da ilpuntosalute | 14 Mar, 2014 | Informazioni mediche
È in diversi colori moda, satinati o in lurex. È fashion, e con il simbolo ♀, rappresentazione stilizzata della femminilità. È un nuovo bracciale glamour che le ragazze potranno indossare per affermare la loro libertà di scelta e promuovere la “moda” della sessualità consapevole. Si potrà trovare nelle tappe della campagna d’informazione lapillolasenzapillola e in altre occasioni che saranno comunicate attraverso il sito www.lapillolasenzapillola.it; dove è stato anche attivato un servizio di consulenza online gestito da 11 ginecologhe che chiariranno i dubbi delle ragazze rispondendo personalmente alle loro domande.
Love it! Sesso consapevole è la campagna d’informazione sulla contraccezione promossa da SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) in collaborazione con il progetto educazionale lapillolasenzapillola. Si rivolge alle giovani che stanno affrontando le loro prime esperienze sessuali e nasce con l’obiettivo di sensibilizzarle sull’importanza di effettuare in modo consapevole le proprie scelte in materia di sesso, dando loro tutte le informazioni utili sulla contraccezione.
Love it! per parlare di contraccezione usa linguaggi innovativi: moda, musica e web. Per promuovere il progetto, infatti, pure la musica scende in campo con la rapper italiana
Baby K, prodotta da Tiziano Ferro.
Claudia Nahum,
in arte
Baby K

diventa testimonial della campagna Love it! e protagonista dell’omonimo video musicale, nel quale indossa i braccialetti colorati. “Bisogna essere pronte a prendersi le proprie responsabilità – afferma la cantante –, decidere in prima persona e non farsi influenzare dagli altri quando sono in gioco scelte importanti. E soprattutto amare se stesse, la propria vita, la propria sessualità e la propria libertà di scelta. Non bisogna lasciarsi frenare da timori o pensare che la scelta è solo quella tra prendere la pillola o lasciar fare tutto al partner. Ai miei concerti verranno distribuiti i bracciali simbolo della campagna. Mi piacerebbe che tutte le ragazze ne indossassero uno come segno della loro indipendenza. Lo indosso anch’io perché sono fiera di mostrare la mia forza. Nella vita sono sempre stata libera e protagonista delle scelte. Informarsi, capire, valutare sono sempre state le chiavi per me, e vorrei che lo fossero anche per le ragazze”. Baby K promuoverà i messaggi della campagna in occasione delle tappe del suo tour in programma l’estate prossima.
“Le giovani donne, se informate in modo equilibrato su tutto il ventaglio di metodiche contraccettive oggi disponibili, sono in grado di fare più consapevolmente una scelta per la loro vita – afferma Rossella Nappi, Professore associato di Ostetricia e Ginecologia, Università degli Studi di Pavia -. Il cerotto e l’anello vaginale rappresentano un’alternativa alla pillola e un metodo sicuro, efficace e con il plus di liberare le donne dall’assunzione quotidiana per bocca. Altro aspetto importante è che l’anello è caratterizzato da ormoni a bassissimo dosaggio con livelli molto stabili, che provocano meno effetti collaterali estrogeno correlati”.
Sono poche in Italia le donne che si affidano a metodi contraccettivi, una minoranza quelle che fanno ricorso alla contraccezione ormonale: meno della metà si cautelano durante un rapporto sessuale, una gravidanza su 5 non è desiderata mentre cresce il fenomeno della contraccezione di emergenza, soprattutto tra le più giovani. Nel nostro Paese la cultura della contraccezione e dei comportamenti sessuali responsabili è lontana dagli standard europei. Ancora oggi il 59% delle donne in età fertile (15-49 anni) non utilizza alcun metodo contraccettivo: il 15% non ne ha mai fatto uso e il 44% ha smesso di utilizzarlo. Dalla ricerca, effettuata da Eurisko nel 2011, emerge che oltre la metà delle donne intervistate che ha avuto rapporti sessuali nel mese precedente la rilevazione non ha usato metodi contraccettivi, né utilizzato alcuna precauzione, anche se il 34% ha dichiarato di non desiderare un figlio.
Il bracciale di Love it! sarà distribuito in occasione delle tappe della campagna lapillolasenzapillola nei Campus Orienta e in occasione del tour estivo di Baby K.
Il calendario è consultabile al sito www.lapillolasenzapillola.it
Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 11 Mar, 2014 | Moda
Bianco, rosso, verde sono i colori della nostra bandiera, che spesso accompagnano l’inno di Mameli e fanno emozionare. Sono i colori per i quali, alle Olimpiadi del 2014, a Sochi, hanno gareggiato e vinto gli atleti FISI (Federazione Italiana Sport Invernali). E sono anche i colori del loro intimo tecnico: 100% italiano.
La maglia lupetto a manica lunga e la calzamaglia al ginocchio sono realizzate in polipropilene Dryarn®, un tessuto che isola come la lana, conferisce leggerezza e veicola all’esterno il sudore prodotto durante l’attività fisica. L’efficienza di scambio tra pelle, tessuto e ambiente assicura il massimo comfort ed evita la spiacevole sensazione di freddo causata dall’umidità sulla pelle. Si tratta dei capi tecnici sportivi che Mico ha fornito agli oltre 400 atleti della F.I.S.I.
La F.I.S.I. è la federazione che comprende 14 sport invernali: sci alpino, nordico, di velocità, di fondo e d’erba, skeleton, snowboard e salto sugli sci, combinata nordica, bob, slittino e slittino naturale, freestyle, biathlon. Tra questi sport, dieci le discipline Olimpiche. La spedizione azzurra a Sochi è composta da 113 atleti, dei quali 86 della FISI.
I completi di intimo tecnico Official F.I.S.I. Linea Champions di Mico li abbiamo visti pubblicizzati da quattro atleti della Nazionale italiana di sci alpino che rievocano “I fantastici 4”.
Undici, invece, i super eroi italiani che chiudono la spedizione a Sochi con 8 medaglie: 2 d’argento e 6 in bronzo. Tra loro, Christof Innerhofer, trentenne di Brunico, che ottiene una medaglia a cinque cerchi d’argento nella discesa libera e una in bronzo nella supercombinata. “Durante una competizione è fondamentale ‘la testa’: bisogna sciare serenamente e non avere paura della gara e di sbagliare – spiega Christof Innerhofer -. Altrettanto importanti sono gli indumenti performanti. Devi solo pensare a indossarli, e se sono di qualità non ti accorgi neanche di averli. Il completo intimo che mettiamo sotto la tuta da gara è leggero, confortevole, mantiene la temperatura corporea, e anche con -15°/ -20° non abbiamo problemi”.
L’intimo ufficiale Official F.I.S.I. Linea Champions è realizzato con la tecnologia seamless, cioè senza cuciture. Presenta, inoltre, una struttura elastica muscolo-contenitiva e protezioni ergonomiche 3D su spalle e ginocchia.
Tricolore anche per le calze per sport invernali, che completano il settore
contatto pelle. Sono realizzate con 3 livelli differenti di spessore, con fascia elastica anti-torsione nella caviglia e nell’arco plantare, con la punta super-comfort con cuciture piatte e rimagliata esterna. A sigillare tutto: il logo ufficiale F.I.S.I.
La filiera dei prodotti è interamente realizzata in Italia: dal filato ai macchinari, dalla manodopera alle tinture, dalle etichette agli adesivi, dal packaging al trattamento igienizzante, dalle zip agli elastici, dal design alla proprietà dell’azienda. Tutto made in Lombardia.
Le soluzioni Mico, studiate per rispondere alle necessità degli atleti delle nazionali azzurre, sempre alla ricerca della massima performance in termini di comfort, prestazioni, protezione e affidabilità, vengono proposte anche a chi desidera provare l’emozione di indossare gli stessi capi dei campioni F.I.S.I., e pure a chi, magari, considera lo sci soltanto il mezzo per spostarsi da un rifugio all’altro.
Mico Sport S.p.a. nasce nel 1970 come azienda produttrice di calze da donna. Nel ’77 cambia tipologia di prodotto specializzandosi nella confezione di calze sportive di tipo “tecnico”, alle quali affianca negli anni ’90 una linea completa di “technical underwear”, di indumenti, cioè, che costituiscono il primo strato: sotto maglia, sotto casco, sotto guanti; realizzati con materiali innovativi e tecnologie brevettate.
La sede e lo stabilimento produttivo sono a Brescia. Fondamentali i macchinari, modificati nel tempo per restare sempre al passo con la tecnologia e per realizzare prodotti prestazionali.
da ilpuntosalute | 5 Mar, 2014 | Moda
Può essere a lupetto, a serafino, con la scollatura a barchetta, girocollo, V-neck e con allacciatura a polo. È come se fosse una tela da plasmare o un foglio bianco da riempire, da interpretare di volta in volta in modo diverso. C’è la T-Shirt souvenir tipo “I love NY”, ci sono quelle dei cartoons Disneiani o made in Japan, quelle con le foto dei miti del cinema: da Marilyn Monroe a Brigitte Bardot. Ci sono le girocollo in tinta unita che consegnano alla storia toraci muscolosi e sguardi tenebrosi come quelli di Jeams Dean e Marlon Brando. C’è la T-Shirt bianca che Fonzie portava sotto il giubbino nero di pelle. Ci sono quelle per pin up, con gli angeli di Fiorucci, e quelle con nome e foto dei gruppi musicali preferiti. Ci sono quelle del calcio, un tempo in lana cotta. Poi le T-Shirt di lusso. La Cocodrile shirt di Hermes da 70 mila euro, dove tecniche innovative di lavorazione del pellame hanno trasformato la rigidità del coccodrillo in una consistenza chiffon. E quella commissionata da un indiano più che facoltoso: completamente d’oro, del valore di 230 mila dollari, dal peso di 12 chili, realizzata da una squadra di quindici orafi che ci ha lavorato 16 ore al giorno.
La T-Shirt, che ha compiuto 100 anni nel 2013, nel tempo è divenuta un megafono mediatico: da manifesto ideologico di designer e aziende a espressione esclusiva di trend di stagione, fino a diventare un esclusivo gioiello. L’intramontabile e iconico capo a forma di T viene celebrato in un volume che ne ripercorre le origini e l’evoluzione. Si tratta di I Love T-Shirt: Origine e storia di una maglietta in cotone a forma di Tedito nel 2014 da Fashion Illustrated con la collaborazione di COTTON USA
Il marchio registrato COTTON USA è stato lanciato da Cotton Council International (CCI) nel 1989 e contraddistingue prodotti di elevata qualità realizzati con almeno il 95% di cotone, di cui per lo meno il 50% deve essere americano. (CCI) è stata fondata nel 1956 come estensione internazionale del National Council of America (NCCA), per diffondere su vasta scala i prodotti realizzati con cotone americano nei mercati d’oltreoceano.
Il
cotone americano, proveniente dalla famiglia della pianta del cotone “
Gossypium”, viene coltivato nei 17 stati del
Cotton Belt: un’area geografica che occupa metà degli Stati Uniti e si estende dal Nord Carolina alla California (4,6 milioni di ettari).
Il periodo della semina va da febbraio a giugno, a secondo delle diverse zone, dopo e 2 mesi spuntano i fiori che in 3 giorni si trasformano da bianco a rosso. Semi e fibre di cotone crescono all’interno di questi fiori, che dopo 50 giorni sbocciano e portano alla luce le fibre, che vengono poi separate dai semi.
Gli Stati Uniti sono il maggiore esportatore di cotone (circa il 30% delle esportazioni mondiali), ed è del 13% la percentuale di cotone nel mondo prodotto dagli USA. Numerose aziende tessili utilizzano già il marchio COTTON USA e abbracciano le attività e le iniziative di global sourcing a supporto del business. Fruit of the Loom, Quiksilver, Brooks Brothers, Esquel e tante ancora le ditte che hanno scelto di realizzare collezioni in cotone americano, identificate chiaramente dal brand COTTON USA. Tra le italiane: Original Marines, Zucchi, Bassetti, Borgo Tessile, solo per citarne alcune.
Non c’è sfilata, collezione stilistica o brand che non inserisca una T-Shirt nelle proprie collezioni. “Non ha confine – afferma l’autrice del libro Cristina Taccani a proposito della T-shirt – . Incapace d’involuzione non rimane imbrigliata nella restrittiva definizione d’indumento o nell’erroneo susseguirsi di aggettivi dedicati: sportiva, facile, comoda, concentra in sé il ruolo di protagonista e non perde l’occasione per tradursi anche ai profani. La T-Shirt, nuovo contenuto e contenitore, libera spazi alla fantasia, imprimendo messaggi veloci, che volano sul web”.
Tre le versioni sul significato del prefisso T avanti a Shirt, tutte spiegate nel libro I Love T-Shirt: Origine e storia di una maglietta in cotone a forma di T, distribuito presso le librerie Rizzoli e nella Libreria della Moda di Milano, disponibile per l’acquisto online sul sito della Libreria della Moda www.libreriadellamoda.it.
Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 12 Feb, 2014 | Nutrizione
Mangiare cibo sano e light ma senza rinunciare al gusto. È la promessa alla quale nessuno di noi, perennemente in lotta con la bilancia e con il colesterolo, crede davvero. E invece qualcuno ha raccolto e vinto la sfida. È “la cucina del senza…sale, zucchero, grassi” proposta dal giornalista e scrittoreMarcello Cornini per la kermesse di alta cucina Gusto in Scena. Chef stellati, pasticceri, sommelier, blogger e appassionati del buon cibo si incontreranno per dare vita a un evento straordinario, giunto alla sesta edizione e che si terrà dal 16 al 18 marzo a Venezia in una cornice da sogno, la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.
Cornini propone una vera e propria rivoluzione ai fornelli: una cucina “preventiva”, attenta contemporaneamente alla salute e al gusto, che non rinuncia al sapore ma che lo esalta sia limitando l’utilizzo eccessivo di alcuni ingredienti sia sostituendone altri di cui spesso si abusa in cucina con i “parenti”light o naturali che non danneggiano né la nostra linea né la nostra salute.
A cimentarsi con deliziosi dolci senza zucchero saranno Luigi Biasetto, Salvatore De Riso, Gianluca Fusto e Igino Massari. Il temibile saccarosio verrà sostituito con succo d’agave, trito di dattero, stevia, ananas essiccato e miele mille fiori.
La “cucina del senza” è frutto di un percorso iniziato nel 2011 quando a essere posti sotto esame furono i grassi, spesso troppo abbondanti nelle preparazioni gourmet. Nel 2012 il Ministero della Salute decide di patrocinare l’evento che ha come tema “Cucinare con…Cucinare senza sale”, proprio per il suo carattere di interesse sociale. Il 2013 porta a una svolta: l’evento si internazionalizza. La collaborazione con la Fondazione Italia Cina porterà in Italia una delegazione di 80 membri dell’ordine internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier. Fondato nel 1954 da Jean Ducroux allievo di Escoffier, l’Ordine nato per rendere omaggio a uno dei più grandi maestri della cucina francese e internazionale, si pone l’obiettivo di raggruppare in una casa comune gli chef delle più importanti catene alberghiere. Oggi l’Ordine riunisce oltre 25 mila chef stellati di ogni parte del mondo e molti degli executive chef di grandi alberghi di lusso.
Il 2014 vede da un lato, il definitivo consolidamento dei temi legati alla salute, dall’altro l’ambizioso obiettivo di internazionalizzare l’evento facendo uscire Gusto in Scena dai confini nazionali nei prossimi tre anni. Vanta il patrocino dell’Expo 2015, della Comunità Europea, della Città di Venezia e dell’Agenzia Nazionale del Turismo.
Anche quest’anno presenze di altissimo livello: Herbert Hintner, Luca Marchini, Aurora Mazzucchelli, Nicola e Luigi Portinari, Luigi Taglienti, Paolo Teverini, Ilario Vinciguerra e Andrea Aprea, delizieranno i presenti con pietanze speciali in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.
Special Guest quest’anno sarà Carlo Cracco uno dei severi giudici del programma Mastechef Italia.
Gusto in Scena è anche vino, cultura e gastronomia. Così a “I Magnifici Vini” viene riproposta la vecchia amicizia tra cibi e vini attraverso una selezione di oltre 71 cantine nazionali e internazionali. Un vino per ogni tipo di pietanza al fine di esaltare il gusto di ogni piatto.
Su idea di Cornini i vini sono stati suddivisi a seconda dell’ambiente di produzione in mare, montagna, pianura e collina.
La selezione dei vini sarà nuovamente protagonista a “Chef in Concerto”, il congresso che ospita chef e pasticceri internazionali e che vedrà proprio Cornini impegnato ad abbinare a ogni pietanza il suo specifico vino.
Oltre all’alta cucina e alla tradizione vinicola a “Seduzioni di Gola” protagonista diventa l’alta gastronomia. L’Italia è un Paese che per clima e cultura vanta dei prodotti unici che non si trovano in nessun’altra parte del mondo. Far conoscere prodotti, rari, preziosi e molto golosi è lo scopo di questa sezione.
Come in ogni manifestazione che si rispetti oltre alla sede principale dell’evento tutta la città di Venezia sarà protagonista con i suoi alberghi e ristoranti che parteciperanno al “Fuori Salone 2014”, in cui verranno proposti degli special events enogastronomici sia di cucina tradizionale che sperimentale.
Obiettivo? Far diventare Venezia capitale del Gusto così come Milano lo è della Moda. Un altro orgoglio nazionale, tutto Made in Italy, che ormai da più parti si tenta di conservare e di rilanciare nel mondo.
Federica Grimaldi
da ilpuntosalute | 5 Feb, 2014 | Vino
“Eternity was in our lips and eyes”, scriveva così William Shakespeare. È quasi San Valentino e l’amore è nell’aria, sentori di frutta matura, confettura e ciliegia, e frasi romantiche rendono un brindisi speciale.L’azienda veronese Gerardo Cesari affida a uno dei sui vini, il Mara Valpolicella Ripasso Superiore, il messaggio d’amore Shakespeariano e lo propone sul tappo che sigilla la bottiglia. Il tappo, che racchiude un pensiero romantico da dedicare alla propria metà, ha pure un’applicazione per dire «stop» alla contraffazione nata dalla ricerca IDCORK per tutelare il vino di qualità e garantirne l’autenticità grazie a una rintracciabilità a 360 gradi.
La trama del sughero è come un’impronta digitale: i fori naturali che la compongono la rendono unica e irripetibile. La tecnologia studiata e brevettata dall’azienda Brentapack del gruppo Labrenta tutela così il consumatore e il produttore.
Tramite l’apposita app il consumatore può visualizzare una serie di servizi: zona e periodo di estrazione del sughero, dati sulla lavorazione del tappo, nome della cantina e caratteristiche del vino (annata, uvaggio e codice della bottiglia). Chiunque può utilizzare questo sistema direttamente dal cellulare, scoprendo tutto quello che c’è da sapere su ciò che acquista o che gli viene servito al ristorante. Per farlo basta scaricare l’app gratuita dal sito www.idcork.com, poi, una volta avviata l’app, si potrà procedere al riconoscimento visivo del tappo grazie al confronto della sua trama con quella riprodotta nella foto. Successivamente si potrà inserire il codice stampato sulla chiusura e si apriranno le diverse schermate con informazioni sul tappo, sul vino, sulla cantina. “Ogni tappo è univoco e, con la tecnologia che adottiamo, abbiamo la possibilità di rintracciare la storia della bottiglia, la lavorazione e la produzione del vino – afferma Gianni Tagliapietra, amministratore di Brentapack -. Questo sistema è importante per tutelare il nostro made in Italy”. Pochi secondi e qualche click saranno in grado di assicurare che il contenuto della bottiglia non è un’imitazione.
Per rimanere in tema di buon vino, tecnologia e poesia, la newsletter Cesari avrà uno spazio curato direttamente dal Club di Giulietta (l’associazione che ogni anno risponde a migliaia di lettere provenienti da tutto il mondo, indirizzate alla protagonista dell’opera di William Shakespeare) dove si potranno leggere i messaggi d’amore più significativi arrivati a Verona nel corso degli anni, mentre la pagina Facebook dell’azienda ospita in bacheca le più belle frasi d’amore legate al vino che gli enonauti inviano via mail all’indirizzo amordivino@cesariverona.it.
La cantina Cesari di Cavaion Veronese, inoltre, diverrà un vero e proprio “ufficio postale di Giulietta”: chi vi farà visita potrà infatti usufruire di una speciale cassetta per spedire i propri pensieri d’amore indirizzati a Giulietta. Le lettere saranno consegnate al Club di Giulietta che giudicherà quali siano le migliori, meritevoli di partecipare al Premio “Cara Giulietta” dedicato alle missive d’amore, che si svolgerà nel febbraio 2014.
Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 4 Feb, 2014 | Benessere
Cime ricoperte di candida neve sotto un cielo stellato, una baita in legno dalle cui finestre si scorge il crepitio del fuoco che arde nel camino: questo lo scenario adatto ad accogliere i fidanzatini di Peynet, simbolo della coppia eternamente innamorata. E questo è anche lo sfondo del prossimo San Valentino per chi sceglierà la Valtellina per la propria fuga d’amore.
Due le strutture alberghiere che propongono il “romantico pacchetto” destinato a chi desidera vivere un’esperienza unica.
Prestigio, Fruttaio Ca’ Rizzieri, Vigneto Francia, Numero Uno, sono eccellenti vini della zona e anche i nomi di alcune delle undici camere del Wine Hotel Retici Balzi di Poggiridenti, che ai freddi numeri preferisce il calore della tradizione vinicola valtellinese.
“Ortensio Lando”, oltre che un altro ottimo vino, è anche la piccola Oasi del relaxdell’Albergo. Un rifugio immerso nelle montagne pronto a ospitare le coppie che, coccolate dalle soffici bolle delle vasche idromassaggio, potranno ammirare, attraverso la grande vetrata, i panorami mozzafiato delle Alpi. Il Wine Hotel pensa davvero a tutto, e soddisfatto spirito e palato, si dedica anche al corpo: ilmassaggio di Cleopatracoccolerà lei con un massaggio a base di crema idratante naturale al latte d’asina, mentre lui si farà stregare dai profumi degli oli essenziali.
E poiché non si vive di solo amore, sarà inoltre possibile degustare e acquistare vini e prodotti tipici locali nel Corner Valtellina, o gustare le leccornie della cucina tradizionale presso il ristorante Il Poggio, a pochi metri dall’Hotel.
L’Ortensio Lando, che dà il nome alla zona relax dell’Hotel, è un vino rosso prodotto presso la vicinaAzienda Agricola di Luca Faccinelli a Chiuro. Il progetto che Faccinelli porta avanti ormai dal 2007 ha come obiettivo il riscoprire e valorizzare un prodotto unico, già peraltro conosciuto dai vecchi viticoltori valtellinesi, un vino la cui uva viene coltivata esclusivamente nei particolari sistemi terrazzati dei vigneti caratteristici della zona. Dedicato all’omonimo filosofo, il vino è fatto esclusivamente con uve Nebbiolo raccolte nella sottozona del Grumello.
La seconda proposta per il poetico weekend è offerta dall’Hotel Tremoggia. Sito a Chiesa in Valmalenco, è unBest Western dalla storia lunga quasi un secolo. Giunta ormai alla quarta generazione la famiglia Lenatti gestisce l’Hotel con cura e attenzione dal 1924. Tra tradizione e innovazione, il carattere familiare della struttura consente agli ospiti di sentirsi a casa. Camere confortevoli la cui vista si affaccia sulle punte innevate, una colazione con prodotti caserecci e naturali e un’ospitalità che solo chi ha ormai nel proprio patrimonio genetico l’arte dell’accoglienza può offrire, sono gli ingredienti di una esperienza esclusiva.
Nella stanza, dotata di tutte le comodità, le coppie troveranno una bottiglia di spumante e i golosissimi cioccolatini della Pasticceria Tremoggia.
Per i cultori del weekend di quiete l’Hotel Tremoggia mette a disposizione il centro benessere Wellfit, nel quale tra un’immersione nelle vasche idromassaggio e una sauna, oltre allo spirito anche il corpo verrà ritemprato.
Ma San Valentino non è solo relax: per i più sportivi sarà possibile noleggiare le tipiche “racchette” dette “ciaspole” per lunghe e avventurose passeggiate sulla neve, e, tra un pupazzo e l’altro, farsi trasportare con le caratteristiche motoslitte presso la baita ristorante per consumare una cena prelibata. Per i più audaci la Snow Eagle, la più grande funivia d’Europa, facilmente raggiungibile dall’Hotel, donerà brividi non solo d’amore.
E se mai qualcuno nutrisse ancora qualche dubbio, le parole della piccola Alice di Lewis Carrol ci raccontano la poesia che la candida e soffice neve regala. “… Senti la neve contro i vetri, micino? Ha un suono così bello e delicato! Proprio come se qualcuno di fuori coprisse di baci tutta la finestra! Forse la neve ama gli alberi e i campi, se li bacia con tanta gentilezza…”.
Federica Grimaldi
da ilpuntosalute | 4 Feb, 2014 | Nutrizione
In Italia, le persone che hanno tra i 55 a i 75 anni sono 13.300.000, il 22% del totale, e 16 mila sono i centenari. Nel 2030, 2 italiani su 5 avranno più di 65 anni.
Gli americani chiamano ‘baby boomers’ i nati fra il 1946 e il 1964 (anni di picco delle nascite in USA), in Europa per questa categoria si utilizza il termine ‘Senior’. Si tratta di un nuovo segmento demografico che gli osservatori stanno tenendo d’occhio con attenzione. Anche l’Osservatorio Yakult a GfK Eurisko ha fotografato la situazione degli italiani “brizzolati”. L’Osservatorio Yakult, divisione nata all’interno di Yakult Italia nel 2010 con la finalità di esplorare il mondo del benessere e della corretta alimentazione, degli stili di vita contemporanei e dei trend socio-economici degli italiani, ha commissionario uno studio a livello nazionale su mille individui “senior” con reddito familiare mensile netto di 1500 euro e oltre.
Dalla ricerca emerge che nei circa 13 milioni di senior italiani possono individuarsi due gruppi: i “nuovi senior”, più attivi e più aperti alle innovazioni, circa 2.400.000, e i “senior tradizionali”. L’indagine, effettuata tramite interviste personali a domicilio ha consentito di capire chi sono i nuovi senior, cosa fanno, perché sono più felici dei senior tradizionali, a cosa aspirano, e, soprattutto, che cosa desiderano fare nella seconda metà della loro vita, spesso più entusiasmante di quella dei junior, figli e nipoti a cui le condizioni precarie di lavoro in molti casi impediscono un’esistenza autonoma e serena. La ricerca ha evidenziato che i “nuovi senior” lavorano il doppio rispetto ai senior tradizionali (45% contro il 24%), amano molto viaggiare (il quadruplo in più dei senior tradizionali), fare gite (il doppio), sono assidui frequentatori di cinema, teatro e musei: 73% contro 28%, e leggono di più (più del doppio). Si curano molto più rispetto ai senior tradizionali, praticano attività sportive e frequentano la palestra, fanno attenzione alla propria salute e all’alimentazione, che viene percepita come elemento fondamentale di prevenzione: il 73% infatti riduce zuccheri, sale, grassi e alcool. Negli ultimi 3 mesi, il 23% dei nuovi senior ha consumato alimenti probiotici (quasi il doppio rispetto ai senior tradizionali), forse consapevole che “Un intestino sano porta a una vita più lunga e più sana”. Questa la filosofia di Minoru Shirota (1899-1982), microbiologo e ricercatore della Facoltà di Medicina dell’Università di Kyoto e fondatore di Yakult.
Minoru Shirota più di 75 anni fa scoprì un particolare fermento lattico, tanto forte da resistere ai succhi gastrici e giungere vivo nell’intestino, favorendo così l’equilibrio della flora intestinale. Questo fermento fu chiamato Lactobacillus casei Shirota (LcS), in suo onore. Per veicolare il fermento LcS, il dott. Shirota decise di produrre un latte scremato fermentato che chiamò Yakult, dal termine “jahurto” che in esperanto significa yogurt. La scelta di questo nome, scritto in lettere occidentali, dimostra la visione moderna e internazionale che il dott. Shirota aveva già nel 1935.

Oggi Yakult è presente in 33 paesi al mondo, ed è bevuto ogni giorno da oltre 30 milioni di persone. L’azienda è impegnata a 360 gradi in iniziative che promuovono il benessere e la diffusione di un corretto stile di vita. Ogni anno, infatti, sviluppa campagne educazionali rivolte ai consumatori, sponsorizza importanti eventi sportivi (soprattutto nell’ambito della corsa e del nuoto), e supporta la realizzazione di iniziative socialmente utili. Dal 2009 è partner del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano per la realizzazione del laboratorio interattivo dedicato all’alimentazione ‘I.LAB Alimentazione’.
da ilpuntosalute | 21 Gen, 2014 | Moda
Completamente immersa nel verde della campagna toscana, l’azienda D&K Distribution Spa è stata realizzata soltanto in tre materiali: acciaio e legno per il 40% e per il 60% vetro.
Per le scrivanie e gli arredi interni, solo vernici ad acqua, in modo da evitare tinture che impieghino agenti chimici.
“Sin dal primo momento – racconta Massimo Tassinari, Amministratore Delegato di D&K Distribution Spa – abbiamo chiesto ai progettisti di avere il massimo rispetto per le normative vigenti e i concetti di eco-compatibilità ed eco-sostenibilità. Abbiamo cercato di rendere l’azienda quanto più indipendente possibile sotto il profilo dei consumi energetici; consumiamo energia, ma la produciamo anche: sul tetto, infatti, sono posizionati pannelli solari foto-voltaici. Abbiamo pure installato un impianto geotermico, chilometri di tubi dove circola l’acqua. I pannelli solari impiegati per l’utilizzo dell’acqua calda, poi, alimentano anche il riscaldamento”. In questo modo D&K conta di ridurre il proprio consumo energetico del 40%. “Vogliamo lavorare in un ambiente sano, e muoverci in un mondo in cui ci sia una buona qualità della vita”, afferma Tassinari.
Nel 2009, il primo passo per eliminare la plastica dal packaging: l’azienda consegna la propria collezione flash all’interno di un sacchetto biodegradabile prodotto con amido di mais da un’azienda tedesca. L’obiettivo è quello di evitare completamente la plastica per i 4 – 5 mila capi prodotti ogni anno. “Inoltre – aggiunge Tassinari -, per non utilizzare ingombranti scatoloni i nostri capi confezionati presso altre aziende, quando rientrano nella nostra struttura, dopo essere stati controllati e stirati, vengono quasi tutti consegnati appesi ai clienti, tramite corriere”.
Altro obiettivo importante è quello di eliminare o ridurre il consumo di carta: “Se ci contattano via mail, rispondiamo entro 24 ore, se via fax entro 72 ore”, precisa Tassinari.
Ma quando nasce D&
K Distribution Spa? Nel 2003, come giubbotteria uomo. È sorella di G&P, ed è controllata dallo stesso gruppo G&P Net Spa che detiene i marchi Geospirit e Peuterey. A D&K fanno capo Massimo Tassinari Amministratore Delegato, Roberto Coppola responsabile dell’Ufficio Stile, e alcuni soci della G&P.
D&K ha subito proposto sul mercato i marchi Dekker e Kejo. Dekker, negli anni, diventa un total look, e si susseguono i lanci dei diversi brand: Dek’her, Dekker Kid e Kejo Kid. Il nome Dekker è stato scelto da Tassinari e Coppola facendo riferimento a un sommergibile della prima Guerra Mondiale. “Ci siamo ispirati alla Marina Militare – precisa Tassinari – anche per lo stile dei nostri capi”.
Per la Primavera-Estate 2014 lo stile dell’uomo e della donna Dekker richiamano come sempre il mood militare e fanno ampio uso di materiali e lavorazioni all’avanguardia. La serie “Military” spazia dal verde acido a tutti i toni dell’arancio, da quelli più tenui del mattone, a quelli più decisi del ruggine e del tabacco, appena smorzati da sfumature sabbia. Per Dekker il verde va decisamente di moda: sia come colore, sia come stile di vita.
E per il futuro è in studio un capo con fibre naturali che ha anche caratteristiche tecniche di impermeabilità.
Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 20 Gen, 2014 | Moda
Morbidi e sicuri come le carezze della mamma. Così sono i capi di abbigliamento prodotti dall’azienda italiana Filobio, fondata nel 2006 dall’imprenditrice Anna Cantarelli alla quale si unisce nel 2010 Paola Alluvione, che dopo anni di lavoro nel settore del fashion tradizionale decide di scommettere su questa piccola ma innovativa realtà italiana.
Realizzati in cotone biologico, gli abitini vestono bambini da 0 a 24 mesi. Le serigrafie sono realizzate a mano e con colori ad acqua privi di PVC, mentre le tinture sono prive di metalli pesanti e ammine aromatiche, sostanze molto tossiche soprattutto per i bambini. Il bianco non è ottenuto attraverso sbiancanti chimici ma tramite il perossido. Tutte le parti metalliche sono nichel-free. Nel fissaggio del capo, fase molto delicata della catena produttiva, è totalmente assente la formaldeide. Una tenera papera è il simbolo dell’azienda e le linee proposte sono originali e divertenti.
La collezione basic è realizzata con interlock di bio-cotone a costine, e anche i colori utilizzati rimandano alla natura.
Spicca la fascia portabebè, una rivoluzione nella quotidianità della mamma. Lunga 5.20 mt e alta 70 cm, può essere utilizzata per trasportare bambini da 0 a tre anni. La fascia consente alla mamma di avere le mani sempre libere e, nello stretto contatto fisico che li unisce, entrambi proveranno sensazioni piacevoli e rassicuranti: il battito del cuore della mamma sarà un calmante naturale per il bimbo, il respiro del cucciolo rasserenerà la mamma che sentirà di avere tutto sotto controllo.
Anche il kit nascita è una geniale idea delle due imprenditrici. Pensato per accogliere il bambino appena nato, contiene i suoi primi indumenti. Totalmente sterile, si compone di cinque set, tutti di colore bianco naturale.
Un cotone più caldo è invece quello che costituisce la Bouclé Collection. Pensato per i primi mesi di vita, candido come il latte, è morbido e avvolgente come l’abbraccio della mamma.
Sempre alla ricerca di nuove idee e collaborazioni, quest’anno Filobio presenta a Pitti Bimbo anche la Cameo Collection, arricchita dal prezioso contributo della designer Eleonora Rispoli, creatrice degli stravagantiScarabocchi di Patipò. Interamente italiani, si tratta di capi con fibre naturali e dal design inconfondibile. La collezione è realizzata in cashmere, lana e seta, ripensati da Eleonora in un soffice e caldissimo micro jaquard. Tre i capi presentati a Pitti: la salopette con bottoncini in corno naturale, il pagliaccetto con taglio a vivo e il caratteristico cappellino da elfo, simbolo degli Scarabocchi di Patipò.
Le collezioni, disegnate in Italia ma confezionate in India, sono certificateEKO Sustainable Textile (GOTS) per gli Standard del tessile ecologico e Social Accountability 8000 per le condizioni di lavoro. Operare in simbiosi con la natura proprio attraverso la diffusione del cotone biologico è la mission dell’azienda: la produzione industriale in costante crescita pone esigenze di sostenibilità, con cui Filobio si confronta fin da suo esordio. Oltre all’attenzione per l’ecosistema e per le sue risorse, tra gli obiettivi dell’azienda c’è la tutela e il rispetto dei lavoratori delle piantagioni di cotone indiane. La sempre più diffusa delocalizzazione porta a volte alcune aziende a chiudere un occhio sulle condizioni di chi lavora in paesi così lontani e i coltivatori a volte accettano di convertirsi dalla produzione di cotone OGM al settore del biologico guadagnano in media il 20-25% in più rispetto ai contadini che decidono di restare nel comparto tradizionale. Per le due imprenditrici non è possibile prescindere da una produzione etica e solidale, attenta alla salvaguardia dell’uomo e del pianeta. I 1500 lavoratori della cooperativa presso cui viene acquistato il cotone biologico provengono da 34 villaggi di una zona molto povera dell’India centrale.
Al di là dell’indiscussa qualità dei prodotti Filobio, l’azienda e l’entusiasmo delle due imprenditrici che ne costituiscono l’anima, mostrano come sia possibile produrre capi chic e alla moda, seppure per bambini, senza dimenticare che lo stile e il fashion non potranno mai essere più importanti della salute di chi li indosserà, della tutela dei diritti di chi li produce e della salvaguardia del pianeta che condividiamo con tante altre creature.
Federica Grimaldi
da ilpuntosalute | 7 Gen, 2014 | Benessere
Saggia, osservatrice e amante della madre terra, nonna Giovanna è la rappresentazione del sapere antico capace di curare i mali più comuni con gli strumenti messi a disposizione dalla natura.
Che la si chiami medicina scalza o visione olistica, questa è la base della filosofia Mei, azienda erboristica italiana nata nel 1988 per volere di Adriana Titton. Una vera e propria sfida che l’imprenditrice veneta raccoglie oltre 25 anni fa ispirandosi ai rimedi di sua nonna Giovanna. “All’epoca – racconta la Titton –, venivo vista come una strega che andava in giro a raccontare stupidaggini e che con il pentolone sperimentava pozioni magiche”. Da allora è stata fatta molta strada e dal magico pentolone che ribolle di strani intrugli, oggi Mei vanta una diffusa rete di clienti in Italia e l’approdo, attraverso i suoi “rituali”, in alcune SPA italiane ed europee. Si pregia, inoltre, del contributo del professor Giuseppe Mazzocco, docente di Scienze Motorie presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Padova, Direttore scientifico della rivista MondoMei, e responsabile della formazione e ricerca Mei. Il fortunato incontro ha consentito di applicare il metodo della moderna ricerca scientifica alla tradizione erboristica italiana. Da questa collaborazione nascono i Mei Spa Rituals, rituali sinergici per viso e corpo, e il metodo Phytomassopodia®, PMP, brevetto internazionale che ha permesso alla Mei di entrare nelle più prestigiose Spa, dove aromaterapia con oli essenziali ricavati da piante selvatiche e specifiche tisane consentono di unire il relax alla cura della salute.
Un benessere che i clienti potranno, poi, proseguire anche casa con i prodotti naturali per l’autocura domestica. “Ho voluto fortemente la ‘Spa a casa tua’ che attraverso la Scuola Mei consente a chiunque si avvicini al metodo Mei di imparare a utilizzare al meglio i prodotti – chiarisce Adriana Titton –. Obiettivo della Scuola Mei, diretta dal prof. Mazzocco, è insegnare ai clienti a essere autonomi nella gestione della propria salute. Solo in questo modo è possibile fare una reale prevenzione”. Ai rituali si affiancano ipercorsi benessere, il più importante dei quali è il disintossicante. Dura 24 giorni e si basa su cinque prodotti per pulire i cinque organi principali.
“Siamo partiti con un prodotto che disintossica la pelle, con un’emulsione a base di argilla, olio di ricino, succo di limone e olio di mela che rimuove le cellule morte e assorbe i metalli pesanti – spiega Titton –. Una bevanda molto particolare disintossica l’intestino: un estratto di tarassaco e di radice di carciofo depura il fegato, fluidifica la bile, pulisce la milza, la cistifellea e riattiva le funzioni epatiche. Un olio con lecitina di soia e altri ingredienti alza il colesterolo buono, e infine un infuso a base di equiseto depura i reni. È poi necessario
seguire uno schema alimentare per tutto il periodo di trattamento. I consigli dietetici sono molto semplici e chiunque può seguirli indipendentemente dal proprio stato di salute”.
Tanti prodotti erboristici Mei sono realizzati con piante a crescita spontanea che si trovano nell’Appennino tosco emiliano. “Siamo ben oltre la scelta di utilizzare un prodotto biologico. I raccoglitori Mei selezionano solo piante cresciute spontaneamente nel proprio habitat: se non sono autoctone in Italia, vengono prelevate dal paese d’origine – spiega l’imprenditrice –. Per capire la differenza tra una pianta coltivata, seppure con metodo biologico, e una a crescita spontanea, bastano due esempi. Quando viene raccolto il mirtillo di alta montagna è piccolissimo, mentre quando lo acquistiamo dal fruttivendolo è grosso come una fragola ma soprattutto non ha il principio attivo, l’antociano. L’antociano, un potente antinfiammatorio e antibiotico, aiuta la vista e le vie urinarie. Un mirtillo coltivato, quindi senza antociano, non ha nessuna efficacia”. Lo stesso discorso vale per una pianta dalle tante proprietà curative: l’aloe. Dietro questo nome si nascondono 250 specie diverse, molte delle quali hanno esclusivamente un potere rinfrescante. Solo la varietà selvatica del Madagascar, usata dalla Mei, ha per la scienza il potere di rigenerare le cellule.
È con Vitagel che Mei è conosciuta nel mondo. Il prodotto è a base di pappa reale, miele e propoli. Ha una lavorazione straordinaria: imbottigliato entro 48 ore dalla raccolta, subisce un intenso trattamento di purificazione. Dal prodotto apiario infatti viene eliminato il 70%, tra cera, impurità e corteccia. “Può essere somministrato a chiunque: al bambino appena nato per aiutarlo nella crescita, alla ragazza in anoressia per stimolare l’appetito, a chi fa il trattamento disintossicante, al ragazzo che deve sostenere un esame e ha bisogno di molta concentrazione. Se lo somministrassimo a 50 persone diverse potremmo raccontare 50 risultati diversi”, precisa Adriana Titton.
Arriva dal lontano Oriente la particolare attenzione che Mei ha per i piedi. “Siamo stati i primi nel 1969 a portare la reflessologia plantare in Italia – dichiara fiero il prof. Mazzocco, podologo da oltre 40 anni –. Abbiamo dato vita al metodo Phytomassopodia® o PMP, un sistema brevettato che consiste in una serie di manovre e di massaggi da effettuare nella zona plantare, utilizzando il Podostrigiles®, un raschietto metallico già conosciuto tremila anni fa, che permette di effettuare il trattamento in maniera efficace”.
L’azienda, in continua crescita, porta tenacemente avanti il proprio obiettivo: insegnare come prevenire le malattie attraverso uno stile di vita sano e una corretta alimentazione. Inoltre, di recente è stata annunciata la prossima apertura della Scuola per Consulenti Mei.
L’informazione relativa ai prodotti e al metodo di applicazione è presentata in modo chiaro ed è ben documentata sulla rivistaMondoMei, recapitata ogni 4 mesi a 15 mila famiglie italiane per offrire approfondimenti sull’offerta e sulla filosofia aziendale.
Passato e presente per Mei sono legati con un filo doppio. Dalla tradizione di nonna Giovanna all’utilizzo delle più moderne tecniche scientifiche e di comunicazione, dal luogo lontano dove nasce la riflessologia plantare a uno strumento di oltre tremila anni fa, ripensato alla luce dell’odierna tecnologia. “Siamo nani sulle spalle di giganti”, diceva Bacone, filosofo, sostenitore e difensore della rivoluzione scientifica proponendo il metodo induttivo fondato sull’esperienza. Guardare indietro per non scordare gli insegnamenti dei nostri avi, ma senza dimenticare l’orizzonte che abbiamo di fronte. Possiamo così sintetizzare la proposta innovativa di Mei.
Federica Grimaldi e Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 10 Dic, 2013 | Moda
E’ un’azienda italiana. E’ famosa nel Team Wear. E’ spesso sponsor tecnico di moltissime società sportive, da quelle dilettantistiche fino ai più grandi club italiani e internazionali, non solo calcistici ma anche di pallavolo, basket e rugby. Si tratta di Erreà Sport S.p.a. E’Angelo Gandolfi a fondarla, nel 1988, spinto dalla sua passione per il rugby. “Quando io e mio fratello siamo entrati in azienda, abbiamo deciso di inserire il mondo del calcio nei nostri obiettivi di mercato – racconta Roberto Gandolfi, vice presidente e figlio del titolare -. Questa iniziativa è servita effettivamente al raggiungimento di una certa notorietà”.
Il volley femminile è, in ordine di tempo, l’ultimo tra gli sport a cui Erreà ha dedicato una collezione, consentendo al marchio di allargare il proprio pubblico a un’ulteriore fascia di mercato: la donna.
Nella sede storica di San Polo di Torrile, in provincia di Parma, che raggiunge oggi un’area di quasi 15 mila metri quadrati, nascono e si sviluppano tutte le fasi produttive.
Ed è proprio la produzione interna all’azienda, unita a un dipartimento grafico creativo e competente, a consentire a Erreà la realizzazione di capi e linee di abbigliamento personalizzate, create per soddisfare le differenti esigenze di clienti e società sportive.
Erreà lancia per la prima volta all’ISPO di Monaco Active Tense, la linea di punta che lavora sulla postura degli arti grazie a un esoscheletro elastico in resina naturale, studiata da osteopati e fisioterapisti.
Il brevetto assicura l’aumento della stabilità articolare e il miglioramento della funzione muscolare, con la conseguente correzione della postura. La collezione Active Tense è connotata da uno stile basico, fatta eccezione per il modello con “ossa a contrasto” effetto scheletro, creata per i più spiritosi. I materiali sono interamente certificati Oeko-Tex 100.
Questo certificato, rilasciato dall’Istituto internazionale che da più di 15 anni rappresenta un punto di riferimento a livello mondiale per la ricerca e i test nel campo dell’ecologia tessile, garantisce che i prodotti Erreà, durante l’uso, non rilasciano sostanze nocive in quantità superiori ai limiti previsti dall’ Oeko-Tex Standard 100.
Le prove dell’Oeko-Tex Standard 100 prevedono:
• ricerca di coloranti azoici
• ricerca di coloranti cancerogeni e allergenici
• rilascio di formaldeide
• ricerca di fenoli clorurati
• ricerca di benzeni e tolueni clorurati
• rilascio di metalli pesanti estraibili
• verifica di solidità del colore
• determinazione del ph dell’estratto acquoso
• ricerca dei composti organostannici (TBT e DBT)
Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 3 Dic, 2013 | Benessere
Un cosmetico naturale, rispettoso dell’ambiente ed efficace quanto un prodotto industriale è conservato in un packaging glamour: a farli incontrare l’azienda italiana La Gardenia, catena di profumerie con oltre duecento punti vendita in Italia.
La nuova linea si chiama Maison-Bio, è il primo marchio privato delle profumerie ed è il risultato di una lunga ricerca. Nessuna sostanza di sintesi è presente nelle linee viso, corpo e capelli, infatti non contengono tensioattivi, petrolati, parabeni, conservanti, coloranti, siliconi e le oltre 5 mila sostanze chimiche di cui sono composti i cosmetici industriali. Vengono, invece, utilizzati esclusivamente ingredienti provenienti dalla natura, tra i tanti: olio di Argan, Rosa Mosqueta, Acido Ialunorico, Aloe Vera.
L’Aloe Vera è una pianta millenaria caratterizzata da foglie lunghe e carnose all’interno delle quali è racchiuso il prezioso gel. Sono ormai note le sue numerose proprietà cosmetiche, curative, idratanti, cicatrizzanti, antinfiammatorie e antiscottatura. Nel Gel Base di Maison Bio l’aloe è presente in una percentuale molto elevata (99%) tanto che si può utilizzare anche per le scottature, per gli eritemi, dopo un’esposizione prolungata al sole, come rinfrescante dopo barba. L’assorbimento è immediato e l’idratazione lunga e profonda.
24 prodotti, spaziano dal detergente intimo con estratti di semi di pompelmo e calendula, al deodorante, dalle creme agli esfolianti con i sali marini.
La scelta di utilizzare esclusivamente ingredienti vegetali, non testati su animali, gli stessi impiegati nei fitoterapici, rende i prodotti Maison Bio particolarmente adatti a pelli molto delicate e tendenzialmente allergiche.
La Gardenia ha affidato alla ditta di design milanese “Nascent Design” la parte creativa, estetica e pubblicitaria, e l’aspetto produttivo alla Bioearth, azienda italiana che produce cosmesi naturale e biologica, garantita e certificata dall’AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale).
Ecco il regno della BIO-BELLEZZA: dove l’anima bio della natura incontra il carattere glamour della profumeria.
Federica Grimaldi e Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 3 Dic, 2013 | Dermocosmesi
Un cosmetico naturale, rispettoso dell’ambiente ed efficace quanto un prodotto industriale è conservato in un packaging glamour: a farli incontrare l’azienda italiana La Gardenia, catena di profumerie con oltre duecento punti vendita in Italia.
La nuova linea si chiama Maison-Bio, è il primo marchio privato delle profumerie ed è il risultato di una lunga ricerca. Nessuna sostanza di sintesi è presente nelle linee viso, corpo e capelli, infatti non contengono tensioattivi, petrolati, parabeni, conservanti, coloranti, siliconi e le oltre 5 mila sostanze chimiche di cui sono composti i cosmetici industriali. Vengono, invece, utilizzati esclusivamente ingredienti provenienti dalla natura, tra i tanti: olio di Argan, Rosa Mosqueta, Acido Ialunorico, Aloe Vera.
L’Aloe Vera è una pianta millenaria caratterizzata da foglie lunghe e carnose all’interno delle quali è racchiuso il prezioso gel. Sono ormai note le sue numerose proprietà cosmetiche, curative, idratanti, cicatrizzanti, antinfiammatorie e antiscottatura. Nel Gel Base di Maison Bio l’aloe è presente in una percentuale molto elevata (99%) tanto che si può utilizzare anche per le scottature, per gli eritemi, dopo un’esposizione prolungata al sole, come rinfrescante dopo barba. L’assorbimento è immediato e l’idratazione lunga e profonda.
24 prodotti, spaziano dal detergente intimo con estratti di semi di pompelmo e calendula, al deodorante, dalle creme agli esfolianti con i sali marini.
La scelta di utilizzare esclusivamente ingredienti vegetali, non testati su animali, gli stessi impiegati nei fitoterapici, rende i prodotti Maison Bio particolarmente adatti a pelli molto delicate e tendenzialmente allergiche.
La Gardenia ha affidato alla ditta di design milanese “Nascent Design” la parte creativa, estetica e pubblicitaria, e l’aspetto produttivo alla Bioearth, azienda italiana che produce cosmesi naturale e biologica, garantita e certificata dall’AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale).
Ecco il regno della BIO-BELLEZZA: dove l’anima bio della natura incontra il carattere glamour della profumeria.
Federica Grimaldi e Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 15 Nov, 2013 | Benessere
Giornate stressanti, ritmi frenetici, poco tempo per noi stesse. Sarebbe meraviglioso chiudere gli occhi e ritrovarci immerse nella rigogliosa natura bretone. Lasciarci accarezzare dalla brezza marina che sale dalle segrete e uniche calette, nel fresco ed energizzante profumo di agrumi e di salsedine.
Da oggi è possibile. La Gardenia presenta in esclusiva la linea di ecocosmetici Britanie, prodotti biologici certificati Ecocert e Cosmebio per un benessere naturale. A idearla, Stéphanie Seznec, giovane chimica farmacosmetica innamorata della sua terra al punto da volerne racchiudere l’essenza in una linea cosmetica creata lavorando al fianco di artigiani e profumieri per selezionare le note olfattive che meglio raccontano la Bretagna e delineare tre percorsi, ognuno con la propria personalità.
Nascono così tre proposte:
GOLFE DU BORBIHAN, si ispira al luogo tanto amato dai surfisti, di cui esprime l’energia e lo spirito d’avventura attraverso le note euforizzanti del pompelmo e del cedro che si uniscono al patchouli, senza dimenticare i campi di lavanda e l’abete gigante di Morbilan.
COTE D’AMOUR, che intreccia le fragranze calde e morbide di arancia e mandarino per avvolgerci nell’atmosfera della costa bretone. Nelle profumazioni si avverte anche un sentore di canapa e l’aroma della frutta secca.
COTE DE GRANIT ROSE, le cui suggestioni trovano espressione in un mix dolce e armonizzante tra mandorla, ribes nero, geranio, carota selvaggia e legno di rosa. Una delle essenze più indicate per lottare contro lo stress e le aggressività.
Ecco cinque prodotti, disponibili in ognuna delle tre alternative delineate, unisex, proposti nel formato viaggio da 50 ml e in quello classico da 200 ml:
il sapone liquido all’alga bruna, che idrata e rivitalizza la pelle grazie al concentrato di sali minerali, oligoelementi, vitamine e aminoacidi;
uno shampoo delicato alle proteine del grano costituito da aminoacidi simili a quelli della Keratina, per restituire salute e bellezza anche allo stelo più sfruttato;
il sapone nutriente e riparatore molto ricco di latte d’asina (ne contiene il 40%), composto da un maestro saponiere nel rispetto della natura e della pelle;
una candela di cera naturale che libera gli aromi caratteristici della Bretagna, modellata da un artigiano esperto nella lavorazione della cera vegetale, da utilizzare quando si voglia creare l’atmosfera “giusta”.
Questi solo alcuni dei ricercati prodotti che La Gardenia e Britanie mettono a nostra disposizione per regalarci ogni giorno una fuga rigenerante nel cuore della Bretagna.
Camilla Franchina e Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 4 Nov, 2013 | Benessere
Diverse culture asiatiche credono che l’umanità discenda da uno stelo di bambù. Nel mito della creazione filippino, la leggenda narra che il primo uomo e la prima donna vennero al mondo per l’apertura di un germoglio di bambù emerso su un’isola creata dopo la battaglia tra le forze elementari (Cielo e Oceano). Nelle leggende della Malesia vi è una storia simile: un uomo che dorme sotto una pianta di bambù sogna una bellissima donna, si sveglia, spezza lo stelo del bambù e vi trova la donna. In Giappone, spesso una piccola foresta di bambù circonda i monasteri scintoisti come parte della barriera sacra contro il male. Il bambù delle Hawaii, invece, è una materializzazione corporea del dio creatore polinesiano Kane.
E’ essenzialmente dal bamboo che nasce l’ispirazione di David Jones, ideatore del brand Zao, linea francese di make up composta da ingredienti al 100% naturali, che indirizza l’universo della cosmesi verso la cura biologica della bellezza. L’idea è di un gruppo di amici, tra cui David è il più convinto e determinato, desiderosi di creare un progetto innovativo che potesse unire la cosmetica a uno stile di vita in equilibrio con la natura e lo spirito. Tre gli estratti di bambù utilizzati per i make up: la resina di bambù in polvere, l’idrolato di foglie di bambù, l’estratto del rizoma del bambù.
Tutti i cosmetici contengono polvere di bamboo e sono poi affiancati da olio di Babassu bio, gingko biloba, aloe vera, estratto di foglie di yerba maté, amido di mais e/o burro di melograno che, con la loro azione rimineralizzante, garantiscono alla pelle elasticità e idratazione. La polvere d’argento micronizzata, contenuta nei fondotinta minerali, ha un’eccellente compatibilità con la pelle e svolge un’azione naturale antibatterica. I cosmetici non sono testati sugli animali e sono totalmente esenti da parabeni, nichel derivanti petrolchimici e conservanti, cause frequenti di manifestazioni allergiche.
In perfetta linea con il contenuto, anche il packaging esterno dei prodotti Zao make-up è costituito da bamboo ed è protetto da un elegante pochette in cotone che permette di preservare lo stato originale del contenitore per lungo tempo. E’ disponibile una vasta gamma di ricariche. Grazie al sistema di ricarica, semplice e ludico, è possibile alternare facilmente nuovi prodotti e diverse nuance secondo le esigenze del momento, riducendo quindi i costi del confezionamento e, di conseguenza, i prezzi. Una possibilità per dare via libera alla creatività dei consumatori, ma soprattutto per offrire la possibilità di scegliere un prodotto che sia realmente rispettoso dell’ecosistema.
I make-up Zao sono in vendita in esclusiva in tutte le profumerie La Gardenia e godono delle certificazioni Ecocert e Cosmebio. La durata è di almeno 36 mesi. Nello specifico: 5 anni le polveri, 4 anni i prodotti in crema, 3 anni le emulsioni. Dal momento dell’apertura, 6 – 8 mesi per i fondotinta e 1 anno per i mascara.
Il bamboo, l’elemento base per Zao, rimanda alla modestia, alla semplicità e alla protezione dell’equilibrio interiore e dell’ambiente. Il nome ZAO nasce dalla fusione dei termini ZEN E TAO.
Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 4 Nov, 2013 | Dermocosmesi
Diverse culture asiatiche credono che l’umanità discenda da uno stelo di bambù. Nel mito della creazione filippino, la leggenda narra che il primo uomo e la prima donna vennero al mondo per l’apertura di un germoglio di bambù emerso su un’isola creata dopo la battaglia tra le forze elementari (Cielo e Oceano). Nelle leggende della Malesia vi è una storia simile: un uomo che dorme sotto una pianta di bambù sogna una bellissima donna, si sveglia, spezza lo stelo del bambù e vi trova la donna. In Giappone, spesso una piccola foresta di bambù circonda i monasteri scintoisti come parte della barriera sacra contro il male. Il bambù delle Hawaii, invece, è una materializzazione corporea del dio creatore polinesiano Kane.
E’ essenzialmente dal bamboo che nasce l’ispirazione di David Jones, ideatore del brand Zao, linea francese di make up composta da ingredienti al 100% naturali, che indirizza l’universo della cosmesi verso la cura biologica della bellezza. L’idea è di un gruppo di amici, tra cui David è il più convinto e determinato, desiderosi di creare un progetto innovativo che potesse unire la cosmetica a uno stile di vita in equilibrio con la natura e lo spirito. Tre gli estratti di bambù utilizzati per i make up: la resina di bambù in polvere, l’idrolato di foglie di bambù, l’estratto del rizoma del bambù.
Tutti i cosmetici contengono polvere di bamboo e sono poi affiancati da olio di Babassu bio, gingko biloba, aloe vera, estratto di foglie di yerba maté, amido di mais e/o burro di melograno che, con la loro azione rimineralizzante, garantiscono alla pelle elasticità e idratazione. La polvere d’argento micronizzata, contenuta nei fondotinta minerali, ha un’eccellente compatibilità con la pelle e svolge un’azione naturale antibatterica. I cosmetici non sono testati sugli animali e sono totalmente esenti da parabeni, nichel derivanti petrolchimici e conservanti, cause frequenti di manifestazioni allergiche.
In perfetta linea con il contenuto, anche il packaging esterno dei prodotti Zao make-up è costituito da bamboo ed è protetto da un elegante pochette in cotone che permette di preservare lo stato originale del contenitore per lungo tempo. E’ disponibile una vasta gamma di ricariche. Grazie al sistema di ricarica, semplice e ludico, è possibile alternare facilmente nuovi prodotti e diverse nuance secondo le esigenze del momento, riducendo quindi i costi del confezionamento e, di conseguenza, i prezzi. Una possibilità per dare via libera alla creatività dei consumatori, ma soprattutto per offrire la possibilità di scegliere un prodotto che sia realmente rispettoso dell’ecosistema.
I make-up Zao sono in vendita in esclusiva in tutte le profumerie La Gardenia e godono delle certificazioni Ecocert e Cosmebio. La durata è di almeno 36 mesi. Nello specifico: 5 anni le polveri, 4 anni i prodotti in crema, 3 anni le emulsioni. Dal momento dell’apertura, 6 – 8 mesi per i fondotinta e 1 anno per i mascara.
Il bamboo, l’elemento base per Zao, rimanda alla modestia, alla semplicità e alla protezione dell’equilibrio interiore e dell’ambiente. Il nome ZAO nasce dalla fusione dei termini ZEN E TAO.
Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 30 Ott, 2013 | Sport
Passione, concentrazione, disponibilità, disciplina, flessibilità, orientamento al risultato, ecco i punti imprescindibili di FuturFisi. Il rispetto di questi valori in ogni atleta, in ogni team, in ogni momento della giornata, in ogni sessione di allenamento, in ogni colloquio tra atleti/allenatori/ responsabili, rende il progetto vivo e particolarmente orientato alla qualità e all’efficacia.
FuturFisi è un progetto interdisciplinare della Federazione Italiana Sport Invernali pensato e strutturato per l’età giovanile. Prende il via nel Giugno del 2012, si rivolge alla fascia d’età 12-20 anni, per entrambi i sessi, e ha una durata di 4 anni (2+2). Comprende 10 discipline interfederali: sci alpino, fondo, triathlon, slittino, snowbord e freestyle, salto e combinata nordica, bob e skeleton. Il fine principale è di poter disporre, in prospettiva, di atleti competitivi a livello internazionale; si tiene conto, per questo, della crescita personale e sportiva di ciascun ragazzo. Il progetto si ispira a modelli nazionali e internazionali la cui efficacia è stata sperimentata con successo. Si basa sull’idea di identificazione, selezione, sviluppo e gestione del talento sportivo, utilizzando criteri che tengono conto non solo degli aspetti quantitativi del profilo dei giovani atleti in età dello sviluppo, ma anche di quelli qualitativi. In sintesi, si considerano le variabilità legate all’età biologica, non soltanto a quella cronologica, la storia personale e sportiva, l’ambiente socio-economico e familiare, e la tipologia dell’allenamento svolto.
L’obiettivo è quindi quello della scoperta, dell’identificazione, della selezione, dello sviluppo e della gestione del Talento sportivo.
Il progetto si fonda su alcuni punti di forza ben chiari, i gruppi di lavoro sono a base allargata e con procedure flessibili di entrata e di uscita rispetto ai raduni e all’allenamento. E’ possibile la partecipazione agli stage di allenamento federale da parte di allenatori e comitati zonali che si distinguano. Le metodologie di allenamento sono condivise e fondate su un continuo dialogo, e gli allenatori hanno competenze specifiche per le diverse età degli atleti. Il piano di lavoro è previsto a medio e lungo termine: almeno 3 anni per avere i primi risultati concreti. L’aspetto innovativo più rilevante del progetto è dato dall’interdisciplinarità. Tutti i settori ruotano attorno a comuni concetti progettuali, intellettuali, di metodo. Si tratta di sfruttare il potenziale in essere per diffondere e trasferire trasversalmente cultura, procedure e atleti.
La profonda collaborazione tra Direzione agonistica e Scuola tecnici federali per la definizione delle linee guida tecniche e metodologiche bilanciate per l’età giovanile tengono conto di un modello che ha già dimostrato il suo valore. La prevenzione e il trattamento del trauma sport specifico sono affrontati in collaborazione con il Centro ricerche e con la Commissione medica della Federazione.
FuturFisi vede la partecipazione culturale e il contributo di risorse del CONI, anche nella divisione Preparazione Olimpica guidata da Carlo Mornati.
Clementina Speranza
ULTIME NOTIZIE SUGLI ALLENAMENTI
Intanto, per la stagione 2013 – 2014, è cominciato al Passo dello Stelvio l’allenamento della squadra FuturFisi del parallelo. Agli ordini dell’allenatore Rudy Galli sono presenti tre giovani speranze quali Daniele Bagozza, Carlotta Piferi e Jonas Kofler.
Sul ghiaccio svizzero di Zermatt, sono stati impegnati per dieci giorni di allenamento due specialisti delle gobbe freestyle, Giacomo Matiz e Deborah Scanzio. Al loro fianco l’allenatore Giorgia Maurizio.
A Hintertux (Austria), si sono allenati i ragazzi FuturFisi del freesnow: Nicholas Bridgman, Emil Zulian, Emiliano Lauzi, Maria Delfina Maiocco e Valentina Barengo, con l’allenatore Alessandro Benussi.
Sulle stesse piste hanno lavorato i giovani dello sci alpino. Sono 15 in campo maschile gli atleti convocati dal direttore tecnico giovanile Alessandro Serra: Carlo Beretta, Emanuele Buzzi, Matteo De Vettori, Guglielmo Bosca, Henri Battilani, Paolo Pangrazzi, Hagen Patscheider, Michele Cortella, Andy Plank, Aaron Hofer, Alessandro Brean, Giulio Bosca, Michelangelo Tentori, Davide Cazzaniga, Federico Paini, che si allenano con il responsabile Devid Salvadori e gli allenatori Stefano Pergher e Thomas Valentini.
Stessa località anche per le ragazze di Roberto Lorenzi: Alessia Medetti, Veronica Olivieri, Nicole Agnelli, Carmen Geyr, Marta Bassino, Caroline Pichler, Federica Sosio, Jasmine Fiorano, Ida Giardini, Jessica Mazzocco, Verena Gasslitter, Roberta Melesi, Costanza Oleggini, Nicole Delago, Maria Nairz, Janina Schenk e Valentina Cillara Rossi, con gli allenatori Daniel Dorigo, Damiano Scolari e Lawrence Edwards.
da ilpuntosalute | 7 Ott, 2013 | Benessere
L’eterna giovinezza… chi non l’ha mai sognata? Secondo Rodial si può raggiungere senza affrontare lunghe battaglie, come quelle sostenute da Jack Sparrow, alla ricerca dei calici d’argento e della lacrima di sirena da bere insieme all’acqua della Fonte di giovinezza.
Rodial è un’azienda cosmetica inglese con l’obiettivo di creare prodotti adatti a differenti problematiche della pelle: dalle rughe, alle macchie del tempo, fino alla cellulite. I poteri anti-age, presenti in tutti i prodotti, sono ricavati dal tannino del melograno.
Ogni cosmetico, poi, presenta agenti diversi:
nella linea viso, in Glamoxy Snake, il punto di forza è nel neuropeptide Dipeptide che, simulando il veleno di vipera, inibisce le contrazioni dei muscoli facciali;
nel Bee Venom, l’agente è la melittina, il principale componente del veleno delle api, che stimola la circolazione sanguigna locale, favorisce la produzione di collagene ed è dotata di una forte azione antiossidante;
nel Dragon’s blood (linea anti-age) viene usato il “sangue di drago”, lattice resinoso della Croton Lechleri, una pianta della foresta amazzonica: incidendone la corteccia fuoriesce una resina rosso scuro, color sangue appunto, che ha la capacità di attenuare i rossori della pelle e rigenerare le cellule.
A queste proposte si affiancano anche i fondotinta, i correttori, i lipstick e un siero ciglia che ne irrobustisce il bulbo grazie alla vitamina B5 e che, insieme al Sympeptide, permette in sole 2 settimane di avere ciglia più lunghe.
Il BB Venom, definito “il nuovo fenomeno”, è una lozione multifunzione: idrata, protegge dai raggi UV e copre le imperfezioni della pelle grazie a una texture colorata contenente il principio attivo SYN-AKE, dipeptide con un leggero effetto botox; è disponibile in 3 diverse tinte. Nella stessa gamma, c’è anche il correttore BB Venom Eye, in 2 tinte.
E Rodial ha pensato alla giovinezza anche per il corpo. Ha creato, infatti, una linea che ne corregge le imperfezioni con azioni anti-age, tonificanti e rimodellanti. In questa gamma c’è Size Zero, crema idratante snellente che diminuisce la circonferenza di cosce, addome e fianchi, grazie a un agente che favorisce la riduzione dei depositi di grasso e limita la ritenzione di liquidi. Con le stesse caratteristiche, il trattamento glutei, braccia, addome.
Per le donne che sognano un seno più generoso, Rodial propone Boob Job, che aiuta ad aumentare la dimensione delle cellule adipose grazie all’azione della Resina di Mirra.
Questi, secondo Rodial, i segreti dell’eterna giovinezza. Li potrete rivelare senza temere di essere catturate dagli spagnoli, come è accaduto a Jack Sparrow, e non dovrete rubare nessuna nave.
Emmanuelle Grau e Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 7 Ott, 2013 | Dermocosmesi
L’eterna giovinezza… chi non l’ha mai sognata? Secondo Rodial si può raggiungere senza affrontare lunghe battaglie, come quelle sostenute da Jack Sparrow, alla ricerca dei calici d’argento e della lacrima di sirena da bere insieme all’acqua della Fonte di giovinezza.
Rodial è un’azienda cosmetica inglese con l’obiettivo di creare prodotti adatti a differenti problematiche della pelle: dalle rughe, alle macchie del tempo, fino alla cellulite. I poteri anti-age, presenti in tutti i prodotti, sono ricavati dal tannino del melograno.
Ogni cosmetico, poi, presenta agenti diversi:
nella linea viso, in Glamoxy Snake, il punto di forza è nel neuropeptide Dipeptide che, simulando il veleno di vipera, inibisce le contrazioni dei muscoli facciali;
nel Bee Venom, l’agente è la melittina, il principale componente del veleno delle api, che stimola la circolazione sanguigna locale, favorisce la produzione di collagene ed è dotata di una forte azione antiossidante;
nel Dragon’s blood (linea anti-age) viene usato il “sangue di drago”, lattice resinoso della Croton Lechleri, una pianta della foresta amazzonica: incidendone la corteccia fuoriesce una resina rosso scuro, color sangue appunto, che ha la capacità di attenuare i rossori della pelle e rigenerare le cellule.
A queste proposte si affiancano anche i fondotinta, i correttori, i lipstick e un siero ciglia che ne irrobustisce il bulbo grazie alla vitamina B5 e che, insieme al Sympeptide, permette in sole 2 settimane di avere ciglia più lunghe.
Il BB Venom, definito “il nuovo fenomeno”, è una lozione multifunzione: idrata, protegge dai raggi UV e copre le imperfezioni della pelle grazie a una texture colorata contenente il principio attivo SYN-AKE, dipeptide con un leggero effetto botox; è disponibile in 3 diverse tinte. Nella stessa gamma, c’è anche il correttore BB Venom Eye, in 2 tinte.
E Rodial ha pensato alla giovinezza anche per il corpo. Ha creato, infatti, una linea che ne corregge le imperfezioni con azioni anti-age, tonificanti e rimodellanti. In questa gamma c’è Size Zero, crema idratante snellente che diminuisce la circonferenza di cosce, addome e fianchi, grazie a un agente che favorisce la riduzione dei depositi di grasso e limita la ritenzione di liquidi. Con le stesse caratteristiche, il trattamento glutei, braccia, addome.
Per le donne che sognano un seno più generoso, Rodial propone Boob Job, che aiuta ad aumentare la dimensione delle cellule adipose grazie all’azione della Resina di Mirra.
Questi, secondo Rodial, i segreti dell’eterna giovinezza. Li potrete rivelare senza temere di essere catturate dagli spagnoli, come è accaduto a Jack Sparrow, e non dovrete rubare nessuna nave.
Emmanuelle Grau e Clementina Speranza
da ilpuntosalute | 30 Set, 2013 | Nutrizione
Nell’antichità si è sempre più affermato il valore dell’olio d’oliva come alimento-medicamento. Nell’antica Grecia, Galeno assegnava all’ olio d’oliva virtù terapeutiche nel combattere i “mali del ventre”.
Veniva poi usato nelle cure di bellezza per contrastare l’avvizzimento della pelle, sul cuoio capelluto per la prevenzione della forfora e della caduta dei capelli e, successivamente, anche per la cura delle artriti e dei reumatismi. Oggi l’olio di oliva è consigliato nella prevenzione delle malattie dell’apparato digerente, dell’invecchiamento osseo, delle malattie , dell’arteriosclerosi e di alcuni tipi di tumori.
Le proprietà benefiche dell’olio sul nostro organismo
L’olio extravergine di oliva è sempre stato considerato a metà strada tra un alimento e un medicinale. Le proprietà benefiche dell’olio di oliva derivano fondamentalmente dalla composizione dei trigliceridi e dei polifenoli in esso contenuti: ha infatti una più elevata quantità di monoinsaturi rispetto a qualunque altro grasso animale o vegetale.
In gravidanza: è bene aggiungere due cucchiai di olio extravergine di oliva al giorno alla propria dieta. Gli acidi grassi che l’olio contiene contribuiscono alla formazione delle cellule del sistema nervoso del nascituro. Usato crudo, inoltre, l’olio riduce eventuali problemi di stipsi, particolarmente fastidiosi per la gestante.
Per l’infanzia: l’olio extravergine di oliva sia per la sua digeribilità (è il grasso più affine a quello presente nel latte materno), che per la presenza di acidi grassi essenziali (indispensabili per favorire la crescita) è consigliato dai pediatri per un corretto svezzamento del bambino. Rappresenta un prodotto molto digeribile ed estremamente importante nel processo di formazione delle ossa e di sviluppo del cervello grazie al rapporto perfettamente bilanciato nel suo contenuto di acidi. Per questo anche le pappe di svezzamento, fin dal 4° – 5° mese di vita, possono essere condite con l’olio extravergine di oliva.
Per gli adulti e le persone anziane: data la capacità dell’olio di oliva di ridurre il colesterolo LDL e aumentare la frazione HDL del colesterolo totale, di diminuire la glicemia, limitare gli effetti dell’invecchiamento cellulare e prevenire malattie cardiovascolari e alcune forma tumorali.
Contenuto calorico: l’olio extravergine di oliva è un alimento molto digeribile, l’unico digeribile al 100%, contro l’olio di girasole 85%, l’olio di arachidi 81% e l’olio di mais 36%. Essendo inoltre più gustoso e saporito possiamo usarne una quantità inferiore, riducendo l’apporto calorico del piatto a tutto vantaggio della nostra linea.
Fabbisogno giornaliero: l’olio extravergine di oliva è ricco di grassi “insaturi” utili al nostro organismo anche per assimilare altre sostanze. Il nostro organismo necessita ogni giorno di una quantità di grassi “insaturi”, pari a quella contenuta in due cucchiai di olio di oliva.
Nello sport: garantisce l’apporto di sostanze nutritive tipiche di un prodotto naturale e, allo stesso tempo, ha effetti positivi sulla digestione in quanto ne riduce i tempi. Stimola la secrezione di sostanze che contrastano l’acidità gastrica, aiuta l’attività della cistifellea e la digestione dei grassi a livello intestinale.
L’olio e la salute delle donne
Secondo ricercatori americani dell’Università di Chicago, l’olio extravergine di oliva potrebbe migliorare l’efficacia della terapia per la cura del cancro al seno, impedendo l’innescarsi di resistenze farmacologiche.
Infatti l’olio extravergine di oliva, estremamente ricco di acido oleico, abbasserebbe del 46% i livelli del gene Her- 2/neu, uno dei principali oncogeni causa del carcinoma mammario, stimolando contemporaneamente il funzionamento del farmaco “Herceptin” che ha come bersaglio proprio questo oncogene.
L’acido oleico, inoltre, stimolerebbe anche la produzione della proteina p27Kip1 che agisce da freno naturale nella crescita del tumore.
Le proprietà antiossidanti dell’olio
Ricercatori della Facoltà di Scienze della Università di Oporto in Portogallo hanno pubblicato sulla rivista “Molecular Nutrition & Food Research” i risultati del loro studio riguardante le proprietà benefiche dell’olio di oliva nel proteggere il sistema cardiovascolare da infarto e ictus.
Hanno infatti individuato nell’antiossidante denominato “EDA-DHPEA” la funzione di proteggere i globuli rossi dagli attacchi di agenti ossidanti come radicali liberi e colesterolo.
Nello studio pubblicato dai ricercatori sono stati messi a confronto gli effetti di quattro polifenoli su cellule sottoposte a stress ossidativo per mezzo di un composto chimico che genera radicali liberi. L’antiossidante “EDA-DHPEA” è risultato il più efficace tra gli antiossidanti messi a confronto e ha protetto i globuli rossi anche a bassi livelli di concentrazione.
Questa interessante scoperta ha confermato il benefico influsso dell’olio d’oliva sulla salute, proprio grazie all’antiossidante “EDA-DHPEA” in esso contenuto, sottolineando come l’olio di oliva sembri contenere livelli più elevati di questo componente rispetto ad altri oli.
L’olio e il cervello
Una ricerca del Monell Center Senses Center di Philadelphia e della Northwestern University di Chicago (USA) ha dimostrato che l’olio extra-vergine d’oliva ha una qualità salutare in più oltre a quelle già note: aiuta a prevenire i disturbi di una grave malattia degenerativa come il “morbo di Alzheimer”.
Questo tipo di demenza, che in Italia fa soffrire 800mila persone, più i loro familiari, è causata, secondo gli scienziati statunitensi, dalla presenza di proteine neurotossiche chiamate ADDL, le quali danneggiano e riducono la comunicazione tra le cellule del nostro cervello, i neuroni, distruggendole progressivamente.
La ricerca individua nell’oleocantale, un composto dell’olio extravergine d’oliva, non solo ha la capacità di preservare le cellule nervose dalla naturale usura legata all’avanzare dell’età, ma anche quella di modificare dimensioni e struttura delle cellule neurotossiche, impedendo loro di penetrare nelle cellule nervose e di ostruirne le comunicazioni continue.
L’olio e la digestione
I grassi contenuti nell’olio extravergine di oliva sono utilizzati interamente dall’organismo grazie alla notevole presenza dell’acido oleico che lo rende estremamente digeribile per la sua facilità di essere sciolto dall’enzima preposto alla digestione dei grassi.
Questo componente, inoltre, stimola la secrezione biliare aumentandone la fluidità, con il risultato di migliorare l’assorbimento dei nutrienti.
L’olio di oliva extravergine è quindi particolarmente indicato nell’alimentazione degli anziani.
L’olio come antinfiammatorio
Il biologo statunitense Gary Beauchamp, analizzando l’olio extravergine d’oliva, ha rivenuto al suo interno la presenza di un agente chimico che agisce come l’ibuprofen.
Beauchamp e il suo team hanno ribattezzato la sostanza oleocanthal e hanno scoperto che, seppure essa abbia una composizione chimica diversa, i suoi effetti sono simili a quelli del componente anti-infiammatorio non-steroidale dei farmaci contro il dolore.
Tale scoperta giustifica ancora di più il ruolo salutistico dell’olio extra vergine di oliva in quanto molti ricercatori ritengono che l’infiammazione giochi un ruolo importante in una vasta gamma di malattie croniche come l’ictus, l’infarto e il cancro al seno e ai polmoni.
L’olio e la dermatite
Ricercatori italiani dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, dopo uno studio durato più di 30 anni, sono arrivati alla conclusione che alla base della dermatite seborroica ci sarebbe un deficit ematico di sostantze antiossidanti e di acidi grassi polinsaturi.
Tale studio, riconosciuto dal Ministero della Sanità, pone quindi l’olio extravergine di oliva come uno degli elementi più utili per un trattamento combinato dietetico, farmacologico e cosmetico di questa diffusa malattia cutanea.
L’olio e il diabete
Il primo a intuire la relazione positiva tra dieta e malattie quali diabete, bulimia, obesità, fu il medico nutrizionista italiano Lorenzo Piroddi nel 1939. Ma è solo grazie al professore americano Ancel Keys che, nel 1952, si iniziò a parlare di “dieta mediterranea”. Il professor Keys fornì le prime evidenze comparative tra soggetti americani e soggetti residenti nel bacino del Mediterraneo sul rischio di malattie dell’apparato cardiocircolatorio in relazione ai consumi alimentari.
In seguito a questi primi risultati prese avvio la famosa ricerca “Seven Countries Study”, basata sul confronto dei regimi alimentari di 12.000 persone di età compresa tra 40 e 59 anni, sparse in sette Paesi del mondo.
I risultati dell’indagine non lasciarono dubbi: la mortalità per cardiopatia ischemica (infarto) risultò molto più bassa presso le popolazioni mediterranee rispetto ad altri paesi con una dieta ricca di grassi saturi (burro, strutto, latte e suoi derivati, carni rosse).
A partire da questi studi si è diffuso il concetto di “dieta mediterranea” e dei suoi effetti benefici sulle persone.
Contrariamente alle tipiche indicazioni dietetiche consigliate ai pazienti effetti da diabete di tipo II, che prevedono un aumento dell’apporto di carboidrati complessi e di fibre e una diminuzione dei grassi, recenti studi hanno evidenziato un possibile effetto favorevole sulla glicemia di una dieta a più elevato contenuto di grassi totali, grazie a un aumento degli acidi grassi monoinsaturi e a una contemporanea riduzione degli acidi grassi saturi: caratteristiche tipiche della dieta mediterranea, all’interno della quale l’olio di oliva rappresenta la fonte principale dei grassi alimentari. Per queste ragioni l’olio extravergine di oliva, estremamente ricco di acidi grassi monoinsaturi, può avere effetti benefici per il trattamento dell’insulinoresistenza, generalmente associata ad obesità addominale.
L’olio e il colesterolo
L’olio extravergine di oliva contribuisce a ridurre l’eccesso di colesterolo non generando il colesterolo “cattivo” (LDL) ma favorendo, al contrario, la formazione del colesterolo “buono” (HDL).
Quest’ultimo garantisce l’integrità delle nostre arterie, le ripulisce da eventuali placche arteriosclerotiche e dallo stesso LDL, impedendo che queste sostanze aderiscano alle pareti occludendole.
Fonte: http://www.sagra.it/salute-e-benessere/salute/
Sagra è lo storico marchio del Gruppo Salov, che produce olio da oltre un secolo, una tra le poche grandi realtà del settore a mantenere salda la sua identità italiana al 100%. L’Azienda nasce dalla fusione di diverse realtà che operavano in Toscana nel settore oleario sin dalla metà dell’Ottocento ed è proprietà della famiglia Fontana da quattro generazioni. Ancora oggi l’attività di Sagra si concentra nella ricerca continua dell’eccellenza del prodotto, anche con un’attività di informazione al consumatore volta a spiegare il valore di un prodotto come l’olio, fondamentale nella nostra dieta e ricchissimo di virtù che poco conosciamo.
Il primo olio Extra Vergine di oliva a marchio Sagra nasce nel 1959. È prodotto dalla Società Farmaceutica Carlo Erba e si fa notare subito per la sua altissima qualità.
Negli anni Sessanta, infatti, l’olio Sagra è venduto esclusivamente nelle farmacie e sugli scaffali di selezionati negozi alimentari del nord Italia, per arrivare poi alla distribuzione nazionale.
Nel 1991 nasce l’olio Extra Vergine Sagra “Bassa acidità”, un prodotto che, grazie al know how dell’azienda, risponde a criteri qualitativi molto più severi di quelli previsti dalla normativa. La bassa acidità è infatti il parametro fondamentale con cui si definisce la qualità dell’olio Extra Vergine: tanto minore è l’acidità, tanto superiore è la qualità del prodotto.
240 mila mq di estensione del sito produttivo, 330 mila litri di olio confezionati ogni giorno, 5 mila controlli qualità ogni anno, questi sono alcuni dei numeri che definiscono le caratteristiche del Gruppo Salov oggi.
Il sistema qualità del Gruppo si fonda sulla gestione continua e rigorosa di tutte le fasi del processo produttivo, a partire dalla selezione attenta della migliore materia prima. Tutti i processi produttivi sono sottoposti a rigorosi controlli.
Il prodotto finito è controllato dai laboratori di analisi qualificati e all’avanguardia, interni all’azienda e certificati da Enti certificatori:
– Certificazione UNI EN ISO 9001:2008, BRC, IFS per il rispetto del sistema qualità nelle procedure aziendali
– Certificazione BIO ICEA REG CE 834/07 per la produzione di oli extra vergini biologici per l’Europa, Stati Uniti
– Certificazioni Kosher e Kashruth riconosciute dalla comunità ebraica per il rispetto dei processi secondo la religione ebraica
– Sistema di tracciabilità UNI EN ISO 22005:2008 per le aziende agroalimentari