasi di recupero del corpo post allenamento, approfondisce l’argomento nella sua tesi di specializzazione. Per lo sviluppo della ricerca, ha collaborato con il professor Giuseppe Banfi, Direttore scientifico dell’Istituto Galeazzi di Milano, e  con il professore La Torre, membro della commissione giochi olimpici del CONI. Lo studio considera gli effetti post allenamento di immersioni in acque fredde e calde alternate, di una squadra giovanile di calcio. Il risultato è stato pubblicato da riviste del settore, tra cui “Minerva Medica” e “Scienza e Sport”. Durante i festeggiamenti post laurea, una fortunata coincidenza ha voluto che Massimo De Nardi venisse a contatto con un medico in procinto di aprire un poliambulatorio fornito di Criocamera e Criosauna. Dopo aver lavorato lì per un certo periodo, De Nardi ha poi aperto il suo istituto.

Krioplanet è partner del giro d’Italia: il 22 Maggio alla tappa partita da Caravaggio, è presente nell’area hospitality, dove gli atleti a fine gara possono eseguire il trattamento. L’idea nasce dal Tour de France: durante la manifestazione francese, infatti era stato allestito un camper mobile con  una Criosauna per gli atleti giunti al traguardo.

La criostimolazione non si rivolge soltanto agli sportivi e, in quasi trent’anni di studi scientifici e di applicazioni in tutto il mondo, non sono state riscontrate controindicazioni fisiche. L’unico fattore cui si deve prestare attenzione è il luogo in cui è collocata: tramite un rilevatore è opportuno monitorare il livello di ossigeno presente nella camera si stoccaggio perché l’azoto liquido diventato gassoso può modificare il valore in sicurezza della quantità di “O” ed essere pericoloso per l’operatore.

Il trattamento costituisce un potente antinfiammatorio naturale. Ottimi risultati sono stati dimostrati nel trattamento di artrite, artrosi, tendinite e tendinopatie. “Una giovane donna, affetta da artrite reumatoide ha riacquistato la mobilità della mano dopo quindici sedute – riferisce Massimo De Nardi -. Uno studio, effettuato su un campione di dodici tennisti professionisti nel circuito ATP, ha confermato l’effetto antinfiammatorio e, soprattutto, la costanza della forza mantenuta tra uno sforzo e l’altro. Altri dati confortanti sono rilevati nei livelli del profilo lipidico”.

Oltre ai benefici medici-sportivi c’è anche uno spazio per l’estetica. La pelle diventa più luminosa e compatta per un processo sistematico e naturale: il cervello percepisce il freddo come un avviso di pericolo, raccoglie il segnale e, di risposta, invia una reazione fisica al corpo che, sotto questo stimolo, favorisce lo sviluppo di nuove cellule. In un tessuto danneggiato o malato come quello affetto di psoriasi, il meccanismo di protezione dal freddo crea uno strato epidermico rigenerato e rinnovato. “Dopo dodici sedute di crio, un diciottenne con seri problemi di acne ha migliorato la pelle di volto e spalle”, precisa il giovane imprenditore.

Altri casi? “Un cinquantenne, sportivo a livello agonistico ora alla quarantacinquesima seduta, ha riscontrato sia benessere fisico che  miglioramento nelle prestazioni atletiche. Sono migliorati l’umore, la qualità del sonno, la pressione sanguigna e si è riscontrato anche un visibile ringiovanimento cutaneo.

Un giovane con psoriasi inversa (una forma localizzata a giunture, natiche, inguine, orecchie, attaccatura dei capelli e ombelico), dopo aver provato inutilmente tutto ciò che era sul mercato nazionale e internazionale, oggi può sedersi senza difficoltà, cosa che non gli era concessa prima di iniziare il trattamento con la criostimolazione”, conclude De Nardi.

                                              Elena Fabbri e Clementina Speranza

PER LA ROSACEA UN TRATTAMENTO COSMETICO SPECIFICO ANTIROSSORE

PER LA ROSACEA UN TRATTAMENTO COSMETICO SPECIFICO ANTIROSSORE

La rosacea, detta anche couperose, è una malattia cronica caratterizzata da arrossamenti, vere e proprie fiammate e  irritazioni, che generalmente si manifestano sul viso. Può insorgere in qualsiasi momento dopo i 30 anni  su guance, naso, mento e fronte, e può avere un andamento discontinuo. Nei casi più gravi è presente anche su collo, torace, cuoio capelluto e orecchie. “Gli arrossamenti sono provocati da stimoli diversi: UV, caldo, freddo, emozioni intense, assunzione di alcolici o anche semplice assunzione di bevande calde – riferisce la dermatologa Adele Sparavigna, Presidente dell’Istituto di Ricerche Cliniche e Bioingegneria Derming –. La rosacea provoca arrossamenti persistenti causati da vasi sanguigni dilatati, e di conseguenza maggiormente visibili. Responsabile del fenomeno è una sovraespressione del VEGF (fattore di crescita dell’endotelio vascolare) che favorisce la vasodilatazione e la permeabilità dei vasi sanguigni rendendoli fragili. Secondo i più recenti dati pubblicati sulla rivista Annals of Dermatology and Venereology, questa patologia affligge milioni di persone al mondo con una prevalenza tra l’1 e il 20% della popolazione americana ed europea.  In Italia, si stima, colpisca almeno il 10% della popolazione. È piu diffusa nelle donne, anche a causa degli squilibri ormonali, però i casi clinici più gravi si riscontrano tra gli uomini”.

In generale, la rosacea non costituisce un problema particolarmente rilevante dal punto di vista clinico, ma è importante nel vissuto di chi ne è colpito da un punto di vista estetico e per le ricadute sull’autostima che, secondo l’americana National Rosacea Society, riguardano tre soggetti su quattro.

La gravità della patologia può variare notevolmente nei diversi soggetti, e il trattamento deve essere adattato dal medico per ogni singolo caso, anche se va detto che i farmaci non sono risolutivi e possono essere assunti solo per brevi periodi.

Le persone colpite da rosacea hanno la pelle molto sensibile, che reagisce in modo sproporzionato agli stimoli, e quindi ha bisogno di una protezione particolare. Per rispondere a questa esigenza, i ricercatori Bioderma hanno  messo a punto un brevetto Rosactiv®. Nascono così delle creme che con i loro principi attivi (ginkgo biloba, estratto di te verde e semi di soia) sono in grado di inibire la sintesi del VEGF, fattore responsabile della comparsa del rossore, e di svolgere un’azione biologica antinfiammatoria. “Creme utili sia per proteggere la pelle dalle aggressioni ambientali, sia per mascherare il rossore del volto”, conclude la dermatologa.

CONOSCIAMO I LASER COL DOTTOR DEDOLA

CONOSCIAMO I LASER COL DOTTOR DEDOLA

Un difetto dell’anima non può essere corretto, ma un difetto del corpo, se corretto, può migliorare l’anima, scriveva così Jean Cocteau. A riprendere il concetto è oggi il Dottor Diego Dedola, Medico Chirurgo, Specialista in Chirugia Generale Medicina Estetica e Laser Estetici, che ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Genova nel 2003 e ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione di Medico Chirurgo nella stessa Università nel 2004. Adesso lavora a Milano, Genova, Savona e Torino.

Chiediamo al dottor Dedola di spiegarci gli effetti e l’impiego dei diversi tipi di laser.

Laser per l’epilazione.
Con i laser medicali, in una zona di 1 cm², in cui ci sono circa 20 bulbi piliferi, per arrivare a un risultato del 95% sono necessarie circa 4-6 sedute, con una frequenza tra i 25 e 40 gg., che muta in relazione alla zona da trattare. Si possono trattare tutte le zone (volto, corpo, arti) e tutti i peli (chiari, scuri, sottili e spessi) tranne quelli bianchi, perché il laser non li riconosce.
Definirla depilazione definitiva ritengo sia impreciso, perché non vengono eliminati tutti i peli, ma circa il 95%. È corretto, invece, parlare di depilazione permanente, anche se in alcuni casi può esservi una ricomparsa dei peli. Ad esempio, a una donna di 40 anni che effettua un ciclo di depilazione per cui bastano 4-5 sedute, al momento della menopausa (53-55anni), possono ripresentarsi i peli nelle zone trattate. Ciò non significa che il laser non abbia funzionato ma che la variazione ormonale ha favorito la crescita.
Per l’epilazione si usa un Laser medicale che può essere utilizzato solo da  medici (dermatologo, chirurgo plastico, chirurgo generale). La luce pulsata non è paragonabile a quelle di 2° e 3° livello, che hanno costi inferiori ma non producono risultati o possono provocare danni. Rivolgersi a medici altamente specializzati anziché a centri estetici garantisce una sicurezza del risultato e quasi inesistenti danni collaterali; ovviamente, però, si affronteranno costi maggiori.
Si consideri che gli operatori abbinano alla conoscenza della teoria un lungo periodo di pratica: i tempi di apprendimento per un laserista sono di 3-4 anni.
Il laser funziona bene fino al fototipo 4-5 (magrebino, siciliano) poi non più, perché il target della luce del laser è la melanina che sta all’interno del bulbo pilifero. Il fatto che il laser però riconosca la melanina anche nella cute può causare ipopigmentazioni nelle persone scure di pelle. Sta all’operatore esperto operare su un fototipo max 5 e diminuire la potenza erogata, procedimento che richiederà qualche seduta in più.

Il laser vascolare elimina gli  inestetismi vascolari del volto, del tronco e degli arti inferiori. È specialistico per vene, capillari, angiomi, teleangectasie.
Elimina i capillari perché “vede” l’emoglobina e la denatura. Il sangue, da rosso vivo, diventa marrone scuro perché i macrofagi, le cellule spazzine vanno a mangiarsi la meta-emoglobina denaturata e la depositano nella milza, in modo che sia poi espulsa attraverso le vie urinarie.
Sono necessari 40 giorni per vedere i risultati sulla zona trattata, la cute sarà arrossata e sarà necessaria una terapia antibiotico atopica. Tutto si risolve in un mese circa.

Laser per l’eliminazione lentigo solari o lentigo senili. Si tratta delle classiche macchie su volto, collo e mani che di solito compaiono dopo i 40 anni a causa dall’invecchiamento, delle lampade ultraviolette edella prolungata foto esposizione. Si utilizza la luce pulsata e sono necessarie 2 sedute, a distanza di 30 giorni una dall’altra. La cute nuova sarà di una gradazione cromatica leggermente più chiara, si consiglia per questo di utilizzare la protezione 50 sulle zone trattate e di esporsi al sole almeno dopo 2 mesi dal trattamento.

Il Laser vascolare utilizza lo stesso macchinario del laser per l’epilazione, vengono però usati 2 manipoli diversi, con 2 fonti diverse, uno utilizza la luce pulsata (IPL), l’altro Nd –Yag cambiando parametri settati  e filtri.

Il laser per la lassità cutanea ripristina la tonicità cutanea stimolando la sintesi di elastina e collagene.

Si possono utilizzare diversi laser: infrarosso frazionato, il thermage o la radiofrequenza quadripolare che stimola in profondità il collagene e lo fa salire in superficie.

L’infrarosso frazionato
L’effetto termico del manipolo non produce surriscaldamento o bruciore cutaneo in quanto è accompagnato da un sistema di raffreddamento per contatto che garantisce il massimo comfort al paziente.
Questa apparecchiatura agisce sul derma profondo (livello ipodermico): una volta posizionata sulla cute, crea una propagazione termica di luce infrarossa frazionata volta a denaturare e contrarre le molecole di collagene.
Attraverso questi processi è possibile rimodellare le zone caratterizzate da lassità, perdita di elasticità e tono cutaneo conseguenza dell’invecchiamento e della forza di gravità.
Il trattamento ha una durata variabile, che dipende dall’estensione dell’area trattata.
Per un risultato ottimale sono necessarie da 5 a 6 sedute, a circa 30 giorni l’una dall’altra.

Il Thermage è un apparecchio a radiofrequenza monopolare, denominato ThermaCool Tc System™  e approvato dall’americana FDA (Food and Drug Administration). Emette un flusso di calore controllato stimolando i fibroblasti a produrre collagene. Grazie a questa sollecitazione, le fibre “si accorciano” e la pelle “risale”, con un visibile effetto rassodante. Il tutto in una sola seduta.
Il risultato è visibile, in media, a circa 45 giorni dall’applicazione. E può migliorare con gradualità sino a sei – otto mesi dalla procedura, mantenendosi in genere per 24-30 mesi. La durata degli effetti dipende  da diversi fattori soggettivi: età, condizioni della pelle, spessore del derma e del connettivo, tendenza al cedimento delle fasce muscolari,  proprietà delle proteine elastiche e del collagene, esposizione al sole, variazioni di peso, stress ossidativo, quantità e qualità delle ore di riposo, alimentazione. Trascorso questo periodo, i tessuti tornano lentamente alle condizioni iniziali. Lo Specialista può allora procedere  con una nuova seduta di Thermage, senza alcun rischio, e così via per i successivi anni.
Dopo la seduta, può verificarsi, seppur molto di rado, un modesto arrossamento della pelle, destinato a scomparire in poche ore. Ancora più rara la comparsa di un edema intorno alla mandibola, che può durare 2/3 giorni  e scompare senza lasciar traccia. A fine trattamento, è possibile riprendere le proprie attività quotidiane, truccarsi, esporsi ai raggi solari o sottoporsi  a una seduta di lampada abbronzante UVA.

La radiofrequenza quadripolare è una tecnologia piuttosto recente per il ringiovanimento e per ottenere un effetto lifting del viso. Si percepirà un leggero calore sulla pelle perché utilizza l’effetto delle onde elettromagnetiche ad alta frequenza che agiscono direttamente nel derma.
Le onde generate con la radiofrequenza producono energia termica che scalda i filamenti del collagene (responsabile dell’elasticità della pelle) i quali si contraggono restituendo l’effetto tensorio di lifting.
I risultati sono temporanei, con il tempo tutto torna come prima, effettuando altre sedute per stimolare la produzione di collagene gli effetti, però, dureranno più a lungo.
Solitamente per ottenere risultati ottimali è necessaria una serie di 3-5 trattamenti. La radiofrequenza viene utilizzata per la riduzione di rughe sottili, borse sotto gli occhi, zampe di gallina, occhiaie, cicatrici da acne e gli altri segni che lo scorrere del tempo provoca sul viso.

Il Laser CO2 frazionato attenua rughe, cicatrici postacneiche e postraumatiche, cheloidi, smagliature.
Va a levigare e a creare dei microtraumi superficiali sull’epidermide e sul derma. Crea ponti tra cute traumatizzata e cute sana e favorisce così un ricambio cellulare.
Nel caso di cicatrice da acne, riesce a levigare e ripristinare il tessuto.
Nel caso delle smagliature, riesce a restringerle e a livellarle. Se la smagliatura è molto vecchia e la pelle presenta molto collagene si può ottenere un buon livellamento. Altri elementi che influiscono nel risultato dipendono da:
idratazione della cute
quantità di tessuto adiposo
esposizione alla luce nel corso degli anni
alimentazione
attività fisica svolta nel corso degli anni
grasso e lassità.

Più grasso c’è e meno risponde la macchina.
Per quanto riguarda le smagliature non ci sono dati certi. Non si può dire che si cancellino, ma si possono attenuare del 40-50%.

Laser chirurgico CO2. È un laser ablativo e fa le veci dell’elettro bisturi perché è più preciso e non occorrono poi punti di sutura. Asporta lesioni verrucose, condilomi, nevi e fibromi cutanei (penduli e molli), senza esiti cicatriziali.

Laser a luce pulsata o il laser frazionato, sono utilizzati per il Fotoringiovanimento cutaneo. Si tratta di stimolazioni della cute non ablative, non invasive e senza sanguinamento. Le cellule vengono stimolate in maniera più rapida al ricambio cellulare. Le sedute vanno ripetute ogni 2 mesi per il laser frazionato, e ogni 15 giorni per il fotoringionavimento laser a luce pulsata.

d.dedola@newmedinstitute.it
Phone : +39 334 2466 861

DIETE DIMAGRANTI: IMPARIAMO AD ASCOLTARE I SEGNALI INTERNI

DIETE DIMAGRANTI: IMPARIAMO AD ASCOLTARE I SEGNALI INTERNI

Negli ultimi mesi primaverili, in vista delle vacanze estive, un elevato numero di persone decide di sottoporsi a una dieta dimagrante. Sicuramente c’è solo l’imbarazzo della scelta. Da quella dissociata alla Dukan, che ora va per la maggiore, alla Scarsdale, dal programma Weightwatchers alla dieta-punti.
La cosa che disorienta maggiormente è il fatto che certi alimenti permessi o consigliati in alcune diete siano del tutto proibiti in altre, come, ad esempio, il caffè o i latticini. Eppure tutte le diete danno dei risultati più o meno efficaci e duraturi. Calandomi nei panni di chi, come me, è costretto a spendere una vita con un occhio costante all’ago della bilancia, posso, in veste di dietista, affermare un unico principio che ritengo veramente valido per perdere peso: quello di saper ascoltare i due stimoli interni della fame e della sazietà.
L’organismo umano è una struttura dinamica complessa in cui materia ed energia entrano ed escono secondo un principio che tende a mantenere in equilibrio tale bilancio. In realtà sono diversi i fattori che devono essere tenuti sotto controllo continuo, ad esempio il tasso di zuccheri nel sangue, la quantità d’acqua presente nel corpo, la salinità e così via. Per fortuna ogni organismo è dotato di sistemi in grado di avvisarlo, qualora le soglie inferiori e superiori vengano superate, attraverso i vari stimoli provenienti dall’interno del corpo come quello della fame, della sete o della minzione.

FATTORI CHE INFLUENZANO IL FABBISOGNO ENERGETICO

Il nostro corpo richiede quantità e qualità diverse di alimenti per poter funzionare al meglio in vari momenti a seconda dell’età, della temperatura, della massa corporea e dell’attività svolta.

Prendiamo dunque in esame un fattore per volta.

È evidente che durante la crescita o in gravidanza il fabbisogno alimentare, soprattutto proteico, aumenti, poiché è necessario costruire nuovi tessuti, mentre a crescita ultimata ci sarà una minore richiesta di principi nutritivi.

Il nostro corpo deve mantenersi entro una temperatura costante di circa 37°C. Se la temperatura dell’ambiente nel quale ci troviamo è bassa il nostro corpo deve bruciare di più per produrre il calore necessario al mantenimento di tale valore. Se la temperatura esterna tuttavia diventa eccessiva, sarà necessario raffreddare il corpo per lo stesso motivo e dunque si consumerà una certa quota di energia per la produzione di sudore. La trasformazione dell’energia chimica in calore causa un notevole consumo energetico proprio come per quegli elettrodomestici che convertono l’energia elettrica in energia termica (forno elettrico, stufa, lavatrice, ferro da stiro, ecc.).

La massa corporea influisce sul fabbisogno alimentare in quanto più numerose sono le cellule da mantenere e più elementi nutritivi dovranno essere introdotti per garantire a tutte un buon funzionamento. Volendo fare un parallelismo, potremmo dire che più sono i membri di una certa famiglia maggiori saranno i consumi.

Oltre alla riduzione delle calorie introdotte, un altro sistema per consumare energia è produrre del lavoro attraverso attività di movimento. Un po’ come l’automobile che consuma benzina solo se si sposta. Non è sufficiente non fare rifornimento. Se si vuole dimagrire bisogna consumare e più ci si muove più si consuma.

In realtà ci sarebbe un altro sistema per bruciare più in fretta i grassi. Infatti, per determinare qualsiasi combustione, oltre al combustibile è necessaria un’altra sostanza detta comburente, senza la quale la reazione chimica non può aver luogo. Questo elemento è l’ossigeno presente nell’aria che respiriamo e dunque più se ne introduce e più rapidamente si bruciano i grassi. Proprio per questo la ginnastica aerobica è d’aiuto in un programma di dimagrimento.

SEGNALI PER IL CONTROLLO DEL PESO

A tutti credo sia noto il concetto di termostato. Si tratta di un dispositivo presente in alcuni apparecchi elettrici che, posizionato su un certo valore, c’informa accendendosi o spegnendosi che l’intervallo di temperatura entro il quale deve restare è arrivato ai limiti estremi. Analogamente lo stimolo della fame c’informa che abbiamo esaurito le risorse energetiche immediatamente disponibili presenti nel sangue. Pertanto, se vogliamo continuare a svolgere del lavoro, sarà necessario introdurre nuovi alimenti oppure l’organismo sarà costretto ad intaccare le riserve energetiche presenti sotto forma di grasso. Lo stimolo della sazietà, al contrario, ci dice che la quantità di cibo introdotta è sufficiente e tutto che viene assunto in più sarà trasformato in grasso di riserva.

Facciamo un esempio grafico:

Calo di peso                             Peso costante                           Aumento di peso

È evidente che se ci si trova vicino alla soglia inferiore sarà possibile introdurre una quantità di cibo maggiore senza pericolo d’ingrassare rispetto al caso in cui ci si trovi vicino alla soglia superiore.
Naturalmente tutte le considerazioni finora fatte non prendono in esame casi patologici in cui sussistano disfunzioni metaboliche, ormonali o altri fattori, magari ereditari, che impediscono il mantenimento di un corretto equilibrio ponderale.
Entrambi i segnali si avvertono a livello dello stomaco. Quello della fame, se non viene interrotto con l’introduzione di cibo, ha una durata di circa 20 minuti e può essere alleviato massaggiando lo stomaco che si trova in uno stato di contrazione muscolare. Il segnale di sazietà è dato da un eccessivo riempimento dello stomaco e dalla tensione delle sue pareti.

LA SCELTA DEGLI ALIMENTI E IL RAPPORTO COL CIBO

La vera differenza tra una dieta e l’altra non sta tanto nell’efficacia del dimagrimento, bensì nel suggerire un certo tipo di alimenti da privilegiare per non intossicare l’organismo. Il primo posto spetta senza dubbio all’acqua che, oltre a essere priva di calorie, favorisce la depurazione, diluisce i succhi gastrici diminuendo lo stimolo della fame, dà turgore alle cellule donando luminosità alla pelle, consente il trasporto dei principi nutritivi alle cellule e facilita le funzioni intestinali. Al secondo posto troviamo le verdure, ricche di acqua, sali minerali e vitamine, con un ridotto contenuto calorico, che favoriscono il ricambio intestinale grazie alle fibre di cellulosa che non siamo in grado di assimilare. Seguono tutti i prodotti di origine vegetale come la frutta e i cereali integrali, i legumi, gli oli e tutti quei cibi semplici che non hanno subito lunghi processi di lavorazione e di trasformazione legata alla cottura. Tra i cibi proteici sono da preferire il pesce e le carni magre, mentre sono da consumare con moderazione latticini e uova poiché contengono maggiori quantità di grassi. Dolci, salumi, fritti, grassi animali, caffè e un eccesso di sale da cucina sarebbero invece i nostri principali nemici, creati apposta per indurci in tentazione.
Purtroppo, quando ci si trova in sovrappeso, la causa è quasi sempre da ricercare in un errato rapporto che si è venuto a stabilire con il cibo. In genere i bambini sanno regolare benissimo i loro bisogni alimentari ma, soprattutto nelle generazioni passate, era diffusa la credenza che n bambino grasso fosse sinonimo di salute e così si tendeva a somministrare una quantità di cibo superiore al necessario. Oppure venivano utilizzati i dolci per premiare il bambino che, anche da adulto, avrebbe continuato ad associare al dolce una certa forma di gratificazione. In questo caso, l’eliminazione di un comportamento alimentare scorretto va ad intaccare la sfera psicologica e questo complica le cose.
Dove la scelta degli alimenti è lasciata al caso o, ancora peggio, è legata alla pubblicità, si fa magari un uso eccessivo di bevande gassate, patatine, caramelle, merendine, pizze e snack più o meno dannosi.
È importante dunque educare i ragazzi, fin da piccoli, a una corretta igiene alimentare facendo in modo che questa diventi un’abitudine di vita.

QUALCHE CONSIGLIO PRATICO

Tenendo presenti le poche regole citate, direi che ognuno potrebbe essere in grado di prescriversi una dieta su misura che tenga conto dei propri gusti e che rispetti il più possibile le necessità individuali riguardo alla distribuzione dei pasti nell’arco della giornata.
È comunque sempre consigliabile consumare un pasto leggero alla sera, perché di notte le attività, in genere, sono ridotte al minimo. È opportuno inoltre non saltare i pasti e mantenere dei cicli di assunzione ad orari il più possibile costanti. Un organismo abituato a consumare poco, pian piano ridurrà il suo metabolismo al minimo, diminuendo la respirazione o il ritmo circolatorio.
Ritagliatevi uno spazio progressivamente più lungo per svolgere ogni giorno, magari prima di coricarvi, un po’ di ginnastica. Tenetevi in movimento e respirate correttamente.
Mettete nel carrello della spesa soli gli alimenti giusti e ricordatevi che dopo uno strappo non è il caso di mollare tutto, ma si può riprendere a mangiare correttamente. Dimenticatevi la bilancia e cercate solo di star bene con voi stessi.
Se volete dimagrire, non fatelo per gli altri, ma solo per voi e fatevi i complimenti ogni vota che riuscite a vincere una tentazione. Cercate di associare lo stimolo della fame con qualcosa che vi fa molto piacere: non solo vi aiuterà a sopportarlo meglio, ma addirittura spererete di avvertirlo.
Disseminate tutti i punti più insidiosi della casa, come il frigorifero o la dispensa, con delle vostre foto in cui vi vedete grassi e dedicate il tempo che trascorrereste in cucina alla lettura di un libro, all’ascolto di musica o alla cura della vostra persona.
Cercate di distrarvi, di uscire e di trovarvi mille occupazioni, affinché la dieta non diventi il vostro pensiero fisso.
Siate ligi almeno per le prime due settimane che, rivoluzionando il comportamento alimentare, sono le più difficili. Superato questo periodo, vi sembrerà tutto molto più semplice. Più lungo sarà il tempo necessario per conquistare il vostro peso forma, più difficile sarà riacquistare peso.
Non scoraggiatevi se una persona magrissima vi dice che mangia tantissimo. Sicuramente sarà una persona super-attiva o molto nervosa o, semplicemente, vegetariana. Purtroppo o per fortuna non tutti siamo uguali, ma solo chi ha provato sa quanto sia difficile e faticoso dover rinunciare a ciò che piace. Io lo so e sono con voi.

CONCLUDENDO

Per dimagrire non è necessario attenersi scrupolosamente a tabelle e schemi di alimentazione pre- confezionati. Per assurdo sarebbe possibile calare di peso anche mangiando solo dolci, ma il nostro organismo ha bisogno di tutti i principi nutritivi in proporzioni bilanciate, per cui è giusto seguire un regime alimentare variato, ma controllato dal punto di vista delle quantità. Se poi siete degli appassionati di calcoli, procuratevi una tabella dietetica dettagliata e in poco tempo imparerete il valore energetico dei principali alimenti, diventando le migliori sentinelle del vostro peso.

Franca Ceccato
Dottore in Scienze Biologiche e Dietista

BENEFICI, VIRTU’ E PROTAGONISMO DEL RADICCHIO TREVIGIANO

BENEFICI, VIRTU’ E PROTAGONISMO DEL RADICCHIO TREVIGIANO

Prezioso frutto dell’inverno, è figlio delle brume autunnali della campagna veneta. Può essere bianco o bianco crema con il lembo delle foglie rosso intenso, ha sapore dolce o amarognolo ed è croccante. C’è quello rosso di Treviso Tardivo, quello variegato di Castelfranco IGP e quello rosso di Treviso Precoce. Si tratta del Radicchio che, tra l’altro, è un ottimo rimedio anti-invecchiamento.
Da recenti studi svolti all’Università di Urbino sembra che il radicchio rosso contenga molte più sostanze antiossidanti rispetto ad alimenti più famosi per questa proprietà, come mirtilli e uva passa; grazie a tale caratteristica il radicchio rosso ha la proprietà di rallentare l’invecchiamento cellulare e di prevenire l’insorgere di alcuni tipi di tumore, soprattutto a livello intestinale. Non solo. Anche la pelle trae benefici dalla presenza di sostanze antiossidanti, mantenendosi giovane più a lungo; gli antiossidanti, inoltre, contrastano, artrite e reumatismi. Il radicchio, indicato per chi ha problemi cutanei (foruncoli, piaghe), ha un contenuto calorico basso (per il 92-94% é composto di acqua) ed é ricco di vitamina A, B1 e B2.
Altri benefici di questo ortaggio sono innanzitutto le proprietà depurative: grazie all’alto contenuto di acqua, alla presenza di fibre e principi amari, il radicchio favorisce la digestione e il buon funzionamento dell’intestino. Il basso apporto calorico lo rende molto indicato anche per le diete e i regimi alimentari controllati. Il calcio e il ferro presenti in esso, poi, sono in grado di favorire il metabolismo delle ossa rendendole più forti; gli antociani presenti nel radicchio rosso hanno proprietà preventive nei confronti delle malattie cardiovascolari, mentre, il triptofano, apporta benefici al sistema nervoso contrastando i disturbi legati all’insonnia.
Il radicchio rosso di Treviso IGP svela il suo lato beaty in una tisana e diventa l’ingrediente perfetto per un profumatissimo infuso dalle spiccate proprietà salutistiche. L’assoluta novità nasce grazie al progetto “Radicchio Rosso di Treviso IGP – Il Gusto lungo le Rotte delle Repubbliche Marinare” e grazie alla ricerca per una “Nuova Cucina Mediterranea”.
Gli chef del Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana (Unascom-Confcommercio) si sono sbizzarriti nella caccia a soluzioni innovative con cui interpretare le due famose cicorie, tanto belle da essere chiamate il “Fiore d’Inverno” e la “Rosa di Castelfranco”, e lo chef Nicola Dinato del ristorante Feva di Castelfranco Veneto è riuscito nel difficile intento. È nato così un infuso, la cui ricetta resta segreta, dove non manca, come richiesto dal progetto, un tocco esotico con il litchi. Si tratta di una tisana perfetta per chi voglia rilassarsi o un dopo pasto. La tisana al radicchio e tutti i risultati delle sperimentazioni che gli chef trevigiani hanno avviato con le due famose cicorie, il cui marchio europeo d’origine IGP (Indicazione Geografica Protetta) è tutelato dal Consorzio promotore dell’intero progetto, saranno riuniti e presentati sul mercato sotto il marchio FIORI D’INVERNO, di proprietà del Consorzio.
La preziosa cicoria è tutelata dal 1996 dal Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco. La zona di produzione comprende i territori di 24 Comuni a cavallo tra le province di Treviso, Venezia e Padova.

Il Consorzio – così come espressamente previsto dallo statuto – ha funzione di tutela, di promozione, di valorizzazione, di informazione del consumatore e di cura generale degli interessi relativi alla denominazione IGP. Il Consorzio valorizza e tutela tre Indicazioni Geografiche Protette: il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP, il radicchio rosso di Treviso precoce IGP e il radicchio variegato di Castelfranco IGP.
#5Blogger, un gruppo di autori italiani di blog, collegati al mondo del fumetto, della sceneggiatura, della comunicazione e della grafica, attraverso i loro viaggi condivideranno con i lettori le loro scoperte ed esperienze, rendendole ‘social’ in tempo reale.
I loro canali di comunicazione sono ovviamente i loro blog, ma anche le loro pagine facebook, twitter e instagram dove è possibile trovare commenti, foto, illustrazioni e storie a fumetti legati a questa nuova esperienza ‘trevigiana’.

Potremo seguirli attraverso i canali social è l’hastag #5blogger e #radicchiorossoTV.

Daniele Bonomo
http://www.gud.it

Roberto Recchioni
http://www.prontoallaresa.blogspot.com

Paolo Campana
http://www.bloggokin.it

Mauro Uzzeo
http://www.nontistavocercando.it

Andrea Longhi
http://inkontheroad.blogspot.it/

Paolo Campana
www.bloggokin.it

 

Radicchio Rosso di Treviso Tardivo.

Il tempo per raccogliere il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo è a novembre, dopo almeno due brinate. È necessario infatti che la preziosa cicoria sia avvolta dal gelo per almeno due volte, così stabilisce il disciplinare di produzione IGP, perché il processo vegetazionale della pianta venga bloccato.
Il principe dei radicchi  non arriva direttamente dal campo alla tavola, ma ha bisogno di lasciare la terra e immergersi nell’acqua per alcune settimane prima di raggiungere la croccantezza e il gusto che lo contraddistinguono: quando viene raccolto è ancora verde e sarebbe immangiabile tanto è amaro. Portato nelle aziende agricole, con sapienza antica, lascia la terra per bagnarsi nell’acqua pura delle risorgive che, proprio in questi territori tra Treviso, Padova e Venezia, riemergono dalle falde profonde.
Ecco il procedimento. Le piante vengono prelevate dal solco, toilettate e raccolte in mazzi di circa 30 radicchi con relativa radice e pane di terra. I mazzi sono poi collocati in vasche di cemento dove scorre dell’acqua con una temperatura costante non inferiore ai 10-12 °C  che non deve mai bagnare le foglie. Le piante vengono quindi ricoperte con uno strato di 8-10 cm di paglia o di foglie o di stocchi di mais trinciati e coperte perché restino al buio per circa 15 giorni. Questo consente loro di “rifiorire” anche in piena stagione invernale. È grazie a questa cura sapiente che nasce il cuore dalle tipiche foglie rosso vinoso con nervatura centrale dal bianco quasi candido.

Radicchio Rosso di Treviso IGP – Precoce.

Passata la grande calura estiva, nei campi, le verdi foglie del radicchio vengono dolcemente raggruppate e legate per permettere che il cuore, “al buio”, sviluppi nuove foglie che, a partire dal mese di settembre, si mostreranno di colore rosso intenso.
Toilettato e lavato, il Radicchio Rosso di Treviso Precoce si presenta di buona croccantezza, moderatamente amaro, adatto a molteplici usi, sia cotto che crudo. Le sue foglie, dal sapore leggermente amarognolo e dalla consistenza mediamente croccante, sono  caratterizzate da una nervatura principale molto accentuata di colore bianco, che si dirama in molte piccole penninervie nel rosso intenso del lembo fogliare notevolmente sviluppato.

Radicchio Variegato di Castelfranco IGP.

Ottobre segna l’arrivo sul mercato del Radicchio Variegato di Castelfranco.  Il suo colore bianco crema, la variegatura della foglia e la sua forma lo rendono uno dei radicchi più ammirati. Bello di aspetto, delicato al palato, il Radicchio Variegato di Castelfranco aspetta paziente il momento della sua celebrazione, contento di soddisfare, per il momento, il palato dei gourmet più attenti. Le foglie hanno un sapore che va dal dolce al gradevole amarognolo molto delicato, il colore è bianco-crema con variegature distribuite in modo equilibrato su tutta la pagina fogliare di tinte diverse, dal viola chiaro al rosso violaceo e al rosso vivo. Il cespo, è bello di forma e splendido nei colori, ha un diametro minimo di 15 cm. Partendo dalla base, si ha un giro di foglie piatte, poi un secondo giro di foglie un po’ più sollevato, un terzo giro ancora più inclinato e così via, fino ad arrivare al cuore, evitando la presenza di grumulo. Lunghezza massima del fittone: 4 cm, il diametro è proporzionale alle dimensioni del cespo stesso. Le foglie sono spesse, con bordo frastagliato e con superficie del lembo ondulata, di forma rotondeggiante.

                                                                         Clementina Speranza

Per le ricette potete visitare l’apposita sezione del sito del Consorzio www.radicchioditreviso.it

IL TÈ DELLA SALUTE

IL TÈ DELLA SALUTE

Per la categoria tè vince SanThé di Sant’Anna. Si tratta di un tè freddo arrivato da poco sugli scaffali dei supermercati  che i consumatori italiani hanno già eletto Prodotto dell’Anno 2013.

La fresca novità si avvale dell’Acqua Sant’Anna e non utilizza polveri solubili ma il sistema dell’infusione delle foglie in acqua calda, secondo il metodo tradizionale della classica bevanda  preparata a casa, aggiungendo poi vero succo di limone e pesca. Le foglie, di elevata qualità, raccolte e selezionate nei giardini di tè dello Sri Lanka, garantiscono un profilo organolettico costante e l’assenza di contaminanti, anche perché, prima del loro utilizzo, viene verificata l’assenza di pesticidi e di metalli pesanti. L’azienda utilizza estratti concentrati di tè ma per l’infusione si parte sempre e solo dalle foglie. Il prodotto finale contiene quindi un quantitativo elevato di polifenoli, gli antiossidanti naturali presenti nelle foglie di tè che il processo di infusione consente di preservare.

Particolarmente indicato per le persone attente al profilo salutistico degli alimenti è SanThé al tè verde. Con un contenuto nettamente inferiore di zuccheri, e di conseguenza un apporto calorico inferiore ai SanThé aromatizzati al limone e alla pesca,  ha un contenuto di polifenoli decisamente più elevato in quanto viene prodotto utilizzando foglie di thè non fermentato (tè verde). Il processo di fermentazione che porta le foglie di tè dal verde all’oloong al tè nero riduce infatti il contenuto di polifenoli presenti nella foglia.

“Mi sono dedicato personalmente allo sviluppo del nuovo prodotto e dei differenti gusti. Siamo molto

soddisfatti per questo riconoscimento che viene direttamente dai consumatori: è proprio a loro che pensiamo quando concepiamo un nuovo prodotto”, precisa Alberto Bertone A.D. e Presidente di Acqua Sant’Anna. Il tema del benessere è da sempre un cavallo di battaglia del brand, grazie anche alle straordinarie caratteristiche organolettiche dell’acqua che sgorga dai monti sovrastanti Vinadio, dove ha sede lo stabilimento produttivo.

“Il marchio Sant’Anna oggi vanta una clientela fedele, ma non per questo meno esigente – spiega l’imprenditore – . Abbiamo studiato a fondo il mercato e abbiamo scoperto che il tè freddo, soprattutto nel formato monoporzione in bicchiere, è molto utilizzato dalle mamme per la merenda dei bambini. Mamme e bambini sono da sempre un target importante per noi; Sant’Anna, tra l’altro, è stata una delle prime acque minerali a ricevere l’autorizzazione ministeriale per l’alimentazione dei neonati. Per questo abbiamo pensato di soddisfare anche questa esigenza di consumo proponendo un prodotto alternativo, accurato e di alta qualità. E come sempre siamo partiti dal prodotto, non dai numeri che può fare”.

Per dolcificare SanThé l’azienda ha scelto di utilizzare solo zucchero “vero”. Ha escluso edulcoranti quali l’acesulfame o l’aspartame che, da un lato, consentirebbero la riduzione dell’apporto  calorico del prodotto ma dall’altro non sono consigliati nella dieta del bambino e delle donne in gravidanza: l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione ne sconsiglia l’uso fino al terzo anno di età e durante la gravidanza e l’allattamento, e raccomandata cautela per i bambini di età superiore ai tre anni.

SanThé, il nome del nuovo prodotto, richiama anche la parola “santé” che per i francesi significa salute.

E allora, salute!

                                                                                Clementina Speranza

UN SISTEMA AMERICANO, UNA FISIOTERAPISTA TEDESCA E UN CENTRO ITALIANO

UN SISTEMA AMERICANO, UNA FISIOTERAPISTA TEDESCA E UN CENTRO ITALIANO

ARPwave  è un sistema sviluppato in America da Denis Thompson e Jay Schroeder.  Si tratta di un apparecchio di elettrostimolazione neuromuscolare ad alta frequenza che favorisce e accelera il superamento di problematiche muscolari e articolari acute e croniche, migliora in modo evidente la performance atletica e previene infortuni e dolori dovuti alla pratica sportiva o alla normale vita quotidiana.
Già usato da atleti di football americano, NBA, golf, atletica e baseball e da squadre professionistiche di calcio di serie A anche italiane, ARP viene proposto pure a un pubblico più vasto, a Milano, presso il Centro Medico Ambrosiano in cui opera la fisioterapista tedesca Stephanie Dietrich.

ARP agisce sui muscoli, in che modo? E quando si può utilizzare?
Con ARP si interviene su problemi articolari, affrontandoli a livello muscolare.
Può essere utilizzato per la preparazione atletica, per esempio presciistica per rafforzare il quadricipite, in modo da rendere il ginocchio più stabile ed evitare distorsioni, contusioni e possibili fratture. Si impiega sia nella riabilitazione postoperatoria sia per prevenire alcuni interventi chirurgici. In caso di distorsione articolare, serve a rinforzare la muscolatura per stabilizzare l’articolazione. Se si soffre di artrosimeniscopatia o postumi da intervento artroscopico al ginocchio, si rinforza il quadricipite per stabilizzare il ginocchio.
In caso di epicondilite (un’infiammazione del tendine al gomito) si  utilizza per stabilizzare e rafforzare i flessori della mano.
ARP può essere impiegato anche in caso di cattiva circolazione, o quando è necessario un incremento del flusso sanguigno, per esempio dopo uno strappo muscolare, o nel caso di pazienti che abbiano subito un trauma cui il medico consiglia di non muoversi.
In caso di strappo muscolare, che può avvenire quando il muscolo è stanco o impreparato a sostenere uno sforzo, sono utili un incremento del flusso sanguigno e un rinforzo muscolare.
Se si ha una contrattura muscolare è indicato prima un periodo di riposo con eventuale terapia passiva per aumentare il flusso sanguigno. Successivamente si riprende con il movimento, l’allungamento e il rinforzo muscolare.
Si utilizza ARP come terapia passiva in caso di tempi ridotti per il recupero dopo un intervento chirurgico, in caso di un edema significativo o di immobilizzazione.

Come funziona?
Quando ARP provoca la contrazione del muscolo, il paziente lo deve allungare (lavoro eccentrico). Quando la macchina fa piegare il muscolo, il paziente lo deve estendere. Quando la macchina lo fa estendere, il paziente lo deve piegare (direzione opposta). Se la mano va in flessione bisogna andare in estensione…

Si dice che consente di evitare alcuni interventi chirurgici, cosa s’intende?
Molti pazienti ricorrono a un intervento chirurgico per risolvere il dolore. Se riusciamo a eliminare il dolore con un ciclo di terapia, possiamo quindi prevenire o rimandare l´intervento chirurgico. Questo non vale ovviamente per tutte le patologie e soprattutto non intende mettere in discussione la pratica chirurgica. In tanti casi gli interventi sono necessari.
Faccio un esempio. Sto trattando una paziente che aveva molto dolore a causa di una patologia al menisco e avrebbe dovuto mettere la protesi al ginocchio perchè non ha più la cartilagine. Abbiamo fatto 5 sedute, si è rafforzato il quadricipite e il dolore all’articolazione è diminuito notevolmente, la paziente quindi ha deciso di evitare l’intervento.

È possibile utilizzare ARP sin dalla fase acuta?
Si può utilizzare da subito, basta modificare l’intensità della macchina e capire a che livello si trova il paziente. Prendiamo come esempio la distorsione della caviglia, notiamo che di solito dopo il trauma appare subito un gonfiore che impedisce il movimento. Con ARP possiamo fare il trattamento in acqua, inizialmente senza movimenti, poi quando scompare l’edema si potrà procedere con i movimenti.

Con quali altre tecniche fisioterapiche o strumenti si può integrare?
Con tecniche della kinesiterapia. Si possono aggiungere altre terapie strumentali, senza alcun rischio. Si possono trattare inizialmente le articolazioni con il laser per eliminare l’infiammazione e intervenire poi con ARP per rafforzare la muscolatura.

Per chi è controindicato?
Per i portatori di defibrillatori, pacemaker, o persone affette da tumori, per le donne in gravidanza e durante l’allattamento.

È indicato anche in patologie neurologiche?
Per utilizzare ARP è necessario essere in condizioni di equilibrio neurologico (neurological balance).

Quante sedute si consigliano?
Con ARP siamo in grado di accelerare il processo di recupero, quindi sono necessarie meno sedute rispetto a una terapia convenzionale. I pazienti vedranno risultati già nel primo trattamento. Nella prima seduta, che dura un poco più delle altre, si fa una valutazione iniziale. Le sedute successive  sono di circa 20-30 minuti. La durata di un ciclo è stabilita in base ai sintomi e all´adattabilità individuale.
30 minuti di trattamento con ARP sostituiscono un’ora e mezza di palestra. Come allenamento si può fare 3-4 volte la settimana, come trattamento dopo traumi e infortuni, dipende dal paziente e dalla patologia.

Quali differenze ci sono rispetto agli altri elettrostimolatori?
La potenza, il numero delle contrazioni, che arrivano a un massimo di 500 al secondo. La possibilità di cambiare la polarità e di fare il trattamento in acqua a mani e piedi, dove le articolazioni sono molto piccole.
Di solito un muscolo sollecitato da un elettrostimolatore tradizionale ha una contrazione, seguita da una fase di rilassamento. Il muscolo lavora e si rilassa, lavora e si riposa. ARP, invece, viene utilizzato in movimento (tranne in caso di immobilizzazione). Per fare un esempio, quando si ha un crampo alla gamba, la prima cosa che si fa è provare a liberarsi del crampo estendendo la gamba per diminuire il dolore e far lavorare bene il muscolo. Utilizzando ARP noi provochiamo una contrazione muscolare e poi estendiamo il muscolo, facendolo lavorare in modo eccentrico (il muscolo si lascia vincere dal carico, allungandosi). Il carico in questo caso equivale a una contrazione.

Serve un corso per poterlo usare?
I corsi si tengono presso ARP Company. In Italia ci sono trainer specializzati che effettuano corsi riservati a medici, fisioterapisti e massofisioterapisti.

Tre le fasi…
Prima, si fa il warming up (riscaldamento) con una polarità normale tra positivo e negativo.
Seconda fase, si cambia la polarità così il muscolo risulta più trattato.
La terza fase è quella del rilassamento.
Si può fare sulla cyclette o camminando con la macchina accesa inserendo il programma del rilassamento, per far riposare il muscolo, per aumentare la circolazione, per evitare il dolori che seguono a un’attività sportiva. I giocatori, dopo una partita, fanno il cooling down e di notte possono seguire questo programma e dormire con la macchina accesa.

Stephanie Dietrich, nata a Lipsia, è una giovane fisioterapista abilitata a praticare il trattamento ARP. Laureata a Dresda e a Senftenberg alla facoltà di Fisioterapia, con una tesi sull’indagine della qualità della vita dei pazienti con artrosi, la Dietrich si è specializzata nella terapia per le malattie della schiena, con competenze in particolare nella riabilitazione per le patologie della colonna vertebrale e programmi di ginnastica posturale. Si è inoltre specializzata in linfodrenaggio a Lipsia. 
Dopo aver svolto la propria attività in Germania (terapia di malattie ortopedico-chirurgiche e disturbi circolatori e polmonari e applicazioni nelle principali terapie riabilitative e post-operatorie), Stephanie Dietrich, si specializzata in ARP con il preparatore della Nazionale di Calcio olandese e collabora ora con il Centro Medico Ambrosiano. 

                                                                             Clementina Speranza

L’ACQUA IN BOTTIGLIA: L’IMPORTANZA DELLE ETICHETTE

L’ACQUA IN BOTTIGLIA: L’IMPORTANZA DELLE ETICHETTE

C’è quella per chi ha la pressione alta, per chi fa sport, per chi soffre di calcoli. Può essere liscia, gassata o effervescente. Si parla di sua maestà l’acqua. La bevanda principe, la più sana, un nutriente essenziale che non produce calorie. Ma le acque non sono tutte uguali, le caratteristiche e le proprietà dipendono dalla fonte e dai sali minerali.

Il punto di vista dell’esperto.

“L’acqua rappresenta circa il 60% del peso corporeo. Tutti i giorni è normale perdere liquidi, anche in modo impercettibile, con il respiro, e poi con il sudore e naturalmente con la diuresi e con le feci – spiega il Dott Giuseppe Marinari, specialista in chirurgia generale e specialista in scienza dell’alimentazione. Responsabile dell’UOF di Chirurgia dell’Obesità presso Humanitas Gavazzeni di Bergamo –. Non è sano essere in bilancio negativo di acqua: ne possono risentire l’apparato cardiocircolatorio (la pressione arteriosa in caso di “poca acqua” nel corpo umano sarà bassa, con senso di stanchezza e vertigini), la funzione renale (specie negli anziani e nelle persone che assumono terapie croniche una ridotta diuresi può essere molto pericolosa) e anche quella intestinale, dove poca acqua vorrà dire stitichezza.
Detto questo, il consiglio è quello di bere almeno un litro, un litro e mezzo di acqua al giorno. L’acqua va assunta in quantità minore solo in alcuni casi, ad esempio se si soffre di scompenso cardiaco, di cirrosi epatica o se si è in emodialisi, tutte condizioni di salute particolari e in cui il malato è avvisato della necessità di limitare i liquidi.
Se si è in buona salute l’importante è bere acqua batteriologicamente pura: cioè ‘pulita’, senza germi. Le differenze fra acqua e acqua, se si sta bene, contano poco. Se non si hanno esigenze di salute particolari l’acqua non è terapeutica né fonte di danno, può essere al massimo più buona o più sgradevole al gusto. È giusto ricordare che la qualità dell’acqua di rubinetto in Italia è di solito buona o molto buona: è il gusto che a volte lascia a desiderare, in parte per le caratteristiche minerali dell’acqua, in parte perché per esigenze igieniche l’acqua dei nostri acquedotti subisce trattamenti che a volte ne modificano il sapore. Da qui nasce il grande mercato dell’acqua in bottiglia, dove noi italiani siamo primi per consumo rispetto ai paesi vicini, e il cui vantaggio è quello di potere controllare cosa stiamo per bere”.
E allora quale acqua comprare? “Il mio primo consiglio sarebbe quello di seguire il principio del chilometro zero: quindi acqua proveniente da fonti vicine al nostro luogo di residenza. Dopo avere controllato la sede della fonte, è bene poi leggere l’etichetta. I parametri cui dobbiamo fare attenzione sono: il residuo fisso, la composizione minerale specifica (non tutte le acque però la riportano) e i nitrati.

Il residuo fisso viene calcolato a 180 gradi e indica la quantità di sali disciolti in un litro d’acqua. In base a questo fattore le acque vengono divise in 4 categorie.

– Minimamente mineralizzate: con residuo fisso non superiore a 50 mg/l.
– Oligominerale: con residuo fisso non superiore a 500 mg/l.
– Mediominerale: con residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l.
– Ricca di sali minerali: con residuo fisso superiore a 1500 mg/l.

In linea generale le acque con pochi minerali vengono percepite come più leggere, mentre le acque con più minerali sembrano quasi salate e meno dissetanti.
Le acque ricche di sali hanno un lieve effetto lassativo. Per chi soffra di ipertensione arteriosa sono indicate le acque povere di sodio e genericamente le oligominerali o meglio le minimamente mineralizzate.
Durante l’esercizio fisico e la sudorazione intensa, soprattutto negli sport di lunga durata, si possono verificare importanti perdite di sali (sodio e cloruro): per questo si consiglia acqua minerale che contenga una buona quantità di sali minerali e si raccomanda di bere in abbondanza anche il giorno successivo alla gara.
Alcune acque sono particolarmente ricche di un sale minerale specifico. In questo caso nell’etichetta può essere riportata una particolare dicitura per sottolineare.

Abbiamo quindi:

l’acqua contenente bicarbonato (con contenuto di bicarbonato superiore a 600 mg/l) indicata nell’ipersecrezione gastrica (cioè in chi soffra di gastrite), nelle patologie renali e in chi pratica sport;
l’acqua solfata (con contenuto di solfati superiore a 200 mg/l), lievemente lassativa, indicata in caso di insufficienza digestiva e nella sindrome del colon irritabile;
l’acqua calcica (con contenuto di calcio superiore a 150 mg/l), indicata nella crescita, in gravidanza, in menopausa e nella prevenzione dell’osteoporosi e dell’ipertensione;
l’acqua ferruginosa, o contenente ferro, utile per i vegetariani e per i soggetti con un fabbisogno elevato di ferro: lattanti, adolescenti, sportivi e donne in gravidanza.

I nitrati che possono a volte raggiungere le falde acquifere sono pericolosi solo se superano determinate concentrazioni. Normalmente devono mantenersi sotto i 45 mg/l ma nelle acque minerali destinate ai neonati non devono superare i 10 mg/l.

Quindi l’etichetta ci fa conoscere le caratteristiche dell’acqua contenuta nella bottiglia, ci parla anche del suo gusto, e ci dice se è la più indicata per noi o no”.

Il commento dell’imprenditore

“Nelle etichette spesso sono segnalati troppi elementi, e questo può confondere le idee al consumatore. Ci si sofferma su alcuni elementi, che non sono realmente importanti, mentre le informazioni più rilevanti sono in caratteri piccoli in fondo all’etichetta – afferma Alberto Bertone, AD e Presidente di Acqua Sant’Anna–. Spesso il consumatore acquista di fretta, leggendo poco e facendosi attrarre dalle immagini o da numeri ben evidenziati sulla confezione. Per semplificare la lettura dell’etichetta, Sant’Anna dà la possibilità al consumatore di partecipare a un ‘corso’ abbreviato sulle caratteristiche delle acque minerali in commercio, sempre online http://www.santanna.it/it/pubblicita_comp/corso_abbreviato.html ). Qui è spiegato, ad esempio, che la presenza nell’acqua di nitrati è frutto di una modificazione dell’ambiente indotta dall’uomo: eccessiva concimazione del suolo con fertilizzanti chimici, forte concentrazione di capi di bestiame in piccoli appezzamenti, dispersione nel sottosuolo degli scarichi civili o industriali. In breve: inquinamento in prossimità della sorgente. Si parla del sodio, fondamentale per il buon equilibrio del metabolismo idrico dell’organismo che, se assunto in eccesso, trattiene acqua all’interno dei tessuti e blocca il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l’esterno, provocando ritenzione idrica. O, ancora, del residuo fisso, parametro fondamentale per determinare la leggerezza di un’acqua minerale, che consiste nella quantità di sostanze inorganiche presenti ed è normalmente espresso in milligrammi per litro. Il residuo fisso di Sant’Anna è pari a 22,3 milligrammi: ecco perché è molto leggera.

Sopratutto – conclude Bertone –  per le acque indicate per l’alimentazione dei neonati sarebbe necessario aumentare i controlli. A leggere le varie etichette sembrerebbe che tutte le acque siano adatte anche per i più piccoli, cosa che in effetti non è vera”.

Premi e riconoscimenti di Acqua Sant’Anna

• Pubblicazione nel rapporto Eurispes Eccellenza 2007 tra i 100 casi dell’Italia che funziona
• Premio Capital Sviluppo del Business 2006/2007
• Brands Award al marchio Acqua Sant’Anna (2006 – 2007 – 2008)
• Sant’Anna nelle prime posizioni della classifica ICM dei marchi più dinamici (2007 e 2008)
• Premio Tecnologia & Passione 2007 per l’innovazione
• Premio Ernst & Young – L’Imprenditore dell’Anno (2007)
• Premio Odisseo – Unione Industriali Torino (2008)
• Pubblicazione nel libro “Grand’Italia” de Il Sole 24 Ore (2008)
• Superbrands Award da Cool Brands Council – Categoria CARING: MOTIVAZIONE Sant’Anna viene incontro ai miei bisogni Research International 2008
• Premio Sodalitas Social Award 2009 Sant’Anna Biobottle – Categoria Innovazione di Prodotto Responsabile.
• Premio Marketing Oggi Award 2009 Sant’Anna Biobottle- Categoria Marketing Mix\Miglior Packaging
• 2010: Palma d’Argento dell’Associazione Assisi Pax International – Motivazione: per la sua intensa laboriosità ed efficienza di imprenditore affermato e non solo in Italia, per il dinamismo, la perseveranza e la facilità di comunicazione e per le strategie altamente innovative.

• Premio Ernst & Young – L’Imprenditore dell’Anno (2010) Categoria Food & Beverage
• Premio Impresa Ambiente 2011 – Menzione Speciale Categoria Miglior Prodotto a Sant’Anna BioBottle
• Premio Codacons 2011 – Amico del Consumatore
• Premio Natura a Sant’Anna Bio Bottle – categoria bevande per l’infanzia
• Premio Prodotto dell’Anno 2013 a SanThé Sant’Anna

A.R.P., PER CURARSI E PER RIMODELLARE IL FISICO

A.R.P., PER CURARSI E PER RIMODELLARE IL FISICO

A.R.P. è l’acronimo di Accelerated Recovery and Performance. È un apparecchio per l’elettrostimolazione muscolare, dalle dimensioni ridotte di una valigetta, che agisce in sinergia con il corpo. Si tratta di un sistema all’avanguardia, già diffuso negli Stati Uniti, che permette:

– di ridurre il tempo di recupero in caso di traumi muscolari,
– di curarsi a seguito di incidenti articolari rafforzando e tonificando la muscolatura
– e di rimodellare il fisico.

La tecnologia ARPwawe, finora appannaggio di una ristretta cerchia di strutture sportive professionistiche, viene adesso proposta dal Centro Medico Ambrosiano anche a un pubblico più vasto, per un utilizzo terapeutico, riabilitativo ed estetico.

Si occupa della terapia  Stephanie Dietrich una fisioterapista tedesca che si è  specializzata sotto la guida del preparatore della Nazionale di Calcio olandese e ha scelto di svolgere la propria attività in Italia. La Dietrich segue precisi protocolli, sulla scia di quanto già sperimentato dai campioni statunitensi e italiani, soprattutto nelle società sportive (in Italia A.R.P.  è utilizzato dalla Nazionale di Calcio e dalle principali squadre di serie A), sia per il recupero rapido dopo traumi muscolari (se ne è avvalso, ad esempio, il Capitano della Nazionale Chiellini agli Europei) sia per il potenziamento muscolare.

Indicazione elettiva del Sistema ARPwave è la lesione muscolare: si consideri che uno stiramento di II grado può essere recuperato in soli 3 giorni, permettendo così all’atleta di tornare rapidamente alla pratica sportiva. Oltre all’aspetto terapeutico, e quindi a un recupero veloce e sicuro, A.R.P. permette il miglioramento di forza, range di movimento e flessibilità, evitando così il pericolo di recidive. Quindi può essere utilizzato non solo a scopo riabilitativo, ma anche per migliorare la performance atletica dato che, tramite la particolare tecnologia innovativa che permette 500 contrazioni al secondo (rispetto alle normali 200), aumenta la capacità del muscolo di assorbire e sviluppare forza, favorisce l’allungamento dello stesso e migliora la velocità e la precisione del gesto atletico.
A.R.P., già usato da atleti e squadre professionistiche di calcio di serie A, di football americano, di NBA, golf, atletica e baseball, offre un valido supporto per la performance e il miglioramento della qualità della vita. Grazie alla tecnologia ARPwave molti atleti hanno evitato interventi chirurgici, ridotto il periodo di tempo lontano dal campo e migliorato le loro prestazioni.

ARP e le sue applicazioni:

prevenzione (tonificazione muscolare per prevenire infortuni e algie dovuti all’attività sportiva o alla normale vita quotidiana, aumento circolazione sanguigna, preparazione a interventi, atrofia muscolare, ginnastica-sport, ecc.);

trattamento (riabilitazione post-chirurgica, ricostruzione dei legamenti, distorsione-contusione, osteoartrite-artrosi, fratture, dolori cronici, epicondilite, mal di schiena, tendiniti, instabilità articolare, lesioni del menisco, ecc.);

allenamento (miglioramento della performance atletica, rafforzamento, riscaldamento muscolare, defaticamento, ripresa dopo inattività motoria, rilassamento, post-traumatico).

A seconda delle patologie valutate, i trattamenti con A.R.P. richiedono in media dalle 10 alle 20 sedute di 20-30 minuti ciascuna, con frequenza da 1 a 2 sedute al giorno, da 2 a 5 volte la settimana. Il costo per seduta è di € 80.

                                                   Clementina Speranza

IL TRUCCO SEMIPERMANENTE IN TUTTA SICUREZZA

IL TRUCCO SEMIPERMANENTE IN TUTTA SICUREZZA

È come dipingere, e ciò che conta sono la passione e l’esperienza. Questo il pensiero di Liliana Simonedermopigmentatrice e punto di riferimento a Roma e Milano per il trucco semipermanente. “La tecnica consiste nel fare penetrare con un piccolo ago il pigmento nella parte superficiale della pelle; non è un tatuaggio vero e proprio (si usano macchine, aghi e prodotti diversi) perché il colore, in questo caso, non giunge agli strati profondi del derma – spiega Liliana Simone -. In pratica, un contorno labbra, un tratto di eyeliner, piccoli nei, sopracciglia più folte disegnate pelo per pelo o con una sfumatura, che non vanno via con lo struccante né si devono disegnare ogni mattina. Il risultato è un trucco duraturo ma non definitivo, da rinnovare periodicamente in base a nuove esigenze. Nel tempo, infatti, l’intensità del colore tende a sbiadire naturalmente. Dura in media 12 mesi, ma anche di più, a seconda della pelle”.

Liliana, conosciuta come Lilly, apprende questa tecnica da colei che l’ha inventata: la francese Carole Franch. “Nel 1983 frequentavo i suoi corsi, non c’erano ancora le macchinette e si faceva tutto a mano. Si presentava, poi, la documentazione di 20 lavori, ma solo se si superava l’esame la scuola rilasciava attestato e prodotti per esercitare”.

Oggi, invece, sono tante le aziende produttrici di pigmenti che organizzano corsi di pochi giorni. “È sempre troppo poco il tempo che si dedica all’insegnamento del trucco permanente – afferma Lilly Simone –. Spesso chi si avvicina e frequenta i corsi lo fa per passione, ma non è detto che sia effettivamente portato: è necessario che sia seguito e controllato da una persona esperta. Nelle scuole di estetica, invece, il numero di ore dedicato alla tecnica del trucco semipermanente è maggiore. In alcune di queste i ragazzi sono seguiti con molta attenzione e, anche a corso terminato, possono tornare per gli aggiornamenti o per migliorarsi.

In Italia, però, questo lavoro necessiterebbe di un maggiore controllo: spesso si esercita a casa o in strutture prive di specifica certificazione ASL, sprovviste di regolare licenza e idoneità igienico-sanitaria”.

Lilly Simone da trent’anni collabora con Aldo Coppola a Roma e Milano. In passato lavorava con la Clinica Villa Borghese di Roma e con l’Istituto Image Medical SPA di Milano dove coadiuvava i medici. Sì perché, ad esempio, in casi di mastectomia si “ricostruisce” l’areola e si ridisegna anche il capezzolo, e per attenuare cicatrici o smagliature si utilizza un pigmento che si avvicini al colore della pelle circostante. In caso di alopecia o diradamento, poi, si sfuma il pigmento nella zona interessata usando varie tecniche.

Prima di sottoporsi al trucco semipermanente bisogna assicurarsi però che tutti i materiali siano monouso e che i colori siano accompagnati da certificazione. Eventuali reazioni allergiche possono essere prevenute con  un test: basta fare un puntino per vedere come reagisce la pelle.

                                                                Clementina Speranza

UN PIZZICO DI ORIENTE A MILANO

UN PIZZICO DI ORIENTE A MILANO

La musica di sottofondo è orientale, così come le ceramiche. Tappeti berberi, arazzi uzbeki e zelij arredano una magica oasi di relax e benessere. Questo all’ Hammam della Rosa,  il primo bagno turco tradizionale di Milano, che da poco ha compiuto 11 anni. Come nei più antichi hammam mediorientali e magrebini, uomini e donne hanno la possibilità di vivere il rituale del hammam e ritrovare la gioia di dedicarsi del tempo.

Il Percorso della Rosa è quello del bagno turco tradizionale, che ha inizio nel tepidarium: una grande sala calda e leggermente umida, con sedili di marmo riscaldati, fontane ornate di mosaici e zampilli d’acqua. Qui ci si cosparge il corpo con il sapone nero prima di accedere al calidarium, una stanza satura di vapore la cui temperatura media è di 45°. Il calore, che ha un effetto tonico e rilassante al tempo stesso, agisce anche sulla pressione arteriosa. Favorisce la sudorazione e permette l’eliminazione delle tossine, rendendo così la pelle più luminosa e pulita. La sosta nel calidarium (beit el sakhin) è soggettiva, ognuno può restare quanto desidera rinfrescandosi o spostandosi nel tepidarium (westya) per qualche minuto per poi ritornare al bagno di vapore.

A seguire, i trattamenti tradizionali del hammam: il massaggio esfoliante con il tipico guanto ruvido kassa, seguito dal massaggio di sapone con l’autentico sapone di Aleppo e dal lavaggio di corpo e capelli con esclusivi prodotti fitobiologici a marchio Hammam della Rosa.

“I nostri prodotti sono completamente naturali, privi di sostanze chimiche o conservanti. Per i trattamenti, tipici dell’hammam tradizionale, si utilizzano olio d’argan e latte d’asina – spiega Stefania Scarpa, fondatrice di Hammam della Rosa -. Per le profumazioni ci ispiriamo alle essenze delle antiche tradizioni arabe. I prodotti della linea cosmetica sono disponibili in commercio per ricreare a casa propria, la magia del rituale del Hammam e prolungare, giorno dopo giorno, gli effetti benefici dei trattamenti”.

Il frigidarium (beit el barid), vasca tiepida a effetto tonificante può essere raggiunto dopo i trattamenti di pulizia della pelle.

L’ultima sosta del percorso, senza limiti di tempo, è nella sala relax dove è possibile degustare, prima di rituffarsi nel trambusto cittadino, tè alla menta, frutta, e la sontuosa pasticceria araba.

In pausa pranzo, o per l’aperitivo, la sala Cafè è a disposizione dei soci con stuzzichini arabi dolci e salati, tè alla menta e bevande aromatizzate.  Su prenotazione, inoltre, si può provare il massaggio Ammà di 15 o 25 minuti, una digitopressione distensiva a schiena, spalle, collo, braccia e mani, restando comodamente adagiati su tappeti e cuscini.

Aperto alle donne dal martedì alla domenica, l’Hammam della Rosa, inaugura nel 2004 un secondo spazio attiguo, inizialmente soltanto maschile e adesso dedicato quotidianamente anche a romantici percorsi in coppia.

                                                                              Clementina Speranza

I COSMETICI CON L’ACQUA TERMALE E LE PIANTE DELLE FARFALLE

I COSMETICI CON L’ACQUA TERMALE E LE PIANTE DELLE FARFALLE

Protagonista è l’acqua termale della sorgente Cassiodora di Bormio. È lei la regina. Limpida, disintossicante, rigenerante, rilassante, antistress, è lei che con le sue proprietà antinfiammatorie dona sollievo. Indicata anche per le pelli sensibili, ipersensibili e allergiche, viene utilizzata per i bagni termali e per la linea di cosmetici: QC Terme Cosmetics.

Gli ingredienti sono tutti di origine naturale al 100%, in formulazioni di ultima generazione, a base rigorosamente fitocosmetica, ed è affidato a vetro e legno, materiali interamente riciclabili, il compito di custodirli. Grazie ai suoi sali minerali, l’acqua sella sorgente Cassiodora possiede un effetto booster, potenziato dalle cellule staminali di Buddleja, Pianta delle farfalle che adorna i Giardini Spagnoli dei Centri QC Termemilano. Vitamine, Omega 3, oli ed estratti di origine vegetale arricchiscono ulteriormente la formulazione. La linea comprende creme Corpo Tonificante, Viso e Contorno Occhi. Per godere dei benefici del sole in totale sicurezza sono poi nati i Solari Idratanti con fattore di protezione SPF 30-15, particolarmente efficaci grazie ai principi benefici dell’acqua termale. I cosmetici non contengono né parabeni, né petrolati, sono pensati sia per uomo che per donna, e nascono dall’idea del Gruppo QC Terme. L’intera filiera, dai principi attivi al pack, è seguita e controllata dai laboratori CD di Provaglio d’Iseo (BS), che realizzano prodotti per uso professionale. L’acquisto dei prodotti QC Terme Cosmetics è possibile solo nei centri termali e sul sito www.qcterme.it

Da un’altitudine variabile dai 1280 ai 1420 metri s.l.m, le acque termali di Bormio, scaturiscono da 9 sorgenti situate sulle pendici di dolomia del monte Reit all’interno del Parco Monumentale dei Bagni di Bormio, in Valtellina. www.bagnidibormio.it/it/hotel_terme_parco_termale.htm

Le acque minerali, tra le pochissime calde dell’area a sud delle Alpi, sgorgano a una temperatura tra i 37° e i 43° C, che varia in funzione delle stagioni: più calde in inverno, perché il terreno gelato non consente le infiltrazioni delle acque pluviali, a temperatura variabile in estate, in rapporto alle precipitazioni atmosferiche.

Il Gruppo QC Terme è guidato da Andrea e Saverio Quadrio Curzio, attivi da tempo nel settore termale, che gestiscono: i Bagni Nuovi e i Bagni Vecchi di Bormio, le Terme di Pré Saint Didier ai piedi del Monte Bianco in Valle d’Aosta, QC Termetorino e QC Termemilano.

                                                                         Clementina Speranza

Chili al posto giusto grazie a un mix di natura, tecnica e brevetti

Chili al posto giusto grazie a un mix di natura, tecnica e brevetti

È facile che la donna, dopo i 30 anni, presenti un quadro ormonale disomogeneo e un aumento di peso nei punti critici. Zuccari ha ascoltato le sue clienti con attenzione, per conoscerne desideri, necessità e stili di vita, e ha formulato re-code® Platinum, un nuovo integratore alimentare. Il pacchetto drenante “anti-gonfiore” si attiva su gambe e addome e il risultato è visibile in pochi giorni: la presenza di 2 potenti anti-età come collagene e  papaya bio-fermentata, produce un’azione elasticizzante e anti-ossidante e  mantiene la pelle giovane e il corpo tonico. Infine, l’esclusivo brevetto 3nergy  rimodella la silhouette armonizzando il quadro ormonale attraverso tre elementi: i fitoestrogeni, i fermenti lattici tindalizzati e la florizina.
I fitoestrogeni sono ormoni vegetali, presenti in piccole quantità in piante come: carote, finocchio, liquirizia, patate, mele, salvia, legumi, cereali, soia etc. Gli isoflavoni, fitoestrogeni con la struttura simile a quella degli ormoni femminili, e per questo sono i più adatti a riportare l’equilibrio ormonale.
I fermenti lattici predispongono l’intestino ad accogliere meglio gli isoflavoni. La quantità di fermenti lattici prodotta autonomamente, infatti, non sempre è sufficiente per una corretta assimilazione dei fitoestrogeni.
La florizina è una molecola presente nella buccia della mela. Ha il compito è potenziare l’assorbimento dei fitoestrogeni a livello intestinale, grazie alla sua natura “intelligente” che le permette di “ritagliare” i fitoestrogeni rendendoli adatti ai loro recettori.
Il rivoluzionario trattamento è disponibile in farmacia, parafarmacia ed erboristeria. È prodotto da Zuccari, un’azienda che opera a livello europeo nel settore della salute e della cosmesi naturale, fondata a Trento nel 1994 dal lungimirante Stefano Sala.

                                                                           Clementina Speranza

Super Arancia® e Super Ananas®, i Functional Food arrivano in farmacia ed erboristeria

Super Arancia® e Super Ananas®, i Functional Food arrivano in farmacia ed erboristeria

L’alimentazione contemporanea appare ricca, ma spesso dietro il suo aspetto vivace si nasconde un carattere più povero. Colture intensive, manipolazione genetica e lavorazioni industriali hanno reso la nostra dieta quotidiana inadeguata alle esigenze dell’organismo. Anche le più semplici lavorazioni industriali depauperano gli alimenti: la pastorizzazione, ad esempio, abbatte la carica batterica ma priva il prodotto della sua naturale attività, mentre la raffinazione separa gli elementi nutritivi dal resto dell’alimento.
Lo scopo di queste lavorazioni è di saziare in tempi contenuti il maggior numero di consumatori, saziare però non significa nutrire. Frutta e verdura di ogni tipo si trovano tutto l’anno, anche fuori stagione, ma il loro valore nutrizionale è misero perché non crescono secondo i ritmi della natura e non hanno il tempo di assorbire le sostanze nutritive dal terreno, che a sua volta è sempre più sfruttato e impoverito. Questi prodotti, refrigerati e trasportati in tutto il mondo, resi appetibili attraverso trattamenti aggressivi, vengono poi consumati troppo acerbi o troppo maturi.
I trattamenti anti-parassitari, inoltre, rendono le piante sempre più forti e resistenti all’attacco di batteri e parassiti i quali, a loro volta, si fortificano e richiedono l’utilizzo di prodotti sempre più aggressivi e nocivi.
L’ultima tendenza del benessere? Gli Alimenti Funzionali. Hanno già conquistato gli Stati Uniti e i Paesi più avanzati dell’Europa dove sono conosciuti come Functional Food e rappresentano una risposta efficace per il consumatore che voglia alimentarsi con qualità.
Si tratta di alimenti già ricchi in origine di particolari attivi, lavorati attentamente per preservarne l’apporto benefico e talvolta completati con l’aggiunta di vitamine, che risultano gustosi, salutari e di facilissima assunzione in qualunque luogo e momento della giornata. In Italia la Functional Food Division di Zuccari, azienda trentina guidata da Stefano Sala, si avvale delle attente analisi del mercato e delle abitudini dei consumatori e lancia, in farmacia ed erboristeria, i primi Functional Food.
Si chiamano Super Arancia® e Super Ananas®, sono integratori alimentari racchiusi per comodità in stick-pack si sciolgono in 100 ml d’acqua e possono essere consumati ogni mattina a colazione, proprio come una spremuta di frutta fresca, della quale hanno tutto il sapore. Con un solo semplice gesto si appaga il gusto e si introduce un nutrimento che pur valutando la stessa carica vitaminica del frutto fresco è disponibile in ogni mese dell’anno senza alcuna diminuzione della qualità. La piacevolezza di un succo di frutta, senza  zuccheri aggiunti, ma sucralosio, il dolcificante a zero calorie, e senza la pastorizzazione che distrugge i principi attivi tremolabili. Niente OGM, niente glutine né altri allergeni, basso il contenuto di carboidrati.

Le arance, si sa, sono ricche di vitamina C, ogni stick-pack di Super Arancia® contiene:
500mg di vitamina C, pari al contenuto medio 6 arance, ovvero il 625% della RDA; l’esclusivo mix TR3chinacea® con 3 varietà di Echinacea (Echinacea Angustifolia, Echinacea Pallida Britton e Purpurea Moench); 22,5mg di zinco, pari al 225% della RDA, essenziale per riportare in equilibrio il sistema immunitario e affrontare le quattro stagioni con le difese necessarie.
Il frutto fresco dell’ananas ha riconosciute proprietà digestive e snellenti: aiuta a combattere ritenzione e accumuli sottocutanei localizzati, contrasta gonfiore e pesantezza. L’ananas fresco, però, viene di rado introdotto nella dieta quotidiana perché poco pratico e di difficile reperibilità.
Ogni stick-pack di Super Ananas® contiene un’elevata quantità di Bromelina bio-attiva (l’enzima naturalmente presente nel frutto fresco) ed è pari a un quarto di ananas.
La RDA (Recommended Daily Allowance), cioè la dose giornaliera consigliata, indica la quantità di vitamine e sali minerali che una persona dovrebbe assumere per soddisfare il proprio fabbisogno minimo giornaliero. Va sottolineato che la RDA è diversa a seconda dell’età e del genere (maschile o femminile), e varia a seconda delle condizioni climatiche, delle differenti abitudini alimentari e di altri fattori ancora. La RDA che si trova sulle confezioni dei vari prodotti si riferisce a una donna adulta in buono stato di salute, moderatamente attiva e che consuma 2000 kcal al giorno.

                                                                                                               Clementina Speranza

Nel cuore di Milano per dimenticare la città

Nel cuore di Milano per dimenticare la città

Avreste mai pensato di fare una rigenerante sauna all’interno di un tram? Oggi è possibile da QC Termemilano che propone il Tram del Benessere Misura. La prima biosauna al mondo nella vettura della storica Carrelli fedelmente restaurata, dalle panche ai caratteristici finestrini, dalla volta del tetto a doghe di legno fino al classico pavimento a righe. Un grosso braciere al centro della carrozza. Si tratta di una “sauna soft” rispetto alla sauna classica “finlandese”. Le temperature, infatti, non superano i 70° e l’umidità è superiore al 35%.

QC Termemilano è un ampio complesso in stile Liberty di oltre 2500 mq che propone percorsi multisensoriali: oltre trenta differenti pratiche benessere e 5 Sale Relax.

Cascate a intensità differenziata, docce nebulizzate, vasche idromassaggio con musica subacquea, hammam… per poi rilassarsi in apposite sale studiate con cura, ognuna dedicata a un elemento. Nella stanza Acqua, comodi materassi ad acqua e immagini di onde proiettate sul soffitto. Nella stanza Terra, i suoni che popolano la natura e materassini in lattice sopra un manto di erba sintetica. Nella stanza Aria, soffici lettini sospesi come nuvole, e nella stanza Fuoco una fiamma protetta che riscalda e avvolge come un abbraccio. E poi il Teatro delle meraviglie: una sala in cui si può scegliere il genere musicale da ascoltare in cuffia, mentre ci si rilassa sdraiati con le gambe sollevate.

Il complesso QC Termemilano è un’oasi del benessere nel cuore di Milano, aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 23.00, mese di agosto compreso, per rigenerarsi e rinfrescarsi senza lasciare la città.

Immerso nel verde del Giardino Spagnolo, con le grandi vasche idrominerali e l’ampio solarium all’interno delle mura cinquecentesche erette da Ferrante Gonzaga, il benessere di QC Termemilano coinvolge anche il gusto: con un light buffet e l’Aperiterme, che a Milano, patria dell’happy hour, non poteva mancare. Lo speciale aperitivo è proposto tutti i giorni dalle 18.30. Nel buffet? Prodotti tipici della Valtellina e della Valsassina, prodotti da forno accompagnati da centrifugati di frutta e verdura, e da un buon bicchiere di bollicine.

Il Centro Massaggi, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21.00, completa l’offerta di benessere. Si potrà scegliere ogni dettaglio: musica, aromi, essenze, luci, candele, prodotti (Olio di mandorle dolci, Olio d’argan, Baume aromatique, Cioccolato bianco).

E per finire? Un tuffo nelle creme della linea QC Terme Cosmetics contenenti le acque termali della sorgente Cassiodora di Bormio, all’interno dei vari dispenser a disposizione dei clienti negli spogliatoi.

QC Termemilano nasce da un’iniziativa promossa da ATM, proprietaria del complesso novecentesco, e sviluppata da QC Terme, gruppo guidato da Andrea e Saverio Quadrio Curzio, attivi da tempo nel settore termale, che gestiscono altri  angoli di paradiso: i Bagni Nuovi e i Bagni Vecchi di Bormio, le Terme di Pré Saint Didier ai piedi del Monte Bianco in Valle d’Aosta e QC Termetorino.

Clementina Speranza

25 ANNI DI STUDIO SULLE STAMINALI E 20 MILA ROSETI PER ABSOLUE L’EXTRAIT

25 ANNI DI STUDIO SULLE STAMINALI E 20 MILA ROSETI PER ABSOLUE L’EXTRAIT

Nel 1973 Georges Delbard, uno dei più prestigiosi coltivatori di rose del mondo, dopo numerosi tentativi di ibridazione che hanno portato alla creazione di 20 mila roseti, ottiene la rosa  Absolue, poi battezzata Rosa Lancôme. La Rosa Lancôme nasce dall’alchimia fra una rosa magenta e una rosa malva, esibisce un vibrante color fucsia, è più forte e più resistente delle altre rose, e dimostra una capacità di adattamento fuori dal comune.

Coltivata dal suo creatore nella regione dei Castelli della Loira, in campo aperto e per una sola stagione all’anno, la Rosa Lancôme ha una produzione annua di poche migliaia di esemplari.

Anche le piante posseggono cellule staminali, dotate di un potere impensato. Partendo da questo concetto, nel 1988 Lancôme crea un Laboratorio dedicato alle cellule staminali vegetali e, dopo dieci anni di ricerca, riesce a coltivare e moltiplicare all’infinito le staminali della Rosa Lancôme attraverso un procedimento biotecnologico esclusivo chiamato Fermogenesi™. Da tale processo prende vita ABSOLUE L’EXTRAIT,lieve profumazione alla rosa e delicato color perlaceo. Ogni vasetto di elisir contiene oltre 2 milioni di cellule staminali estratte dalla Rosa Lancômecapaci di stimolare le cellule staminali dermiche di chi lo usa e di contrastarne in maniera efficace l’invecchiamento.

Anche per l’applicatore Lancôme s’ispira alla regina dei fiori. Propone infatti un petalo di rosa: la parte scura serve per applicare la crema elisir, la parte dorata per effettuare il massaggio. Il petalo da massaggio si basa sull’alternanza caldo /freddo, permette di stimolare prima la microcircolazione cutanea e poi, con temperature più basse, di tonificare e ridisegnare i contorni della parte trattata.

“Da quando, nel 1935, è stata creata da Armand Petitjean, Lancôme ha proposto e perfezionato importanti innovazioni cosmetiche giungendo oggi a esplorare uno dei territori più promettenti della scienza attuale: quello delle cellule staminali e, in particolare, delle cellule staminali della pelle, dotate di uno straordinario potere rigenerante – afferma Youcef Nabi, presidente Lancôme International –. Parallelamente alle ricerche nel campo della biologia cutanea, Lancôme studia anche la biologia vegetale con l’obiettivo di scoprine e sfruttarne il potenziale straordinario”.

Clementina Speranza

Prodotti e metodi naturali vincono un premio e sconfiggono lo stress

Prodotti e metodi naturali vincono un premio e sconfiggono lo stress

A ricevere il premio è Aquae Calidae, un angolo di relax a Milano, nel cuore della città più frenetica d’Italia. Aquae Calidae, infatti, è stata eletta Migliore Urban Spa d’Italia agli Italian Spa Awards 2011.
Aquae Calidae vuole donare bellezza attraverso la liberazione della forza vitale e dell’energia interiore che ognuno di noi possiede neutralizzando lo stress quotidiano.
Il Centro mette a disposizione dei clienti locali dove le temperature e l’umidità, favorendo la negativizzazione dell’aria, rendono più facile il rilassamento.
Nel TEPIDARIUM, dalle panche al pavimento, alle pareti, tutto è piacevolmente riscaldato per favorire il più completo relax. Unici suoni percepibili: quello dell’acqua e le voci sommesse dei clienti.
In un altro ambiente vi è la presenza costante di un TRACTATOR, un’assistente che si prende cura degli ospiti e li prepara al passaggio a un ambiente più caldo aspergendoli e massaggiandoli con una soluzione di acqua madre (acqua marina raccolta nelle saline) che dona iodio e sali  minerali alle cellule. A questa si aggiungono gocce di oli essenziali per favorire la penetrazione del finissimo sale che verrà poi cosparso sul corpo. “La temperatura del CALIDARIUM non è mai superiore ai 45° – spiega Lucia Russi  -, questo perchè avendo cosparso la pelle con prodotti salini saranno sale  e vapore a favorire la sudorazione, più del calore. In questo modo la pressione non si abbassa eccessivamente e non ci sono limiti di tempo per la sosta nell’ambiente. La sosta più lunga in calidarium permette di detossinare (l’eliminazione delle tossine attraverso i pori) di più, con una sudorazione più lunga e costante; e consente al vapore di pulire bene tutte le vie respiratorie e regolare il respiro aumentando la capacità polmonare. Una vera manna per gli asmatici”.
All’uscita, oltre all’impatto con una temperatura ambientale molto meno calda, si troverà una cornucopia che produce una cascata di ghiaccio costante (FRIGIDARIUM).
Lo sfregamento del corpo con manciate di ghiaccio favorisce un’immediata vasocostrizione che, seguendo alla vasodilatazione provocata dal caldo-umido del Calidarium, impegna i vasi sanguigni in un efficace esercizio che contribuisce ad aumentare l’elasticità delle pareti.
Essenziale per il benessere e il rilassamento è il fatto che, in tutto questo percorso, la Direzione offre solo suggerimenti: ciascuno può sentirsi libero di stabilire tempi e modalità d’uso dei locali adattandoli a se stesso e alle sensazioni che man mano prova.
Aquae Calidae nasce nel 2004, dalla visione della Dottoressa Lucia Russi che, dopo oltre 30 anni dedicati alla professione medica, ha sentito il bisogno di creare un rifugio in grado di unire benessere e ospitalità, in cui prevenire le malattie attraverso la pratica millenaria del Salus per Aquam.
Tutti i trattamenti proposti – spiega Lucia Russi – vengono effettuati con prodotti naturali, per la maggior parte già in uso nell’antica Roma.

Thalasso Terapia
Per i trattamenti Thalasso terapici si utilizzano Aqua MarisSali e Limo delle Terme di Margherita di Savoia.
Nelle saline di Margherita di Savoia, le saline più grandi d’Europa, i condottieri dell’antica Roma curavano le ferite di guerra grazie alle proprietà cicatrizzanti, drenanti e antinfiammatorie di Aqua Maris e Limo.
I prodotti in questione, oltre a essere ricchi degli oligoelementi e sali minerali tipici di tutti i prodotti termali, contengono anche un protozoo, la Dunaliella Salina, che dona all’acqua il suo caratteristico colore rosato e stimola la produzione di betacarotene.
L’Aqua Maris (acqua madre) è l’acqua dell’ultima vasca nel processo di estrazione del sale. Porta questo nome proprio perché è l’acqua che genera il sale. È altamente salina e ricchissima di oligoelementi che la rendono molto drenante, ma allo stesso tempo idratante e nutriente.
Il limo è il fango che si forma sul fondo delle vasche delle saline, anch’esso altamente salino, ha proprietà drenanti, antinfiammatorie e riattivanti della microcircolazione.

Il latte d’asina
Ancora oggi viene esaltata la bellezza di Poppea, che si affidava alle straordinarie proprietà nutrienti del latte d’asina.
Sappiamo poi che Cleopatra portava con sé, ovunque andasse, un seguito di 80 asine per non rinunciare mai ai bagni nel loro latte.
È proprio ispirandosi a queste donne dalla bellezza leggendaria che viene proposta una linea di prodotti per la cura di viso e corpo a base di latte d’asina a marchio Aquae Calidae.
Si tratta di prodotti utilizzati sia per i trattamenti viso e corpo in Spa, sia come linea vendita per la cura quotidiana, in modo da avere la pelle sempre morbida ed elastica.
Gli acidi grassi contenuti nel latte d’asina ripristinano e proteggono le membrane delle cellule cutanee e svolgono un’efficace azione antiossidante. Il complesso multivitaminico A, B, C, E blocca e allontana i cataboliti del metabolismo cellulare della cute e stimola un’azione epitelio-protettrice.
Il Lisozima, un enzima dotato di proprietà antibatteriche, attenua gli stati infiammatori della cute e del cuoio capelluto.
Si tratta di prodotti indicati per tutti i tipi di pelle e particolarmente adatti alla cura di epidermidi sensibili e di soggetti allergici. Il latte d’asina viene infatti anche utilizzato in campo alimentare per soggetti allergici o intolleranti al latte vaccino oltre che per individui a stretto regime dietetico, dato che ha un bassissimo contenuto lipidico.

Altri prodotti Termali:

“Ci avvaliamo della collaborazione con Girzi Line, azienda cosmetica che basa la sua produzione sulle acque e i fanghi termali estratti a Boario Terme – afferma Lucia Russi -. Sono prodotti adatti a tutti, anche ai soggetti ipertiroidei, su cui non si può lavorare in thalasso terapia.
Di questa linea sono da segnalare i fanghi massaggiabili, in una formulazione esclusiva e d’avanguardia che rivoluziona i trattamenti a base di fango: non dovremo più applicare il fango e lasciarlo in posa per poi sciacquarlo, ma potremo massaggiarlo sul corpo per tutta la durata del trattamento fino al totale assorbimento.
In questo modo potremo potenziare gli effetti dei principi attivi contenuti nel fango con il massaggio e far sì che il fango continui la sua azione remineralizzante anche nelle ore successive al trattamento”.

                                                                           Clementina Speranza

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