IN FRANCIACORTA, VIGNETI CHE NASCONO DA UNA STORIA D’AMORE

IN FRANCIACORTA, VIGNETI CHE NASCONO DA UNA STORIA D’AMORE

“La nostra attenzione al biologico è maniacale, tanto che tutta l’azienda è a conduzione biologica. Siamo una piccola realtà e facciamo tutto in casa: dalla coltura della vite fino all’etichettatura. I vigneti sono di proprietà e abbiamo così il controllo completo sulla catena produttiva”, afferma con orgoglio il giovane vigneron Joska Biondelli.

FOTO Joska

Siamo nella cantina Biondelli, a Bornato di Cazzago San Martino, nella parte della Franciacorta a Sud del Lago d’Iseo, dove i terreni sono certificati come biologici. I vigneti sono 5, e ognuno ha un proprio nome. Si estendono per 10 ettari coltivati a guyot, dei quali le bottiglie sono degli ambasciatori: Franciacorta Brut, Franciacorta Satèn e il Biondelli Brut Millesimato “Première Dame”.

“Non utilizziamo alcun additivo chimico, nessun trattamento che permei la pianta – precisa Biondelli –. Usiamo solo rame e zolfo. L’ultimo trattamento viene effettuato l’ultima settimana di luglio, e per un mese e mezzo, poi, l’uva non viene più trattata e le piogge la lavano. La raccolta viene fatta a mano come da Disciplinare. Le cassette, da 15 -16 kg al massimo, sono molto piccole ed è facile controllare che non ci finiscano dentro foglie o detriti, gli operatori, gli stessi da tanti anni, conoscono bene sia i vigneti sia il lavoro.

Secondo il metodo classico, in Franciacorta, così come in Champagne, pigiamo l’uva intera, non diraspiamo, quindi non rechiamo danno agli acini prima della pressatura. Le presse, poi, sono estremamente delicate e riescono a schiacciare gli acini senza rovinare il gambo. Nella cassetta prima e nella pressa poi non arriva nessuna traccia di sostanze chimiche e di prodotti non naturali. Alla produzione di uva biologica segue la vinificazione biologica. I lieviti che impieghiamo sono tutti biologici, non adoperiamo carbone, né filtri, né pvpp, cioè quello stabilizzante che previene o corregge gli inconvenienti dovuti ai processi ossidativi possibili nel corso della vinificazione e, soprattutto, della conservazione dei vini”.

FOTO 33

Seconda fermentazione: sinfonia molecolare, presa di spuma, magia dell’effervescenza. Generalmente qualche giorno prima del tiraggio i produttori aggiungono in bottiglia lo zucchero che servirà come nutrimento ai lieviti per innescare la seconda fermentazione. La soluzione di vino, zucchero e lieviti viene messa in bottiglie, chiusa con una bidule e un tappo a corona in acciaio Inox. “Invece dello zucchero o del saccarosio noi utilizziamo il mosto refrigerato della vendemmia precedente: un procedimento laborioso, rischioso e costoso – spiega Biondelli –. Tutto ciò ci consente di affermare che il 99,9% del contenuto in bottiglia viene dal nostro vigneto in maniera naturale.

La sublimazione della genuinità dei nostri prodotti la troviamo nel Millesimato Première Dame, un vino nature, a cui non vengono addizionati né zucchero, né liqueur, né solfiti aggiunti. Raccomando, infatti, di bere la bottiglia entro 6 mesi, un anno dall’acquisto”. Questo Millesimato consente di conoscere un’annata scevra da assemblaggi (ndr: anche se il disciplinare permette di usare l’85% del vino della stessa annata per i Millesimati, Joska ne utilizza una percentuale del 100%).

Su Brut e Satin, invece, ci sono soltanto 15 ml per litro di solfiti aggiunti.

FOTO NONNINelle etichette create da Joska insieme al padre Carlottavio è presente lo stemma dei Biondelli. Le origini della famiglia si ritrovano, infatti, nel patriziato cittadino di Piacenza, ai tempi del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Durante il secondo conflitto mondiale Giuseppe Biondelli, Ambasciatore d’Italia, incrocia poi la Franciacorta. “La nonna Clemi veniva dalla famiglia dei Conti Maggi di Gradella, una famiglia bresciana da circa mille anni – racconta il giovane imprenditore con tono pacato e tanto aplomb –. La nonna Clementina si sposa con il nonno, Giuseppe Biondelli, un pesarese che aveva girato il mondo perché faceva il diplomatico. Lei non voleva andar via da Brescia, e così il nonno comprò la casa in campagna che lei non aveva più perché era rimasta al fratello.

FOTO VillaLa villa e il terreno agricolo, a Bornato, sono le stesse proprietà di cui mi occupo io oggi. Si può proprio dire che siamo arrivati in Franciacorta per amore e grazie alla nonna Clementina. Oggi continuiamo a coltivare la terra con passione tenendo vivo il ricordo dei miei nonni, tanto che uno dei miei prossimi vini sarà dedicato a uno di loro, conclude Joska Biondelli.

FOTO Biondelli

Clementina Speranza

La Franciacorta

Con la locuzione “curtes francae” venivano designate le comunità di monaci benedettini che nell’Alto Medioevo avevano sede nella zona collinare nei pressi del Lago d’Iseo. Questi luoghi godevano di franchigie, cioè dell’esenzione dal pagamento dei dazi legati al commercio, perché i monaci, con la loro opera, avevano apportato notevoli migliorie ai terreni mediante bonifiche e avevano istruito gli abitanti circa le varie tecniche di coltivazione. Le origini del nome Franciacorta, inoltre, affondano le radici nel 1277, quando il toponimo “Franzacurta” viene riportato per la prima volta negli annali del Comune di Brescia per indicare quella specifica zona situata tra i fiumi Oglio e Mella, a sud del Lago d’Iseo.

Nel 1570 Gerolamo Conforti, un medico bresciano, redige il “Libellus de vino mordaci”, uno dei primi testi al mondo a descrivere il processo di vinificazione dei vini a fermentazione naturale in bottiglia e dove viene riportato quanto fosse esteso il consumo di vini briosi e spumeggianti, che Conforti definiva “mordaci”.

Nel 1967 viene sancita la DOC Franciacorta, divenuta poi DOCG nel 1995, con due importanti primati: è stata infatti la prima volta che un vino prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia (Metodo Classico) ha ottenuto la DOCG ed è anche l’unica denominazione in Europa (insieme a Champagne e Cava). Questa tipologia può fregiarsi di riportare in etichetta il solo termine “Franciacorta”, come onnicomprensivo di area territoriale, metodo di produzione e vino.

Nel 2008 il Disciplinare è stato sottoposto a una revisione.

Il 5 Marzo 1990 venne fondato il “Consorzio per la Tutela del Franciacorta”, che ha sede a Erbusco.

Nel 1992, per scelta e impulso dei produttori della Franciacorta, fu iniziato lo studio di zonazione da parte dell’Università di Milano sotto la guida del Prof. Attilio Scienza, e sono state rilevate 6 “unità vocazionali”, cioè tipologie di terroir che determinano specifici comportamenti vegeto-produttivi e che influenzano in maniera peculiare il profilo sensoriale dei vini.

FOTO Franciacorta

Leggi anche LUOGHI, BOLLICINE, METODO, E LA FRANCIACORTA RACCONTATI DA UN SOMMELIER

ACCESSORI UNICI E SOSTENIBILI RICAVATI DALLE TUTE DEI PILOTI DI MotoGP

ACCESSORI UNICI E SOSTENIBILI RICAVATI DALLE TUTE DEI PILOTI DI MotoGP

Entrare in pista e respirare da vicino il rombo dei motori sulla griglia di partenza, sentire la “grattata” della saponetta sull’asfalto durante una piega e il sospiro di sollievo quando la curva finisce: sono le sensazioni che descrivono la nuova linea di accessori firmata Dainese by Regenesi. Regenesi e Dainese danno nuova vita alle tute dei piloti di MotoGP con una linea di accessori “rigenerati”. Regenesi, azienda 100% Made in Italy, realizza oggetti e accessori moda con materiali di post-consumo trasformando i rifiuti in bellezza e Dainese, fabbrica che produce abbigliamento protettivo per il motociclismo e gli sport dinamici, hanno realizzato una collezione dal design estremo.

Portachiavi, portafoglio, portacarte di credito, astuccio per smartphone e ipad sono gli articoli che uniscono sostenibilità, motori e approccio rigenerativo dei materiali. Gli accessori sono ottenuti dal riciclo delle tute in pelle usate dai piloti in gara durante i campionati ufficiali o nei test. Si tratta di oggetti utili ottenuti da uno scarto e da quelle tute che, una volta tolte vengono analizzate per capirne eventuali migliorie in termini di protezioni e sicurezza. Per la creazione degli accessori sono utilizzate anche le zone di pelle più rovinate o parzialmente strappate. Tale strategia fornisce agli acquirenti articoli unici e in grado di regalare maggiori emozioni, proprio come afferma Maria Silvia Pazzi, CEO di Regenesi.

Com’è nato il progetto e dall’idea di chi?
In passato sono stata consulente aziendale, ho insegnato Organizzazione Aziendale e Marketing alla Facoltà di Economia dell’Università di Bologna e ho sempre avuto anche una grande passione per l’architettura e il design, così quando mi sono trovata a Napoli nel 2008 durante lo scandalo dei rifiuti, ho avuto l’idea. Regenesi è nata nel 2008 da una mia idea (sorride, ndr). L’obiettivo è stato ed è quello di investire al 100% nella trasformazione innovativa e sostenibile di materiali di post-consumo, scegliendo di scommettere su una produzione “responsabile” di accessori moda, oggetti per la casa, gioielli e prodotti nati dalle collaborazioni con altri brand, il tutto lasciando spazio alla creatività dei designer che reinventano, da rifiuti e scarti industriali, prodotti unici, sempre caratterizzati dall’impronta dell’Italian Style.

Dainese - AccessoriCome nasce l’idea di riutilizzare abbigliamento protettivo per il motociclismo per realizzare accessori?
Le tute dei piloti sono la loro seconda pelle di protezione, ma sono diventate anche vere e proprie icone dello sport. Una volta graffiate, rovinate e strisciate sono da sostituire e quindi restano inutilizzate. Da qui l’idea di RIGENERARE questo importante abbigliamento realizzando accessori esclusivi che si propongono in pezzi unici, non replicabili, perché realizzati con uniche porzioni di tuta.

Sono realizzati con la pelle proveniente dalle tute usate dai piloti in gara durante i campionati ufficiali o nei test e utilizzano soltanto materiale riciclato e riciclabile trattato con metodi di trasformazione e rigenerazione sostenibili e particolarmente innovativi.

Dove sono prodotti gli accessori?
Gli accessori sono realizzati in diversi siti e la produzione, sempre unicamente Made in Italy, è molto diversificata grazie all’appoggio di differenti laboratori, imprese e designer italiani e internazionali.

Come avviene la produzione degli articoli?
Rispettando la materia originale. Gli accessori infatti sono progettati rispettando e mantenendo il più possibile anche le zone di pelle più rovinate o parzialmente strappate delle tute, in grado di regalare più emozioni. Si tratta di un procedimento di recupero e di un attento studio delle potenzialità del materiale in relazione al progetto che il designer sceglie di realizzare. I prodotti sono garantiti da Regenesi come green non soltanto per l’uso di materiale riciclato, ma anche per progettazione e produzione sostenibili.

In quali punti vendita sono acquistabili i prodotti?
Anche il nostro canale di vendita punta alla sostenibilità, basandosi esclusivamente sul nostro shop on-line www.regenesi.com. Vendiamo in tutto il mondo, borse, gioielli, e oggetti di design, tutto rigenerato e riciclabile dopo l’uso. Ma non solo. Puntiamo anche alla funzionalità dei nostri prodotti, elemento da non sottovalutare nella realizzazione di oggetti di design.

La collaborazione tra Dainese e Regenesi continua nei prossimi mesi con lo sviluppo di nuovi prodotti: una linea di cinture uomo/bambino e una collezione di portafogli dal taglio più classico. Accessori di design, made in Italy e sostenibili.

Simone Lucci

PELLE LUMINOSA CON IL NUOVO ELISIR DI GIOVINEZZA NATURALE E VEGETALE

PELLE LUMINOSA CON IL NUOVO ELISIR DI GIOVINEZZA NATURALE E VEGETALE

Bottega Verde - Crema Straordinaria AirlessI caratteri dorati e la foto di una magnolia adornano un moderno scrigno che custodisce al suo interno un prezioso vasetto airless dai colori verde e oro. Un rivoluzionario meccanismo touch&slide che, attraverso un delicato movimento del dito su una membrana, favorisce il rilascio graduale, la protezione del prodotto, evita l’ossidazione e la contaminazione di una straordinaria crema giorno e notte. E Straordinaria è, infatti, il nome dell’ultimo ritrovato di Bottega Verde.

“Per la realizzazione della cosmetico, è stato effettuato uno studio completo dal packaging alla formulazione – afferma Gaetana Acconciaioco, dottoressa del laboratorio Ricerca e Sviluppo di Bottega Verde –. Nata su richiesta del titolare dell’azienda, Straordinaria è il miglior connubio tra natura, innovazione, efficacia e sicurezza dei precedenti cosmetici idratanti, ridensificanti e antirughe del brand”. La creazione della crema è iniziata con una serie di panel test che hanno consentito di trovare l’emulsionante adatto che tiene unita la crema. “Abbiamo utilizzato un emulsionante glucosidico 100% naturale e vegetale con una struttura a cristalli liquidi – precisa la ricercatrice –. La struttura lamellare assicura un’idratazione a breve e lungo termine confermata dai test clinici e strumentali”.

Bottega Verde - Crema StraordinariaPer la fase emolliente e nutriente, sono stati selezionati gli oli migliori. Actisir, una miscela di cera di mimosa, jojoba e girasole, combinata con olio d’Argan e olio di Mandorle dolci consentono di elasticizzare e rigenerare la cute. I principi attivi sono tre, i peptidi riorganizzano le fibre di collagene, le ceramidi svolgono un’azione ridensificante, ricompattante e l’acido ialuronico ha un’azione filler.

“I principi funzionali del cosmetico sono AQUAPHILINE® e MAXnolia – aggiunge Gaetana Acconciaioco –. AQUAPHILINE®, un ingrediente che caratterizza anche la linea Idravita, possiede un’azione idratante immediata e a lungo termine, mentre MAXnolia è estratto dalla corteccia di Magnolia e svolge un’azione antirughe, antiossidante, antirossore e lenitiva. MAXnolia rappresenta una soluzione cosmetica per combattere l’inflammaging”. Il termine indica tutti gli stati di stress cellulare e piccoli fenomeni irritativi conseguenti all’invecchiamento cutaneo. La riduzione di collagene, di elastina e della funzione barriera della pelle possono provocare fenomeni di couperose e patologie simili. La crema, inoltre, è ricca di Vitamina E che combatte i radicali liberi.

“Straordinaria sostituisce la crema idratante – dichiara la dottoressa –. Il cosmetico consente un aumento del 30% di idratazione dopo un’ora, che viene mantenuta per le successive otto ore. Dopo sei settimane, l’idratazione cresce del 44%. La crema è priva di una protezione solare e di una profumazione. La texture volutamente leggera, rende il prodotto adatto a una clientela dai 40/45 anni in su”.

Una pelle luminosa, idratata, compatta è il risultato di un cosmetico dal cuore naturale e vegetale che dona una sensazione di “giovinezza” riconquistata.

Simone Lucci

UN TOUR SOSTENIBILE E GOLOSO A MILANO

UN TOUR SOSTENIBILE E GOLOSO A MILANO

BMW i3 ElectriCity. Alimentazione urbana.” è un tour di Milano alla ricerca della sostenibilità attraverso sapori autentici, degustazioni, tradizioni e curiosità promosso da LifeGate in collaborazione con BMW. Grazie all’iniziativa è possibile conoscere ed esplorare alcune tappe golose e piccoli gioielli del capoluogo lombardo dove scoprire i valori dell’artigianalità e dell’innovazione. L’evento inizia a Milano in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile e si sviluppa per quattro week end consecutivi (venerdì, sabato e domenica), a partire da venerdì 18 settembre a domenica 11 ottobre.

LG E

L’esperienza consente di essere protagonisti, anche solo come passeggeri, di un test drive urbano a bordo di BMW i3, l’auto 100% elettrica dal design futuristico, dalle elevate prestazioni ed emissioni zero. L’auto possiede un’architettura LifeDrive, tecnologia di propulsione BMW eDrive, un abitacolo in fibra di carbonio e un rivoluzionario lightweight design che crea un equilibrio ideale durante la guida. I partecipanti ai test partono da Best Western Hotel Galles all’orario e nel giorno prescelto e sono accompagnati nell’esperienza di guida dal LifeGate Driver Team, per vivere un’immersione nei sapori di Milano, in una delle 5 location sfiziose della tradizione milanese. L’evento permette di scoprire la storia di alcuni prodotti della gastronomia e degustarli durante il tour.

LG e BMW

Tra le possibili tappe rientrano il caseificio Fiordilatte, una piccola azienda artigianale con produzione propria di latticini e formaggi, Sciatt’ a Porter, un luogo unico e speciale dove respirare profumi di montagna e riscoprire bontà nostrane. Il panificio Davide Longoni è il luogo in cui dai cereali si produce direttamente il pane, la pasticceria Cucchi dove è possibile essere conquistati dal gusto e dal profumo dei prodotti, mentre l’antica Cascina Santa Brera, restaurata con i principi e i materiali della bioedilizia, offre agli ospiti 25 ettari di ambiente protetto e coltivato con i metodi dell’agricoltura biologica.

“BMW i3 ElectriCity. Alimentazione Urbana” è un invito al viaggio e alla scoperta. Un’ora per scoprire i vantaggi della mobilità sostenibile alla guida di un’auto elettrica e per immergersi nella tradizione artigiana milanese. Un interessante tour tra innovazione e tradizione.

Per partecipare all’iniziativa è necessario iscriversi al link: www.lifegate.it/BMWi3

Simone Lucci

BELLE E DEPURATE CON IL CARBONE VEGETALE DURANTE LA SERATA PIÚ FASHION DELL’ANNO

BELLE E DEPURATE CON IL CARBONE VEGETALE DURANTE LA SERATA PIÚ FASHION DELL’ANNO

Il 22 settembre, si svolgerà la settima edizione della Vogue Fashion’s Night Out, la serata che inaugura la settimana della moda milanese con un ricco calendario di eventi cool e glamour. Le boutique e i negozi che aderiscono alla Notte della Moda rimangono aperti, organizzando sfilate e spettacoli musicali. Per l’occasione, Depuravita e Aldo Coppola celebrano la recente collaborazione con il lancio ufficiale della nuova aqua Citron Noir.

Si tratta di un succo che rinfresca, depura l’intestino, previene i gonfiori addominali, dona ai consumatori una pancia piatta e un senso di leggerezza. Carbone vegetale attivo, miele e limone sono gli ingredienti, sapientemente mixati dalla nutrizionista Veronica Pacella.

Carbone Vegetale

Il carbone vegetale è ottenuto della ceneri di legno scelto ed è in grado di assorbire e legare nella propria struttura sostanze liquide e gassose, favorendo la fisiologica eliminazione dei gas intestinali. Il limone è uno dei frutti più alcalinizzanti. L’agrume aiuta a controllare l’equilibrio del ph dell’organismo, evitando un eccesso di acidità grazie al contenuto di vitamina C, acido citrico, potassio e fosforo. Inoltre, il limone agisce sull’accelerazione del metabolismo, sul sistema immunitario, sullo stomaco e sul transito intestinale. Il miele è un alimento completo ed energizzante, con un’azione tonica e ricostituente grazie al contenuto di glucosio, fruttosio, acidi organici, vitamine del gruppo B, vitamina C, sali minerali, oligoelementi e numerose altre sostanze. Gli ingredienti si legano a una base di 70% di acqua, per tale motivo l’aqua detox risulta leggera e adatta a ogni momento della giornata.

Aqua Citron Noir sarà disponibile sul sito di Depuravita e nei saloni di riferimento di Aldo Coppola. Durante la Vogue Fashion’s Night Out speciali bottiglie limited edition da 250 ml saranno vendute presso il salone di Aldo Coppola di corso Europa 7, Milano. La bevanda detox integra la linea aqua del marchio, affiancando Coccovera. I prodotti detox Depuravita sono acquistabili in 14 saloni d’Italia del rinomato brand di hair styling.

Citron Noir VFNO

Depuravita e Aldo Coppola dedicano la serata più fashion dell’anno a chi ama prendersi cura di sé a 360 gradi, per una bellezza esteriore che rifletta il benessere interiore.

Simone Lucci

Leggi anche:

BELLE E DEPURATE CON IL CARBONE VEGETALE DURANTE LA SERATA PIÚ FASHION DELL’ANNO

ZUPPE FREDDE, CALDE, BIOLOGICHE E NATURALI

ACQUA DI COCCO E ALOE VERA CONTRO LA DISIDRATAZIONE

SANI E DEPURATI CON BEVANDE DA FIABA

UN’ALIMENTAZIONE GENUINA CON FORMAGGI PLURIPREMIATI, BIOLOGICI E MADE IN ITALY

UN’ALIMENTAZIONE GENUINA CON FORMAGGI PLURIPREMIATI, BIOLOGICI E MADE IN ITALY

Arrigoni_Gold Award Gorgonzola dolceA salire sul podio e aggiudicarsi le due medaglie d’oro ai Nantwich International Cheese Awards, uno dei più importanti eventi mondiali a cui partecipano latticini provenienti da 31 Paesi, sono: il Gorgonzola Piccante prodotto da Arrigoni a marchio Waitrose e il Gorgonzola Dolce Arrigoni.

Il Gorgonzola Dolce DOP è un formaggio erborinato, molle, a pasta cruda e prodotto con latte di vacca intero. La versione dolce si presenta morbida, con un’erborinatura uniformemente distribuita e caratterizzata da muffe di colore blu verdastro. La medaglia d’oro è solo l’ultimo successo in ordine di tempo conseguito dall’azienda. La Medaglia Super Gold al World Cheese Awards di Londra (2014), la Medaglia Gold al World Cheese Awards di Birmingham (2013) e il Riconoscimento della rivista Culture Magazine (USA) come uno dei 101 Best Cheeses of Years sono alcune tra le numerose affermazioni del Gorgonzola Dolce DOP, prodotto dall’azienda casearia bergamasca.

PART STAG GORGArrigoni è un’azienda con sede a Pagazzano, in provincia di Bergamo, fondata nel 1914 da Battista Arrigoni, originario della Valle Taleggio. La fabbrica è attualmente guidata dalla quarta generazione della sua famiglia.

Ai pluripremiati Gorgonzola dolce e piccante DOP, Arrigoni affianca la produzione del Quartirolo lombardo DOP, del Taleggio DOP, della Crescenza, di altri formaggi tradizionali e freschi. I formaggi biologici, poi, completano la proposta aziendale e coniugano la tradizione con la filosofia del vivere sano.

Il punto di forza? Una filiera completa: dalla materia prima al prodotto finito, dalla terra e dagli allevamenti fino alla stagionatura e al confezionamento. La filiera è situata nella pianura bergamasca, dove si trovano i terreni e le stalle bovine. Gli impianti si sviluppano su di un’area di 60 mila mq, di cui circa 15 mila coperti, dove lavorano circa 80 dipendenti su due linee di produzione.

TASSELLOIl latte proviene dall’azienda agricola di proprietà, che si trova nelle strettissime vicinanze del caseificio, e da aziende agricole certificate, site in un raggio massimo di 30 km dal caseificio, con la maggior parte delle quali Arrigoni può vantare un rapporto storico a garanzia della genuinità della materia prima. Tutto il latte è lavorato entro 48 ore.

I prodotti Arrigoni non sono apprezzati esclusivamente in Italia. Reperibili nei banchi e sugli scaffali delle più importanti catene nazionali e nel canale della distribuzione tradizionale, sono venduti anche all’estero, in particolar modo in Svezia, Giappone, Inghilterra, Stati Uniti, Germania, Australia, Spagna, Francia e a Hong Kong.

Cento anni di storia, tradizione e produzione di formaggi per soddisfare anche i palati attenti a seguire un’alimentazione equilibrata e sana.

Simone Lucci

NASCE A MILANO L’APIARIO D’ARTISTA PER LA SALVAGUARDIA DELLE API

NASCE A MILANO L’APIARIO D’ARTISTA PER LA SALVAGUARDIA DELLE API

Il clima mite invernale, le condizioni meteo sfavorevoli e l’intensificazione dei trattamenti in colture di cereali, viti e alberi da frutto provocano la moria di api, gravando sulla campagna miele. In riferimento alla produzione italiana si verifica una flessione media del 50% per i mieli di acacia, castagno, agrumi e millefiori primaverile-estivo, aumentando, così, i prezzi d’acquisto del 20/30%. Dolenti note anche su molti mercati internazionali. Il raccolto del miele di eucalipto in Australia è dello 0%, fanno riscontro il Sud America (-50%), la Spagna (-40%) e il -60% per l’acacia in Europa dell’Est.

A seguito dell’ampia risposta positiva sul progetto Alveari Urbani per la salvaguardia delle api, delle zone verdi in città e della biodiversità urbana, con un’importante riflessione sul rapporto uomo-ambiente, arte ed ecologia, nasce a Milano il primo Apiario d’Artista al mondo, ideato e curato da Claudia Zanfi.Apiario d'Artista

Domenica 4 Ottobre 2015, non lontano dalla stazione Centrale di Milano, sarà inaugurato il primo apiario d’artista realizzato da Green Island, in collaborazione con Legambiente, per la salvaguardia della biodiversità urbana e il recupero di aree verdi dismesse. Bee Collective, Judith Cowan, Simone Berti, Lois Weinberger sono alcuni designer e i creativi che hanno contribuito all’ideazione delle originali e colorate arnie per le api metropolitane, insetti indispensabili per l’impollinazione del 70% della vegetazione. Per la speciale occasione saranno realizzate due nuove arnie su disegno dell’artista bosniaco Igor Sovilj e dell’autore italiano Gianmaria Conti. Il progetto prevede almeno 10 arnie artistiche e ogni anno sarà aggiunta una nuova arnia creativa, realizzata da artigiani locali.

Apiario d'Artista - Igor SovilyGli apiari urbani consentono di effettuare studi di bio-monitoraggio: dall’analisi di miele e cera si possono ricavare dati importanti per i parametri di inquinamento ambientale e la salute delle nostre città. Per finanziare il progetto è partita una campagna ‘Adotta un’Arnia’, con un contributo si può ricevere il miele milanese e attivare un’azione positiva di salvaguardia del nostro ambiente. Oltre a Milano, l’esperienza si estende anche in altre città italiane come Formigine (Modena), mentre all’estero, l’allevamento di api in città è già consolidata, da New York a Londra, Tokio, Berlino, Parigi.

Con la comunità locale e l’aiuto di apicoltori professionisti si produce il miele urbano Mi-Mi ‘Miele Milano’, la prima raccolta è prevista per la Primavera 2016. L’installazione di questa oasi urbana è realizzata presso gli Orti di via Padova, dove avviene la semina di un tappeto fiorito con specie botaniche adatte ad attirare gli impollinatori. L’iniziativa è creata in collaborazione con VerdeVivo. Il mix di semi VerdeVivo è contenuto presso il deposito sotterraneo globale dei semi (Svalbard Global Seed Vault, Norvegia), sede della banca mondiale di sementi sull’isola di Spitsbergen. Per preservare la biodiversità, le oltre 500 mila specie di semi sono contenute in un’enorme ghiacciaia. Il deposito di sementi è stato creato dal Fondo mondiale per la diversità delle colture (Global Crop Diversity Trust), fondato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) – con sede a Roma – e dal Gruppo consultivo sulla ricerca internazionale in agricoltura (CGIAR), attraverso l’istituto di ricerca Biodiversity International.

Nell’anno di EXPO si vuole approfondire l’urgenza e l’importanza delle api nel mondo alimentare, in quanto gli insetti sono indicatori della qualità dell’ambiente e ricoprono un ruolo fondamentale per la continuità delle risorse alimentari del nostro pianeta.

Simone Lucci

 

ALVEARI URBANI è in partnership con importanti enti pubblici e privati: Comune di Milano, Camera di Commercio Milano, Expottimisti, Rabobank, Museo Alessi, Centostazioni- Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, FAI (Fondo Italiano Ambiente), Legambiente, PromoGiardinaggio, Politecnico Milano, COOP Lombardia, Atelier del Paesaggio, Green Point Milano, Spazio Lombardini22, 5VIE Arte&Design. É promosso in collaborazione con MIELIZIA/CONAPI (Consorzio Nazionale Apicoltori), la rete dei maggiori produttori di miele biologico in Italia. Con Media Partners di rilievo, tra cui ARTRIBUNE, Gardenia, Paysage.Il progetto fa parte del circuito di ricerca della Comunità Europea con l’Università Middlesex di Londra.

MARCO BIANCHI E LE REGOLE PER UNA SANA E GUSTOSA ALIMENTAZIONE

MARCO BIANCHI E LE REGOLE PER UNA SANA E GUSTOSA ALIMENTAZIONE

Marco Bianchi, divulgatore scientifico per la Fondazione Umberto Veronesi, chef per vocazione e Ambassador di EXPO Milano 2015, sostiene le regole della buona alimentazione e i fattori protettivi della dieta. “L’alimentazione può rappresentare un fattore protettivo e quindi preventivo rispetto a diverse malattie croniche – afferma Marco Bianchi –. L’unica accortezza è saper scegliere gli alimenti giusti e cucinarli in modo appetitoso e sano”. Per tale motivo consuma i latticini 3 volte alla settimana sotto forma di yogurt greco magro, ricotta e caprino (pecora, capra o misti a vaccino), fetta magra e molto di rado assume mozzarella, crescenza e grana. “Personalmente consiglio poco latte, di buona qualità e meglio ancora se di pecora o capra oppure vaccino scremato – riferisce lo chef amatoriale –. Come ogni alimento, anche il latte va bevuto in modo equilibrato”.

Il latte e i suoi derivati sono ricchi di calcio, zuccheri e proteine. “Il latte non è l’unica fonte di calcio – dichiara Bianchi –. Il minerale è presente in tutti gli odori freschi e maggiormente in quelli essiccati come: basilico, maggiorana, timo, salvia, menta, origano, prezzemolo. Broccoli, soia, lenticchie, ceci, sesamo, mandorle, rucola, pistacchi, zafferano, riso venere, crusca, acciughe sono ulteriori fonti di calcio”. Il lattosio è lo zucchero presente in tutti i tipi di latte: mucca, pecora, capra e umano. Il latte che meno ne contiene è quello di renna. “Per digerire tale zucchero abbiamo bisogno della lattasi, enzima che perde la sua funzionalità dopo 2 anni dalla nascita dell’essere umano, rendendo più difficile la digestione del latte o prodotti lattiero caseari freschi – specifica il consulente scientifico –. Se riusciamo a digerire il lattosio da adulti è solo perché non smettiamo di consumare latte e derivati”. Quando l’enzima viene a mancare subentrano gonfiore, dolore addominale, nausea e diarrea. “La caseina rappresenta l’80% delle proteine presenti nella bevanda – afferma lo chef amatoriale –. Nel latte in commercio, la proteina ha diversi effetti sull’organismo, specie se assunto per lunghi periodi e con regolarità. Le conseguenze più diffuse sono di tipo narcotico (e nell’infanzia legato ad autismo e dislessia) e infiammatorio, oltre ad aumentare il rischio di diabete di tipo 1”. Molti clinici suggeriscono di abbandonare per almeno 3 settimane latte e derivati nel momento in cui compaiono tali manifestazioni cliniche.

I-derivati-del-latte-1

L’alimento è ottimo per realizzare sfiziosi e gustosi smoothie carichi di vitamine e sostanze nutritive. Quali sono gli step da seguire? “Una prima soluzione è quella di frullare direttamente la frutta ghiacciata – suggerisce Marco Bianchi –. Con questo piccolo accorgimento si ottiene un frullato fresco e dalla consistenza cremosa. Inoltre, l’aggiunta di qualche cucchiaino di olio extravergine d’oliva aumenta l’assimilazione dei micronutrienti”. Datteri, mandorle, nocciole, anacardi o pistacchi sono gli ingredienti ideali da integrare nella bevanda di chi pratica sport. “Per un frullato ipocalorico non devono mancare i cetrioli con la loro buccia, l’ananas con il torsolo e lo zenzero – puntualizza lo ‘chef’ –. È consigliato l’utilizzo di frutta e verdura di stagione”. Oster_Fruttafresca_ricettarioBlender di qualità sono ideali per creare smoothie deliziosi. “Possedere un blender, come i frullatori Oster, è un’ottima opportunità per frullare rapidamente frutta e verdura, senza scaldare troppo gli alimenti e senza perdere l’integrità dei micronutrienti – riferisce Bianchi –. In questo modo, non si separa la fibra dallo smoothie, rendendo il prodotto finale molto più completo dal punto di vista nutrizionale”.

Vita sana, attività fisica e consumo regolare di alcuni alimenti rappresentano un valido metodo per ridurre il rischio di incidenza di malattie e restare in forma.

Il “cuoco” è autore di numerosi libri. Nell’ottobre 2013 è stato pubblicato Le Ricette della Dieta del Digiuno (Mondadori), scritto a quattro mani con Mariagiovanna Luini. Le sue ricette sono onnipresenti: dal 2011 è il volto di FOXLife e Cielo con Tesoro, salviamo i ragazzi!, In linea con Marco Bianchi e Aiuto, stiamo ingrassando (febbraio 2013).

Simone Lucci

A CENA CON PAULA E P.U.P.I.

A CENA CON PAULA E P.U.P.I.

Lui è Javier Adelmar Zanetti, nasce a Buenos Aires il 10 agosto del 1973, è un calciatore argentino, difensore o centrocampista dell’Inter, squadra della quale era capitano dal 1999, anno in cui decide di sposarsi. Lei è Paula De La Fuente, sua moglie. Si erano conosciuti nel 1992, all’uscita di scuola, in Argentina. Poi, mentre lui colleziona coppe, supercoppe, medaglie e trofei, lei apre un negozio a Como, si dedica alla fotografia, ma soprattutto vive pensando agli altri, a quelli che soffrono.

Nel 2001, Javier e Paula Zanetti costituiscono la Fondazione P.U.P.I. (Por Un Piberìo Integrado). Creano, in Argentina, uno spazio dove i bambini socialmente più svantaggiati e diversamente abili ricevono, fin dalla prima infanzia, l’attenzione e l’istruzione necessarie. E da lì la vita dei coniugi si sviluppa attorno alla beneficienza. Paula se ne occupa attivamente anche in Italia, a Como e a Milano, avvalendosi dell’aiuto di vari collaboratori.

pupi_2015_digital-3

Per celebrare i 14 anni di attività, Paula, Javier Zanetti e tutta la Fondazione P.U.P.I organizzano una magica serata, per ricordare, insieme a ospiti d’eccezione, le emozioni e le soddisfazioni vissute e i molteplici traguardi raggiunti, per delineare gli obiettivi futuri, e per affrontare il tema dei Diritti dei Bambini.

La Cena di Gala “UN SORRISO PER PUPI – 14 ANNI INSIEME”, che avrà luogo Lunedì 21 Settembre al Mercedes-Benz Center di Milano, sarà un’occasione per incontrare chi ha sostenuto e sostiene i progetti della Fondazione.

Per informazioni: 02-48713864 o info@fondazionepupi.org

Simone Lucci

SALVARE LE API CON IL PROGETTO “BEE MY FUTURE”

SALVARE LE API CON IL PROGETTO “BEE MY FUTURE”

L’ape è simbolo di sovranità. Casate nobiliari di tutto il mondo e di tutte le epoche hanno raffigurato questo insetto sui propri stemmi. Nelle società antiche, l’ape è considerata un animale nobile, impenetrabile e magico in molte religioni, dall’Oriente all’Occidente. Nell’antico Egitto, l’ape ha un significato solare. Secondo un mito, le lacrime del Dio Ra si trasformavano in api. Nella religione ellenica, Zeus viene talvolta chiamato Melisseo (uomo-ape), perché da piccolo è stato nutrito dalle api di Creta, a cui ha donato il colore aureo.

Ancora oggi, le api giocano un ruolo fondamentale. L’insetto è responsabile dell’impollinazione di almeno 70 delle 100 principali colture agricole, senza di loro non esisterebbe la maggior parte di frutta, ortaggi, foraggi per animali e colture per usi industriali, come il cotone o la soia. Le api sono indispensabili per la biodiversità, la ricchezza alimentare e l’economia mondiale. Per la salvaguardia dell’insetto, LifeGate, con l’azienda Rigoni d’Asiago, propone il progetto “Bee My Future. Le api non fanno solo il miele. Il nostro futuro dipende anche da loro”. L’iniziativa dell’impresa italiana che salvaguardia l’ecosostenibilità ambientale favorisce l’allevamento di api, all’interno della provincia di Milano, grazie al lavoro di un apicoltore hobbista con esperienza decennale e con una conoscenza dell’apicoltura. L’attività prevede la disposizione degli apiari in zone con colture e vegetazioni spontanee che non confinano con aree trattate con pesticidi e lontane, almeno mezzo chilometro, da zone soggette a smog. “LifeGate continua il suo impegno nel creare consapevolezza sui temi della sostenibilità promuovendo un consumo consapevole – spiega Enea Roveda, Amministratore Delegato di LifeGate –. Anche dalle nostre scelte quotidiane, possiamo contribuire a migliorare il nostro stile di vita e a dare un futuro al Pianeta”.

IMG_1524 credito fotografico @FedericoVagliati

Il programma è sostenuto da Rigoni di Asiago, azienda del settore dell’alimentazione biologica nata nel 1921 da Elisa Rigoni. La fondatrice sosteneva che le api non producono solo miele, ma fanno rifiorire la natura, in quanto proteggono la biodiversità e garantiscono la presenza di importanti alimenti. Oggi dopo 90 anni, Rigoni d’Asiago è la prima filiera ad aderire al progetto di LifeGate, rafforzando il legame con il territorio milanese, dove l’azienda ha aperto il suo primo flagship store, in via Michelangelo Buonarroti 15, a Milano.

Realizzare prodotti biologici significa conservare le risorse della natura per il bene delle future generazioni, degli altri insetti impollinatori e delle nobili api, fondamentali per la sicurezza alimentare dell’uomo e degli altri esseri viventi presenti sulla Terra.

Simone Lucci

LifeGate rappresenta lo stile di vita dove le persone, il pianeta e il profitto vivono in armonia. LifeGate supporta una community di oltre quattro milioni di persone a confrontarsi ed informarsi sui temi ambientali e sociali attraverso un network di comunicazione. Il gruppo LifeGate è considerato il punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile delle imprese. Attraverso l’implementazione del nuovo modello “People, Planet e Profit” LifeGate offre consulenza su sostenibilità, progetti di comunicazione, fornitura di gas ed energia rinnovabile e progetti di efficienza energetica.

SUCCHI A BASE DI ALOE VERA PER UN ORGANISMO DEPURATO

SUCCHI A BASE DI ALOE VERA PER UN ORGANISMO DEPURATO

Contrastare i radicali liberi, disintossicare l’organismo, depurare il corpo e sostenerlo in situazioni stressanti è fondamentale per una vita migliore. ZUCCARI propone una nuova ricetta, tre succhi preziosi a base di Aloe vera: Puro Succo d’Aloe a doppia concentrazione, Puro Succo d’Aloe a doppia concentrazione + Antiossidanti e Puro Succo d’Aloe + Enertonici, prodotti salutari per eliminare le tossine dall’organismo.

ZUCCARI - SUCCO

Il succhi della linea ®[aloevera]2 sono realizzati con Aloe non pastorizzata, non filtrata a carboni e senza acqua aggiunta. Solo Aloe vera concentrata due volte attraverso ReversOsmose®, un processo meccanico, conosciuto anche come iperfiltrazione, che permette di concentrare due volte la materia prima, togliendo parte dell’acqua contenuta, senza alterare la bio-attività.

La gustosa bevanda Puro Succo d’Aloe a doppia concentrazione svolge un’azione emolliente, lenitiva del tratto digestivo e depura l’organismo, grazie alla ricca polpa della pianta. Inoltre, ZUCCARI consiglia l’assunzione di circa 350ml di succo con 500g di miele d’api biologico e 40-50ml di distillato, grappa, cognac o wisky per un benessere maggiore. La ricetta è ispirata alla formula creata da padre Zago.

Il Succo d’Aloe a doppia concentrazione + Antiossidanti protegge e allevia il tratto gastrico, contrasta i radicali liberi, svolge un’azione antiossidante e depurativa. Alle virtù del puro succo d’Aloe è stato aggiunto il succo di sette frutti: Mangostano, Açai, Maqui, Noni, Goji, Camu Camu per potenziare le naturali difese dell’organismo e Maca per ottenere un effetto tonico-adattogeno.

Aloe-anti

Il delizioso Puro Succo d’Aloe + Enertonici è adatto a persone affaticate e stanche, che vogliono ritrovare l’energia per affrontare la vita quotidiana. Il prodotto produce un’azione emolliente e lenitiva del tratto gastrico-digestivo, depura e fornisce sostegno durante i periodi particolarmente stressanti e faticosi, grazie all’azione congiunta di Pappa reale e Vitamine B2, B3, B5, B6, B9 e B12, ricavata dal grano saraceno.

I succhi ®[aloevera]2 rappresentato un valido alleato per il benessere fisico e mentale, in quanto consentono di mantenere l’organismo sano e depurato, perché come afferma Oscar Wilde: La salute è il primo dovere della vita.

Simone Lucci

L’ARREDAMENTO ECOLOGICO E GREEN NATO DAL LEGNO CONQUISTA ANCHE EXPO MILANO 2015

L’ARREDAMENTO ECOLOGICO E GREEN NATO DAL LEGNO CONQUISTA ANCHE EXPO MILANO 2015

In natura sono presenti legni porosi, leggeri, con venature quasi inesistenti, oppure compatti, pesantissimi, ricchi di nodi e venature che, come armature, ne rinforzano la struttura. I legni sono diversificati, come differenti sono gli alberi. Il materiale è adatto per la realizzazione di manufatti ecologici che valorizzano e decorano ogni ambiente.

Riva R1920 è un’azienda, che dagli anni ’20, produce e commercializza mobili in legno che sfidano il tempo e tutelano la natura, grazie a SmartWood Certified Forestry, un programma che garantisce la ripopolazione delle foreste. La fabbrica per ogni albero tagliato ne ripianta altri sette. Gli articoli proposti da Riva sono creati esclusivamente con legni provenienti da aree a riforestazione controllata, sotto la tutela delle leggi e delle organizzazioni locali e internazionali. Cedro profumato del Libano, legno kauri della Nuova Zelanda, legno di quercia dei pali di navigazione della Laguna Veneziana sono i principali materiali di recupero utilizzati da Riva R1920. Per rispettare la materia prima, i mobili non sono trattati con vernici sintetiche o solventi nocivi. Vetrine e credenze sono proposti in cristalli laccati e temperati, che in caso di rottura, non provocano alcun danno alla salute del consumatore. Alcuni pezzi delle collezioni sono realizzati in lamina o tubolare di ferro naturale grezzo e non tinto. La base è lavata con detergenti neutri e successivamente rifinita a olio, eventuali ossidazioni sono caratteristiche tipiche del ferro naturale. Gli arredi dalle finiture naturali, dal design curato e dalla linee sinuose rendono il brand apprezzato in tutto il mondo.

Tavolo Pangea

Per celebrare Expo 2015, il cui tema è Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, Riva 1920 realizza Pangea (dal greco πν, tutto, e Γαα, terra, ovvero “tutta la terra”), 19 tavoli sagomati che si intersecano gli uni con gli altri andando a comporre l’originale forma dei continenti. Un arredo in legno di 6 tonnellate e di circa 80 metri quadrati progettato dall’architetto Michele De Lucchi. Il mobile si ispira a Pangea, unico continente che in origine includeva tutte le terre emerse e che durante l’era Mesozoica si è diviso nei vari continenti. La deriva delle placche terrestri ha provocato l’attuale configurazione dei continenti, dei bacini oceanici, delle società civili, delle civiltà e dei modi di pensare e interpretare realtà.

Il fulcro del progetto è il rispetto per l’ambiente e la salvaguardia del patrimonio arboreo attraverso l’impiego di legni di riuso. Il piano a liste è prodotto in kauri, legno millenario recuperato dal sottosuolo e proveniente dalla Nuova Zelanda, mentre le 271 gambe sono create con pali di rovere recuperati della laguna di Venezia. I tavoli che compongono Pangea hanno tante gambe per testimoniare che tutto si muove e il nostro compito è semplicemente quello di stare in equilibrio. La superficie dell’arredo è sottoposta a un procedimento di sabbiatura in grado di mettere in rilievo e valorizzare le venature della materia prima. Per la fabbricazione del tavolo sono impiegati collanti a base vinilica, privi di formaldeide e quindi non dannosi per l’uomo e l’ambiente. Il top è rifinito con olii naturali. L’arredo è stato prodotto in 50 giorni di lavoro.

Riva 1920

Il pregiato legno millenario con cui è fabbricato Pangea vuole essere metafora di unione di tutti i popoli intorno al tema universale del cibo. Il rito del banchetto si fa, così, scenografia di un teatro di pace, dove la civiltà si ritrova unita davanti al susseguirsi ininterrotto delle pietanze del mondo che si apprestano a narrare la storia di tutti. Il tavolo rappresenta un momento di dialogo e di incontro tra i protagonisti della comunità internazionale che si confrontano sulle principali sfide dell’umanità, sui processi produttivi e sui temi dell’uguaglianza e dell’equità nell’ approvvigionamento delle risorse che il pianeta mette a disposizione.

Articoli d’arredo ecologici e di design nascono dal rispetto ambientale e della passione per il lavoro di Riva R1920, azienda pronta a soddisfare ogni richiesta della clientela sempre più attenta all’aspetto green.

Simone Lucci

SPORT DI STRADA, MUSICA, STREET FOOD E FREE STYLE SOCCER A SOSTEGNO DI “TEMPO PER L’INFANZIA”

SPORT DI STRADA, MUSICA, STREET FOOD E FREE STYLE SOCCER A SOSTEGNO DI “TEMPO PER L’INFANZIA”

Il 30 e il 31 agosto, inizia Street Sport Festival dedicato agli sport e alla cultura di strada, organizzato con il patrocinio di EXPO, in sostegno dei giovani. I fondi raccolti sono devoluti alla cooperativa Tempo per l’Infanzia, Onlus che opera nel campo del disagio e della promozione del benessere di minori e adolescenti difficili, dagli 11 ai 17 anni.

Sport di strada, musica, street food, free style soccer sono le attività che coinvolgono appassionati, famiglie e bambini e animano gli spazi aperti di Palazzo Lombardia, trasformandoli in una grande festa all’insegna dello svago e del divertimento. “Lo scopo dell’iniziativa è portare alla ribalta la cultura di strada, quel modo di vivere la città che non è solo traffico e vita frenetica, un luogo in cui possono esistere situazioni di aggregazione, di creatività – riferiscono gli organizzatori –. Lo sport è fondamentale, soprattutto nella formazione di bambini e adolescenti”.

parkourLOW

I partecipanti alla prima edizione di questo festival possono cimentarsi nello Street Basket e nel Parkour, grazie alla società Biogreen srl che fornisce: un campo di calcio a cinque, un campo di Streetbasket, un corner per il Parkour e la famosa gabbia per il campionato Dragon Goal. Dragon Goal, un torneo internazionale di Street Soccer (calcio a tre) a partecipazione gratuita, è una delle principali attrazioni dell’evento. I vincitori del torneo volano ad Atlanta, negli Stati Uniti per disputare le finali contro le squadre Statunitensi ed Europee. Maestri di Parkour, breakdance, street soccer e street basket sono a disposizione dei più piccoli per trasmettere l’importanza dello sport e del divertimento, grazie anche alla compagnia di Draghetto, la mascotte di Dragon Goal.

Durante il festival, artisti di strada, famosi interpreti internazionali, Dj e breakdancer regalano momenti spettacolo e sottolineano così l’importanza della musica. Vivian di X Factor 8, Andrea Scarpa campione italiano di pugilato e Swann Ritossa sono i volti noti presenti all’evento.

MONDO MARCIO

I due giorni di sport e musica si concludono con uno street gala che coinvolge protagonisti del calcio, del basket e dello spettacolo che partecipano a una specialissima cena dai sapori internazionali, per mandare il proprio messaggio di aiuto ai giovani del nostro Paese.

Per iscrizioni e informazioni: events@streetsportfestival.com

Simone Lucci

Tempo per l’Infanzia è una cooperativa sociale Onlus consolidata nelle sue attività e riconosciuta nel territorio. Opera nel campo del disagio e della promozione del benessere dei minori, delle famiglie e delle comunità locali. Oggetto della Cooperativa sono i servizi socio-educativi per minori e di sostegno alla genitorialità, la formazione per operatori sociali ed insegnanti, gli interventi di educazione ambientale. Le attività sono dirette a prevenire il disagio sociale e la dispersione scolastica, a implementare le capacità di sostegno e orientamento dei ragazzi in una società complessa, a stimolare le potenzialità degli adulti di riferimento, la creatività e le risorse dell’intero contesto educativo (famiglia-scuola-territorio), ad affinare l’ascolto e le modalità di risposta dell’ambiente ai bisogni delle giovani generazioni, alla diffusione di forme di cittadinanza attiva, alla sostenibilità sociale ed ambientale. La nostra Cooperativa è organicamente inserita nelle reti territoriali istituite dalle organizzazioni del terzo settore e del privato sociale. Collabora, inoltre, stabilmente con tutti gli enti pubblici di riferimento zonale e cittadino (u.o.n.p.i.a., servizi sociali della famiglia, consigli di zona, scuole primarie e secondarie, ufficio stranieri del Comune di Milano, ecc.).

PARTNERSHIP TRA PANASONIC E CASACLIMA PER ABITAZIONI A IMPATTO ZERO

PARTNERSHIP TRA PANASONIC E CASACLIMA PER ABITAZIONI A IMPATTO ZERO

Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti per il risparmio energetico delle abitazioni nel periodo invernale e nel periodo estivo, dove i consumi energetici sono da imputare maggiormente al raffrescamento. La gamma di prodotti per la climatizzazione sviluppata da Panasonic Air Conditioning, scaldain primis Aquarea con i modelli a 3/5 kW, ha superato un rigoroso esame dimostrandosi in linea con la missione di CasaClima: realizzare l’edilizia ecosostenibile del prossimo futuro. Per tale motivo Marco Visconti, National Key Account Manager di Panasonic Appliances Air Conditioning Europe, ha siglato la collaborazione nella sede centrale dell’agenzia di certificazione energetica.

Le tecnologie per abitazioni più equilibrate dal punto di vista energetico sono a disposizione di ciascun cittadino e possono essere applicate nell’immediato per uno stile di vita migliore. Aquarea è un innovativo sistema a basso consumo energetico progettato per garantire temperature ideali e acqua calda sanitaria anche con temperature esterne estremamente basse. La pompa di calore aria-acqua cattura l’aria che viene utilizzata per rinfrescare o riscaldare l’ambiente al fine di garantire il massimo comfort. La pompa di calore aria-acqua è una soluzione per edifici di nuova costruzione e ristrutturazioni complete. “Un edificio NZEB (Nearly Zero Energy Building) realizzato con le tecniche più d’avanguardia non necessita di pompe di calore a elevata potenza – afferma Marco Visconti –. Abbiamo creato delle unità Aquarea ad alta efficienza da 3/5 kW, di dimensioni contenute, dalle rese termiche garantite fino a -15° esterni e con consumi energetici minimali che soddisfano l’esigenza di abitazioni appartenenti alla massima classe energetica”.

Panasonic Air Conditioning_AQUAREAunità esterna_WH-UD03EE5In Italia le costruzioni certificate dall’agenzia crescono sia nel caso di edifici di nuova costruzione sia per la riqualificazione di immobili pre-esistenti. “L’attestazione CasaClima fa della qualità una vera e propria strategia competitiva all’interno dei propri protocolli, riuscendo a certificare una qualità non solo calcolata, ma anche costruita – riferisce Ulrich Santa, direttore dell’Agenzia CasaClima –. I fabbisogni energetici per riscaldamento, raffrescamento, illuminazione sono minimizzati, mentre è massimizzato l’utilizzo di un’impiantistica moderna ed efficiente che sfrutta fonti energetiche rinnovabili”.

Lo scopo primario di CasaClima è raggiungere uno stile di vita “green” attraverso la promozione di iniziative volte a sensibilizzare e responsabilizzare tutta la cittadinanza sui temi del risparmio energetico, della sostenibilità e dei mutamenti climatici. L’agenzia si fonda sulla consapevolezza che, a fronte di minacce provocate dallo sfruttamento ambientale e delle risorse, è necessario uno sforzo collettivo e un’attenta opera di risanamento per costruire abitazioni eco-friendly. Progettisti, tecnici e costruttori sono figure indispensabili per indicare le corrette strategie per creare strutture sostenibili.

La partnership tra Panasonic Air Conditioning e l’Agenzia CasaClima promuove un’edilizia ecosostenibile e lo sviluppo di un network di professionisti e operatori pronti a creare abitazioni e uno stile di vita a impatto zero.

 

Simone Lucci

 

RIMEDI NATURALI, LIFTING DEL COLLO E DEL DOPPIO MENTO CON I FILI DI SOSPENSIONE

RIMEDI NATURALI, LIFTING DEL COLLO E DEL DOPPIO MENTO CON I FILI DI SOSPENSIONE

Il doppio mento è un inestetismo che può avere diverse cause. Il grasso che si deposita nella zona tra la mandibola e il collo può essere favorito da una generale condizione di sovrappeso, oppure può essere originato da una conformazione particolare del viso (ad esempio un mento “debole”) associato a tessuti poco tonici, che tendono a cedere. L’alimentazione, la mancanza di idratazione e la perdita di definizione e tono fanno sì che i tessuti si rilassino, cambiando l’equilibrio del volto.

Le persone giovani con il doppio mento di solito presentano un viso rotondo, a “luna piena”, che tende ad accumulare adipe o liquidi. Se questa caratteristica è associata a un fisico tendente al sovrappeso, per ridurre il grasso del sottomento basterà mettersi un po’ a dieta, e così anche il viso si asciugherà naturalmente. A volte però una particolare conformazione del volto può predisporre al doppio mento anche qualora il resto del corpo sia in linea perfetta. Ridurre la ritenzione di liquidi, potrebbe aiutare a sgonfiare il viso, sottomento incluso, bisognerebbe per questo bere molta acqua, limitare il sale e le bevande alcoliche, e assumere tisane drenanti ogni giorno.

Massaggi, creme che stimolino la termogenesi e una semplice ginnastica facciale, inoltre, consentono di stimolare la muscolatura del collo e della mandibola e possono aiutare a rassodare i tessuti e bruciare i grassi accumulati.

Se i rimedi naturali non bastano, si può poi ricorrere alla chirurgia estetica.

RIDUZIONE DEL DOPPIOMENTO

“La cosiddetta pappagorgia è un connotato antiestetico molto diffuso, dato dall’accumulo di grasso nell’area mentoniera, che può essere rapidamente eliminato con una microliposuzione dell’area con apposite piccolissime cannule che aspireranno definitivamente il tessuto adiposo – spiega Raoul Novelli, medico chirurgo -. Tuttavia a volte la pelle, abituata ad essere riempita dal grasso, una volta svuotata, resta un po’ cadente sotto il mento, creando delle increspature che invecchiano il viso nel suo insieme, soprattutto se è poco tonica. Il lifting dei tessuti molli del mento con fili di sospensione risolve questa possibile conseguenza della liposuzione con un risultato fresco e piacevole, ma sempre estremamente naturale. È una tecnica mini-invasiva in anestesia locale”.

L’INTERVENTO

La fase iniziale di osservazione e disegno pre-operatorio è molto importante perché è qui che viene stabilito in che punti inserire il filo per la tensione dei tessuti molli del collo (e quindi dove anestetizzare localmente). Si procede con una piccola incisione di pochi millimetri al margine infero-posteriore del lobo di una delle due orecchie, quindi si inserisce l’ago a due punte a cui è agganciato il filo e si fa girare quest’ultimo attorno alla fascia muscolare di Lorè che sarà il punto di ancoraggio della sospensione elastica. Dopodiché ci si posiziona definendo l’angolo cervico-mandibolare, ovvero la rotondità del collo, uscendo dai punti prestabiliti durante la fase pre-operatoria fino a giungere all’altro orecchio, dove ci si aggancia all’altra fascia di Lorè e si torna indietro fino al punto di partenza. Il tutto dura circa 30 minuti.

RISULTATI

Questo intervento permette un risultato estremamente naturale in pochissimo tempo e un tempo di recupero brevissimo. Infatti, praticando solo una piccola incisione per il passaggio del filo, il recupero sarà di una settimana circa, contro il mese intero che prevede un lifting tradizionale, senza fili. I punti di uscita e ingresso del filo di sospensione non saranno più visibili dopo qualche giorno dall’intervento.

FILI-COLLO

MA COS’È UN FILO DI SOSPENSIONE?

È un filo non riassorbibile di silicone ricoperto di poliestere, assolutamente tollerato dall’organismo e utilizzato da anni in chirurgia. Questo filo di sutura, anche se posizionato appena sotto il derma, è del tutto impalpabile e neanche chi ha subito l’operazione riuscirà a sentirlo già pochi giorni dopo il suo inserimento. Il filo è legato a un ago retto a due punte che farà da guida nell’inserimento e nel tiraggio dello stesso, evitando quindi di dover operare uno scollamento ulteriore dei tessuti come avviene invece per il lifting tradizionale. Lo scollamento è minimo e non causa cicatrici visibili. Inoltre si ha una doppia azione liftante: la prima è quella del filo stesso, che agganciandosi alle fasce muscolari e venendo teso agisce come in un lifting tradizionale, la seconda è la fibrosi che si forma attorno al filo diventando un vero e proprio legamento sospensivo naturale grazie all’azione dei fibroblasti. Quando un corpo estraneo viene introdotto nell’organismo, quest’ultimo produce subito nuovo tessuto per ricoprire l’elemento estraneo, quindi con l’inserimento dei fili si induce anche la produzione di nuovo collagene e di elastina, che migliorano notevolmente l’area circostante col loro effetto tensore.

DOVE SI PUO’ USARE IL FILO DI SOSPENSIONE?

Ad oggi i fili di sospensione vengono utilizzati in chirurgia estetica per sollevare i tessuti molli, quelli che anche in un corpo ben allenato e tonico non possono resistere all’azione della forza di gravità. Stiamo parlando ad esempio della struttura dermo-epidermica del lato B vicino alla piega glutea, che anche con palestra e attività fisica intensa non può essere sollevata, dato che il muscolo del gluteo può essere esercitato efficacemente nel polo superiore, ma non in quello inferiore proprio per la maggiore quantità di tessuto molle. Con il lifting con fili di sospensione si otterrà un gluteo nuovamente “alto”, con l’antiestetica piega glutea ridotta al minimo. Altra zona dove i fili hanno soppiantato il lifting tradizionale è quella del viso e ancor più del collo. Qui la pelle inizia a rilassarsi prima rispetto al resto del corpo. I fili si possono posizionare in modo da sollevare solo il terzo superiore del viso nel caso di uno sguardo appesantito, nel terzo medio per mettere in risalto gli zigomi, o nel terzo inferiore, per ridefinire la piega mandibolare, oppure in tutte e tre le zone, a seconda della necessità. Il vantaggio ulteriore rispetto al lifting tradizionale è il risultato estremamente naturale, con incisioni piccolissime e invisibili. I fili vengono utilizzati efficacemente pure per riportare alla proiezione originale il capezzolo, anche se per ora viene prediletta la tecnica classica di mastopessi.

La chirurgia plastica ed estetica si orienta sempre più verso interventi rapidi nell’esecuzione e nel recupero post-operatorio, e per questo necessita di tecniche il meno invasive possibile. In quest’ottica l’utilizzo dei fili di sospensione sta subendo un’impennata poiché unisce risultati visibili, stabili e duraturi, a tempi di recupero rapidi.

Leggi anche: L’haute couture solleva i glutei

IL VINO È DONNA, IL VINO È ARTE

IL VINO È DONNA, IL VINO È ARTE

Cuore e passione di donna, in ogni gesto: dalla scelta del singolo acino alla creazione di vini che hanno conquistato la critica internazionale. Lei è Cinzia Merli, e la sua azienda, Le Macchiole, costituisce il frutto di una passione che dura almeno da 20 anni, una storia di donne che collaborano fianco a fianco. Alla minuziosità dello sguardo femminile, Cinzia ha, infatti, affidato il compito della doppia selezione dei grappoli e dei singoli acini: un’operazione che ogni anno viene eseguita da un team di sei donne che operano al tavolo di cernita, e che fa seguito alla raccolta manuale in vendemmia.

2

Le Macchiole è una delle prime aziende nate a Bolgheri, nella Costa degli Etruschi, circa 100 chilometri a sud di Firenze e a soli 5 chilometri dal mare. Borgo medievale amato da Carducci che, in “Davanti San Guido”, ne canta il viale di cipressi “in duplice filar”.

L’azienda, che si estende su appena 22 ettari, grazie alle capacità imprenditoriali di Cinzia, vera donna del vino, è oggi una realtà ben strutturata, dove ognuno ha un ruolo e dove si lavora per raggiungere un obiettivo comune.

3Oltre che contare su uno staff affiatato, Le Macchiole si avvale di consulenti che le permettono di raggiungere risultati sempre più importanti, siano questi in cantina, nel vigneto o sul mercato. Le Macchiole è oggi una squadra di giovani innamorati del proprio mestiere, che lavorano sotto la regia di Cinzia per migliorare sempre un progetto in continuo divenire.

“Il mio vino ideale è vino che riesce a raccontarmi attraverso la degustazione le sfumature di un territorio e il carattere di chi lo produce”, puntualizza la Merli.

Le Macchiole esalta le caratteristiche del territorio producendo vini originali, frutto di continui miglioramenti in vigna e in cantina. Si è scelto di puntare tutto sui monovitigno e di esprimere le potenzialità del terroir bolgherese con uno stile diverso. La decisione è maturata nel tempo ed è stata frutto di molte sperimentazioni.

“Ho deciso di produrre solo vini monovarietali perché in questa parte della Toscana sono i vitigni internazionali a esprimersi al meglio e lo stile di Bolgheri è rappresentato da blend di essi – precisa la Merli –. Con questi presupposti la nostra idea è stata quella di raccontare il territorio con uno stile diverso, senza compromessi. Una sorta di fotografia, vendemmia dopo vendemmia, per comprendere il risultato di ogni vitigno.

I vini Le Macchiole sono 5: Paleo Bianco, Bolgheri Rosso, Paleo Rosso, Scrio e Messorio.

Oggi i vigneti dell’azienda hanno densità che raggiungono anche i 10 mila ceppi per ettaro e la viticoltura è condotta seguendo i principi della coltivazione biologica. “Anzitutto per rispetto di chi ci lavora”, chiarisce Cinzia Merli. Nei vigneti aziendali, seguiti da suo fratello Massimo, si applicano quindi i principi dell’agricoltura biologica con l’obiettivo di rendere sostenibile la viticoltura e sano e vivo il luogo in cui si lavora ogni giorno. Il principio è intervenire il meno possibile sulla pianta, per rispettarne l’equilibrio e permetterle di fortificarsi, come avviene in natura. In cantina, sotto la guida di Luca Rettondini, gli interventi sono ridotti al minimo e la ricerca è continua: dalle micro-vinificazioni per singolo vigneto fino ai diversi metodi di vinificazione e di affinamento. La grande fertilità naturale del suolo viene compensata con impianti fitti e portainnesti deboli, che portano ad una produzione naturale di soli 800 – 1000 gr di uva per pianta.

Tutte le fasi della lavorazione, dalla potatura alla raccolta, sono eseguite, con grande impegno, a mano. Ogni ettaro di vigneto richiede fino a 500 ore di lavoro per anno.

UN VINO E UN PROGETTO CULTURALE

4Grafite, carbone, acqua, acrilico e smalto sono gli ingredienti di una etichetta che è un quadro e al tempo stesso tanti quadri. “Abbiamo deciso di dedicare a Bolgheri un’etichetta da collezione, realizzata dall’artista Stefano Tonelli: una vera opera d’arte, frutto di un progetto unico nel suo genere. 
Si tratta, infatti, di un’unica tela sezionata in 48 parti, ciascuna delle quali diventerà l’etichetta che personalizzerà altrettante Mathusalem (6 litri) di Messorio 2004, il nostro Merlot in purezza”. Sono 48 le Messorio 2004 Special Edition Mathusalem che saranno vendute sui mercati esteri e sul mercato italiano.

Ogni bottiglia, realizzata manualmente con estrema cura, porta in etichetta un’opera d’arte che la rende unica e irripetibile, e custodisce un vino che può considerarsi un vero pezzo da collezione.

Con l’intero ricavato della vendita di queste bottiglie supporteremo il Comune di Castagneto Carducci e tutta l’area bolgherese in un progetto modulare per la valorizzazione del territorio attraverso l’installazione, nei luoghi cari a Giosuè Carducci, di “cornici” che “inquadreranno” il panorama Bolgherese mostrando il nostro territorio con gli occhi del poeta Premio Nobel. L’intento è creare percorsi e itinerari che facciano scoprire Bolgheri e Castagneto, permettendo ai turisti di tutto il mondo di ammirare i borghi e gli scorci che hanno ispirato le famose poesie di Carducci.

“Ogni collezionista in possesso di un Messorio 2004 Special Edition sosterrà un’iniziativa speciale. Tutti i luoghi dove saranno vendute le Mathusalem verranno riportati sulla pagina dedicata al Messorio sul sito de Le Macchiole – aggiunge Cinzia Merli –. Il nostro obiettivo è quello di avere una mappa completa della distribuzione di questa bottiglie, seguendole nel loro viaggiare attraverso il mondo, con l’intento di organizzare nel 2024 un evento dedicato ai 48 proprietari delle Mathusalem, piene o vuote che siano. Un incontro a Le Macchiole con lo scopo di ‘ricostruire’ il dipinto originale e celebrare insieme Messorio e Bolgheri”.

Messorio è la nostra personale interpretazione di uno dei vitigni più coltivati sul territorio Bolgherese: il Merlot.
 Il nome Messorio ha origini antiche. Indica l’antica mietitura toscana ed è stato scelto per dare importanza al momento più importante della vita delle nostre campagne, una volta legato al grano, ora per noi, imprescindibilmente identificato con la vendemmia.

Una bottiglia speciale, un’etichetta unica e un progetto culturale dedicato interamente al territorio.

Per chi ama Bolgheri, il Messorio e la Poesia.

5

GELATI INNOVATIVI E ARTIGIANALI PER BAMBINI E GENITORI A EXPO 2015

GELATI INNOVATIVI E ARTIGIANALI PER BAMBINI E GENITORI A EXPO 2015

C’è di nocciola IGP del Piemonte, di nocciola Mortarella campana, pistacchio di Bronte DOP, ma anche con gusti innovativi: alla birra, alla Menta di Pancalieri, allo zabaione al Marsala Florio, al Gorgonzola con zenzero. Sono alcuni dei gelati presentati da Rigoletto in occasione di Expo Milano 2015, presso l’area tematica Gelato e Cioccolato.

gelato4Dopo un’approfondita analisi delle eccellenze territoriali, nascono gelati innovativi che offrono uno spaccato della cultura agro-gastronomica italiana, come il gelato a base di birra creato da Rigoletto in collaborazione con il Birrificio Angelo Poretti. 7 Luppoli Non Filtrata L’Estiva è la bevanda arricchita con frumento, dalle intense note floreali e non filtrata, ideale contro la sete, e grazie alla gelateria artigianale disponibile in cono e in coppetta. I nuovi e originali gusti sono sviluppati da Antonio Morgese, Amministratore de Il Rigoletto Srl, e Sergio Colalucci, mastro gelataio di fama internazionale.

“Rigoletto è una gelateria artigianale – riferisce Antonio Morgese –. La nostra passione è servire un buon gelato artigianale realizzato con prodotti genuini. Il Gelato delle Regioni ci è sembrato il progetto migliore per essere coerenti con la nostra missione e offrire ai visitatori di ogni parte del mondo un assaggio delle eccellenze del territorio italiano”. Durante la manifestazione, i visitatori hanno la possibilità di gustare oltre 30 differenti varietà appositamente sviluppate per l’occasione, e prodotte con ingredienti selezionati e rappresentativi del territorio italiano, tra cui produzioni DOP e IGP. Le nuove creazioni sono presentate da un’attività di infotainment, con video e informazioni che raccontano la storia dei prodotti e dei territori da cui provengono.

gelato3

Una struttura in legno rivestita da piante tricolori, completamente smontabile e riutilizzabile costituisce il padiglione Rigoletto progettato da Paolo Gerosa, con un approccio a basso impatto ambientale. La gelateria di Rigoletto Gelato e Cioccolato si trova lungo il cosiddetto “Cardo”, cuore di Padiglione Italia a Milano Expo 2015. Gli originali gelati e le esclusive ricette sono in vendita anche presso le quattro gelaterie di Milano, in via San Siro, via San Marco, piazza Po e via Cola di Rienzo.

gelato2Nel negozio di via San Marco, ogni sabato si svolgono corsi di gelateria per i bambini fino a 9 anni. All’interno di un laboratorio professionale, i piccoli aspiranti gelatieri preparano un vero gelato artigianale con ingredienti base come latte, frutta e zucchero. Rigoletto Gelato e Cioccolato è da sempre attento ai bisogni dei piccoli buongustai, e per tale motivo porta a Expo Milano 2015 la filosofia della Gelateria di Quartiere consentendo ai bambini di acquistare il cono a 2,00 euro. “Essere una gelateria di quartiere significa essere vicini alle esigenze delle famiglie e soprattutto dei bimbi – spiega l’Amministratore di Rigoletto Gelato e Cioccolato –. Offriamo un alimento sano, preparato con prodotti naturali e di stagione, e a un prezzo adeguato alle esigenze dei nostri piccoli clienti e dei loro genitori”.

Il gelato inoltre fa bene all’umore.Esiste una documentata relazione scientifica tra l’assunzione di cibo e la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che ha la capacità di promuovere il buonumore e la tranquillità – spiega Antonio Morgese -. La maggior parte degli zuccheri presenti nel gelato sono zuccheri semplici che stimolano, attraverso la risposta insulinica, la produzione di serotonina. È anche vero che non bisogna esagerare perché una assunzione continua e prolungata di zuccheri può determinare una resistenza insulinica con conseguente aumento di peso e il relativo malessere. Quindi in definitiva possiamo dire che il gelato, nella giusta misura, fa bene all’umore e non fa ingrassare. Il gelato è l’alimento adatto per ogni età, da chi fa intensa attività sportiva a chi invece vuole rilassarsi con un pranzo leggero nel tepore estivo”.

gelato1

La partecipazione di Rigoletto a Expo Milano 2015 è un’occasione culturale per far conoscere a centinaia di migliaia di visitatori italiani e stranieri l’eccellenza del gelato artigianale del bel paese. Del resto, gelato, come pasta e pizza, è una delle poche parole italiane che all’estero non viene tradotta perché rappresenta un’eccellenza italiana nel mondo. “In Italia esiste una lunga e ricca tradizione nella produzione di gelato artigianale – precisa Antonio Morgese –. A partire dai primi anni del ‘900 i nostri maestri gelatieri hanno diffuso la cultura e la tradizione del buon gelato nel resto d’Europa. Prova ne sia che nel resto del mondo il gelato artigianale italiano viene chiamato gelato, mentre ice cream identifica solo quello industriale”.

gelato

La medesima filosofia caratterizza anche le attività commerciali, che adottano pratiche virtuose per minimizzare l’impatto ambientale, ad esempio prevedendo l’utilizzo di coppette e cucchiaini compostabili

Simone Lucci

SPORTIVI ALLA MODA CON CAPI TECNOLOGICI E DI DESIGN

SPORTIVI ALLA MODA CON CAPI TECNOLOGICI E DI DESIGN

Velocità, spruzzi, adrenalina descrivono perfettamente un’esperienza estiva, a diretto contatto con il sapore del mare e, vissuta a bordo di un catamarano. Per l’equipaggio è fondamentale possedere un abbigliamento tecnico studiato nei minimi dettagli in grado di proteggere il corpo.

vela1

vela2

L’azienda norvegese Helly Hansen propone abbigliamento tecnico per gli appassionati di nautica da più di 130 anni. Dal 2014, SPAX Solution Team si affida al brand per gareggiare sul suo catamarano foiling GC32. Ora, il marchio velico diventa ufficialmente il partner d’abbigliamento per il Bullitt GC32 Racing Tour 2015, che avviene in cinque differenti località europee: Gmunden, sul lago Traunsee in Austria, Cowes, nell’Isola di Wight in Gran Bretagna, Kiel in Germania, Roma Fiumicino in Italia e Marsiglia in Francia. “Negli anni passati siamo stati i partner ufficiali d’abbigliamento dell’evento al Traunsee – afferma Michael Uhl, Marketing Manager Central Europe di Helly Hansen –. Siamo davvero entusiasti dell’ambiente, delle barche a vela dinamiche e delle gare spettacolari. Per noi è un onore essere i partner dell’intero Bullitt GC32 Racing Tour 2015”. L’imbarcazione GC32 è tra i migliori catamarani foiling. Le barche da 10m con i loro L-foil volano sull’acqua e sono in grado di raggiungere velocità superiori a 30 nodi, garantendo eventi velistici emozionanti sia per gli spettatori che per l’equipaggio. Helly Hansen e il Bullitt GC32 Racing Team Tour 2015 promuovono la possibilità di vincere un’esperienza per due persone alla Rome Cup, come premio finale della campagna #JoinOurCrew.

vela3

vela4

Helly Hansen non realizza esclusivamente capi d’abbigliamento in grado di proteggere i professionisti che lavorano nei mari, fornisce anche le uniformi delle guide di montagna di oltre 60 comprensori sciistici nel mondo e di 33000 operatori della montagna. I prodotti nascono dall’unione tra il design scandinavo e l’esperienza nelle condizioni più estreme degli sportivi e degli amanti dell’attività fisica, aiutando quotidianamente chi affronta la natura a svolgere con fiducia e sicurezza la propria attività. Helly Hansen inventa i primi capi d’abbigliamento in pile nel 1960 e il primo intimo tecnico nel 1970, con la Lifa® Stay Dry Technology™. L’abbigliamento protettivo, l’intimo tecnico, lo sportswear e il footwear Helly Hansen per gli sport invernali, l’outdoor e la vela sono venduti in oltre 40 nazioni.

vela5

Per un allenamento intenso il marchio propone la collezione training primavera 2015. Maglie quick-dry traspiranti, giacche, pantaloni fuseaux e pantaloncini studiati per allenamenti all’aperto e in palestra sono i capi fashion e di design presentati dal brand. Nuance colorate e vivaci, prese in prestito dai paesaggi della Scandinavia, e tecnologie per la gestione di una corretta sudorazione sono il punto di forza per gli indumenti sportivi per affrontare la natura e le attività sportive protetti, in sicurezza e perché no, anche con stile.

Simone Lucci

EURid PARTECIPA AL PROGETTO ECOMAPUÀ PER LA TUTELA DEL CLIMA

EURid PARTECIPA AL PROGETTO ECOMAPUÀ PER LA TUTELA DEL CLIMA

L’aumento delle temperature del pianeta modifica i parametri meteorologici, accresce il livello degli oceani e comporta una maggiore probabilità di eventi di grave maltempo, quali gli uragani. Le conseguenze di tali eventi si manifestano in tutto il mondo.

Un argomento molto importante nella discussione sul mutamento climatico è l’effetto serra, un fenomeno atmosferico-climatico che indica la capacità di un pianeta di trattenere nell’atmosfera parte dell’energia solare e mantenere, così, la Terra a una temperatura sufficientemente calda. L’anidride carbonica (CO2) attualmente fornisce la maggioranza delle emissioni dei gas effetto serra ritenuti responsabili del cambiamento climatico.

Da diversi anni, l’organizzazione che gestisce il registro del dominio.eu (EURid) adotta un approccio eco-responsabile nella gestione delle attività del.eu. EURid è la prima organizzazione ad aver ottenuto la registrazione al Sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS). EURid-going-greenLa politica ambientale adottata dalla società si basa sul principio “riduci, riutilizza e ricicla”, un quadro che consente di operare scelte sostenibili. EURid partecipa al Progetto Ecomapuà per compensare le emissioni di CO2 del 2014, calcolate di recente da RINA Services S.p.a., società che fornisce i servizi di classificazione, certificazione, collaudo e ispezione per garantire l’eccellenza alle organizzazioni dei settori navale, ambiente ed energia, infrastrutture, trasporti e logistica, qualità e sicurezza, agroalimentare.

Il progetto Ecomapuà fornisce immensi benefici ambientali, ecologici e socio-economici nello stato di Pará, sull’isola di Marajó. “EURid è una società no-profit responsabile per l’ambiente, pertanto siamo fermamente decisi a calcolare e bilanciare le nostre emissioni di CO2 – riferisce Giovanni Seppia, responsabile delle Relazioni estere –. Il Progetto Ecomapuá ci consente, tra l’altro, di preservare la ricca biodiversità dell’Amazzonia“. La conservazione di circa 90 mila ettari di bioma amazzonico, la promozione della gestione sostenibile delle foreste, con corsi di formazione per la semina e la produzione sostenibile dell’açaí (pianta della famiglia delle palme diffusa in Amazzonia, che produce bacche ricche di vitamine), la costruzione di un edificio scolastico, voliere, alveari e vasche per itticoltura all’interno di comunità locali sono i vantaggi legati e apportati dal progetto.

Oggi, l’impegno e la consapevolezza di organizzazioni e società sensibili alla cura ambientale consentono di affrontare uno dei più grandi problemi del mondo: il mutamento climatico. Un corretto intervento consente di salvaguardare l’intero l’ecosistema e fornire un’esistenza migliore agli abitanti.

Simone Lucci

 

EURid è l’organizzazione no-profit che gestisce il dominio di primo livello.eu, a seguito della partecipazione a un bando di gara e nomina da parte della Commissione Europea. EURid lavora con oltre 750 registrar accreditati e fornisce assistenza nelle 24 lingue ufficiali dell’UE. Come parte del suo impegno costante per la sicurezza dei dati, EURid ha ottenuto la certificazione del protocollo ISO27001 sin dal 2013. Quale espressione del suo impegno ambientale, EURid ha ottenuto anche la certificazione del Sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS). EURid ha sede a Bruxelles (Belgio), e uffici locali a Pisa (Italia), Praga (Repubblica Ceca) e Stoccolma (Svezia).

L’EU Eco-Management and Audit Scheme(EMAS) è uno strumento volontario di management rivolto alle imprese e ad altre organizzazioni per analizzare, documentare e migliorare la loro performance ambientale. Il sistema aiuta le organizzazioni a ottimizzare i loro processi di produzione, limitare gli impatti ambientali e utilizzare le risorse in modo più efficiente.

L’UOMO PIÚ VELOCE DEL MONDO ALLA CONQUISTA DEL K2

L’UOMO PIÚ VELOCE DEL MONDO ALLA CONQUISTA DEL K2

Il 31 luglio 1954 è la data in cui Lino Lacedelli e Achille Compagnoni piantano la bandiera tricolore sulla vetta del monte pakistano K2, conquistando la seconda vetta più alta del mondo con i suoi 8.611 metri. Spedizione organizzata dal Club alpino italiano e finanziata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal Comitato Olimpico Nazionale. Il successo della scalata è determinato dal lavoro dell’intera squadra guidata da Ardito Desio, a capo di trenta uomini tra alpinisti e ricercatori e dal supporto di alcuni membri pakistani, primo fra tutti Amir Mahdi.

In occasione del sessantesimo anniversario della conquista del K2, una squadra alpinistica pakistana tenta la conquista della vetta, con il supporto di un team di scalatori italiani e dell’Associazione Ev-K2-Cnr. L’organizzazione è stata fondata da Ardito Desio trent’anni fa, con lo scopo di promuovere attività che uniscono sviluppo ambientale, ricerca scientifica, cooperazione e salvaguardia dell’ambiente. La spedizione non è esclusivamente alpinistica, ma anche scientifica e ambientale. Il capo della spedizione è Muhammad Taqi, con al seguito sei alpinisti pakistani, quattro scalatori italiani, un team di ricercatori del Ev-K2-Cnr e Daniele Nardi, fotografo e documentarista di alta quota. In rappresentanza dell’Italia sono stati scelti: il valsesiano Michele Cucchi, il valdostano Simone Origone. Per la giuda alpina trentacinquenne e il pluricampione di sci di velocità Simone Origone non è la prima spedizione che affronta. Il 7 settembre 2007 ascende le venti vette oltre i 4000 metri della catena del Monte Rosa in 17 ore e 40 minuti, e conclude l’impresa raggiungendo il Cervino con successo.

K2 EXPEDITIONIn Pakistan, il campione dimostra la medesima tenacia, determinazione e impegno con cui affronta le gare di chilometro lanciato (KL). “Sono stato contattato con poco preavviso, in quanto ho sostituito un componente della spedizione – spiega Simone Origone –. Non ho potuto allenarmi e avere una preparazione mentale adatta. Il mio obiettivo era fare esperienza e verificare come reagivo all’alta quota. È la montagna, poi, a decidere”.

Simone Origone - K2La difficoltà maggiore della scalata è l’altitudine. “Più ci si avvicina alla cima, e maggiormente la scalata diventa faticosa. A 8000 metri, la performance fisica cala dell’80% e si è deboli, avendo un calo dell’appetito – precisa Origone –. Ci si nutre con: zuppe calde perché aiutano l’idratazione, alimenti in scatola, frutta secca, barrette energetiche, biscotti, grana, carne essiccata tipo prosciutto, bresaola e speck. Cibi leggeri da trasportare e altamente energetici. È importante effettuare una reintegrazione di sali minerali e di amminoacidi per prevenire la disidratazione e il catabolismo muscolare”. A causa delle difficoltà alimentari Simone Origone ha interrotto la sua avventura. “Ho rinunciato tra campo 4 e la cima, a circa 8150 mt, perché non riuscivo a bere e ho avuto paura di rimanere disidratato finendo le energie. Ho poi capito che probabilmente la bevanda che usavo a quella quota non era ben tollerata dal mio stomaco”. Nonostante la delusione per avere visto andare in fumo la sua arrampicata alla conquista del monte più alto che abbia mai scalato, il campione si è reso protagonista di un’impresa di salvataggio per aiutare lo scalatore pakistano Muhammad Hassan, dopo un malore al campo 4, lasciando la conquista della vetta ai restanti membri del team. “La scalata del K2 mi ha suscitato una grande emozione – racconta lo sciatore –. A 8000 metri ho visto luoghi incredibili, che ripagano la fatica dell’impresa. È un’esperienza che rifarei sicuramente”.

Simone_Origone_K2

E chissà quale altra impresa affronterà il trentaseienne valdostano che ha fissato il nuovo record mondale di sci di velocità con 252,632 km/h, nella stessa pista francese di Vars in cui aveva toccato i 252,454 km/h, migliorando così il suo stesso record. Primati che lo rendono l’uomo più veloce del mondo senza l’ausilio di un motore e il re dello sci di velocità. Un re con la neve e l’ambizione nel cuore.

Senza-titolo-1

 

Simone Lucci