SARÁ CORTINA D’AMPEZZO A OSPITARE I MONDIALI DI SCI ALPINO 2021

SARÁ CORTINA D’AMPEZZO A OSPITARE I MONDIALI DI SCI ALPINO 2021

Regina delle Dolomiti, regina del glamour e regina degli sport outdoor invernali ed estivi, Cortina d’Ampezzo è da sempre considerata una delle mete più esclusive e lussuose del Veneto, e sede delle più famose gare internazionali, come i Giochi Olimpici Invernali del ’56 e nel 2021 ospiterà il Mondiale di sci alpino.

Qui vi riportiamo la notizia rilasciata dall’ufficio stampa FISI.

Cortina ce l’ha fatta. Il Consiglio Fis, riunito a Cancun (Mex), ha votato positivamente affidando all’Italia il Mondiale di sci alpino 2021. L’assegnazione del Mondiale a Cortina d’Ampezzo è stata annunciata pochi minuti fa dal Presidente della Federazione internazionale dello sci (Fis), Gianfranco Kasper.

Dopo cinque candidature, la Fis ha valutato con favore il progetto predisposto dalla Fondazione Cortina 2021 e dalla Federazione Italiana Sport Invernali e con l’unanimità dei voti favorevoli (17 su 17, per alzata di mano) ha ufficialmente consegnato nelle mani della FISI e della località ampezzana l’organizzazione della rassegna iridata del febbraio 2021.

Il Mondiale di Cortina seguirà quello di St. Moritz del 2017 e quello di Are, in Svezia, del 2019, e arriverà giusto un anno prima dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino.

Grande soddisfazione è stata espressa da parte di tutti i componenti della delegazione al congresso messicano: Flavio Roda, Presidente della Fisi, era tra i votanti in quanto componente del Consiglio Fis, ma è stato anche il primo firmatario dell’hosting contract, il contratto per il Mondiale che la Fis sottopone ai vincitori. “È un momento di grande gioia e che ci ripaga di tutto il lavoro fatto negli anni e nei mesi passati – afferma Flavio Roda –. Ringrazio di cuore il Governo italiano, a partire dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e dal Sottosegretario alla Presidenza, Luca Lotti, che ci hanno sempre sostenuto durante l’avvicinamento a questo congresso, così come ringrazio il Coni e il suo Presidente, Giovanni Malagò. Desidero complimentarmi con la Fondazione Cortina 2021 e con il suo Presidente, Riccardo Donadon, per la professionalità e la dedizione con cui hanno affrontato questi ultimi mesi della candidatura. Fondamentale anche l’apporto della Regione Veneto e del Presidente Luca Zaia, e la collaborazione con il Comune di Cortina d’Ampezzo e con la Provincia di Belluno”.

È una vittoria per tutte le realtà sportive e imprenditoriali ampezzane, che hanno ora una chance importante da utilizzare per proiettare Cortina verso il futuro. Una vittoria, anche, per l’Italia sportiva e non solo. Un grande evento internazionale sulle montagne italiane e dovrà essere l’opportunità per un rilancio complessivo del Paese.

“Cortina ha raggiunto un obiettivo straordinario, costruito con tenacia, capacità e passione – dichiara Giovanni Malagò, Presidente del Coni –. I Mondiali di sci rappresentano uno spot di rara efficacia per promuovere l’eccellenza del nostro Paese e per certificare la credibilità e il ruolo preminente rivestito dallo sport italiano a livello internazionale. Questa assegnazione premia l’eccellente lavoro di squadra svolto da CONI, FISI, Governo e Comune, grazie a una sinergia proficua che rappresenta lo schema vincente da seguire per coronare un altro sogno fantastico, chiamato Roma 2024. Cortina, prima città olimpica italiana della storia, potrebbe essere tra l’altro teatro di un grande evento destinato a fare da preludio a una nuova emozione a cinque cerchi, come quando passò il testimone alla Capitale per i Giochi Estivi del 1960 dopo aver ospitato quelli Invernali del 1956”

Felicissimo anche Riccardo Donadon, che ha condotto in porto il sogno che Cortina coltivava da molti anni. “Ha vinto la nostra visione – dichiara Donadon –. Un progetto concreto che vede al centro lo sport, gli atleti, i giovani e il territorio. Abbiamo collaborato fattivamente con la Federazione italiana e con la Fis, riuscendo a soddisfare tutte le richieste che ci sono state sottoposte per ottenere un grande Mondiale. Quello del 2021 dovrà essere un Mondiale tecnologico e ecosostenibile, che serva da volano per la montagna italiana, per la sua cultura e per rilanciare la tradizione del made in Italy. È un successo che condividiamo con i cittadini di Cortina e con tutto il territorio veneto, e che ci spinge ora a lavorare con maggiore impegno per dare forma al sogno che abbiamo fortemente voluto diventasse realtà”.

FISI Ufficio Stampa

ABBRONZATURA DORATA E CHIOME BRILLANTI CON I COSMETICI NATURALI

ABBRONZATURA DORATA E CHIOME BRILLANTI CON I COSMETICI NATURALI

L’estate è vicina. Dopo i lunghi mesi invernali e le improvvise piogge primaverili, arriva il momento di prepararsi ai caldi raggi del sole. Le vacanze sono spesso sinonimo di tintarella e di briosi momenti da trascorrere in spiaggia con i capelli al vento, ma spesso a contatto con la salsedine. Per una chioma sana e una pelle dorata è importante, quindi, scegliere i prodotti corretti per prevenire e scongiurare i problemi provocati dal sole.

 

TINTARELLA IN SICUREZZA: L’AIUTO ARRIVA DAI PETALI DI GIRASOLE E DALLA LIQUIRIZIA DI CALABRIA

È scientificamente provato che i danni alla pelle non si fermano immediatamente dopo l’esposizione solare, ma continuano per alcune ore. Bottega Verde ha, così, realizzato una nuova linea di prodotti che continuano a proteggere la cute anche successivamente le ore trascorse al sole, inserendo nei solari ingredienti attivi solitamente utilizzati esclusivamente nei prodotti dopo sole, che forniscono un’azione protettiva 24 ore su 24.

Bottega Verde - SOL PROTEZIONEPetali di Girasole e Liquirizia di Calabria sono gli estratti che caratterizzano la linea SOL PROTEZIONE+, cosmetici dalla texture super leggera e realizzati in collaborazione con AmbrosiaLab srl – Università di Ferrara. I Petali di Girasole proteggono e intensificano il colore dell’abbronzatura, grazie alle loro proprietà fotoluminescenti, mentre la Liquirizia di Calabria è il principio attivo che protegge e ripara la pelle dai danni del sole anche dopo l’esposizione. A sostenere la teoria ci sono diversi studi, tra cui una ricerca tedesca pubblicata sulla rivista Experimental Dermatology: l’estratto della radice, ricca di polifenoli, rafforza il sistema difensivo della cute e svolge un’azione antiossidante e protettiva.

La linea è composta da 5 referenze: SOL PROTEZIONE+ Latte spray SPF30, SOL PROTEZIONE+ Latte spray SPF50, SOL PROTEZIONE Siero viso protezione multi attiva SPF50, SOL PROTEZIONE+ Doposole multi attivo e SOL PROTEZIONE+ Trattamento viso doposole multi attivo. Cosmetici con azioni antiossidante, protettive, riparatrici e lenitive.

CAPELLI SANI E LUMINOSI CON LIME E OLIO DI COCCO

Se proteggere la pelle dai raggi UV è un’azione scontata, la cura dei capelli, a volte, viene meno considerata. L’eccessiva esposizione solare rende i capelli secchi, opachi, crespi e con una conseguente perdita di vitalità.

Capelli - Mare

Estratto di Lime e olio di Cocco sono gli ingredienti dell’esclusiva linea SOL CAPELLI di Bottega Verde che permette di donare brillantezza, vitalità e luminosità alla capigliatura danneggiata dai raggi del sole. Tre i cosmetici di SOL CAPELLI: Shampoo rigenerante illuminante, Crema balsamo e Siero di definizione – onde morbide “effetto mare”.

Bottega Verde - SOL CAPELLILo shampoo è adatto a tutti i tipi di chiome e ottimo per i lavaggi frequenti. Il prodotto deterge con delicatezza, donando nuova vitalità alla capigliatura e una sensazione di rigenerante morbidezza, soprattutto dopo una giornata di sole, mare, piscina. La speciale formula, con latte di Cocco ed estratto di Lime, districa istantaneamente i capelli, accentua la brillantezza e aiuta a eliminare sale, sabbia e cloro.

Successivamente al lavaggio, per nutrire, restituire setosità e brillantezza ai capelli danneggiati e difficili da gestire, la ricca miscela di estratto di Lime e olio di Cocco, emolliente, nutriente e anti-crespo, aiuta a eliminare la fastidiosa sensazione di secchezza e lo stress provocato dal sole.

Per ottenere in pochi gesti un risultato mosso sorprendente, il brand ha studiato un siero professionale che sublima la chioma e regala una capigliatura morbida, naturale e dall’effetto mare. La speciale formula vanta un innovativo effetto memoria che ripristina la luminosità e il mosso naturale dei capelli. La texture ricca e nello stesso tempo leggera avvolge i capelli proteggendoli senza appesantirli.

I cosmetici naturali Bottega Verde consentono quindi, agli amanti delle spiagge bianche e dei mari cristallini, di prevenire i danni provocati dal sole a cute e a capelli. Non vi resta che lasciarvi baciare dal sole in totale tranquillità e relax.

Simone Lucci

BOTTIGLIE DI DESIGN PER UN’ACQUA PURA E LEGGERA 

BOTTIGLIE DI DESIGN PER UN’ACQUA PURA E LEGGERA 


Dal colore limpido e cristallino, l’acqua oligominerale Valverde è tra le più leggere, in quanto è ricavata da una sorgente naturale di frattura che scaturisce dalla roccia granitica viva nei pressi dell’Alpe Argnaccia, in provincia di Vercelli. Il basso residuo fisso (38,2 mg/l) conferisce alla bevanda la denominazione di minimamente mineralizzata. Il suo Ph di 6.6 moderatamente basso contribuisce a neutralizzare l’acidità gastrica, favorendo la digestione, e il ridotto contenuto di sodio (3,5 mg\l) la rende ideale per chi soffre d’ipertensione e deve combattere la ritenzione idrica.

Monte Rosa AcquaNaturale, frizzante e leggermente frizzante sono le tre varianti. La purezza batteriologica e le sue caratteristiche organolettiche fanno di Valverde un’ottima acqua da tavola perché grazie al ridotto contenuto di minerali, esalta le caratteristiche di cibi e vini, conservando in bocca gusti, componenti e aromi.

  • Valverde naturale è perfetta in abbinamento a piatti delicati, antipasti di pesce, pesce al vapore, formaggi freschi e dessert.
  • Valverde frizzante presenta una bolla media dalla persistenza lieve e si abbina ai primi con salse di verdure o pesce, prosciutto di Parma, scampi e formaggi dalla media stagionatura.

L’acqua è imbottigliata anche in 4 differenti formati: 25 cl, 50 cl, 75 cl, 100 cl. L’imbottigliamento è effettuato nella sede di Quarona Sesia (VC) nella regione Zacconale, circa 500 metri in linea d’aria dalla sorgente.

L’acqua quando emunta è convogliata all’interno di tubazioni in acciaio inossidabile, dove per caduta con un salto di quasi 200 metri raggiunge direttamente l’azienda.
Una volta imbottigliata, la semplice purezza dell’acqua si trasforma in raffinato oggetto di design, grazie alla bottiglia ideata dall’architetto e designer Matteo Thun: stile essenziale, elegante e vetro chiaro. Un look decisamente moderno che rappresenta un punto di incontro tra passato e futuro, e che unisce la funzionalità del prodotto con l’emozione estetica.

Matteo Thun“Nella creazione della bottiglia io e i miei collaboratori ci siamo fatti guidare da Italo Calvino con le sue Lezioni americane intitolate Leggerezza, Rapidità, Precisione, Molteplicità, Durabilità, Leggibilità – riferisce Matteo Thun –. L’etichetta principale metallizzata e il collarino sono realizzati con colori decisi, insoliti e d’impatto per questo tipo di prodotto”.

La totale trasparenza del vetro si coniuga perfettamente con la scelta di 3 differenti colori delle etichette che identificano i 3 diversi gusti disponibili. Le etichette turchese, fucsia e verde acido conferiscono al prodotto un aspetto moderno e distintivo, impreziosito da giochi di trasparenza che rendono visibili la doppia etichetta.

E proprio questo stile unico gli ha permesso di ottenere la medaglia di bronzo al Water Innovation Awards 2008, ambito premio per il mondo delle acque minerali, nella categoria Best bottle in glass, e di essere presentata da FineWaters all’esposizione internazionale Tastings New York.

La bevanda è stata scelta dai migliori showroom milanesi che ogni anno, in occasione del Salone del Mobile, espongono la bottiglia di Valverde insieme alle loro più importanti creazioni di design.

Valverde - NABADa sempre, Valverde dimostra la sua vicinanza al mondo del design, della moda, dell’arte e dell’alta ristorazione. L’azienda, infatti, ha richiesto agli studenti del Triennio in Graphic Design and Art Direction di NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano) di creare delle bottiglie Special Edition da 250 ml. Il progetto grafico reinterpreta con nuovo stile l’iconica bottiglia di Matteo Thun.

Sei progetti e un totale di dodici bottiglie, una frizzante e una naturale per ciascuna grafica, è il risultato del concept creativo realizzato da nove giovani menti e dedicato a un pubblico ricercato, attento al gusto e alla forma. La città di Milano, il raffinato pizzo bianco e nero, il mazzo di tulipani, l’Art Noveau, lo stile Decò e uno slogan breve e incisivo che rimanda al concetto di acqua sono i temi d’ispirazione dei sei progetti vincitori, che rispondono in modo innovativo ed evocativo alle indicazioni guida dell’azienda.

Valverde è, inoltre, vicina al mondo dell’alta cucina e partner di alcune organizzazioni del settore come il Master della Cucina Italiana, un percorso formativo di alta specializzazione che vede la partecipazione dei migliori chef, professionisti di gastronomia, pasticceria e sommellerie. Valverde collabora con l’Associazione Montenapoleone di Milano legandosi a importanti progetti come la kermesse gastronomica Gusto al Quadrato del 2015, una collaborazione che prosegue per tutto il 2016.

L’acqua Valverde racchiude in sé: equilibrio, leggerezza e purezza. Qualità fondamentali per il benessere dell’organismo.

Simone Lucci


Spumador
è stata fondata nel 1888 grazie all’intuizione imprenditoriale della famiglia Verga. Spumador, con sede amministrativa e legale a Caslino al Piano (Como), si occupa di produrre e imbottigliare softdrink e acque minerali grazie al suo forte know-how, all’attenzione alla qualità e all’ampia gamma di servizi che offre alla Distribuzione Moderna e ai clienti industriali. Spumador presenta un portafoglio prodotti che include acque minerali, bevande gassate, tè, bevande sportive energetiche e succhi di frutta. L’azienda opera in Italia con 21 linee di imbottigliamento e più di 400 dipendenti. Lo stabilimento è entrato a far parte del Gruppo Refresco a partire da aprile 2011.

DIVERSI MODI DI VIVERE E  DI AFFRONTARE LA MENOPAUSA

DIVERSI MODI DI VIVERE E  DI AFFRONTARE LA MENOPAUSA

Nonostante l’aspettativa di vita sia aumentata, l’età in cui sopraggiunge la menopausa naturale non è cambiata significativamente negli ultimi anni. Oggi una donna trascorre circa 30 anni, ovvero quasi un terzo della sua vita, in post-menopausa. Molte donne considerano questa tappa come la manifestazione concreta dell’invecchiamento, altre come l’inizio di una nuova epoca della loro esistenza: in ogni caso le donne in menopausa rappresentano oggi il gruppo sociale più numeroso anche in considerazione della maggiore longevità femminile.

Diversi e personali i vissuti e i bisogni nell’esperienza della menopausa fra le donne italiane: molto variabile la percezione dei sintomi e la capacità di affrontare questo delicato “passaggio” della vita di una donna.

Ogni donna la vive la menopausa in modo diverso,quattro le grandi tipologie di donne: chi vive e accetta la menopausa con serenità (le “Serene”), e a fronte di sintomi percepiti come non così disturbanti tende ad aspettare che si risolvano da soli; chi si rassegna a un evento inesorabile (le “Rassegnate”) che influisce fortemente sulla percezione di sé e sulla qualità della vita, ma accetta passivamente anche sintomi e disturbi molto fastidiosi; chi vive nella nostalgia dell’adolescenza (le “EterneRagazze”) e vive con paura questa fase della vita, segnale dell’invecchiamento e della perdita della femminilità e della bellezza (“l’inizio della fine” del proprio essere donna) e vivendo con difficoltà anche i piccoli sintomi e intervenendo precocemente per gestirli; chi, infine, combatte (le “Performanti”) contro un fastidio che interferisce in modo importante con la propria vita e le proprie attività e cerca attivamente soluzioni per risolvere e recuperare la performance abituale.

Molteplici e particolarmente rilevanti i sintomi che interferiscono con tutte le dimensioni del vivere: le vampate di calore (55% delle donne ne soffre ed è il sintomo più fastidioso) che mettono in difficoltà nelle relazioni sociali, l’aumento di peso (ne ha esperienza il 40%) che influisce sull’immagine di sé e sulla propria femminilità, l’impatto sul sonno (31%), gli effetti negativi sull’umore (23%), le problematiche legate alla sessualità (secchezza vaginale 29%, calo del desiderio 29%, difficoltà nei rapporti sessuali 11%).

Le over 50 sono dunqueaccomunate dal timore per i sintomi della menopausa, che possono compromettere la qualità della vita a breve, medio e lungo termine. A dirlo è la ricerca “Le donne e la menopausa” condotta da GfK Italia i cui risultati sono stati presentati in occasione del 17° World Congress della Società Internazionale di Ginecologia Endocrinologica – ISGE.

Uno dei maggiori fattori che riducono la compliance all’utilizzo della Terapia Ormonale Sostitutiva è rappresentato dall’intolleranza al progestinico. Adesso, per le donne per le quali la terapia contenente progestinico non è appropriata arriva in Italia un nuovo farmaco a base di una combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene, il primo di una classe di farmaci, la TSEC, TissueSelectiveEstrogenComplex o Complesso Estrogenico Tessuto-Selettivo, in grado di contrastare in modo efficace i più fastidiosi sintomi menopausali: vampate di calore, sudorazioni notturne e qualità del sonno. Problemi che, secondo l’indagine, compromettono il benessere fisico ma anche la sfera sessuale e la vita di relazione.

Il farmaco è un’associazione tra un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERM), il bazedoxifene, ed estrogeni naturali. Il vantaggio è duplice: con gli estrogeni il farmaco mantiene i benefici della terapia ormonale e con bazedoxifene riduce il rischio di iperplasia endometriale.

Si tratta di un’importante innovazione terapeutica efficace nel contrastare i sintomi correlati alla carenza di estrogeni, indicata per le donne con utero per le quali la terapia progestinica non è appropriata – afferma Andrea Riccardo Genazzani, Professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Pisa e Presidente ISGE (International Society of GynecologicalEndocrinology) -. Si tratta di una combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene. Quindi una terapia ormonale senza progestinico. Gli estrogeni coniugati rimpiazzano la mancata produzione estrogenica nelle donne in menopausa e alleviano i sintomi menopausali. Poiché gli estrogeni promuovono la crescita dell’endometrio, i loro effetti, se non contrastati, aumentano il rischio di iperplasia e cancro dell’endometrio.Da qui la necessità dell’aggiunta di bazedoxifene, che agisce come antagonista del recettore degli estrogeni nell’utero, riducendo notevolmente il rischio indotto dagli estrogeni di iperplasia endometriale in donne non isterectomizzate. Infatti, il bazedoxifene è un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni che, a seconda dei tessuti nei quali tali recettori sono espressi, può o agire da antagonista dei recettori (effetti inibenti), come nel tessuto mammario ed endometriale, o agire da agonista su altri tessuti, con un effetto stimolante sui recettori).

Da tempo viene utilizzata la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) a base di estrogeni e progestinici per tenere sotto controllo e mitigare gli effetti menopausali. Tuttavia il suo profilo di sicurezza e la tollerabilità sono ancora in discussione e secondo quanto emerge dalla ricerca, i motivi per cui non viene usata sono principalmente due: alcune donne non vogliono assumere ormoni e sono contrarie all’utilizzo di farmaci per i sintomi della menopausa, considerata un evento naturale che deve essere accettato.

COS’È LA MENOPAUSA?

La menopausa è l’assenza permanente delle mestruazioni legata alla mancata produzione di ormoni da parte delle ovaie. Viene dichiarata dopo 12 mesi consecutivi dall’ultima mestruazione non imputabili a nessun’altra evidente causa patologica o fisiologica. Nei 5-8 anni che precedono la menopausa il patrimonio follicolare si esaurisce e l’ovaio subisce un lento declino, divenendo sempre più piccolo e atrofico.

La menopausa può essere naturale, o fisiologica, e artificiale, indotta da qualsiasi evento che porta a distruzione il tessuto ovarico (interventi chirurgici, chemioterapia, malattie endocrine). La menopausa fisiologica si presenta intorno ai 50 anni con un intervallo di normalità tra i 45 e i 57 anni. Nei paesi occidentali la menopausa arriva in media attorno ai 51 anni. Fattori ereditari, etnici, comportamentali, pubertà tardiva, gravidanze e lunghezza del ciclo mestruale possono influenzare l’esordio della menopausa che può distinguersi in: precoce quando inizia prima dei 40 anni, prematura se inizia prima dei 45 anni e tardiva dopo i 53 anni.

LE FASI

Esistono rilevanti differenze individuali nell’esordio e nella durata delle fasi che caratterizzano la menopausa: il ciclo può cessare improvvisamente o modificarsi in modo graduale, anche nel corso di anni.

Peri-menopausa

I primi segni dell’approssimarsi della menopausa si manifestano spesso anni prima dell’ultima mestruazione. Questa fase di transizione viene definita peri-menopausa. Può durare sei o più anni e termina un anno dopo l’ultima mestruazione. I cambiamenti e i disturbi perimenopausali sono legati alla variazione dei livelli ormonali. Durante la peri-menopausa, i livelli di estrogeno continuano a diminuire, ma in modo non prevedibile. Temporaneamente possono persino essere più elevati rispetto agli anni precedenti. Le alterazioni del ciclo mestruale, le vampate di calore, la secchezza vaginale, i disturbi del sonno e gli sbalzi d’umore sono manifestazioni tipiche e frequenti della peri-menopausa.

Durante questa fase la donna ha ancora la possibilità di restare incinta, anche se la fertilità è complessivamente estremamente ridotta.

Pre-menopausa

Con questo nome si indicano quella fase della peri-menopausa che copre i 2 anni che precedono la menopausa, in questa fase i livelli di estrogeni calano in modo progressivo fino ad arrivare all’assenza di ovulazione.

Post-menopausa

La post-menopausa è il periodo che inizia a partire dall’ultima mestruazione, con ulteriore calo di estrogeni.

I SINTOMI

La menopausa è associata a una sintomatologia che può variare nel tempo di frequenza, intensità e natura. I sintomi a breve termine, se non trattati, possono tuttavia avere delle conseguenze a lungo termine e di valenza patologica, come ad esempio l’osteoporosi.

A seconda dell’epoca di comparsa i sintomi vengono classificati in:

acuti, quando compaiono i primi mesi dopo la menopausa (vampate di calore, insonnia, variazioni del peso corporeo);

intermedi, che si manifestano entro i primi 2-3 anni (disturbi urogenitali, invecchiamento della pelle);

cronici o tardivi, che si manifestano anche a molti anni di distanza. La frequenza e la gravità della sintomatologia sono molto variabili e soggettive.

I SINTOMI PIÙ FREQUENTI SONO:

Alterazioni del ciclo 

Con l’approssimarsi della peri-menopausa si possono verificare alterazioni del ciclo in termini di frequenza e intensità delle mestruazioni. Soltanto poche donne riferiscono la brusca interruzione delle mestruazioni da un giorno all’altro. La maggior parte di esse riferisce irregolarità del ciclo mestruale, dovuta alla produzione irregolare di ormoni nelle ovaie. Per lo più i cicli diventano più brevi, quindi le mestruazioni compaiono più spesso rispetto ai consueti 28 giorni. Tuttavia le mestruazioni possono essere più brevi o più lunghe, più o meno intense del solito. Con il passare del tempo, le mestruazioni “saltano” spesso, ossia scompaiono per determinati periodi, per poi riprendere regolarmente. Per la maggior parte delle donne in stato perimenopausale, le variazioni del ciclo sono naturali e non sempre richiedono un trattamento. Non tutte le alterazioni del ciclo mestruale nelle donne sono però riconducibili all’approssimarsi della menopausa. Per questo è importante che un ginecologo valuti la natura delle alterazioni del ciclo mestruale, per escludere altre possibili cause.

Vampate di calore 

Si tratta di ondate di calore improvvise, transitorie e fortemente soggettive dovute a vasodilatazione cutanea del volto e del torace, seguite da intensa sudorazione e senso di freddo. Le vampate di calore notturne possono interferire con il sonno, anche se non sono intense al punto da risvegliare la donna. I disturbi del sonno possono causare stanchezza e affaticamento, che a loro volta possono essere motivo di irritabilità (umore depresso, irascibilità, permalosità). Il ginecologo deve escludere altre eventuali cause per le vampate di calore, soprattutto se la menopausa non sembra essere la causa probabile o se sono presenti anche altri sintomi atipici della menopausa. Nella maggior parte delle donne le vampate di calore durano da 3 a 5 anni. Alcune donne non hanno mai vampate di calore o le hanno soltanto per pochi mesi, mentre altre ne soffrono per anni.

Cambiamenti del tono dell’umore

Le donne che in menopausa vivono stati d’animo depressivi hanno spesso sofferto di variazioni d’umore di tipo depressivo anche in passato, ad esempio nel quadro della sindrome premestruale. Se il cambiamento dello stile di vita e le proprie risorse non bastano a influire positivamente sui disturbi di natura psichica, può essere utile un trattamento farmacologico (TOS).

Disturbi del sistema urogenitale e della sfera sessuale

Secchezza vaginale legata alla riduzione dello spessore dei tessuti di rivestimento della vagina e a una ridotta funzionalità delle ghiandole vaginali che rendono meno elastici i tessuti e più difficoltosi e dolorosi i rapporti; incontinenza urinaria e urgenza della minzione per indebolimento dei muscoli pelvici; riduzione del desiderio.

Aumento di peso

Molte donne aumentano di peso dopo i quaranta o cinquant’anni. L’aumento di peso è associato all’invecchiamento, allo stile di vita e ai cambiamenti ormonali della menopausa, ovvero al calo di estrogeni, che comporta diminuzione della massa muscolare e riduce il metabolismo basale e il fabbisogno calorico. La massa adiposa aumenta soprattutto a livello addominale e questo comporta, oltre ad un problema di natura estetica, anche un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e di sindrome metabolica.

Alterazioni dello scheletro 

Con osteoporosi dovuta a diminuzione di massa ossea indotta dal deficit estrogenico peculiare della menopausa. Il 40% delle donne dopo la menopausa subisce una frattura.

Disturbi del sonno

Colpiscono tra il 40% e il 60% delle donne. L’insonnia è un sintomo correlato al calo degli estrogeni che regolano il ritmo sonno-veglia.

Alterazioni della cute 

L’invecchiamento della pelle è legato alla riduzione del collagene, dovuta alla carenza di estrogeni e dell’elasticità, mentre aumentano le rughe, le alterazioni della pigmentazione e la secchezza. Il fumo e i raggi solari aumentano tale effetto e dovrebbero pertanto essere evitati.

LA MODA VENETA A SOSTEGNO DEI GIOVANI IN ITALIA E NEL MONDO

LA MODA VENETA A SOSTEGNO DEI GIOVANI IN ITALIA E NEL MONDO

Il teatro come mezzo per regalare fiducia in sé stessi e a chi non ha mai pensato di meritarla: è il fulcro dell’iniziativa sostenuta dal brand veneto Franklin&Marshall (F&M) e lanciata dall’associazione napoletana i Maestri di Strada, onlus impegnata nella lotta alla dispersione scolastica nei quartieri di Barra, Ponticelli e San Giovanni di Napoli.

Per donare un riscatto ai ragazzi sfiduciati dall’ambiente circostante, Maestri di Strada ha deciso di mettere in scena l’opera Lisistrata, una commedia SONY DSCdi Aristofane che possiede un forte valore ideologico, che tratta di pacifismo e diffonde un messaggio di condivisione. L’azienda d’abbigliamento appoggia il progetto finanziando la realizzazione dei costumi teatrali indossati dai giovani.

“Franklin&Marshall ha una divisione interna al marketing che si occupa di Corporate Social Responsibility – precisa Francesco Costantino Ciampa, ‎Corporate Social Responsibility Manager . La collaborazione con la onlus napoletana nasce dalla mia passione per il teatro e dalla volontà di aiutare le persone in difficoltà”.

Franklin&Marshall non è nuovo a sostenere iniziative solidali. “Prima dei Maestri di Strada, ci siamo legati ai Briganti di Librino, squadra di rugby catanese, per donare quattro borse di studio ai ragazzi più meritevoli”, riferisce Francesco Costantino Ciampa. I Briganti si allenano presso il campo San Teodoro, uno stadio mai inaugurato letteralmente strappato all’incuria e all’abbandono. Attraverso lo sport, i giocatori coltivano i semi della legalità e imparano il rispetto delle regole in campo e fuori. Regole messe in pratica, anche, durante la partita amichevole tra gli under 16 dei Briganti di Librino e il C.U.S. Verona Rugby.

In passato con l’iniziativa Franklin For Africa, il brand ha avviato un programma di aiuti a supporto dei Salesiani in Etiopia attraverso la commercializzazione una T-shirt. Il ricavato della vendita è stato devoluto in beneficienza per diffondere un messaggio di speranza e crescita, per un futuro perseguibile attraverso il lavoro, lo studio, lo sport, la competizione e il gioco.

Il marchio veronese ha appoggiato, anche, la campagna Fill the Cup del WFP. Il nome dell’iniziativa deriva dalle tazze di plastica, che sono ampiamente usate per servire il porridge o altro cibo fornito dal WFP alle scuole dei Paesi in via di sviluppo. L’alimentazione scolastica è una potente rete di protezione sociale per i bambini e le loro famiglie, in quanto migliora le condizioni di vita e rappresenta un investimento nel capitale umano dal punto di vista nutrizionale, della salute, dell’istruzione e dell’uguaglianza dei sessi.

Franklin&Marshall dimostra come alcuni marchi della moda, da alcuni ritenuto un effimero mondo, si occupano anche di beneficienza con lo scopo di sensibilizzare il pubblico su differenti temi sociali e con la volontà di fare del bene ai giovani in situazioni difficili.

Simone Lucci

Franklin&Marshall è un’azienda di abbigliamento italiana con sede a Montorio, frazione di Verona. Il brand nasce nel 1999 da un’intuizione di Giuseppe Albarelli e Andrea Pensiero e ha una forte connotazione vintage legata al mondo dei college americani. Tutta la maglieria di F&M è rigorosamente Made in Italy, in linea con l’etica lavorativa che contraddistingue l’azienda fin dai suoi primi giorni di vita. Oggi F&M offre una vasta gamma di articoli che comprende t-shirts, polo, felpe, maglie di lana, bermuda e altro ancora e che unisce i colori e le linee tipiche dell’abbigliamento sportivo e casual.

Maestri di Strada è un’associazione nata nel 2009 grazie alla forza d’animo di Cesare Moroni, un maestro elementare che ha deciso di non escludere nessuno dalla scuola, attraverso una cura educativa che si basa sulla mobilitazione delle risorse dei ragazzi e sulla reciprocità delle relazioni.

ARREDI IN LEGNO CHE STIMOLANO LA CRESCITA COGNITIVA DEI BAMBINI

ARREDI IN LEGNO CHE STIMOLANO LA CRESCITA COGNITIVA DEI BAMBINI

Il fiore (flower in inglese) è l’elemento naturale che a livello metaforico rappresenta il bambino. Maria Montessori è una delle più grandi pedagogiste del nostro Paese e la prima donna a laurearsi in medicina in Italia. Dalla sintesi delle due parole nasce Flowerssori, la linea di arredi e spazi 100% ecologici di ispirazione montessoriana che aiutano e stimolano la crescita cognitiva dei bambini.

I mobili sono realizzati esclusivamente con legni certificati PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), e con le colle con il più basso contenuto di formaldeide. Nessuna plastica, nessun metallo, solo natura. Ambienti e arredi armonici, ricchi di elementi naturali che offrono spunti interessanti per la crescita dei più piccoli, in quanto sono disegnati sull’ergonomia e la sensorialità del bambino.

All’azienda sono stati attribuiti due importanti riconoscimenti, uno nel campo della pedagogia, poiché la linea Flowerssori è certificata Montessori, e il secondo nel campo del design con la vincita del premio ADI DESIGN INDEX 2013.

Letto - Flowerssori

La libreria Jump, la piccola sedia Flowerssori, il lettino Montessori, il tavolino/sgabello Flowerssori e il Kit Pappa Felicemente sono alcune proposte multifunzionali, flessibili, regolabili e dinamiche ideate da un gruppo di architetti e dal promotore dell’iniziativa, nato a Chiaravalle, città natale di Maria Montessori.

Il brand vanta, anche, importanti collaborazioni. Il Kit Pappa Felicemente, completato dal suo vassoio, è un set in porcellana creato con la giovanissima designer Miriam Gardelli, lo chef stellato di fama internazionale Mauro Uliassi e Artex – Scenari di Innovazione. Un progetto che sottolinea il forte legame tra il cibo e i bambini.

Ricerca intellettuale, fantasia e design hanno permesso a Flowerssori di realizzare arredi che scommettono sul futuro, ovvero i bambini.

Simone Lucci

IL SACCHETTO CHE RESPIRA È ATTENTO ALL’AMBIENTE E 100% BIODEGRADABILE

IL SACCHETTO CHE RESPIRA È ATTENTO ALL’AMBIENTE E 100% BIODEGRADABILE

Ricerca, studi tecnologici e certificazioni di categoria sono gli importanti elementi che originano un sacchetto in carta riciclata per la raccolta differenziata.

Si chiama Sumus® ed è il secchetto realizzato con carta riciclata post consumo proveniente al 100% dalla raccolta differenziata. È totalmente biodegradabile e compostabile, caratteristica che ha permesso al brand di rientrare negli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione (GPP) ai sensi del Decreto Ministeriale 203 del 2003.

Studiato e brevettato per contenere il rifiuto umido, l’involucro ecologico elimina i classici disagi della raccolta casalinga come odori sgradevoli e la possibilità di rottura con conseguente perdita di liquidi maleodoranti. Il sacchetto risulta resistente perché è creato con fondo multistrato, fondello di rinforzo mobile interno e alettatura della parte superiore, il tutto assemblato a Padova con colle e inchiostri attenti all’ambiente.

Se l’involucro che respira viene inserito in una pattumiera adeguatamente areata, i vantaggi si moltiplicano perché quando il rifiuto organico è sufficientemente ossigenato si attiva subito il processo di compostaggio, esattamente come avviene in natura. Gli scarti contenuti nel cestino si scaldano e l’acqua evapora, anziché filtrare trascinando con sé batteri e cattivi odori, a differenza di un rifiuto organico che all’interno di un contenitore chiuso e anaerobico fermenta e rilascia i liquidi maleodoranti.

Lo scopo dell’azienda Sumus Italia Srl è di estendere l’impiego dei materiali biodegradabili e compostabili anche agli involucri non ancora riciclabili, diminuendo l’utilizzo di materiali che non possono essere differenziati e recuperati per evitare il fenomeno della desertificazione.

Simone Lucci

La carta che respira è un’idea nata da Davide Lolli, fondatore e Amministratore Delegato dell’azienda Sumus Italia Srl. Nel 2013, l’azienda rischia la chiusura per il forte aumento dei debiti contratti, così l’imprenditore decide di convocare i fornitori strategici e li convince a diventare suoi soci, fondando una nuova società: la Sumus Italia Srl. Con il piano di rilancio tra aprile e giugno 2013 l’azienda riparte con una serie di nuovi progetti e nuove idee:

  • il personale “diretto” passa da 3 a 7 unità,
  • il fatturato passa da 1 milione del 2013 a 3,5 milioni nel 2015 con una previsione 2016 di oltre 4 milioni,
  • la gamma dei prodotti passa da 3 a oltre 20 referenze,
  • consegue brevetti europei e certificazioni ambientali che permettono di differenziare il prodotto SUMUS dalla concorrenza,
  • si inserisce in nuovi segmenti di mercato come la raccolta differenziata della carta,
  • iniziano le esportazioni in Francia e Austria.

DUE SERATE DI GALA PER AIUTARE I BAMBINI

DUE SERATE DI GALA PER AIUTARE I BAMBINI

Il personaggio televisivo Raffello Tonon e Margherita Zanatta, attrice e conduttrice televisiva, presentano la terza edizione di Infant Charity Award con il sostegno di Ana Laura Ribas, una delle madrine di Infant Charity, già presente nelle precedenti edizioni.

L’evento ha lo scopo di premiare ogni anno le associazioni benefiche che si sono distinte per il loro lavoro con i bambini. Quest’anno due appuntamenti. Cena di gala lunedì il 16 maggio, a Palazzo Parigi, durante la quale verranno annunciate le nominations si 6 categorie di diverse associazioni e per ogni categoria resteranno in gara 3 associazioni. Nel corso della serata Missione: Cuori Felici” si alterneranno sul palco i comici italiani: Katia Follesa, Angelo Pisani e Paolo Casiraghi. Per l’occasione, i tre comici diventano gli esclusivi battitori d’asta di tre pezzi, al momento assolutamente top secret, che permettono di supportare il nobile progetto.

Oltre alle associazioni no profit, nelle nominations rientrano, anche, personaggi del mondo dello sport dello spettacolo e naturalmente i migliori medici italiani. Le precedenti edizioni hanno visto protagonisti: Ezio

Greggio, Martina Colombari, Giampaolo Pazzini, Alex Zanardi, Menaye Donkor Muntari e Ezio De Caro.

Infant Charity Award

I vincitori saranno selezionati e premiati da una giuria di giornalisti in una seconda serata di gala nel corso della prossima settimana della moda di settembre.

La scelta è ricaduta proprio sulla fashion week milanese perché Infant Charity coinvolge media e anche personaggi provenienti dal mondo moda, settore da sempre legato alla beneficenza.

I fondi raccolti durante le due serate sono devoluti alla onlus IL CUORE DI GIAMPY, associazione no profit a favore dei bambini cardiopatici e delle loro famiglie. Nel 2016, Il CUORE DI GAMPY inaugura un nuovo progetto a sostegno dell’iniziativa Cuori in emergenza, per sostenere gli interventi chirurgici dei piccoli cardiopatici che vivono nelle zone del mondo meno sviluppate.

Simone Lucci

Leggi anche: UNA SERATA DI GALA A SOSTEGNO DELL’INFANZIA

IL CAMPIONE ANDRY MURRAY A SOSTEGNO DELLA LOTTA CONTRO LA MALARIA

IL CAMPIONE ANDRY MURRAY A SOSTEGNO DELLA LOTTA CONTRO LA MALARIA

Oro Olimpico a Londra nel 2012, vincitore di un Grande Slam e campione britannico sono i risultati ottenuti dal tennista Andy Murray, secondo solo a Novak Djokovic nel ranking mondiale dell’ATP (Association of Tennis Professionals).

Dal 2009, lo sportivo è testimonial della charity Malaria No More UK a sostegno della lotta contro la malaria, un impegno ribadito durante gli Internazionali BNL d’Italia a Roma. In occasione del principale torneo professionistico italiano, il campione rinnova l’invito all’Italia e al mondo a contribuire al Fondo Globale, il più grande finanziatore mondiale di programmi per combattere e sconfiggere malaria, tubercolosi e AIDS.

“La malaria uccide un bambino ogni due minuti – afferma Andy Murray –. Negli ultimi anni si sono fatti progressi senza precedenti. Tra il 2000 e il 2015, le morti per malaria nei bambini si sono dimezzate, salvando, così, oltre 6 milioni di vite, l’equivalente delle popolazioni di Roma, Milano e Napoli messe assieme”.

Andy Murray © Stonehouse Photographic

Il crescente impegno economico ha fornito più prevenzione, diagnosi migliori e cura della malattia. “La raccolta di fondi consente di continuare l’ambizioso progetto e perpetrare i progressi tanto faticosamente ottenuti, senza permettere che la situazione di peggiori – riferisce il campione –. Entro il 2020 con l’impegno dell’Italia e del resto del mondo, il Fondo Globale può raddoppiare gli investimenti e salvare la vita di molte persone, soprattutto bambini in Africa, l’area maggiormente colpita”.

Analizzare e imparare dal passato è fondamentale. “Quando i fondi sono stati ridotti o bloccati, in molti Paesi si è assistito al ritorno ancora più aggressivo della malattia – precisa Murray –. Non possiamo fermarci o lasciarci sfuggire delle occasioni quando le vite e il futuro di così tante persone sono in pericolo. Spero che tutte le nazioni, Italia compresa, rinnoveranno nei prossimi mesi l’impegno con il Fondo Globale”.

Per vincere nello sport occorrono dedizione, strategia e perseveranza, qualità fondamentali, anche, per ottenere enormi progressi nella lotta contro la malaria che è possibile prevenire attraverso una terapia salvavita che costa meno di un caffè. Debellare la malattia è un obiettivo raggiungibile perché nessun bambino deve morire a causa della puntura di una zanzara.

Simone Lucci

IL MIELE: IL VALIDO ALLEATO CONTRO I DANNI DEI PESTICIDI

IL MIELE: IL VALIDO ALLEATO CONTRO I DANNI DEI PESTICIDI

Il miele ha una storia antichissima. Le prime api compaiono da 50 a 25 milioni di anni fa e dopo numerosi studi si pensava di aver scoperto tutto sull’importanza del prezioso insetto e dei molteplici benefici dell’antico alimento nutraceutico. Non è così, infatti lo straordinario prodotto continua a stupire perché i polifenoli contenuti nel miele riducono il danno al DNA indotto dai pesticidi. È questo l’ultimo importante risultato emerso da uno studio diretto da Renata Alleva con il supporto di Conapi, il Consorzio che riunisce oltre 600 apicoltori in tutta Italia.

“Siamo soddisfatti di aver sostenuto la ricerca perché rappresenta un’ulteriore prova dell’importanza delle api per la nostra vita e per il nostro pianeta – dichiara Diego Pagani, presidente Conapi –. Le api sono responsabili di almeno 70 delle 100 principali colture agricole, e fondamentali per il mantenimento della biodiversità e della ricchezza alimentare”.

La qualità dell’ambiente e dei prodotti alimentari è importante nel determinare lo stato di salute dell’uomo. È possibile affermare che gran parte delle patologie comuni hanno una causa riconducibile a una esposizione ambientale, dove la tipologia di alimenti e la modalità con cui vengono prodotti possono fare la differenza.

Nell’agricoltura intensiva, i pesticidi sono ampiamente utilizzati, provocando la perdita della biodiversità e l’estinzione di specie indispensabili per la sopravvivenza dell’uomo. Un esempio è la moria delle api causata dell’utilizzo di fitofarmaci, che sono tossici anche per l’uomo. L’esposizione cronica a tali prodotti è stata associata a patologie metaboliche, endocrine, neurogenerative e tumorali.

Pesticidi.

“La ricerca ha stabilito che una dieta ricca di polifenoli protegge l’organismo da alcune patologie – afferma Diego Pagani –. Il miele è un elemento eccellente perché i polifenoli al suo interno riducono i danni al DNA indotti dai pesticidi”. Il miele, infatti, svolge azioni antinfiammatorie, antimicrobiche, lenitive, lassative, nutrienti, depurative, mineralizza le ossa e previene i tumori. A conferire al nettare degli dei la funzione nutraceutica sono: gli acidi fenolici, i flavonoidi, gli enzimi, i carotenoidi, gli acidi organici, gli amminoacidi, le proteine, l’α- tocoferolo e le vitamine.

Nella prima fase dello studio, sono state analizzate quattro varietà di miele acacia, castagno, bosco e arancio. Ciascuna tipologia è stata scelta per il contenuto polifenolico e per il potere antiossidante. Il miele di bosco è risultato il più ricco in polifenoli e con il più alto potere antiossidante, pertanto è stato selezionato e testato su un modello cellulare. L’esposizione delle cellule a due pesticidi, comunemente usati in agricoltura convenzionale, clorpirifos e glifosate, induceva la formazione di radicali liberi dell’ossigeno (ROS), riduzione dell’attività di riparazione con conseguente formazione di lesioni al DNA. Si è osservato che, l’aggiunta di polifenoli estratti dal miele inibisce la formazione di ROS, attiva i sistemi di riparazione e ripara il danno al DNA.

miele

Sulla base dei risultati ottenuti, l’effetto del miele è stato studiato su una popolazione esposta a pesticidi residente in Val di Non, in prossimità di aree agricole a coltivazione intensiva di mele. In differenti periodi dell’anno, i soggetti presentavano elevati livelli di residui urinari di clorpirifos e una diminuzione dell’attività di riparazione del DNA, caratteristiche visibili sia nei periodi di bassa che di alta esposizione. L’assunzione per 10 giorni del miele di bosco biologico ha determinato un aumento dell’attività di riparazione con conseguente riduzione del danno.

Anche in condizioni ambientali sfavorevoli, lo studio dimostra che l’alimentazione può essere d’aiuto a contrastare i danni indotti dall’ambiente e in dosi corrette il miele risulta un dolcificante naturale con un effetto salutare superiore rispetto ad altri zuccheri.

Consumare miele rappresenta un toccasana per il nostro benessere e in futuro chissà quali altri segreti ci svelerà.

Simone Lucci

Conapi nasce nel 1979 a Monterenzio, in provincia di Bologna, come Cooperativa Apistica Valle dell’Idice. Un progetto realizzato da 9 giovani che hanno deciso di avvicinarsi all’affascinante mondo dell’apicoltura. Nel 1985, l’associazione si unisce ad altre 6 cooperative e fonda il Consorzio Nazionale Apicoltori, la più importante cooperativa di apicoltori in Italia e una delle più importanti nel mondo. Gli apicoltori di Conapi sono coltivatori di biodiversità e lavorano insieme alle api, creando le condizioni che permettono agli insetti di produrre mieli, pollini e prodotti apistici buoni e puliti. La Cooperativa rappresenta un modello completo di filiera del miele: dalla scelta dei territori, alla produzione in apiario, fino al confezionamento e alla commercializzazione del prodotto finito. Sono oltre 600 gli apicoltori e più di 75 mila gli alveari in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, da cui provengono mediamente oltre 2.500 tonnellate di miele.

leggi anche: UN MIELE DELIZIOSO E ATTENTO ALL’AMBIENTE

LUCA GARDINI E LE STRAVAGANZE SUL BRUNELLO

LUCA GARDINI E LE STRAVAGANZE SUL BRUNELLO

La cantina è Ciacci Piccolomini d’Aragona.

Rosso di Montalcino 2014, Rosso di Montalcino Rossofonte 2014, Brunello di Montalcino 2011, Brunello Vigna di Pianrosso Riserva S. Caterina d’oro 2010, Brunello di Montalcino Vigna di Pianrosso 1999: questi i vini in degustazione al ristorante Vun del Park Hyatt Milano.

Vino

Lui è Luca Gardini, si definisce “romagnolo verace” ed è il mattatore della serata e l’eclettico comunicatore dell’anima dei vini. Miglior Sommelier d’Italia nel 2004, Miglior sommelier d’Europa nel 2009 e Ambasciatore del metodo classico italiano in qualità di vincitore del premio Ferrari nel marzo del 2009.

Aveva ventinove anni ed era sommelier presso il Ristorante Cracco di Milano quando si è aggiudicato, al teatro Bella Artes di Santo Domingo, il titolo di “Miglior sommelier del Mondo 2010”, premio assegnato nel corso della serata finale del concorso promosso dalla WSA (Worldwide Sommelier Association).

Luca Gardini è stato iniziato ai segreti del vino dal padre Roberto (anche lui insignito del titolo Miglior Sommelier d’Italia, nell’edizione del 1993).

Luca Gardini non parla mai male dei vini, se non gli piacciono, piuttosto sta zitto. “Dietro a una bottiglia c’è lavoro, fatica, tanto investimento. Preferisco andare dal produttore e dirglielo di persona, aiutarlo a migliorare.

Ho grande memoria olfattiva. E istinto: un vino lo capisci nei primi 30 secondi, quelli che ci stanno a pensare tre ore brancolano. Poi ci vuole fortuna. Riconoscere alla cieca è la mia specialità, e la sfida mi piace. Quindi sono molto forte, anche se qualche volta sbaglio”.


Cosa mi dici in 30 secondi del Brunello?

Esemplare unico, coinvolge. Un po’ come una donna, vedi subito se è fatta per te. La chimica, la reazione. Quando assaggio il Brunello di Ciacci è amore a prima vista, pulizia, estremo rigore, estrema finezza, estrema territorialità. È come quando vedi una bella donna per la prima volta e dici: questa donna mi stimola, mi emoziona! Così come il Brunello che ti invoglia, che crea il desiderio, ti spinge ad andare su quel bicchiere. Questo è importante nel mondo del vino: la voglia di versarlo, berlo e interpretarlo.

Se il vino fosse donna, il Brunello che donna sarebbe?

Sarebbe quella donna che devono ancora inventare.

Chi produce il Brunello lo considera un’opera d’arte, come lo considera Luca Gardini? E se fosse un’opera d’arte, per te quale opera d’arte sarebbe?

L’arte è soggettiva. C’è a chi predilige uno stile, chi un altro. Il Brunello ha un grande stile, è un’opera d’arte unica e immensa, come La Gioconda.

Hai detto: “Io ho inventato abbinamenti tra cibi e sakè, tè, cocktail di frutta. Ma i pregiudizi e le fissazioni son cazzate: non ci sono vini che non stanno bene col carciofo o col cioccolato? Un’eresia. E il vino rosso col pesce è una gran cosa: provi delle ostriche crude col Pinot nero a 10-12 gradi”. Quale abbinamento, invece, stravagante consigli con il Brunello?

L’abbinamento perfetto non c’è. Il migliore bisogna crearlo, per esempio con una bella donna, il mare, il tramonto, due ostriche crude un Pinot nero o un Brunello di questa tipologia e con un corpo di grande eleganza. Per un abbinamento stravagante vedo il Brunello con un brodetto di pesce, una zuppa di pesce gustata con i piedi nel mare. Io mi emoziono con un grande Brunello e una grande zuppa di pesce. Sono originale come il Brunello! Ognuno poi ha il suo gusto personale, ognuno ha il suo palato e va rispettato, ognuno ha il suo prototipo di abbinamento.

E la temperatura del vino? Il Pinot nero lo consigliavi a 10/12 gradi, il Brunello?

Il Brunello a 15°.

Cos’è cambiato per te dopo aver vinto il Campionato del Mondo dei Sommelier?

Niente. Ho capito che le associazioni non contano niente.

Oggi di cosa ti occupi?

Dei miei 3 figli prima di tutto, delle mie amicizie, degli amici che hanno creduto in me sempre.

Quali sono i principi che guidano il tuo lavoro?

Apprezzo la gente che ama il vino per quello che è: la cosa più bella del mondo. Ognuno ha il proprio palato e va rispettato, quindi io cerco di non regolarmi solo su me stesso ma di considerare i gusti degli altri. Nel giudicare ci vuole rispetto anche perché dietro a un bicchiere di vino ci sono persone che vi si sono dedicate con sacrificio, amore e passione. Sono contro chi fa il “fenomeno”, il “professore”, perché uno deve bere quello che gli va di bere e quello che può bere.

Clementina Speranza

VESTIRE ORO CON CAPI ARTIGIANALI E ARTISTICI

VESTIRE ORO CON CAPI ARTIGIANALI E ARTISTICI

Horo è un marchio registrato il cui nome deriva da Horus, dio della luce, una delle più antiche e importanti divinità egizie. Le collezioni sono rese uniche dall’applicazione di oro 24 kt. “Oro giallo, rosa, bianco, rosso, ma anche rame e perfino platino e palladio sono i metalli che si fondono in modo indelebile nella trama del tessuto – afferma Luca Micco, fondatore e designer del brand –. Una tecnica artigianale brevettata che permette di impreziosire e personalizzare qualsiasi modello rendendolo unico, originale e lavabile”.

Ogni capo viene sognato, pensato e realizzato a mano interamente in Italia, nell’antica certosa di Valmanero ad Asti, un ex monastero del ’300, ora monumento delle Belle Arti.

L’idea di Luca Micco ha contaminazioni provenienti dall’arte. Nasce, infatti, dall’amicizia del giovane imprenditore con la pittrice Clelia Cortemiglia, allieva di Lucio Fontana, che riproduce su tela l’astrattismo sferico con l’oro zecchino. “L’arte è la mia principale fonte d’ispirazione –racconta il designer –. Durante una cena a casa di Clelia Cortemaglia, mi ha particolarmente colpito l’energia che le sue opere riescono comunicare, così, ho pensato di trasmettere e diffondere la sua arte attraverso la moda”. Da qui lo spunto di applicare metalli preziosi sui tessuti.

Horo - Atelier

“In atelier privilegiamo le stoffe naturali e made in Italy, infatti, il 70% delle fibre utilizzate provengono dal Piemonte – riferisce Luca Micco –. Cotone, lana, cashmere, seta, lino, bambù e milk, una stoffa creata per il 40% con la caseina del latte che dona una mano morbida, liscia e fresca, sono i tessuti 100% naturali principalmente sfruttati. Per le prossime collezioni introdurremo nuove fibre grezze come l’ortica”.

Horo - LogoCiascun tessuto è valorizzato da stampe in oro 24kt, disegnate dal fondatore inizialmente su carta e successivamente trasportate su stoffa. Cerchi, foglie, pennellate e sporcature sono le stampe più rappresentative di Horo, ed è proprio un cerchio pieno e dorato il logo del brand. “Ogni collezione è l’unione tra l’esclusività dell’oro e lo street style – spiega Micco –. Ideare modelli dalla linea sofisticata ed elegante con il prezioso metallo era scontato, così ho deciso di sdrammatizzare l’oro e renderlo giovane, applicandolo a capi con uno stile contemporaneo e urban. Lo stile che maggiormente mi rappresenta”.

T-shirt, jeans e sneakers per la donna, maglia e giacca per l’uomo sono i capi che per Luca Micco non possono mancare nell’armadio di chi desidera essere glamour e di tendenza. “Voglio donare più importanza al blazer da uomo, reinterpretandolo in maniera chic e contemporanea – riferisce il designer –. Verrà, così, introdotta una capsule collection chiamata Couture Collection con abiti da sera e di rappresentanza”.

Horo

Attualmente, è sempre più diffuso il fatto su misura, un servizio che anche Horo mette a disposizione ai suoi clienti. “Abbiamo una divisione chiamata Horo Bespoke che si occupa di cucire modelli Costume Made e personalizzati di alto livello, per il panorama della moda e del sistema lusso a 360° – precisa Luca Micco –. Ora, stiamo realizzando una collezione di interni con Chateaux d’Ax e Alessandro Colombo, un progetto Bespoke per ville, alberghi, yacht, club e ristoranti”.

Il giovane e talentuoso designer vanta collaborazioni con diversi prestigiosi brand. “In occasione dell’Expo, abbiamo realizzato la polo celebrativa Horo for Pininfarina in oro 24 kt per celebrare i suoi 85 anni – afferma l’imprenditore –. Tra i primi progetti Bespoke ricordo: la t-shirt 24kt Horo for Lakers, creata con Roberta Mariani, titolare dei Lakers, e la t-shirt Horo for Diesel Black Gold 100% cotone ideata in collaborazione con Renzo Rosso. Tutti progetti a cui dedichiamo molta importanza”.

Le collezioni sono in vendita a Milano, nello showroom Leonor Cypriano di Via Marco de Marchi 7, e in diversi store nel mondo. “Horo è in continua espansione e l’unicità dei prodotti coinvolge sia buyer che clienti finali – dichiara Micco –. Attualmente siamo distribuiti in Italia e abbiamo alcuni punti vendita in Francia, negli Stati Uniti, in Canada, in Corea, in Indonesia. In Medio Oriente abbiamo aperto un corner shop all’interno del Blue Salon di Doha e per l’occasione abbiamo presentato il primo abaya, il vestito arabo, e l’hijab, famoso copricapo musulmano, in oro 24kt con uno stile fresco, contemporaneo e giovane”.

Horo - Qatar

E per il futuro? “Vogliamo espanderci in Asia, negli Stati Uniti e in Medio Oriente – riferisce Luca Micco –. Ma il sogno più grande è aprire a breve un monomarca Horo a Milano, nella nostra capitale della moda, per diffondere la raffinatezza e la semplicità che sono il vero lusso del nostro brand”.

Simone Lucci

IL FENOMENO DELLE RESISTENZE AGLI ANTIBIOTICI E LA DICHIARAZIONE DEI MINISTRI DELLA SALUTE DEL G7 SULLE RESISTENZE ANTIMICROBICHE

IL FENOMENO DELLE RESISTENZE AGLI ANTIBIOTICI E LA DICHIARAZIONE DEI MINISTRI DELLA SALUTE DEL G7 SULLE RESISTENZE ANTIMICROBICHE

La scoperta degli antibiotici e la loro diffusa disponibilità dopo la seconda guerra mondiale hanno rivoluzionato la sanità. Sono considerati una delle scoperte mediche più rilevanti del XX secolo, ma nel tempo molti batteri hanno imparato a difendersi da quegli stessi farmaci messi a punto per combatterli.

In anni recenti, il fenomeno della resistenza agli antimicrobici (RAM), chiamata antibiotico-resistenza quando è riferita specificamente alla resistenza dei batteri agli antibiotici, è cresciuto fino a diventare un problema drammatico, perché la velocità alla quale vengono scoperte nuove molecole è drasticamente ridotta, mentre l’impiego di antibiotici è in costante aumento in tutti i Paesi del mondo.

La RAM si verifica quando un microrganismo diventa resistente a un farmaco che in origine veniva usato per trattare le infezioni causate da quello stesso germe che può essere un batterio, un virus, un parassita o un fungo.

In generale, i batteri si dividono in due gruppi: i Gram-positivi e i Gram-negativi e la principale differenza tra questi è lo spessore della loro parete cellulare.

La RAM è divenuta un problema di sanità pubblica globale per una serie di motivi, primo tra tutti il crescente, spesso inappropriato, uso degli antibiotici. Questo fenomeno comporta una considerevole riduzione delle possibilità di prevenire e trattare una ampia gamma di infezioni microbiche della pelle, del tratto respiratorio, del sangue circolante e delle vie urinarie, in quanto i germi una volta diventati resistenti perdono la sensibilità al farmaco e si adattano al medicinale che usualmente viene impiegato per ucciderli.

Secondo recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i “superbug” saranno, nel 2050, la principale causa di morte. La RAM può mettere a repentaglio la maggior parte delle procedure mediche, come ad esempio un intervento di anca, con rischi molto elevati per i pazienti. Tutte le procedure dai trapianti d’organo, alla chemioterapia e chirurgia maggiore verrebbero compromesse gravemente senza la possibilità di attuare un efficace trattamento antibiotico.

Il fenomeno della resistenza agli antibiotici, minaccia la salute dell’uomo, è una delle maggiori sfide di salute pubblica, tanto da diventare priorità dei Governi di tutto il mondo. Nel corso del World Economic Forum di Davos che vede riuniti ogni anno politici, economisti, scienziati e rappresentanti della società civile, è stata presentata la “Declaration by the Pharmaceutical, Biotechnology and Diagnostics Industries on Combating Antimicrobial Resistance”.

Il documento è stato sottoscritto da oltre 80 aziende produttrici di farmaci, medicinali generici, biotecnologie e dispositivi diagnostici e da organismi di settore di 18 Paesi.

L’obiettivo del documento è sollecitare i Governi e le imprese a intraprendere un’azione sinergica e globale di investimenti per combattere il preoccupante e crescente fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Tre i punti cruciali in cui si articola la Dichiarazione:

– arginare il fenomeno della resistenza;

– aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi e più potenti antibiotici;

– garantire un accesso universale ai nuovi farmaci.

I Ministri della Salute del G7 si sono riuniti a Berlino l’8 e il 9 ottobre 2015 per affrontare il tema delle resistenze antimicrobiche e dell’epidemia di Ebola, in continuità con gli impegni presi nel corso del G7 di giugno, hanno sottoscritto la “Dichiarazione di Berlino sull’antibiotico-resistenza”.

Nella loro dichiarazione, i Ministri definiscono le resistenze antimicrobiche (AMR) una minaccia per la salute globale per i Paesi di tutto il mondo. In assenza di un intervento tempestivo ed appropriato, sarà inevitabile una drammatica perdita di efficacia delle terapie antibiotiche.

Nella Dichiarazione, i Ministri sottolineano la necessità e l’urgenza di una crescente integrazione tra iniziative pubbliche e private di lotta al fenomeno della AMR e un loro coordinamento con azioni promosse in questo ambito dalle diverse organizzazioni internazionali. Il problema della multiresistenza riguarda diversi aspetti multisettoriali e interdisciplinari e vede coinvolti diversi settori della salute umana e animale, l’agricoltura, l’ambiente e la ricerca.

PROTEGGERE LA PELLE DI ADULTI E BAMBINI CON I FILTRI SOLARI NATURALI

PROTEGGERE LA PELLE DI ADULTI E BAMBINI CON I FILTRI SOLARI NATURALI

La certificazione BIOcosmesi per l’utilizzo di ingredienti biologici, senza la presenza di sostanze di sintesi nocive alla salute umana, il sigillo VEGAN OK che dichiara di non aver utilizzato o commissionato test su animali per sperimentare o sviluppare i prodotti e relativi ingredienti, sono i certificati assegnati ai solari naturali COSM-etica, filtri solari per adulti e bambini con un ciclo di produzione e distribuzione rispettosi dell’ambiente.

solariIn equilibrio con l’ecosistema, i prodotti COSM-etica sono realizzati con ingredienti naturali e principi attivi biologici in elevata concentrazione, per donare la massima efficacia protettiva con la minima quantità, senza l’utilizzo di coloranti, nanoparticelle e conservanti.

Aloe, Burro di Karitè, Olio di mandorle di agricoltura biologica ed estratti di Arnica, Iperico, Carota e Centella sono gli ingredienti contenuti nelle due creme solari. Gli estratti di Arnica, Malva e Iperico svolgono un’azione lenitiva ed emolliente, mentre il Burro di Karité, l’Aloe e gli oli di Mandorle dolci biologici, la Crusca di Riso, Carota, Cocco e Mallo di Noce, ammorbidiscono, idratano e leniscono la pelle.

In spiaggia o durante le passeggiate in città, i cosmetici solari dalle alte (SPF 30) e altissime (50+) protezioni agiscono appena dopo l’applicazione e lasciano la pelle idratata e morbida a lungo.

La stagione all’insegna del caldo e del sole si avvicina. Le valigie si stanno per riempire di costumi, cappelli e vestiti, senza dimenticare il prodotto più importante: la protezione solare per grandi e piccini.

Simone Lucci

IL DENTIFRICIO NATURALE CHE AIUTA A PERDERE PESO E A MANTENERE LA BOCCA SANA

IL DENTIFRICIO NATURALE CHE AIUTA A PERDERE PESO E A MANTENERE LA BOCCA SANA

Salvia, Aloe Vera e agrumi di Sicilia è il mix di sostanze naturali che compongono il Dietifricio, un particolare dentifricio che mantiene la bocca pulita, protetta, e aiuta a perdere peso se abbinato a un’alimentazione sana. “Da studi scientifici e prove in laboratorio, ho ottenuto la combinazione perfetta in un blend di aromi che oggi prende il nome di Dietifricio – riferisce Giovanni Macrì, medico chirurgo specializzato in Odontostomatologia –. Un coadiuvante alle diete perché, grazie alla composizione di aromi di erbe e di agrumi, lascia un gusto amaro che inibisce l’appetito. Studi universitari sostengono che gli alimenti amari provocano l’inibizione e il rallentamento dello svuotamento gastrico, aumentando, così, la sensazione di sazietà e riducendo la voglia di assumere cibi o bevande ricchi di zuccheri”.

Il Dietifricio risulta quindi adatto a chi soffre di diabete. “Il problema dei diabetici è il consumo di zuccheri – afferma lo specialista –. Il prodotto può ridurre l’esigenza di ingerire cibi ricchi di glucosio e aiuta a rispettare la dieta. Può essere usato anche da persone che soffrono di disturbi vascolari e cardiaci senza alcuna controindicazione. I consumatori devono soltanto prestare attenzione a eventuali intolleranze e allergie all’Aloe Vera, un potente anti-infiammatorio, o alla salvia, un ottimo sbiancante naturale e ricco di vitamine”.

Il Dietifricio nasce dall’esperienza medica e farmacologica del dottor Macrì e dalla sua sensibilità nei confronti dei disturbi alimentari. “Nella società odierna sono presenti tantissime patologie provocate dall’eccesso di alimentazione – osserva il dentista –. Per dimagrire ci sono due possibilità: ridurre l’apporto calorico tramite una dieta e aumentare il dispendio energetico, bruciare più calorie attraverso l’attività fisica. Il dentifricio aiuta coloro che intendono seguire una dieta”.

Giovanni MacrìSecondo Macrì è fondamentale la scelta del giusto dentifricio quando ci si lava i denti. “Un dentifricio deve avere le caratteristiche di detergere le superfici dei denti senza aggredirli. Il Dietifricio, rispetto ad altri dentifrici, non contiene parabeni e quindi non è erosivo e ha un coefficiente di abrasione bassissimo. Si può utilizzare 5/10 volte al giorno. I dentifrici ricchi di fluoro, invece, con l’uso ripetuto, possono portare a un aumento dell’assorbimento del fluoro, mentre i dentifrici molto erosivi, abrasivi, possono creare danni ai denti. Io uso da 3 anni solo Dietrificio e ho i denti bianchi anche se ho appena preso il caffè”.

Oltre a dedicarsi alla ricerca scientifica e alla sperimentazione clinica, Macrì esercita la libera professione, prediligendo i campi dell’estetica dentale e della telegenia del sorriso, specializzazione che lo ha portato a seguire personaggi appartenenti al mondo dello spettacolo: Pippo Baudo, Piero Chiambretti, Bianca Balti, Katia Ricciarelli, Teo Mammucari, Jonathan, per citarne alcuni. Conosciuto come “il dentista dei VIP”, è chiamato anche Dottor Sorriso. “Nell’immaginario comune il dentista è alto, grosso e fa paura, io ho voluto umanizzare questa figura e creare, attraverso la ONLUS Il Dottor Sorriso, un dentista simpatico e che fa star bene – spiega Giovanni Macrì –. Il nostro compito consiste nell’andare nei reparti ospedalieri e fornire un aiuto a coloro che non possono permettersi di affrontare le spese odontoiatriche”.

Il dottor Macrì è anche promotore di nuove tecniche odontoiatriche. “Sono un innovatore – afferma –. Sono stato il primo a sostenere che l’amalgama di mercurio, argento e palladio, chiamato volgarmente ‘piombatura’, è nocivo”. Il dottor Macrì ha creato una nuova lega resistente ed economica per fornire a chiunque la possibilità di avere denti completamente bianchi senza ricorrere alla costosa oro–ceramica. “Mi sono posto, anche, il problema di nascondere gli inestetismi dei margini delle corone in metallo – precisa –. Con il tecnico Maurizio Camandona, abbiamo diffuso un nuovo materiale, la Zirconia, una ceramica nata dalla compattazione per condensazione isostatica dell’idrossido di zirconio con l’idrossido di itrio e altri idrossidi. La Zirconia sublima a 2680 gradi e il suo vantaggio è che se si rompe un frammento di ceramica si vede sotto il bordo bianco e non la parte scura”.

E per il futuro? “Ho ideato il dentifricio al cioccolato, per invogliare i bambini a lavarsi i denti – annuncia l’odontoiatra –. Spero di trovare presto un’azienda italiana interessata a produrlo”.

Clementina Speranza e Simone Lucci

CHI HA FATTO I MIEI VESTITI? È LA DOMANDA CHE GENERA UNA RIVOLUZIONE

CHI HA FATTO I MIEI VESTITI? È LA DOMANDA CHE GENERA UNA RIVOLUZIONE

Non può essere considerato bello un capo che contribuisce a inquinare l’ambiente e prodotto sfruttando donne e bambini nel sud del mondo.

Dal 18 al 24 aprile 2016 Fashion Revolution Week.

Una pacifica ma forte rivoluzione per ricordare la catastrofe avvenuta vicino Dacca, la capitale del Bangladesh: il Rana Plaza un edificio in vetrocemento di otto piani è venuto giù come un castello di sabbia. Il 23 aprile 2013, il giorno prima del crollo, alcuni ispettori avevano dichiarato il palazzo inagibile e pericolante.

Nell’edificio lavoravano tremila operai, soprattutto donne. I sopravvissuti hanno raccontato che i proprietari delle cinque fabbriche di abbigliamento collocate all’interno del palazzo crollato, avevano ignorato gli allarmi lanciati proprio dagli operai, che denunciavano delle crepe sospette, e avevano costretto i loro dipendenti a lavorare nonostante il pericolo.

Si contano così 1.134 morti e più di 2.500 feriti. La catastrofe ha risollevato le polemiche sull’industria dell’abbigliamento del Bangladesh che esporta in tutto il mondo grazie alla produzione low-cost.

WhoMadeMyClothesChi ha fatto i miei vestiti? Questa la domanda fulcro della settimana. La risposta? Indossare gli abiti al rovescio, con l’etichetta ben in evidenza, fotografarsi e condividere le foto su Facebook, Instagram e Twitter, con l’hashtag #WhoMadeMyClothes.

Fashion Revolution Week è un movimento nato nel 2013 nel Regno Unito e oggi attivo in 83 Paesi. Il 18 aprile si è svolto l’evento in Piazza San Fedele a Milano. Un incontro divenuto un monito contro lo sfruttamento della povertà e la violazione dei diritti umani nell’ambito della moda. “La nostra speranza è che si riesca a instillare una consapevolezza dell’acquisto che aiuti a trasformare l’industria della moda in una realtà giusta e sostenibile”, è l’auspicio di Marina Spadafora, coordinatrice italiana della campagna.
http://fashionrevolution.org/country/italy/

C.L.A.S.S. e i suoi partner si uniscono alla Fashion Revolution Week per supportare e promuovere responsabilità e trasparenza nel sistema moda.

Lo scorso anno, in oltre 70 paesi in tutto il mondo, decine di migliaia di persone hanno preso parte al Fashion Revolution Day, l’evento socio-globale e virale. Obiettivo principale di Fashion Revoluion è quello di sostenere un messaggio, un impegno di tutta la filiera fashion verso la trasparenza in tutta la supply chain.

“C.L.A.S.S. si unisce alla fashion Revolution Week, in quanto è da sempre fortemente impegnata in un settore della moda i cui processi sono completamente trasparenti e responsabili”, precisa con orgoglio Giusy Bettoni, fondatrice di C.LA.S.S.

La Fashion Revolution Week contribuirà ad aumentare la consapevolezza del vero costo della moda, mostrare al mondo che il cambiamento è possibile, e celebrare tutti i soggetti coinvolti nella creazione di un futuro più responsabile. C.L.A.S.S. ha deciso di registrare un video per mostrare la sua “routine quotidiana” e spiegare la sua adesione alla Fashion revolution Week.

C.L.A.S.S. (Creativity Lifestyle and Sustainable Synergy) è un network internazionale multi-piattaforma unico nel suo genere, che offre a designer, buyer, media e operatori del settore una vetrina di moda, di tessuti e di materiali esclusivi creati utilizzando le tecnologie più smart e sostenibili. C.L.A.S.S.

UN PROGETTO DI DESIGN PER IL FITNESS ALL’APERTO DURANTE IL FUORISALONE

UN PROGETTO DI DESIGN PER IL FITNESS ALL’APERTO DURANTE IL FUORISALONE

Camminare, correre, saltare, arrampicare sono tutte azioni che si compiono all’aperto. Leopard Tree è l’anima centrale della prima palestra di design outdoor del mondo MyEquilibria, dove l’alta tecnologia e un sofisticato design sono stati applicati al fitness all’aperto. Sviluppato da Metalco Active, società del gruppo Metalco, l’albero high tech è esposto nel cuore di Milano presso l’Orto Botanico di Brera da lunedì 11 aprile a sabato 23 aprile 2016, in occasione del FuoriSalone.

Il Leopard Tree è un albero centrale alto 7 metri, con un massimo di 9 isole satelliti attorno che si possono estendere su una superficie di 300 m2, dove possono allenarsi 30 persone contemporaneamente, sia principianti che sportivi professionisti. Le sue foglie stilizzate sono ispirate ai diagrammi di Voronoi, i pattern aritmetici che si ritrovano nelle forme della natura.

MY EQUILIBRIA - LEOPARD TREEL’albero dal design futurista è creato con un materiale innovativo: il cemento ultraperformante (UHPC), che abbina la resistenza a un’elasticità simile al metallo. Il progetto visionario 100% made in Italy nasce da un’intuizione di Gian Luca Innocenzi, Ceo di Metalco Active, firmato dal designer futurologo Vito Di Bari, e realizzato con la collaborazione di un variegato team di esperti.

La palestra all’aperto è pensata per i parchi pubblici, le aree metropolitane, le spiagge, i resort, le ville private, i beach club, i campus aziendali e universitari. “Tutte le volte che viaggiavo, soprattutto in posti dove la natura predominava, le meravigliose palestre degli hotel erano quasi sempre vuote e anch’io sentivo il bisogno di esercitarmi a contatto con la natura – afferma Gian Luca Innocenzi –. Mi sono reso conto che mancava una vera e propria palestra all’aperto dove potersi allenare, da qui l’idea di MyEquilibria, pensata sin da subito per essere fruibile da tutti”.

L’attività sportiva all’aperto è importante per avere la percezione personale della propria fisicità e ritrovare il giusto equilibrio tra il corpo, la mente e lo spirito. Tutto ciò è più semplice grazie all’innovativa attrezzatura di design.

Simone Lucci

Metalco Active è un’azienda italiana che produce e commercializza prodotti per l’attività fisica all’aperto. I fondatori della società sono l’ideatore di MyEquilibria, Gian Luca Innocenzi, attuale CEO, e Alfredo Tasca, Presidente Metalco, suo partner industriale. La caratteristica principale è una grande visione globale, d’integrazione tra culture ed esperienze professionali diverse: il design, la ricerca, l’ingegnerizzazione, l’innovazione tecnologica, le attività digital e il controllo di tutta la filiera produttiva fino alla commercializzazione. La vision è di utilizzare l’arte e il design per portare le persone a fare l’esercizio fisico. Per lo sviluppo della parte industriale ha come partner un’eccellenza italiana nel settore dell’arredo urbano, il gruppo Metalco, una realtà con grandi competenze nel settore dell’outdoor.

Metalco è un’azienda internazionalmente nota per la sua produzione di arredo urbano e dehors con un impianto di produzione di circa 25.000 mq. I suoi prodotti sono presenti in più di 4.000 città in 32 Paesi. Negli anni il successo commerciale ottenuto in Italia e all’estero spinge l’azienda ad una costante ricerca e sperimentazione nel design, nei materiali e nelle tecniche produttive. Fin dagli esordi la costante ricerca di forme e soluzioni innovative mirate ad esaltare la funzionalità degli oggetti è stata la linea guida adottata. Grande attenzione è stata data al tema ecologico attraverso certificati derivanti da foreste gestite in modo corretto e responsabile, prodotti riciclabili, mentre il fabbisogno energetico è coperto da un impianto fotovoltaico disposto sui tetti dello stabilimento. Molte le collaborazioni prestigiose con architetti e designer di fama internazionale quali Antonio Citterio, Pininfarina, Marc Aurel, Alessandro Lenarda e molti altri.

UN NUOVO ANTIDOTO PER UN ANTICOAGULANTE

UN NUOVO ANTIDOTO PER UN ANTICOAGULANTE

I Nuovi Anticoagulanti Orali (NAO) stanno assumendo un ruolo sempre più strategico nella prevenzione di eventi tromboembolici nei pazienti a rischio. Per questo motivo diventa importante poter disporre per le rare situazioni d’emergenza, di strumenti che ne inattivino gli effetti in maniera rapida, specifica e sicura.

Disponibile anche in Italia idarucizumab, farmaco che inattiva in maniera specifica l’effetto di dabigatran, inibitore diretto della trombina, primo della nuova generazione di anticoagulanti orali, entrato nel nostro Paese da circa tre anni, offrendo maggiore sicurezza ai pazienti con la fibrillazione atriale non valvolare.

Idarucizumab è un inattivatore specifico per dabigatran ed è indicato nei pazienti adulti trattati con dabigatran etexilato nei casi in cui si rende necessaria l’inattivazione rapida dei suoi effetti anticoagulanti3:

1°: Negli interventi chirurgici di emergenza/nelle procedure urgenti

2°: Nel sanguinamento potenzialmente fatale o non controllato.

Il programma di ricerca di Idarucizumab è stato avviato nel 2009, prima del lancio di dabigatran negli Stati Uniti nel 2010. Si basa sui risultati di studi su volontari sani e su quelli dell’analisi intermedia dello studio clinico RE-VERSE AD™. L’approvazione di idarucizumab da parte della Commissione Europea, avvenuta nel novembre 2015.

Cosa è idarucizumab e qual è il suo meccanismo d’azione?

Idarucizumab è un inattivatore specifico per dabigatran. È un frammento di anticorpo monoclonale umanizzato (Fab) che si lega con altissima affinità a dabigatran, circa 300 volte più potente dell’affinità di legame di dabigatran per la trombina. Il complesso idarucizumab-dabigatran è caratterizzato da una associazione rapida e da una dissociazione estremamente lenta che lo rendono un complesso molto stabile. Idarucizumab si lega in maniera potente e specifica a dabigatran e ai suoi metaboliti e ne neutralizza l’effetto anticoagulante.

“Nuovi Anticoagulanti Orali hanno rivoluzionato la prevenzione dell’ictus in presenza di Fibrillazione Atriale e hanno fatto sì che molti pazienti, che prima del loro ingresso nella pratica clinica non venivano trattati, oggi siano ‘protetti’ da complicanze tromboemboliche – afferma Giuseppe Di Pasquale, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna –. I plus che li caratterizzano sono ormai noti: rispetto alla terapia anticoagulante tradizionale, i NAO, efficaci almeno quanto warfarin ma più sicuri, non necessitano di controlli ematici costanti, hanno scarsissime probabilità di interazioni con alimenti e altri farmaci, sono somministrati a dosaggio fisso e presentano un ridotto rischio di emorragie cerebrali rispetto alla terapia tradizionale.

Tuttavia esistono ancora alcune remore riguardo l’utilizzo di questi farmaci per la mancanza in un antidoto in caso di emergenza. Per questo motivo, l’arrivo di idarucizumab assume una particolare importanza”.

GOCCE DI SOLIDARIETÁ PER SOSTENERE LA CURA E LA RICERCA PEDIATRICA

GOCCE DI SOLIDARIETÁ PER SOSTENERE LA CURA E LA RICERCA PEDIATRICA

Gocce di solidarietà sparse per Milano. Ognuno di noi, quando è solo, è come una goccia. Solo quando ogni goccia si unisce alle altre si può dare vita a qualcosa di grande. Sulla metafora della goccia si basa un progetto di solidarietà a favore di Vidas in collaborazione con Bellosta Rubinetterie.

Bellosta Installazione GoccePer ogni foto scattata insieme alle grandi installazioni a forma di goccia e postata sulla pagina Facebook di Bellosta Rubinetterie con #bellostapervidas, l’azienda si impegna a donare 1 euro a sostegno dell’Associazione Vidas.

L’acqua è Vidas, gocce di solidarietà è il nome dell’iniziativa charity che è stata inaugurata il 12 aprile alle ore 19 con il Patrocinio del Comune di Milano.

Le installazioni sono posizionate in 36 punti nevralgici di Milano, la principale sarà in Largo Treves, dal 12 al 17 aprile, con un info point e un salvadanaio per permettere a chiunque di fare una piccola donazione.

Vidas è un’associazione, fondata a Milano nel 1982 da Giovanna Cavazzoni e attualmente presieduta da Ferruccio De Bortoli, che offre assistenza sociosanitaria completa e gratuita ai malati terminali di cancro. L’iniziativa prevede una raccolta fondi a sostegno del nuovo progetto: la Casa Sollievo Bimbi, un luogo a Milano dove i bambini possano essere sostenuti sia in day hospital pediatrico, con ambulatori, studi medici, palestra, una piccola piscina e spazi per attività di svago e gioco, sia nel reparto degenza con sei mini appartamenti in cui risiedere con un familiare. La struttura ospiterà anche il Centro Studi e Formazione per la ricerca in ambito pediatrico.

Vittoria Belvedere, Fedez, Dolce e Gabbana, Linus, Debora Villa, Teresa Mannino e Lella Costa sono alcuni testimonial immortalati nel Museo del Cavallo Giocattolo accanto a rari esemplari messi a disposizione dall’azienda Chicco per sostenere l’iniziativa di Vidas.

Tanti i personaggi del mondo della cultura, del cinema, della moda, della musica e dello spettacolo che hanno donato il loro appoggio, i loro volti e la loro voce, partecipando a uno spot diretto dall’attore e regista Silvio Muccino.

Testimonial - Vidas

“Siamo molto grati all’azienda Bellosta per un gesto di civile solidarietà che contribuisce in modo significativo a sostenere il progetto Vidas dedicato ai nostri pazienti più piccoli – afferma Ferruccio De Bortoli, Presidente dell’Associazione Vidas –. Confidiamo che questo sia soltanto il primo di molti progetti che potremo sviluppare insieme a Bellosta e ad altre realtà imprenditoriali consapevoli dell’importanza di aiutare chi soffre”.

Maurizio Bellosta, CEO di Bellosta Rubinetterie (azienda con oltre 50 anni di esperienza nel settore dell’arredobagno e 100% Made in Italy), e la sua famiglia, già protagonisti di iniziative rivolte al sostegno del mondo dei più giovani, hanno deciso di supportare l’importante progetto attraverso l’installazione di strutture a forma di goccia, che saranno dislocate in 36 punti della città di Milano a partire dal 10 aprile e fino al 5 maggio.

Simone Lucci

Bellosta Rubinetterie nasce nel 1961 nel cuore di un’area, il lago d’Orta, tradizionalmente legata alla rubinetteria e al design industriale. La famiglia discende dagli antichi stagnari che fin dal Cinquecento avevano costituito una corporazione a Roma. Il centro stile EQB DESIGN Bellosta collabora con noti architetti e designer come Alessandro Mendini, Piet Billekens e, da oggi, anche David Dolcini. Bellosta Rubinetterie è presente in Italia con l’atelier di Milano in Via Montenapoleone 22. Entro il 2016 è prevista anche l’inaugurazione dell’atelier romano, nella centralissima Piazza di Spagna.

UN SITO E UNA ‘APP’ DEDICATI AL TEMA PSORIASI

UN SITO E UNA ‘APP’ DEDICATI AL TEMA PSORIASI

Il Web è una fonte sempre maggiore d’informazioni sanitarie quindi anche i pazienti affetti da psoriasi si rivolgono a Internet per i motivi più disparati. É questo il pensiero di Antonio Costanzo, Direttore Clinica Dermatologica, “Sapienza” Università di Roma, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma Membro del Consiglio Direttivo SIDeMaST.

“La maggior parte di loro va online per leggere informazioni o conferme riguardo alla terapia prescritta, mentre molti altri per cercare nuove terapie da proporre al proprio medico – precisa Costanzo –. Purtroppo il Web è una fonte d’informazioni poco controllata per cui è facile che il paziente possa ottenere notizie non complete e da fonti non scientificamente valide. Il classico esempio è quello del paziente che trova informazioni sugli effetti collaterali del farmaco che sta assumendo e fa presente al proprio medico che quel particolare effetto collaterale potenziale non gli era stato comunicato. In realtà nei vari blog si è più propensi a rilevare eventi avversi, anche rari, piuttosto che il funzionamento corretto del farmaco. Il paziente psoriasico, in particolare, è cambiato grazie al Web perché ha più aggiornamenti riguardo alla propria malattia, è più edotto e di conseguenza fa più domande al dermatologo, specie per quanto riguarda i trattamenti, ed è sicuramente un paziente più maturo, perché ha una percezione realistica sulla serietà della propria malattia. Molti pazienti con psoriasi però non utilizzano ancora Internet per informarsi sulla propria condizione e, inoltre, la maggior parte di essi non è trattata o è sottotrattata”.

Web però non significa solo forum e social network, ma sempre di più Mobile e quindi App. Il numero delle Mobile App è passato dalle 97.000 del 2013 alle 165.000 nel 2015 e di queste, i 2/3 sono inerenti al wellness e ben il 20% alla cura. In particolare, nell’ambito delle patologie croniche, la maggior sensibilità a device digitali, il trend del “quantify myself”, ecc.

Nasce così QualityCareTM, un sito web dedicato ai pazienti con psoriasi lieve-moderata che offre loro informazioni, servizi, approfondimenti e counseling online.

Il sito nasce con l’obiettivo di migliorare a 360° la qualità di vita dei pazienti offrendo loro tutte le risorse utili per vivere al meglio la propria quotidianità, senza trascurare alcun aspetto: dall’aderenza alla terapia all’alimentazione, dallo stile di vita, agli aspetti psicologici fino agli eventi scientifici e alle campagne di sensibilizzazione. Un vero e proprio portale che si candida a diventare un punto di riferimento quotidiano per le migliaia di persone che in Italia convivono con questa patologia.

Quali sono i servizi offerti?
Sul sito gli utenti troveranno prima di tutto informazioni, consigli sulla patologia e sugli stili di vita, con numerosi spunti pratici per convivere al meglio con la psoriasi, imparando a gestirla e a controllarla: non solo le informazioni generali, ma delle vere e proprie “pillole” informative aggiornate ogni giorno e dedicate a tutti gli aspetti che ruotano intorno a questo tema. Inoltre, il vero valore aggiunto della piattaforma sono quei servizi innovativi e personalizzati sviluppati sulla base di ricerche svolte proprio per soddisfare le esigenze dei pazienti in rete, come la sezione dedicata interamente alla nutrizione, con la collaborazione di un esperto nutrizionista, e il servizio “Chiedi all’esperto” con uno specialista dermatologo dedicato a rispondere ai quesiti degli utenti in forma privata.

Infine, i pazienti possono scaricare gratuitamente sul proprio smartphone l’App “MyPso” per avere sempre a portata di mano i consigli del sito QualityCareTM.

Come funziona?
Registrandosi sul portale QualityCareTM e inserendo i propri dati sarà possibile avere accesso ad una Homepage ricca d’informazioni personalizzate per conoscere e gestire al meglio la psoriasi, patologia cronica e recidivante con la quale molti pazienti convivono quotidianamente.

Il menù del sito è composto da 5 macroaree:

  1. “Eventi” (le iniziative di sensibilizzazione, i congressi, gli incontri da non perdere).
  2. “Nutrition” (le ricette e i consigli del nutrizionista per un’alimentazione sana che tenga conto della patologia).
  3. “Chiedi all’esperto” (uno specialista dermatologo a disposizione degli utenti).
  4. “Pillole del giorno” (brevi news di poche righe per restare sempre aggiornati).
  5. “Glossario” (una raccolta di termini scientifici per approfondire i contenuti).

Uno dei punti di forza di QualityCareTM è sicuramente rappresentato dalla sezione Nutrition che tratta di come approcciarsi al cibo e alle ricette sane, senza però dimenticare il gusto e il piacere di mangiare. Le ricette proposte, dal nasello in crosta alle tagliatelle di zucca, dalle alici marinate al dolce morbido alle noci, sono tutte “PSO-Ok” e sono studiate per essere al tempo stesso sazianti, appetitose e adatte per chi soffre di psoriasi.

Inoltre è possibile avvalersi della consulenza di un nutrizionista online: attraverso un box dedicato, ogni utente potrà richiedere un consulto in forma privata con l’esperto che risponderà tramite mail alle domande riguardanti tutti i temi legati all’alimentazione e alla psoriasi.

Analogamente anche la sessione Chiedi all’esperto si avvale della consulenza online di uno specialista dermatologo, grazie alla quale sarà possibile inserire in un box dedicato il proprio quesito e inviarlo allo specialista per ottenere una risposta.

Molto interessanti anche le sotto-sessioni del sito più orientate nei confronti della psoriasi e dei suoi trattamenti.

Le 5 sotto-sezioni sono:

  1. “Tutti gli argomenti”
  2. “Gestione dei sintomi”
  3. “Gestione della terapia”
  4. “Vivere con la psoriasi”
  5. “Conoscere la psoriasi”

Ogni sezione si arricchisce di articoli e news riguardanti il tema della gestione dei sintomi, della gestione della terapia, la convivenza quotidiana con la psoriasi e la conoscenza della malattia. Inoltre, per ogni sotto-sezione verranno indicati tra gli articoli “i più visitati al momento” e “potrebbero anche interessarti”, consentendo così all’utente di trovare facilmente tutte le news che possono essergli utili.

Il sito, nei prossimi mesi, si arricchirà di ulteriori strumenti e servizi utili che faranno di QualityCareTM il portale di riferimento per i pazienti sui temi legati alla psoriasi.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.qualitycare.it/

Oppure scarica l’app gratuita: MyPso 

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LA PSORIASI
La psoriasi è una malattia della pelle, ad andamento cronico e recidivante, che si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, ben delimitate da margini netti. Con il progredire della patologia, le chiazze possono confluire e sono ricoperte di squame di colore bianco-argenteo. La psoriasi può interessare tutta la superficie corporea, ma le aree classicamente colpite sono: gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione sacrale.

L’evoluzione di questa malattia, per la quale non esiste ancora oggi una terapia risolutiva, è imprevedibile e può procedere attraverso riacutizzazioni, miglioramenti e talvolta anche persistenti remissioni.

È importante rilevare che anche una minima estensione della malattia sulla superficie corporea può essere associata a comorbilità. Numerosi studi hanno dimostrato che non solo vi è un’associazione tra psoriasi e artrite psoriasica, depressione e abuso di sostanze, ma anche che i pazienti affetti da psoriasi presentano una maggior incidenza della sindrome metabolica, e quindi obesità, diabete, patologie cardiovascolari.

Tipi di psoriasi
La severità della psoriasi è misurata in base all’estensione delle lesioni, al grado di eritema, desquamazione e infiltrazione, alla risposta alle terapie e al grado di disabilità sociale e psicologica.

Le varie forme cliniche sono:

  • psoriasi a placche: è la forma più comune. Le lesioni compaiono a livello del cuoio capelluto, del tronco e sugli arti. Anche le unghie possono essere coinvolte;
  • psoriasi guttata: colpisce prevalentemente i bambini e si manifesta con piccole chiazze su tutto il corpo; spesso è correlata a faringite streptococcica;
  • psoriasi pustolosa: si presenta sotto forma di piccole pustole che ricoprono aree delimitate (palmi delle mani o piante dei piedi), oppure tutto il corpo;
  • psoriasi inversa: è comune nelle persone anziane e colpisce le pieghe (regione ascellare, inguinale e pieghe sottomammarie). Le lesioni possono essere umide;
  • psoriasi eritrodermica (detta anche psoriasi esfoliativa): è interessata tutta la superficie cutanea che si presenta uniformemente arrossata con desquamazione intensa3.

La psoriasi lieve-moderata
La maggior parte delle persone affette da psoriasi (circa l’80%) soffre di psoriasi a placche, nella forma lieve o moderata. La psoriasi si definisce:

  • lieve, quando interessa meno del 10% della superficie ed è controllata con successo dalla terapia locale;
  • moderata, quando interessa dal 10 al 20% della superficie corporea o meno del 10% ma con localizzazioni importanti (viso e mani) che pesano sulla qualità di vita del paziente, ed è ben controllata con la terapia locale.

Molto spesso la psoriasi lieve-moderata non viene riconosciuta e adeguatamente trattata. Inoltre, sono soprattutto i pazienti affetti da queste forme a manifestare il maggior grado d’insoddisfazione riguardo alla gestione terapeutica e clinica della malattia, dal momento che le terapie sistemiche, anche in considerazione del profilo di sicurezza per svariati aspetti non ottimale, sono riservate a forme di psoriasi moderata-grave.

La psoriasi può inoltre presentarsi di livello moderato-grave, quando interessa più del 10% della superficie corporea ma non risponde alla terapia locale, o che interessa meno del 10% della superficie corporea ma è presente in aree “problematiche” (cuoio capelluto, mani e piedi); è grave quando coinvolge più del 20% della superficie corporea o meno del 20% ma è instabile, rapidamente progressiva e interessa parti importanti come le superfici palmo-plantari e il cuoio capelluto.

Epidemiologia
La psoriasi colpisce in egual misura gli uomini e le donne, anche se studi sull’incidenza della patologia suggeriscono che tende a manifestarsi più precocemente nella popolazione femminile.

Nel mondo ne sono affette circa 125 milioni di persone, pari al 3-4% in occidente, e al 3,1% nella popolazione italiana6.

L’incidenza è intorno ai 6 casi per 10.000 abitanti ogni anno, e appare più alta nei Paesi sviluppati, mentre si riduce tra Neri e Asiatici e in alcuni gruppi etnici, come gli Aborigeni australiani, ed è del tutto eccezionale nei Nativi americani. Tuttavia, le minoranze sono soggette ad ammalarsi nella forma grave e a soffrire di un maggiore distress sociale ed emozionale.

La patologia può insorgere a qualsiasi età, ma nelle forme dell’adulto è più comunemente diagnosticata ai 20 e ai 50 anni d’età.

Fattori scatenanti
La psoriasi è una malattia a carattere genetico: circa il 30% dei soggetti con psoriasi ha una storia familiare nei parenti di primo grado. La probabilità di ammalarsi con entrambi i genitori affetti da psoriasi è di circa il 40%.

Molti possono essere i fattori ambientali scatenanti. Tra questi:

  • i traumi fisici, come il grattamento, le ustioni, le cicatrici chirurgiche o i traumi accidentali;
  • lo stress emotivo;
  • l’aumento dell’indice di massa corporea, correlato all’incremento del rischio di manifestare la malattia;
  • le infezioni delle alte vie respiratorie, causate prevalentemente dallo streptococco betaemolitico, soprattutto nei pazienti pediatrici;
  • alcuni farmaci, ad esempio sali di litio, beta-bloccanti, antimalarici, FANS;
  • l’etilismo e il fumo, che spesso accompagnano le forme gravi di psoriasi e sono maggiormente correlati all’insorgenza di psoriasi pustolosa3.

Ripercussioni sulla qualità di vita
La psoriasi incide su gran parte degli aspetti del vivere quotidiano del paziente, dalla scelta dei vestiti alle attività sportive, come ad esempio il nuoto, dove l’esposizione di aree cutanee affette comporta emarginazione ed esclusione. L’impatto negativo della patologia si ripercuote anche sulle attività lavorative e scolastiche e sulle relazioni affettive. La compromissione dell’aspetto estetico può dar luogo a disturbi a livello psichico, affettivo e professionale. Il peso psicologico e sociale che essa impone spesso oltrepassa la gravità del disturbo in sé: più del 60% dei pazienti associa alla malattia una diagnosi di depressione e, di questi, il 10% ha idee di suicidio.

Le manifestazioni cutanee della malattia, oltre al dolore e al prurito, provocano disagio, frustrazione e vergogna, da cui deriva la perdita di autostima e un senso di stigmatizzazione. I pazienti provano insicurezza e cercano di nascondere agli altri il proprio problema, spesso isolandosi per paura del rifiuto sociale. Questo forte disagio è ulteriormente esacerbato dal pregiudizio, purtroppo ancora diffuso nella maggior parte degli italiani, che la patologia sia contagiosa e questo fa si che molte persone con psoriasi frequentino esclusivamente persone affette dalla stessa malattia.

La psoriasi può dunque essere considerata a tutti gli effetti una patologia invalidante, per via dell’impatto fortemente negativo sui pazienti che ne soffrono, che può arrivare a condizionare anche i progetti lavorativi e di carriera.

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