MAGIA DELLO CHAMPAGNE E 40 ANNI DEL BUREAU

MAGIA DELLO CHAMPAGNE E 40 ANNI DEL BUREAU

Mentre lo versiamo crepita, scoppietta. L’effervescenza sussurra, bisbiglia, freme, è un brivido, un fruscio. Le bollicine esplodono, risuonano.

Ai nostri occhi il liquido ribolle, vive, si agita. Le bollicine sono minuscole o medie, regolari, incolonnate, raggruppate, delicate, leggere, lente o veloci, nervose, vorticose, piroettanti. Gli occhi ne seguono il movimento, l’incessante ascesa, valutano la finezza e la bellezza della corona, il “collier di perle” che si forma in superficie giocando con la parete del bicchiere.

“Lo Champagne è un prodotto ormai ‘eternalizzato’ ma lo si può scoprire sempre da una nuova angolazione e lo si può condividere insieme ogni volta in modo diverso”, afferma Vincent Perrin, Direttore Generale del Comité Champagne, durante il 40° anniversario del Bureau du Champagne, l’ufficio che rappresenta in Italia la denominazione del celebre vino.

caliceIl Bureau du Champagne è presente in 15 mercati. Insieme all’Italia, ne fanno parte: Germania, Austria, Belgio, Cina, Stati Uniti, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, India, Russia, Svizzera e Australia. In Italia, settimo mercato al mondo (Francia esclusa), nel solo 2015 sono giunte 6,3 milioni di bottiglie.

Il Bureau nasce nel maggio del 1976 su iniziativa del Comité Champagne, l’interprofessione che riunisce tutte le Maison e tutti i Vigneron della Champagne.

Le missioni fondamentali del Bureau, oggi diretto da Domenico Avolio, riguardano la difesa della denominazione e le attività di formazione in Italia. Nel corso di questi primi 40 anni, il Bureau ha mantenuto aperto il dialogo con i professionisti del vino, i formatori, i giornalisti, ed è diventato un punto di riferimento per quanti, anche tra gli appassionati, desiderano avvicinarsi al mondo dello Champagne.

Il Comité Champagne, con sede a Epernay, è un’organizzazione interprofessionale, strumento di sviluppo economico, tecnico e ambientale. Il Comité mette due professionalità, quella delle Maison e quella dei Vigneron, in relazione tra loro e conduce una costante politica di qualità e di valorizzazione del patrimonio comune. Dal 2015 Coteaux, Maison e cantine della Champagne sono parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Cru, vini, annate, dosage, esprimono la diversità degli Champagne. Il cru, che corrisponde a un comune viticolo, identifica la particolare combinazione di vitigno, terroir e clima. Esistono 320 cru e 278 mila particelle che posseggono una specifica identità. “Lo Champagne è un frutto straordinario determinato da una variante di fattori – precisa Marco Chiesa, ambasciatore dello Champagne in Italia –. La denominazione di origine controllata Champagne è unica, ma i vini della Champagne offrono una moltitudine di sfaccettature. La diversità dei Cru, delle particelle, dei vitigni, dei millesimi, degli assemblaggi, dei tempi di maturazione permettono di creare stili differenti”.

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L’anniversario del Bureauè stato celebrato il 13 dicembre, con un’originale degustazione e un brindisi, a Milano presso Palazzo Parigi alla presenza di Olivier Brochet, Console generale di Francia a Milano, Vincent Perrin e Thibaut Le Mailloux, rispettivamente Direttore generale e Direttore della comunicazione del Comité Champagne.La degustazione è stata magistralmente condotta da Marco Chiesa che con originalità ha pensato di associare i vari Champagne alla musica classica e rock, alle opere dei grandi pittori, agli stati d’animo, ai paesaggi. Così, ad esempio, L’Âme de la Terre di Françoise Bedel del 2004 sarebbe come la musica “impressionista” di Debussy, che traduce sulle tele e nella musica “le impressioni”. Il Saint Gall De Orpale Blanc de Blancs del 2002, persistente e con grande personalità, potrebbe richiamare un pezzo rock dei Pink Floid, e la Cuvée R. Lalou G.H Mumm del 2002, Champagne roccioso, solido e intenso, se fosse uno stato d’animo sarebbe passione, se fosse rock sarebbe Eavy Metal, se fosse musica classica sarebbe un brano di Bach: perfezione tecnica e sonorità austere. Il Piper-Hedisieck Rare del 2002 possiamo paragonarlo alle imponenti opere di Wagner, e il Bollinger R.D. del 2002, che ritorna in bocca ogni volta diverso, potrebbe essere accostato alla musica dei Queen.

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Sotto il palato le perle cristalline dello Champagne esplodono, esaltano il loro sapore acidulato: gusti forti e soavi, profumati di fiori bianchi, di frutta matura, di legni esotici. Sono come i brani, o gli accordi di un’orchestra sinfonica che giocano sui tempi forti e poi su quelli lenti e dolci, eseguiti nella calma e nell’armonia. Sono come i diversi strumenti musicali di un complesso rock. Eccitazione, pienezza, calma, tre momenti che si sommano per un piacere puro. Lo Champagne chiama in causa tutti i nostri sensi.

“Noi Stasera non abbiamo bevuto Champagne, abbiamo vissuto un momento, un’atmosfera. Abbiamo viaggiato nel tempo e tra la musica… Alla prossima bottiglia di Champagne chiudete gli occhi e accendete la fantasia”, conclude così Marco Chiesa.

                                                                             Clementina Speranza

ELABORAZIONE DELLO CHAMPAGNE

Il vigneto riposa su uno spesso strato gessoso, depositatosi nell’Era Secondaria. Questo gesso, di una qualità particolare, offre allo Champagne una culla incomparabile. Non solo perché il vino cresce nelle sue profondità, al riparo dalla luce e dal rumore, a una temperatura costante, in cantine la cui rete sotterranea si estende per oltre 250 km, ma anche perché esso dona alla vigna il meglio di sé: immagazzina per poi restituire il calore e l’umidità, nutre e protegge i ceppi delicati, regala grande originalità alle uve e in parte spiega il perché di un’elaborazione così complessa come quella del vino che ne risulta.

La temperatura media annuale della regione viticola non supera gli 11° C, limite massimo sotto il quale l’uva non matura più. Le vigne sono basse, la potatura corta: non si deve sprecare né calore, né linfa. Paradossalmente proprio queste condizioni difficili sono le più appropriate a dare grappoli di una qualità adeguata alle grandi esigenze dello Champagne.

Una lunga esperienza ha identificato il perfetto accordo di alcuni vitigni con il suolo e il clima della Champagne. Si tratta dello Chardonnay, che dona uve bianche, del Pinot Noir e del Pinot Meunier, che regalano invece uve nere. Il primo conferisce al vino leggerezza e freschezza; il secondo corposità e longevità e il terzo sentori di frutti e vivacità.

Questi tre vitigni sono i soli autorizzati dalla legge.

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La vigna è delicata, esigente e pretende un’attenzione costante. Mille pericoli la minacciano: le gelate, i temporali, le malattie, i parassiti possono distruggere le speranze di un intero anno di lavoro. Malgrado le cure meticolose del vignaiolo, innumerevoli imprevisti possono causare una catastrofe, perché è necessaria la coincidenza di diversi elementi favorevoli per ottenere un buon raccolto.

Durante la vendemmia, i grappoli vengono raccolti a mano e trasportati alla pressa con estrema cautela. Da 4 mila chili d’uva si ricavano 2.250 litri di mosto, che corrispondono a 102 litri di succo per 160 chili d’uva.

Il vino nasce in cantina quando il mosto viene trasferito in fusti o botti. Una prima fermentazione avviene grazie alla trasformazione dello zucchero in alcol. Dopo alcuni mesi quando questa fermentazione è terminata e il vino è divenuto chiaro si compone la “cuvée”. L’abilità consiste nel creare un insieme armonioso ed equilibrato abbinando vini di annate, vitigni e cru differenti. Ogni maestro di cantina custodisce gelosamente il segreto delle proporzioni che danno al suo vino un gusto particolare e lo distinguono da quello dei colleghi. È straordinario notare come la qualità di questo felice assemblaggio sia sempre superiore alla somma delle qualità di ciascun componente.

Se il vino di un solo raccolto è davvero notevole, si può elaborare la cuvée con il solo vino di quell’annata: lo Champagne sarà allora “millesimato”. Se il vino è nato esclusivamente da uve bianche di vitigno Chardonnay, viene definito “blanc de blancs”. Se è nato solo da Pinot Noir e Meunier, sarà allora un “blanc de noir”.

Una volta creata la cuvée si procede all’imbottigliamento. Durante questa operazione, definita “tirage”, vengono aggiunti al vino lieviti naturali e una piccola quantità di zucchero. Le bottiglie vengono poi tappate e ha inizio la seconda fermentazione, molto più lenta rispetto alla prima. Poco a poco nel fresco silenzio delle cantine il vino fermo prende spuma e sviluppa i propri aromi.

La permanenza in cantina dura minimo 15 mesi, ma più spesso trascorrono diversi anni, che contribuiscono a determinare la finezza della spuma e il bouquet del vino.

Nel corso della seconda fermentazione, che dura dalle 6 alle 8 settimane, i lieviti consumano lo zucchero e liberano nel vino, oltre all’alcol e l’anidride carbonica, esteri e alcoli superiori, che contribuiscono anch’essi a definire le caratteristiche sensoriali del vino.

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Durante la seconda fermentazione in bottiglia si forma un deposito che è necessario eliminare. Appoggiate sui “pupitre” (cavalletti) o su “palette”, le bottiglie vengono ruotate ogni giorno nell’arco di parecchie settimane. Quest’operazione, che prende il nome di “remuage”, fa scivolare progressivamente il deposito verso la superficie interna del tappo.

Con il “degorgement” si espelle questo deposito. Dal momento che l’operazione comporta l’uscita di un po’ di vino dalla bottiglia, si aggiunge un volume uguale di Champagne, contenente una piccola quantità di zucchero di canna, la cui proporzione varia a seconda del tipo di vino che si desidera ottenere (brut, sec o demi-sec). Infine la bottiglia è sigillata con un tappo definitivo, trattenuto da una solida gabbietta e vestita della sua etichetta, di un collare e di una capsula costituita da un foglio di stagno.

Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne

Il Comité Champagne è un organismo creato dalla legge francese del 12 aprile 1941 per gestire e difendere gli interessi comuni dei viticoltori e delle Maison di Champagne.

Il Comité Champagne organizza le relazioni tra vigneron e maison per l’acquisto e la vendita delle uve, registra tutte le transazioni e gestisce la riserva qualitativa regolando così il mercato e assicurando l’indispensabile equilibrio tra domanda e offerta. Il Comité Champagne gestisce le relazioni con le istituzioni amministrative francesi e della Comunità Europea, lavora per rafforzare la presenza internazionale dei vini di Champagne e lotta contro le barriere commerciali per facilitare le esportazioni in tutti i paesi del mondo.

I Servizi Tecnici del Comité Champagne sviluppano programmi di ricerca in viticultura e enologia all’avanguardia. Ogni anno vengono realizzate circa 200 sperimentazioni in tutta la regione in ogni settore: dalla climatologia alla lotta anti-parassitaria, dalle tecniche colturali ai progetti di zonazione, dal controllo dei processi di fermentazione. I Servizi Tecnici operano sia con mezzi propri ma collaborando fianco a fianco anche con partner esterni, sostenendo la filiera attraverso un’attività di consulenza ai vigneron e ai vinificatori e organizzando attività di informazione anche con la pubblicazione di documenti tecnici.

Un’altra delle missioni del Comité Champagne è la valorizzazione dei vini di Champagne e il rispetto della loro identità. Il dipartimento Denominazione e comunicazione crea e diffonde una molteplicità di strumenti per far conoscere i vini di Champagne. Inoltre organizza eventi rivolte a professionisti del vino, giornalisti e formatori organizzando visite personalizzate per la stampa o gruppi di professionisti.

Il Comité Champagne dispone di una rete, caso unico nel panorama vinicolo, di 15 uffici in tutto il mondo che garantiscono le relazioni con i media e sviluppano azioni di comunicazione e di difesa della denominazione calibrate sui diversi mercati. La tutela della denominazione Champagne è una prerogativa fondamentale del Comité Champagne attraverso azioni sistematiche contro tutti coloro che compromettono la notorietà e l’identità della denominazione. Ogni anno, il Comité Champagne lotta contro centinaia di usi abusivi del nome Champagne: dagli spumanti ai prodotti di bellezza, dalla birra ai generi alimentari.

ORO DI SICILIA SULLE TAVOLE STELLATE

ORO DI SICILIA SULLE TAVOLE STELLATE

L’hotel Quisisana di Capri con lo chef Stefano Mazzone, Villa d’Amelia con Damiano Nigro, l’hotel 5 stelle Capri Palace con l’esecutivo chef Andrea Migliaccio, il ristorante La Madia di Pino Cuttaia, il ristorante Dulcis Vitis diretto dallo chef della natura Bruno Congolani, i ristoranti 1 stella Michelin Aqua Crua di Giuliano Baldessarri e Ma.ri.na di Pino Possoni a Olgiate Olona. E poi ancora, a Trapani, il ristorante Serisso 47 di Gaetano Basiricò e a Milano l’Osteria Cavallini sono luoghi esclusivi dove gustare deliziosi manicaretti. Cosa accomuna tutti questi paradisi della ristorazione? Un prodotto dal sapore siciliano: l’olio extravergine d’oliva U TRAPPITU di Ceuso Lara, l’oro della tavola. Siamo nel piccolo borgo di Guarrato in una località che si chiama Misiliscemi, da MisilShemir che significa casa di Shemir, ovvero casa dell’arabo che si stabilì in queste terre e diede il suo nome a differenti contrade. Qui sorge l’azienda agricola trapanese le Terre di Shemir, un nome che evoca tradizione, cultura e integrazione. “L’azienda nasce il 19 febbraio 1996, quando con la famiglia mi sono traferito da Como alla Sicilia e, da Ispettore di Polizia, ho riscoperto la passione per l’agricoltura, coltivata fin da bambino quando aiutavo il nonno e gli zii nella loro azienda agricola”, racconta Francesco Pellegrino marito di Lara Creuso, titolare dell’azienda. Qui, a 110 metri sul livello del mare, si estende un terrazzamento di 37,5 ettari affacciati sulle isole Egadi con 3 mila alberi d’ulivo. Le piante vengono potate ogni anno, le olive sono raccolte a mano, e il terreno è lavorato in modo tale da evitare la comparsa di crepe. “I capillari degli alberi viaggiano nel sottosuolo in maniera orizzontale, e quando si formano delle fessure a causa del caldo la pianta si disidrata, facendo seccare le olive – spiega il proprietario dell’azienda –. Per evitare il problema e per donare al frutto l’acqua di cui necessita, effettuiamo quindi l’irrigazione ogni volta che gli ulivi entrino in sofferenza”.

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Il terreno è concimato con lo stallatico di mucche e vitelli: viene inizialmente accatastato per farlo maturare, ed è poi utilizzato ogni tre anni per nutrire le piantagioni. “Noi rispettiamo ogni pianta come se fosse un essere vivente – puntualizza Pellegrino –. Coltiviamo gli ulivi con metodi naturali: niente azoto chimico, ma esclusivamente acqua, concime, forbici e vitamine per crescere un ulivo sano. Quello che l’albero riceve lo restituisce in termini di quantità e qualità”. Perché sia salutare, l’olio extravergine deve rispondere a determinati requisiti, e lo scorso anno l’azienda siciliana ha avuto gravi difficoltà a causa delle condizioni climatiche avverse e dell’attacco della mosca olearia. “Un’invasione che abbiamo combattuto con prodotti di origine biologica per rispettare le proprietà delle olive, evitando l’ossidazione, causa dell’acidità dell’olio. Un buon olio extravergine deve possedere un’acidità inferiore allo 0,2%, e deve essere ottenuto dalla prima spremitura dei frutti con procedimenti meccanici, senza interventi chimici”, precisa Pellegrino.olio

Le tre etichette del brand sono ricavate con un ciclo di estrazione continuo a freddo. Iré, dal colore giallo oro con riflessi verdi, si abbina a verdure, carni rosse, tonno, pesce spada e intingoli dai sapori decisi, ed è ottenuto dall’unione di due cultivar: 60% di Nocellara del Belice e 40% di Cerasuola. Realizzato con l’80% di Biancolilla e il 20% di Cerasuola, U Trappitu – Delicato dal gusto dolce e cremoso, gentile e persistente, è adatto per: verdure, piatti delicati dalla cottura limitata, pesce crudo e bollito. U Trappitu – Intenso è stato ideato mixando tre cultivar 10% Nocellara del Belice, 30% Biancolilla, e 60% Cerasuola. Ha un sapore fruttato, intenso, di aroma piccante e gusto amarognolo, che si  posa con: verdure, tonno, carni rosse, pesce spada e intingoli dai sapori decisi.
I tre oli prodotti dalle Terre di Shemir hanno vinto diversi premi e sono esportati in tutto il mondo: dall’Inghilterra alla Svizzera tedesca, dalla Germania alla Svezia, ai Paesi arabi… Un commercio favorito, anche, dalla catena Eataly di Oscar Farinetti. L’oro di Sicilia è arrivato fino al re dell’Arabia Saudita, Salman, che ne ha ordinato 1.500 bottiglie In una terra in cui il senso della storia emerge chiaro e forte, con uno scenario in grado di donare straordinarie emozioni, l’azienda di Lara Creuso produce un olio capace di arricchire, con i colori e con i profumi della Sicilia, le tavole nel mondo.

Clementina Speranza e Simone Lucci

Premi e Riconoscimenti

Iré
2016 – Diploma Distinzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
2016 – Diploma Menzione di Merito Concorso “Sirena d’Oro”
2013 – Diploma Gran Menzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
2012 – Diploma Gran Menzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
U Trappitu – Delicato
2016 – Diploma Distinzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
2016 – Premio Slow Food Grande Olio
2013 – Diploma Distinzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
2013 – Finalista Concorso “Ercole Olivario”
2012 – Diploma «Best in Sicily» Miglior Produttore di Olio – Cronache di Gusto
2012 – Finalista Concorso “Ercole Olivario”
2012 – Diploma Gran Menzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
2011 – Diploma Distinzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
2010 – Diploma Gran Menzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
2010 – Diploma «Best in Sicily» Miglior Produttore di Olio – Cronache di Gusto
2008 – Diploma Gran Menzione Concorso “L’orciolo D’oro”
2007-  Diploma Gran Menzione Premio Frinschmercker
2006 – Diploma Gran Menzione Premio Frinschmercker
2006 – Diploma di Gran Menzione Leone d’Oro Maestri Oleari
2005 – Premio Slow Food
2004 – Premio Der Feinschmecker
2000 – I° classificato Gran Yuri Europèen di Parigi
1999 – I° classificato Gran Yuri Europèen di Merano
1999 – Diploma di Gran Menzione Sol di Verona
U Trappitu – Intenso
2016 – 2° Classificato Concorso “L’orciolo d’Oro”
2016 – Finalista Concorso “Ercole Olivario”
2016 – Silver Olive 15th International Olive Award Zurich
2014 – Finalista Concorso “Ercole Olivario”
2013 – Diploma Distinzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
2013 – Finalista Concorso “Ercole Olivario”
2013 – Silver Olive 12th International Olive Award Zurich
2012 – 2° Classificato Concorso “L’orciolo d’Oro”
2012 – Golden Olive 11th International Olive Award Zurich
2011 – Finalista Concorso “Ercole Olivario”
2011 – Diploma Gran Menzione Concorso “L’orciolo d’Oro”
2011 – Award 10th International Olive Award Zurich
2011 – Bronze Medal Award Los Angeles International Oil
2011 – II° Classificato Premio Frinschmercker
2010 – Diploma «Best in Sicily» Miglior Produttore di Olio
2008 – Silver Medal Award Los Angeles International Oil
2008 – 1° Classificato Premio Internazionale “Ercole Olivario”
2008 – 1° Classificato al 1° Concorso Bonolio
2008 – Golden Olive 7 Th International Olive Award Zurich
2008 – Diploma Gran Menzione Concorso “L’orciolo D’oro”
2008 – Diploma Gran Menzione Premio Frinschmercker
2007 – Diploma Gran Menzione Premio Frinschmercker
2007 – 2° Classificato Concorso “L’orciolo d’Oro”
2007 – Silver Olive 6th International Olive Award Zurich
2006 – Diploma Gran Menzione Leone d’Oro Mastri Oleari
2006 – Diploma Gran Menzione Premio Frinschmercker
2005 – Diploma Gran Menzione Premio Frinschmercker
2005 – Diploma Gran Menzione Leone d’Oro Maestri Oleari
2005 – I° Classificato Premio Internazionale Ercole Olivario
2005 – I° Premio Regionale Union Camere – Palermo
2004 – Diploma di Gran Menzione Leone d’Oro Mastri Oleari
2004 – Diploma Gran Menzione Premio Frinschmercker
2000 – II° Classificato Gran Yuri Europèen di Parigi
1999 – Diploma Gran Menzione Sol di Verona
1999 – I° Premio Daunia DOC di Foggia
1998 – Leone d’Oro Sol di Verona
1997 – Diploma Gran Menzione Sol di Verona

DISFUNZIONI SESSUALI E PSICOLOGICHE NELLE MALATTIE INFIAMMATORIE IMMUNOMEDIATE

DISFUNZIONI SESSUALI E PSICOLOGICHE NELLE MALATTIE INFIAMMATORIE IMMUNOMEDIATE

Il punto di vista del Dermatologo.

Nella disciplina dermatologica si possono riscontrare alcune malattie che presentano un quadro infiammatorio di tipo cosiddetto immuno-mediato. Si tratta di affezioni ad andamento cronico, talvolta associate a disturbi di tipo reumatologico e/o gastroenterologico, che possono essere molto invalidanti e determinare una seria alterazione della qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti.

Ciò che accomuna queste patologie è la presenza di uno stato infiammatorio cronico determinato da meccanismi di tipo immunologico che risultano alterati, ma la cui causa non è ancora ben chiarita.

La più frequente tra queste malattie con manifestazioni cutanee è certamente la psoriasi, ma in misura minore sono di riscontro dermatologico anche altre patologie, come l’eritema nodoso, il pioderma gangrenoso, la sindrome di Sweet e le afte a livello della mucosa orale. Tali affezioni sono infatti spesso accomunate da una serie di fattori patogenetici importanti, il cui meccanismo d’azione è comune alle stesse vie metaboliche, che presentano simili fattori precipitanti o aggravanti, come infezioni o traumi, e che sono sotto l’influenza degli stessi fattori genetici. La psoriasi è una dermatosi con una prevalenza del 2% sulla popolazione mondiale, e le sue molteplici manifestazioni cutanee, quali quella volgare, guttata, inversa, pustolosa, artropatica, ecc., possono talvolta essere molto estese sulla superficie cutanea. Ciò comporta un’influenza molto negativa sulla vita di relazione dei pazienti. Oggi è ormai noto inoltre che la malattia psoriasica implichi anche la presenza di una serie di comorbidità, ovvero l’insorgenza di malattie di altri distretti corporei che si influenzano vicendevolmente. Tali patologie che si associano più frequentemente sono l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito tipo II, le dislipidemie, l’obesità e un rischio più elevato di incidenti cerebrovascolari. Infine è necessario non dimenticare la possibilità d’insorgenza di un’eventuale depressione conseguente alla patologia cutanea, una maggiore tendenza all’alcolismo e alle dipendenze, come dimostrato dai diversi questionari di valutazione.

dermaAnche per quanto riguarda il trattamento, ci sono elementi in comune tra le malattie infiammatorie immunomediate, che rispondono nella maggior parte positivamente alle terapie con i farmaci biologici di recente avvento. I farmaci biologici in molti casi hanno soppiantato le terapie tradizionali, che comportavano risultati generalmente modesti, e non cambiavano le prospettive di benessere dei pazienti, soprattutto nei casi più gravi e nel lungo termine. L’impiego dei farmaci biologici ha radicalmente modificato la gestione di tali malattie, consentendo di risolvere le condizioni e le complicanze cliniche più complesse e portando all’identificazione di nuovi traguardi terapeutici, volti a modificare la storia naturale di queste patologie.

La particolare complessità di tali affezioni, la notevole influenza delle une sulle altre, sia dal punto di vista clinico che patogenetico, la comparsa di effetti collaterali ai farmaci tradizionali e a quelli più innovativi e soprattutto l’urgenza e la necessità di incentrare sul paziente e non più solo sulla malattia l’approccio medico, hanno reso imprescindibile un’integrazione operativa molto stretta tra tutti i diversi specialisti coinvolti e a cui è affidata la cura di questi pazienti. L’utilizzo di tali molecole ha rimesso in gioco alcune considerazioni sull’effetto terapeutico e sugli eventi avversi nei due generi, uomo e donna.

Alcuni studi infatti suggeriscono differenze di genere rilevanti e relative all’essere ammalati di psoriasi. In una donna si evidenziano ancora una volta l’importanza della distinzione e dell’autostima. Nel considerare le novità a proposito di psoriasi e donna è opportuno ricordare che questo argomento si inserisce a pieno diritto nell’ambito della medicina di genere che distingue in campo medico in generale e quindi specialistico dermatologico. Le donne presentano un inizio di malattia più precoce e sono più colpite nell’infanzia e dopo la sesta decade. Le donne percepiscono una maggiore severità della patologia psoriasica rispetto agli uomini e pertanto l’impatto sintomatico risulta maggiore a parità dell’oggettività del quadro clinico della malattia.

Anche i questionari sulla qualità di vita somministrati ai soggetti di sesso femminile ne confermano l’evidenza, poiché le pazienti riferiscono di sentirsi meno attraenti e meno sicure di loro stesse e spesso si rifugiano nel cibo e nell’alcool. Inoltre subentra anche la paura che la patologia venga trasmessa ai figli.

È intuitivo che in queste persone risulti alterata anche la sfera sessuale, soprattutto a causa di un’elevata riduzione dell’autostima. Spesso al medico vengono richieste anche suggerimenti per nascondere la patologia soprattutto sul viso e sulle mani e a tal proposito è utile segnalare la possibilità di utilizzare prodotti dedicati, con azione coprente e correttiva (camouflage o maquillage correttivo).

In un recente studio brasiliano sono state analizzate le disfunzioni sessuali dei pazienti psoriasici in relazione alla distribuzione topografica delle lesioni cutanee. Esso ha evidenziato una correlazione positiva tra pattern distributivo della psoriasi nelle aree di interesse sessuale (regione genitale e addominale) e i sintomi di ansia e depressione.

Va considerato che nell’arco della vita ben il 38% dei pazienti può presentare la psoriasi a livello dell’area genitale e che questa può comportare sintomi talvolta molto gravi, come prurito, dolore e dispareunia (dolore vaginale durante l’atto sessuale), ridotta frequenza dei rapporti sessuali e peggioramento della patologia dopo di essi: la reazione depressiva e ansiosa risulta dunque essere una conseguenza molto spesso correlata a tali situazioni patologiche.

Per quanto riguarda la disfunzione erettile nell’uomo, sembra essere più frequente in quadri di psoriasi genitale lieve, ma quando si presenta in una psoriasi moderata o grave è spesso associata con depressione, ansia e abuso di nicotina.

In seguito a tali riscontri, negli ultimi anni i pazienti hanno cominciato a richiedere sempre di più allo specialista un’attenzione maggiore anche di tutti gli aspetti che riguardano la sfera sessuale e relazionale. Tale dato è infatti emerso dai numerosi studi che recentemente sono stati condotti sull’argomento. A tale proposito è stato elaborato un interessante strumento visivo, lo Psodisk, che il medico stesso compila insieme al paziente. Vengono assegnati punteggi da 1 a 10 a vari aspetti legati alla malattia, come per esempio lo stato di salute, il dolore, il prurito, la vita sociale e sessuale, il sonno, il lavoro, emozioni quali la vergogna, ecc. Tale pratica, oltre a favorire la comunicazione medico-paziente in questioni delicate, permette al medico di attuare un follow up nel tempo della situazione globale del paziente, mentre al paziente consente di avere un riscontro anche visivo del proprio stato di salute.

In generale si può affermare che le disfunzioni sessuali nella psoriasi aumentino con l’età, con la gravità della malattia e che siano un poco più frequenti nel sesso femminile. Inoltre esse sono più frequenti in presenza di artrite psoriasica, con il coinvolgimento delle regioni genitali e sono spesso accompagnate da alterazioni importanti dell’umore. Controverso è invece il ruolo giocato dalle comorbidità, ma è certo che l’avvento dell’uso dei farmaci biologici ha migliorato anche l’aspetto della funzione sessuale.

Dermatologhe Milano
Sabine Pabisch, Alessandra Maria Cantù
Corrinna Rigoni, Presidente dell’Associazione DDI (Donne Dermatologhe Italia)

Bibliografia:
“Body image among men and women in a biracial cohort: the CARDIA study” Smith DE et al.
Int J Eat Disord 1999
“Distribution pattern of psoriasis, anxiety and depression as possible causes of sexual dysfunction in patients with moderate to severe psoriasis” Molina-Leyva A, Almodovar-Real A, Carrascosa JC, Molina-Leyva I, Naranjo-Sintes R, Jimenez-Moleon JJ. An Bras Dermatol. 2015 May-Jun;90:338-45.
“Genital psoriasis is associated with significant impairment in quality of life and sexual functioning” Ryan C et al.J Am Acad Dermatol. 2015 Jun; 72:978-83

CONTRASTARE L’EMERGENZA FREDDO CON CREME NATURALI E BIOLOGICHE

CONTRASTARE L’EMERGENZA FREDDO CON CREME NATURALI E BIOLOGICHE

L’inverno è il periodo più delicato per la salute della pelle. Quando le temperature diminuiscono, i vasi sanguigni si restringono e l’ossigeno che giunge ai tessuti cutanei è inferiore, rendendo, così, la pelle meno elastica, e più soggetta a dermatiti e arrossamenti. Il vento e le temperature rigide non sono la sola causa della disidratazione. Il problema è legato anche da altri fattori esterni: il riscaldamento e lo smog.

Per fronteggiare le situazioni d’emergenza causate dal clima invernale, giungono in soccorso due cosmetici naturali per il mantenimento del bell’aspetto e della salute cutanea di grandi e piccini. S.O.S. FREDDO MANI e CORPO, e S.O.S. FREDDO LABBRA sono gli affidabili alleati per contrastare screpolature e arrossamenti ideati da Cosm-etica.

Le labbra sono, infatti, una delle parti del corpo più delicate e, allo stesso tempo, una delle più esposte all’azione degli agenti esterni. Per le sue preziose virtù emollienti e nutrienti, un valido aiuto biologico giunge dal burro di Karité ricavato dalle noci dell’omonima pianta che può raggiungere un’altezza compresa tra i 10/15 metri, e poi inserito in S.O.S. FREDDO LABBRA. La preziosa e morbida crema è pensata per aiutare le labbra e l’epidermide, in quanto il cosmetico è un concentrato di proprietà terapeutiche utili in caso di: acne, dermatiti, eczema, herpes labiale e rughe.

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Per proteggere, invece, mani e corpo, Cosm-etica formula una crema multifunzione di natura vegetale a base di olio di Argan, Aloe, burro di Karité e olio di oliva da agricoltura biologica. S.O.S. FREDDO MANI e CORPO è uno speciale ritrovato ideale per la protezione della cute dal freddo e dagli agenti atmosferici. Tramite gli oli essenziali naturali, la crema unisce i principi dell’aromaterapia con quelli della floriterapia, aiutando a riequilibrare il corpo a livello emozionale ed energetico, per un benessere completo.

I kit S.O.S. FREDDO consentono ad adulti e bambini di affrontare le basse temperature senza paura.

Simone Lucci

FESTE GOLOSE CON IL DOLCE DELLA TRADIZIONE FIORENTINA

FESTE GOLOSE CON IL DOLCE DELLA TRADIZIONE FIORENTINA

Natale è un momento magico. Le tavole si arricchiscono di gustosi manicaretti tradizionali, di carne, di pesce, oppure vegetariani. Un ruolo ghiotto è svolto dal dolce, che conclude i pranzi e le cene durante le festività, e accompagna i brindisi. Forme, colori e gusti differenti in base alla regione di provenienza: il panettone a Milano, il pandoro a Verona, il torrone a Cremona, il panforte a Siena, il panspeziale a Bologna e il Dolce Firenze, una prelibatezza tipica del capoluogo toscano.

Prodotto per la prima volta alla fine degli anni ’80, Dolce Firenze nasce da un’idea di Gabriella Lombardini, titolare insieme al marito Leandro Alessi della cantina Cennatoio a Panzano nel Chianti Classico.

Di ritorno da un viaggio in Austria, Gabriella Lombardini riflette sul legame simbiotico tra Vienna e la Sachertorte, e nota che non esiste un alter ego dolciario a Firenze, che la rappresentasse in modo così inequivocabile. Da quel momento sono iniziate riflessioni e ricerche, fino a quando non si è giunti a un’altra donna forte, originale e amante della cultura gastronomica: Caterina dè Medici. Una delle ricette amate dalla sposa di Enrico II Orleans è, infatti, il Berlingozzo, il dolce di Carnevale il cui nome deriva da Berlingaccio che indica il Giovedì Grasso, l’ultimo giorno dedicato ai piaceri della tavola prima della Quaresima in cui è concesso, come direbbero i fiorentini, berlingare (divertirsi).

Dalla texture morbida ed elastica, il dolce era diffuso già nel 1400 e, secondo quanto riportato dalle cronache del tempo, era consumato come antipasto. Ed è proprio a questo manicaretto carnevalesco che si ispira il Dolce Firenze, inizialmente donato come omaggio ai clienti della cantina Cennatoio, e oggi commercializzato all’interno dell’Opificio Fiorentino, un locale di recente apertura gestito da Emiliano Alessi, figlio dei coniugi Alessi.

“Burro, zucchero, farina di frumento, uova fresche, latte parzialmente scremato, burro di cacao, sale marino integrale di Cervia, pasta di arancia, scorze d’arancia e lievito madre sono alcuni ingredienti che rendono il dolce versatile, soffice e grintoso – precisa Emiliano Alessi –. Gli alimenti contenuti rispecchiano totalmente la ricetta originale affidata in passato a uno stabilimento piemontese che utilizzava un lievito madre di 65 anni e di proprietà di amici della nostra famiglia”.

Le origini toscane del dolce sono rievocate, anche, dal caratteristico packaging. “La confezione è un omaggio appassionato a Firenze, in quanto riprende le caratteristiche dell’antico stemma fiorentino: un giglio rosso su sfondo bianco. Al contrario della blasonatura attuale, anticamente i colori erano invertiti, si narra, infatti, che nel 1251 i Guelfi per dare un segnale di cambiamento e di continuità scelsero il colore rosso per il giglio”, puntualizza Emiliano Alessi.

Il dolce fiorentino è adatto ad accompagnare i brindisi durante le feste. Con quali vini? “Come abbinamento più tradizionale il Vinsanto Occhio di Pernice di Cennatoio, mentre per un accostamento originale consiglio uno Champagne Demi-Sec, nel caso specifico Champagne José Ardinat Cart d’Or Demi-Sec (100% Pinot Meunier)”, suggerisce Claudia Bondi, affascinante e raffinata sommelier.

Simone Lucci

LA BELLEZZA CURVY IMMORTALATA IN 12 SCATTI ARTISTICI

LA BELLEZZA CURVY IMMORTALATA IN 12 SCATTI ARTISTICI

Sono sempre più diffuse le modelle dalla taglia 46 in su. Décolleté prosperosi, fianchi generosi e gambe tornite è il modello di bellezza sempre più diffuso sulle passerelle di moda e visibile in alcuni shooting fotografici. Dopo anni di egemonia di ragazze esili e filiformi, nel mondo della moda qualcosa sta mutando. A dimostrare questo cambio di rotta il: Calendario Beautiful Curvy 2017 ideato e progettato da Barbara Christmann con l’obiettivo di sensibilizzare un ampio pubblico, soprattutto le nuove generazioni.

Giunto alla sua quinta edizione, il calendario, infatti, non rappresenta un semplice susseguirsi di immagini, ma si fa portavoce di un messaggio profondo di donne e uomini, diversi per età, provenienza, stile, e accomunati da storie di esclusione, derisione e scherno, per non essere conformi ai comuni stereotipi di perfezione. Un messaggio reso ancora più immediato attraverso gli scatti fotografici di Stefano Bidini, fotografo di moda che ha sposato il progetto dalla sua prima edizione.

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Ventinove donne, tra cui l’ultima vincitrice morale di Miss Italia Paola Torrente, e due uomini sono i volti e i corpi che per 12 mesi esaltano l’importanza di una propria identità, con un gioco di sorrisi e sguardi che con fierezza rivolgono all’obiettivo di Bidini. Persone radiose valorizzate della Make-up Artist Valeria Orlando, con i suoi prodotti naturali, dagli Hair Stylists dei Saloni Framesi e dalle stylist moda Pia Johansson e Cecilia Cristoforetti.

Provenienti dal nord al sud Italia, sino al Brasile, l’Africa e la Colombia, i protagonisti del progetto rappresentano un inno alla vitalità, alla forza interiore, alla bellezza in tutte le sue forme che non si sofferma più solo sul contenitore, bensì anche sul contenuto.

calendario

Il Calendario Beautiful Curvy 2017 rappresenta uno strumento per aiutare a comprendere che ciò che davvero conta è l’amore per se stessi, il rispetto della diversità, nella quale risiede l’esclusività di ogni singolo essere umano, sostenendo un concetto di benessere legato alla capacità di stare bene e in salute nel proprio corpo.

Simone Lucci

Beautiful Curvy Video Backstage

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UNA CALDA ATMOSFERA NATALIZIA CON GLI ARREDI IN LEGNO ARTIGIANALI E SOSTENIBILI

UNA CALDA ATMOSFERA NATALIZIA CON GLI ARREDI IN LEGNO ARTIGIANALI E SOSTENIBILI

Alberelli con nastri, a muro, da appendere. Ma anche con biscotti e bottiglie di vino sono alcune idee originali e green per addobbare la casa durante il periodo natalizio. Quest’anno, per celebrare il Natale, Riva 1920 dà vita a un profumato pinetto di legno massiccio di cedro, adatto per creare la giusta atmosfera durante le feste.

Originario del Mediterraneo orientale, il cedro si è diffuso, anche, nei parchi e nei giardini dell’Europa e dell’Italia, in particolar modo in Piemonte e Lombardia. In queste zone, Riva 1920 recupera tali alberi caduti in seguito a eventi naturali (frane, smottamenti, temporali), o abbattuti per questioni di sicurezza, per ricavare il resistente legno caratterizzato da un profumo fortemente balsamico e aromatico.

Cedro profumato del Libano, Kauri millenario della Nuova Zelanda, Quercia dei pali di navigazione della Laguna veneziana sono alcuni materiali utilizzati da Riva 1920 per la realizzazione di mobili. La loro lavorazione avviene con la più avanzata tecnologia, e solo in seguito, i pezzi vengono levigati a mano, e rifiniti con: collanti vinilici, finiture a olio e cera vegetale, per garantire un arredo il più possibile naturale. Le tecniche di lavorazione sono legate alla tradizione ebanista e applicate dalle sapienti mani dei maestri falegnami altamente qualificati, che garantiscono un elevato livello di flessibilità e personalizzazione.

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Diretta dai fratelli Maurizio, Davide e Anna Riva, l’azienda brianzola è un chiaro esempio di come l’artigianalità si combina con il progresso e la tecnologia, dove il design esalta le idee, l’attenzione e la cura dei dettagli, dando vita ad arredi unici e senza tempo, grazie, anche alla collaborazione con oltre 100 designers. Renzo Piano, Michele De Lucchi, Karim Rashid, Mario Botta, Paolo Pininfarina, Matteo Thun, Terry Dwan, Alessandro Mendini, Marc Sadler, Mario Bellini, Claudio Bellini e Giuliano Cappelleti danno forma al legno con progetti originali e sostenibili.

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La salvaguardia dell’ambiente e l’amore per la natura sono, infatti, due principi fondamentali per Riva 1920. La qualità delle materie prime utilizzate è alla base del processo produttivo. Ogni elemento è sottoposto a dettagliate verifiche di conformità qualitativa.

L’attenzione di Riva all’ambiente viene dimostrata, anche, attraverso un’iniziativa che contribuisce attivamente alla riforestazione e restituisce alla natura il favore ricevuto per il legno impiegato nella produzione degli arredi. Ciascun cliente che acquista un prodotto del brand riceve in omaggio un piccolo alberello, coltivato a partire dal seme in vivai appositamente creati, da piantare nel giardino di casa, in un bosco oppure in un parco. Per chi non sarà in grado di mettere a dimora la piantina, Riva 1920 ha pensato anche “all’adozione a distanza” con il progetto Natural Living. Per aderire all’iniziativa è sufficiente compilare il modulo scaricabile dal sito internet dell’azienda e presentarlo al momento dell’acquisto presso il punto vendita autorizzato.

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La famiglia Riva non è solo sensibile alle problematiche ambientali, ma è anche attiva sul piano sociale con impegni concreti. Per dimostrare solidarietà nei confronti delle famiglie delle vittime dell’11 Settembre 2001, l’azienda ha realizzato cinque tavoli firmati da importanti designers, e la somma ricavata tramite un’asta benefica è stata donata alle famiglie dei pompieri di New York che hanno perso la vita durante le operazioni di soccorso a Ground Zero. I fratelli Riva hanno aiutato, inoltre, i 1500 ragazzi della comunità San Patrignano, avviando un reparto di falegnameria attraverso un’operazione di riuso delle botti barrique impiegate in passato per le attività vitivinicole.

Sostenere il prossimo e la cura dell’ambiente rappresentano uno stile di vita per la salvaguardia delle prossime generazioni. Un vero e concreto impegno che la famiglia Riva non adotta esclusivamente nel periodo natalizio, bensì tutto l’anno.

Simone Lucci

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ANTICHE TRADIZIONI E VINI DIVINI

ANTICHE TRADIZIONI E VINI DIVINI

Il 13 dicembre la Chiesa festeggia santa Lucia. Una ricorrenza che a Trapani è particolarmente sentita e che continua a mantenere vive alcune tradizioni. Si narra che in quella data, nel 1646, nel porto di Palermo approdò una nave carica di grano che pose fine a una grave carestia. Per poterlo consumare immediatamente, il grano non venne macinato, ma bollito.

In ricordo di quell’evento, per Santa Lucia, i siciliani tradizionalmente non consumano cibo a base di farina, ma cuccìa e arancine di riso. Il termine “cuccìa” sembra derivi da “còcciu”: cosa piccola, chicco. L’usanza vuole che questo dolce sia distribuito a familiari, amici e vicini di casa, e le briciole vengano lasciate sui tetti per gli uccellini.

La cuccìa è a base di grano bollito e ricotta di pecora o crema di latte, bianca o al cioccolato. Viene guarnita con zuccata, cannella e pezzetti di cioccolato. Nel trapanese, al frumento bollito viene aggiunto il cosiddetto “vino cotto”: un Mosto di uve caramellizzato, il più antico dolcificante della storia, chiamato anche Sapa o Saba. “Il mosto cotto è un dolcificante naturale che si ottiene dalla lenta cottura del succo d’uva non fermentato e non contiene alcool. Diventa una glassa che si può mettere su pane, frittelle, gelato, frutta secca e fresca. Il mosto cotto si ottiene dalle uve Grillo, Catarratto, Inzolia e da quelle previste dal disciplinare di produzione”, spiega Ercole Alagna, proprietario della cantina Baglio Baiata Alagna.

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L’azienda siciliana in questione produce anche il vino della Santa Messa, cioè quello utilizzato per celebrare l’Eucarestia. Vinificato in bianco e rosso, è diffuso nei luoghi dove la pratica religiosa è molto forte. “Con una gradazione alcolica di 16° e di tipo liquoroso, questo vino è rigorosamente ex genimine vitis (Vino Genuino) nel rispetto delle prescrizioni del diritto canonico, ed è prodotto sotto il controllo del vicario foraneo con l’autorizzazione vescovile – precisa Alagna –. L’autorizzazione è sigillata attraverso un particolare procedimento tecnico da parte di esponenti della Santa Sede, che vengono in azienda e chiudono le vasche prima dell’imbottigliamento”. I vini da messa sono pochi, e le cantine nazionali che li producono, dotate dell’autorizzazione delle curie vescovili del territorio, sono diventate fornitrici storiche. Il vino eucaristico deve attenersi ad alcuni parametri dettati dal Codice di Diritto Canonico “vinum debet esse naturale ex genimine vitis et non corruptu” (il vino deve derivare naturalmente dal frutto della vite e non essere corrotto). È necessario dunque che sia realizzato con ‘uva pura’, non contaminata in alcun modo, e la sua genuinità è garantita con dei controlli su campioni da parte di un vicario foraneo, cui segue il sigillo della Curia. Il retro etichetta del vino Santa Messa dell’azienda di Alagna riporta: ‘Preparato, imbottigliato e sigillato secondo i dettami del canone 924§3 del Codice del Diritto Canonico: sotto il controllo del Direttore dell’Ufficio Liturgico della Diocesi di Mazara del Vallo. Il vino per uso sacramentale è frutto della vite (cfr. Lc 22,18), naturale e genuino senza aggiunta di sostanze estranee’.

Il cromatismo del vino non viene menzionato dal diritto canonico. Tuttavia, sugli altari, si è assistito a un cambiamento: il rosso di un tempo, simbolo del sangue di Cristo, è stato gradualmente sostituito dal bianco per motivi pratici: le eventuali macchie sulle tovaglie di lino dell’altare, se rosse, sarebbero troppo evidenti.

“La curia consiglia la vendita di questo vino a chiese, comunità, privati, enoteche. La vendita ai supermercati non è vietata, ma non è auspicata, per evitare abbinamenti inopportuni o ‘volgari’ sugli scaffali”, precisa Ercole Alagna.

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Nata nel 1943, con Antonio, padre dell’attuale proprietario, e il solo nome di Alagna, l’azienda è una costruzione agricola antica realizzata sotto forma di balium circolare con all’interno una cappella. “Si erge tra stupende colline, a circa 10 km dal centro di Marsala, dove si trova il territorio più idoneo per questi tipi di vitigni, e si chiama Baglio Baiata, detto anche Baglio Spanò”, precisa Ercole Alagna.

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I vigneti sono coltivati su una superficie di 60 ettari di terreno distribuiti nei comuni di Marsala, Salemi, Mazara e Trapani. Crescono qui i vitigni necessari per la creazione di: Zibibbo, Nero d’Avola, Grillo, Catarratto, Inzolia e Damaschino. Tutte uve locali che hanno bisogno del particolare microclima della provincia di Trapani e sono lavorate utilizzando un mix di tecniche tradizionali e moderne, con sistemi di raccolta sia meccanici sia antichi. L’intera produzione minimizza l’impatto ambientale e preserva il patrimonio naturalistico della zona.

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La cantina Baglio Baiata Alagna, che si trova a Marsala, è stata creata all’interno di cave di tufo, e possiede, quindi, pozzetti interrati e gallerie sotterranee che facilitano l’invecchiamento del vino e lo proteggono dalle alte temperature tipiche del territorio.

La cantina è specializzata nell’ideazione di vini dolci, di prodotti invecchiati, e di articoli di nicchia, venduti in Italia, Cina, Australia, Brasile e Polonia. Diversi sono i premi ottenuti. “Medaglie d’argento, medaglie di bronzo, e da quest’anno le 5 stelle sono i riconoscimenti che arricchiscono il nostro medagliere – afferma Ercole Alagna –. Abbiamo partecipato a concorsi nazionali e internazionali, siamo stati in Polonia e in Germania”.

Qual è l’ultimo premio vinto? “Le 5 stelle. Il massimo premio enologico internazionale, ricevuto al Vinitaly per il nostro Moscato”.

Tramandate da padre in figlio, la passione e le conoscenze vitivinicole di Baglio Baiata Alagna danno vita a vini divini, pluripremiati e di qualità.

Simone Lucci

LA BICICLETTA CHE SOSTIENE LA LOTTERIA LILT PINK FOR LIFE

LA BICICLETTA CHE SOSTIENE LA LOTTERIA LILT PINK FOR LIFE

Totalmente italiana, con oltre 50 dipendenti di cui la metà donne, 7mila metri quadrati di stabilimenti coperti, una produzione di oltre 500 biciclette al giorno è l’azienda Lombardo Bikes, fondata nel 1952 a Buseto Palizzolo (Trapani) da Gaspare Lombardo.

Da sempre sensibile alle problematiche connesse al mondo femminile, l’azienda siciliana rinnova anche quest’anno il suo costante impegno nel sociale, sostenendo la lotteria LILT Pink for Life attraverso la donazione di una bicicletta Tropea 100.

Giunta alla quarta edizione, la lotteria creata dalla LILT di Genova promuove il progetto “Ancora Donna”, un’iniziativa con cui l’associazione propone di prendersi cura delle donne che affrontano terapie oncologiche, donando un aiuto concreto per fronteggiare le tematiche collaterali legate alle cure, che incidono significativamente sulla qualità di vita della paziente e dell’intero nucleo familiare.

“Ancora Donna” offre alle pazienti servizi gratuiti a sostegno della parte sana che, a causa dell’esperienza totalizzante della malattia, rischia di passare in secondo piano e di portare la donna a identificarsi solo con la sua parte malata. È una cura integrata alla medicina tradizionale, che agisce sul corpo, sulla mente e sullo spirito.

Quali sono i servizi offerti alle donne in terapia?

  • Consulenze,
  • psicologo, nutrizionista, dermatologo, acconciatore, counselor per pazienti e familiari,
  • tecniche e attività motorie,
  • reiki, tai chi chuan, tango-terapia, swing, pilates pink ribbon program,
  • trasporto da e per l’ospedale
  • buono acquisto del valore di € 50,00 per comprare una parrucca con la compartecipazione della LILT.

I biglietti della lotteria LILT si possono richiedere al costo di € 2,00 ciascuno, nelle sedi o manifestazioni elencate sul sito dell’associazione, e l’estrazione della lotteria LILT avverrà martedì 11 gennaio 2017 alle ore 16:30 presso il Poliambulatorio LILT di Via Caffaro 4/1, Genova.

I numeri vincenti saranno pubblicati successivamente sempre sul sito internet della LILT.

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LA SICILIA RACCHIUSA IN PIANTE OFFICINALI BIOLOGICHE

LA SICILIA RACCHIUSA IN PIANTE OFFICINALI BIOLOGICHE

In un territorio variegato con spiagge dalla sabbia fine e costoni di roccia calcarea, sorge il piccolo comune di Petrosino. Il paese che in siciliano si pronuncia piddrusinu, e si traduce con la parola italiana prezzemolo, è il luogo più adatto per ospitare una profumata, biologica e certificata coltivazione di erbe aromatiche, grazie alle favorevoli condizioni climatiche.

“Timo, alloro, rosmarino, dragoncello, basilico, salvia e origano sono le sette essenze coltivate su una superficie di 6 ettari totalmente irrigata – dichiara Cristoforo Maggio, proprietario dell’omonima azienda agricola –. Non usiamo concimi perché trattiamo piante molto primitive, e che non sviluppano un’immediata risposta a nessun tipo di fertilizzante”.

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Oltre a non impiegare concimi, l’azienda siciliana non sfrutta alcun fitofarmaco. “Tutta la fauna presente sulle piantine è un evidente esempio che non utilizziamo nessun principio attivo. Le nostre coltivazioni sono un paradiso per la fauna – chiarisce Maggio –. Ci avvaliamo, inoltre, di una siepe di alloro lunga un chilometro che funge da barriera, per monitorare l’eventuale presenza di fitofarmaci provenienti da aziende attigue. Quando non riscontriamo residui sull’alloro è quasi una certezza che non abbiamo nessun effetto deriva sui campi”.

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La raccolta degli aromi avviene durante il periodo balsamico, momento in cui la pianta offre la migliore qualità in termini di resa e di valore quantitativo del fitocomplesso. “Per essere competitivi sul mercato, abbiamo meccanizzato tutte le operazioni sia in fase di impianto, sia in fase di raccolta – precisa Cristoforo Maggio –. Siamo dotati di una macchina che taglia le erbe aromatiche solo due volte all’anno per ricavare una quantità di oli essenziali più elevata. La prima raccolta viene svolta da aprile fino alla prima decade di luglio, la seconda da ottobre a dicembre. Per facilitare questa operazione, vengono selezionate delle piante che favoriscono il processo di meccanizzazione, infatti abbiamo scelto una varietà di timo con un portamento eretto”.

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Per disidratare e fissare le proprietà delle profumate erbe, la fase di essicazione è eseguita a basse temperature e con un’umidità controllata. “Il ciclo di essicazione varia dalle 30 alle 60 ore in base all’essenza trattata – afferma il proprietario dell’azienda agricola –. Durante il ciclo di essicazione vengono controllati tre parametri: umidità, peso e temperatura, per decidere quando interrompere il ciclo di essicazione e inviare l’essenza alla lavorazione, dove le foglie e gli steli vengono divisi. Gli scarti diventano, così, sostanze organiche usate all’interno dell’azienda”.

Specifici macchinari permettono di ottenere un prodotto pulito, calibrato, uniforme, con delle dimensioni che variano dai 2 mm fino a un centimetro. All’interno dell’azienda si svolgono, anche, le analisi di routine per garantire la conformità del processo e del prodotto prima della vendita.

In quali Paesi sono commercializzati gli aromi? “Vendiamo le piante aromatiche ad aziende italiane ed estere, in particolar modo in: Francia, Germania, Turchia e Inghilterra”, riferisce Cristoforo Maggio.

Passione, curiosità e impegno hanno permesso a Maggio di creare una realtà imprenditoriale green e biologica dove nascono ampie distese di piante officinali e medicali che profumano di Sicilia.

Simone Lucci

LE PROPRIETÁ BENEFICHE DELLE ERBE OFFICINALI

L’ORIGANO:

  • è antibatterico perché riesce a distruggere batteri nocivi, parassiti e virus,
  • è analgesico in quanto aiuta nella digestione, attenua dolori intestinali e meteorismo,
  • è infiammatorio grazie al betacariofillene, una sostanza in grado di contrastare alcuni stati infiammatori,
  • è antisettico, antispasmodico e vermifugo per la presenza del timolo e del carvacloro,
  • è vitaminico,
  • è calmante per la tosse per le sue proprietà espettoranti, diuretiche e digestive,
  • è fluidificante da utilizzare quando il metabolismo è lento e la ritenzione idrica colpisce mani e piedi.

Il TIMO:

  • è antisettico a beneficio del tratto gastrointestinale e può essere utilizzato contro le infezioni delle vie urinarie per via di una sostanza chiamata timolo,
  • è indicato per risolvere problemi dell’apparato respiratorio, come asma o tosse per merito delle sue proprietà espettoranti,
  • è antiossidante e contrasta i radicali liberi grazie ai flavonoidi polinsaturi,
  • è antifungino contro le micosi e le affezioni cutanee, come l’acne e la candida.

Il ROSMARINO:

  • è antiossidante e contrasta la diffusione dei radicali liberi,
  • è ricostituente per chi è debilitato, soffre di depressione e risente dello stress,
  • protegge il fegato e lo aiuta a svolgere le sue funzioni,
  • è un ottimo tonico per tutto l’organismo, soprattutto per la pelle. La sua assunzione è particolarmente indicata nei periodi di maggior stress e sforzo fisico,
  • combatte i dolori addominali, gli spasmi, i gonfiori ed il meteorismo grazie all’effetto del borneolo,
  • combatte gli attacchi dei batteri e debella i sintomi dell’influenza quali tosse, febbre e raffreddore,
  • è astringente, antidiarroico e aiuta a regolare il flusso mestruale,
  • è un ottimo rimedio contro il reflusso gastroesofageo e contro la digestione lenta,
  • stimola il desiderio sessuale, la diuresi e ridona l’energia al fisico spento e provato,
  • combatte la proliferazione dei parassiti intestinali,
  • è un alleato prezioso contro il mal di testa, i dolori reumatici, del nervo sciatico e delle contusioni.

La SALVIA:

  • è utile contro la tosse,
  • stimola la secrezione di succhi gastrici,
  • mantiene fresco l’alito,
  • tiene puliti i denti,
  • combatte gli stati di stanchezza e di depressione,
  • è un ottimo antiossidante e antinfiammatorio,
  • potrebbe prevenire il diabete,
  • migliora la memoria e le funzioni cerebrali. Secondo uno studio condotto dall’università di Newcastle, in Inghilterra, la salvia potrebbe essere un utile alleato per la memoria. Il merito sarebbe da attribuire ad alcuni suoi composti, capaci di inibire un enzima che a sua volta degrada un composto chiamato acetilcolina, molecola fondamentale per il funzionamento del cervello che risulta diminuita nei malati di Alzheimer,
  • è amica dell’umore. Secondo uno studio condotto dalla Northumbria University Newcastle, la salvia non solo fa bene alla mente, ma aiuta anche l’umore. La ricerca ha infatti dimostrato che i volontari che assumevano l’estratto di foglie di salvia prima di una prova erano meno ansiosi, più felici e attenti durante l’esecuzione della stessa.

Il DRAGONCELLO:

  • ha eccellenti proprietà digestive. Per usufruirne, basta preparare un infuso di foglie da assumere subito dopo i pasti, in modo tale da favorire la digestione da combattere i gonfiori addominali,
  • è un antisettico naturale. Le sue radici, infatti, contrastano il mal di gola e le infiammazioni del cavo orale,
  • contiene vitamina A, C e sali minerali,
  • stimola l’appetito,
  • ha delle proprietà terapeutiche da non sottovalutare per chi soffre di insonnia. Bere una tazza di dragoncello prima di dormire aiuta, infatti, a riposare più facilmente,
  • vanta proprietà depurative e stimola la diuresi.

Il BASILICO:

  • è in grado di alleviare il dolore derivato dall’artrite che colpisce le articolazioni,
  • consumato crudo aiuta a combattere le infiammazioni delle vie respiratorie, grazie alla presenza di una sostanza chiamata eugenolo,
  • il beta-carotene e il magnesio apportano notevoli benefici ai vasi sanguigni e alle arterie, aiutando l’apparato cardiocircolatorio e diminuendo il rischio di irregolarità del battito cardiaco,
  • è utile all’intestino, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie che combattono la presenza di dolori e gas,
  • facilità la digestione e favorisce l’appetito,
  • rafforza il sistema nervoso e contrasta con successo nervosismo, depressione, ansia, stress e insonnia,
  • è antibatterico,
  • lenisce il fastidio derivato dalle punture di insetto,
  • aumenta, durante l’allattamento, la produzione di latte materno.

L’ALLORO:

  • aiuta la digestione, purifica il tubo digerente e favorisce l’eliminazione dei gas intestinali,
  • è diuretico,
  • favorisce il rilassamento della muscolatura contratta. La sua assunzione è consigliabile alle donne durante il ciclo mestruale, per stimolare e aumentare il flusso, andando così a diminuirne il dolore,
  • contrasta catarro e tosse grassa,
  • è utile in caso di malattie legate al sistema nervoso, infezioni intestinali, infiammazioni della bocca e dolori reumatici,
  • contrasta la sinusite. In caso di sinusite si consiglia l’utilizzo di in decotto o di un infuso di alloro, per ridurre la secrezione nasale,
  • combatte le infezioni delle gengive, e l’abbassamento della voce,
  • ha proprietà anti reumatiche.
A NATALE, LE COCCOLE DI BELLEZZA PROFUMANO DI ROSA MOSQUETA

A NATALE, LE COCCOLE DI BELLEZZA PROFUMANO DI ROSA MOSQUETA

Raffinati, 100% vegetali e 100% Made in Italy sono i due kit natalizi per la bellezza quotidiana di corpo, mani e labbra. I cosmetici sono Vegan Ok, senza petrolati, peg, parabeni, coloranti.

Donare una piacevole morbidezza a mani e labbra è possibile. Per contrastare il freddo e le screpolature sono stati, infatti, ideati due differenti prodotti: la crema mani realizzata con olio essenziale di Lavanda, e lo stick labbra particolarmente idratante e protettivo a base di burro di karitè e di jojoba.

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Il cremoso shampodoccia e l’olio da massaggio di altissima qualità a base di olio di Rosa Mosqueta dell’Erboristeria Magentina idratano, tonificano e contrastano qualsiasi tipo di inestetismo cutaneo, regalando alla pelle e ai capelli la delicatezza di un petalo di rosa.

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L’ingrediente certificato e ricavato da un’agricoltura biologica è contenuto, anche, nella crema viso con Revitalin® Rosa Mosqueta.

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Dolce, fresca, morbida e vellutata come un fiore, la crema viso stimola la pelle a rigenerarsi e a contrastare la comparsa di macchie e rughe, grazie alla presenza di: burro di karité biologico, olio di jojoba, vitamina E, Vitamina C ed estratto di rosmarino. L’effetto più importante è dato dal Revitalin®, una glicoproteina di origine biotecnologica brevettata che aumenta la respirazione cellulare, ovvero la vitalità e l’energia delle cellule cutanee. Completano la formulazione i fiori di Bach Wild Rose e Rock Rose che contrastano la degenerazione, l’apatia e la stanchezza della pelle.

L’olio di Rosa Mosqueta rappresenta un vero e proprio elisir di giovinezza ricco di vitamine, principi nutritivi preziosi per qualunque tipo di cute, e di acidi grassi polinsaturi che stimolano energicamente la rigenerazione cellulare. Noto per le sue capacità cicatrizzanti, l’olio è consigliato in chirurgia estetica perché rende più veloce la guarigione delle ferite e ne migliora notevolmente l’aspetto, riducendo la formazione di cheloidi.

Ricavato dal fiore tipico del sud del Cile, l’olio è estratto nei laboratori interni dell’azienda Erboristeria Magentina con un ricercato sistema di spremitura a freddo e di accurata filtrazione che preservano l’integrità e la purezza dell’ingrediente, attraverso macchinari altamente tecnologici.

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L’Erboristeria Magentina nasce nella prima metà dell’800 dalla passione di esperti farmacisti e conoscitori delle erbe officinali convinti di trovare nella natura tutte le risposte alle necessità di benessere e salute. Erboristeria Magentina è un marchio di Witt Italia Spa, il più grande Gruppo 100% italiano specializzato dal 1970 nei prodotti naturali per il benessere della persona e la cura totale del suo ambiente.

Le materie prime certificate e di qualità sono selezionate in modo minuzioso direttamente dall’azienda in Italia e nei Paesi produttori per creare un’ampia gamma di 230 referenze, oltre 70 oli essenziali e 40 tinture madre, per la cura e la bellezza della persona.

L’azienda piemontese rappresenta la vera essenza del Made in Italy: formula, produce, confeziona e distribuisce direttamente i suoi prodotti con un controllo totale dell’intero processo, dall’idea alla vendita.

Simone Lucci

NATURALI E INEBRIANTI IDEE REGALO NATALIZIE PER LEI E LUI

NATURALI E INEBRIANTI IDEE REGALO NATALIZIE PER LEI E LUI

Il Natale è, ormai, alle porte. Le strade si riempiono di luci, le case sono addobbate a festa e la corsa ai regali diventa frenetica. Sempre più persone sono alla ricerca del dono migliore che rievoca la calda e profumata atmosfera natalizia, per stupire, così, amici e parenti.

Per scandire i giorni rimanenti alla vigilia di Natale e per mantenere viva un’usanza molto popolare nei paesi di lingua tedesca, nasce la versione beauty del tradizionale Calendario dell’Avvento che si presenta con 24 caselline dove ogni giorno si trova un dono differente dedicato alla bellezza. Dalle creme per il viso a quelle per il corpo, dai bagnodoccia ai prodotti per il make up, dagli accessori agli addobbi per la casa sono le sorprese Bottega Verde contente nell’originale calendario, e tutte in un pratico formato “mini” da utilizzare in viaggio.

Pallina Bagnodoccia Aspettando Mezzanotte, Pallina Bagnodoccia Passeggiata sulla Neve, Alberello Bacio sotto il Vischio, Alberello Aspettando Mezzanotte, Campanella di Natale, e Casetta Passeggiata sulla Neve sono i simpatici nomi di altre idee regalo del brand toscano.

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I mini cosmetici naturali con inebrianti essenze alla cannella, all’arancio, alla vaniglia e al vischio sono contenuti in cartoncini sagomati a forma di casetta, campanella, alberello di Natale o pacco dono. Ciascuna confezione è impreziosita con un nastrino colorato per essere appesa ai rami dell’albero o per addobbare la casa.

Una proposta interessante e sostenibile è la scatola cilindrica Carillon Bacio sotto il Vischio con la melodia di Jingle Bells, che contiene un burro corpo, una crema mani e una spugna verde. Per la vendita di ogni confezione, Bottega Verde devolve 1,50 euro alla Fondazione Mission Bambini, sostenendo un progetto che garantisce la possibilità di frequentare l’asilo nido ai bimbi di mamme single e di famiglie in difficoltà.

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Per mariti, fratelli e padri nascono eleganti confezioni regalo con bagno doccia, shampoo e dopobarba. Legno marino, spezie e mix ebano e cachemire sono le profumazioni avvolgenti per la pelle del tuo lui. Ispirato alla tradizione italiana, il brand propone, anche, il bauletto metallico Barberia Toscana con all’interno sapone da barba, olio pre e dopo barba e pennello da barba.

Idee naturali e inebrianti per un Natale all’insegna della bellezza e che profuma di tradizione.

Simone Lucci

IL DIABETE NEI BAMBINI E UNA NUOVA APPLICAZIONE A LORO DEDICATA

IL DIABETE NEI BAMBINI E UNA NUOVA APPLICAZIONE A LORO DEDICATA

La principale preoccupazione per i genitori di un bambino con diabete? La riduzione del livello di zuccheri nel sangue e le crisi di ipoglicemia. È questo il vero incubo per 7 genitori italiani su 10, secondo l’indagine internazionale DAWN Youth promossa da International Diabetes Federation (IDF) e International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (ISPAD), con il contributo di Novo Nordisk, e condotta su circa 7 mila bambini e ragazzi con diabete, sui loro genitori e sugli operatori sanitari.

Sono 18 mila, secondo i dati della Siedp, i bambini e gli adolescenti colpiti in Italia dal diabete tipo 1, la forma più grave della malattia che richiede la somministrazione dell’insulina, attraverso iniezioni da quattro a sei volte al giorno oppure l’impiego del microinfusore. Questi giovani sono assistiti da una rete di oltre 60 centri di diabetologia pediatrica, uniformemente distribuiti sul territorio nazionale. Nel complesso sono circa 300mila, per il Ministero della salute, gli Italiani, giovani e adulti, con diabete tipo 1.

“Il numero di giovani e bambini con diabete tipo 1 è in crescita, particolarmente nella fascia di età inferiore ai 6 anni. Soprattutto, esiste un’importante percentuale di giovani, circa il 30%, a cui la malattia viene diagnosticata solo quando si manifesta la chetoacidosi, una grave crisi dovuta all’impossibilità dell’organismo di utilizzare il glucosio come fonte energetica (per mancanza di insulina) che viene quindi sostituito con i grassi. Infatti, frequentemente i sintomi iniziali del diabete in un bambino sono spesso confusi con altre malattie”, dichiara Franco Cerutti, Presidente Siedp

E proprio ai bambini tra i 3 e gli 8 anni con diabete tipo 1 è dedicata una nuova app, Pancry Life, ideata da AGDI Italia – Coordinamento tra le associazioni italiane giovani con diabete, patrocinata da SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) e realizzata con il supporto non condizionato di Novo Nordisk. Pancry Life è la prima applicazione di tale genere progettata per iOS e Android (già disponibile per l’installazione su Apple Store e Google Play) e si pone a metà strada tra il gioco elettronico e lo strumento educativo.

Attraverso il gioco il bambino costruisce il proprio “avatar” e inizia l’avventura interattiva con l’aiuto di un simpatico personaggio parlante: Pancry, che lo aiuta e affianca in tutti i momenti cruciali del gioco, prettamente incentrato sull’esecuzione delle gestualità giornaliere atte a tenere sotto controllo e trattare il diabete. Ad esempio il bambino può imparare a gestire un episodio di ipoglicemia o iperglicemia a scuola o a scegliere i giusti alimenti ad una festa di compleanno senza incorrere in inconvenienti o a comportarsi in maniera corretta quando pratica attività fisica.

Pancry Life è stata sviluppata grazie alla consulenza medico-scientifica di Stefano Tumini, Responsabile Servizio di Diabetologia Pediatrica, Ospedale di Chieti.

“Mettono paura gli episodi di ipoglicemia, in particolare quelli notturni, nei propri figli preoccupi oltremodo i genitori non stupisce. Questo dato, che si riscontra in tutti i Paesi, deriva essenzialmente dalla paura delle conseguenze nell’immediato; dalle possibili manifestazioni della crisi ipoglicemica: palpitazioni, tremore, sino alle convulsioni e alla perdita di conoscenza, che in un bambino assumono caratteristiche ancora più drammatiche”, afferma Fortunato Lombardo, coordinatore del Gruppo di studio sul diabete della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp).

IL FRANCIACORTA VEGAN: L’ULTIMA FRONTIERA DELL’ENOLOGO MARIO FALCETTI

IL FRANCIACORTA VEGAN: L’ULTIMA FRONTIERA DELL’ENOLOGO MARIO FALCETTI

A seguito delle glaciazioni nella fascia prealpina, in un’area dolcemente collinare lambita da un clima mite, si è formata la verdeggiante e rigogliosa Franciacorta. In questo territorio a sud dell’azzurro lago d’Iseo, nasce Brut Green Vegan, il primo Franciacorta certificato secondo la filosofia e i criteri della qualità Vegana ideato da Mario Falcetti che dal 2008 dirige Quadra, azienda di proprietà della famiglia Ghezzi.

Vestito con una provocatoria etichetta verde, Brut Green Vegan non è esclusivamente un vino, bensì una visione, un modo di produrre, un’attenzione all’ambiente, l’unione tra tradizione e innovazione. “Il Vegan di Quadra è un vino, un’etichetta, un concetto rivoluzionario, almeno nell’attuale ambiente enologico, che a pochi mesi dal suo lancio occupa il 7% delle nostre vendite – riferisce Mario Falcetti, direttore della cantina –. Vegan rappresenta una maschera, un personaggio in cerca d’autore in cui ciascun individuo vede quello che vuol vedere. Un vino innovativo che solitamente è classificato di moda oppure estremista. In realtà, le motivazioni alla base di Green Vegan sono più profonde, articolate e complesse di quanto appare a prima vista”.

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Il Franciacorta vegano è la naturale evoluzione e concretizzazione di un pensiero di Falcetti che ha adottato un percorso enologico a basso impatto ambientale e che rispetta i tempi della natura. “Non ho mai utilizzato chiarificanti, in particolare quelli di derivazione animale come albumina, gelatina, caseina, colla di pesce che hanno la capacità di fissare le proteine disperse nel vino, renderle più pesanti in termini di massa, e separale dal vino. Si parla di chiarifica perché si sottraggono le parti sospese all’interno della bevanda, migliorando il colore del vino – precisa l’enologo –. Il metodo vegano rende i nostri Franciacorta immediati, di notevole piacevolezza ed eleganza, ma soprattutto adatti ai palati più esigenti, anche in termini di sensibilità a determinati allergeni”.

Lavorare secondo tali principi e raccontarlo nella massima trasparenza ai clienti, ha suggerito all’azienda la possibilità di certificare il prodotto.

“Il mercato domestico è quello che noi gestiamo in maniera prioritaria – racconta l’enologo –. Quando affermavo che i vini sono privi di chiarificanti, sempre più acquirenti mi chiedevano una certificazione, così, mi sono rivolto al CSQA che mi ha consigliato di scrivere un disciplinare interno, certificato insieme al prodotto, dove anziché certificare delle negatività, attesto un concetto in positivo. Nasce, così, l’idea del vegano”.

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Sempre a Falcetti si deve una lunga battaglia per la valorizzazione della tipologia Satèn, accompagnato da scelte comunicative audaci come il Gioco delle Cuvèe che ogni anno chiama esperti e critici a creare il proprio vino. “Satèn è un vino che rappresenta l’amore, un sentimento forte, costantemente alimentato, che travolge tutto, ma che possiede un equilibrio tra la fase razionale e irrazionale – riferisce l’enologo –. Sono stato il primo a credere in questa tipologia, prodotta esclusivamente in Franciacorta, all’interno di botti acciaio, e rappresenta l’unione tra: finezza, eleganza e bevibilità”.

Dalla sua ricerca e sperimentazione è nato anche EretiQ, l’unico Franciacorta a non utilizzare nell’uvaggio lo Chardonnay, scegliendo invece il blend di Pinot Nero e Pinot Bianco. “EretiQ nasce dalla volontà di esaltare due vitigni delicati ed eleganti, ma difficili da far esprimere: il Pinot Bianco e il Pinot Nero – precisa il direttore della cantina –. Ciò è possibile perché Quadra è una tavolozza su cui posso lavorare senza condizionamenti, con creatività, e dove esprimere la mia esperienza trentennale”.

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L’esperienza lavorativa di Mario Falcetti inizia con il ruolo di massimo esperto di zonazione presso l’Istituto di San Michele all’Adige e l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV). Successivamente, Falcetti si dedica alla vita aziendale, prima alla direzione di Contadi Castaldi fino al 2008, e poi direttore di Quadra dove l’enologo è riuscito a conciliare i due importanti elementi: la ricerca e la direzione d’impresa.

“Sono arrivato a Quadra per conciliare il mondo della sperimentazione e della ricerca a quello imprenditoriale – spiega Mario Falcetti –. Con Quadra ho trovato nella famiglia Ghezzi un partner ideale, che ha permesso di esprimere questo concetto”.

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Grazie a un approccio romantico non finalizzato esclusivamente al business, l’azienda ha sviluppato molti progetti con l’obiettivo di riportare al centro il vino, e la sua essenza come espressione di un terroir, donando alla bevanda un’identità più autentica. In un vino, infatti, non deve mai mancare un progetto. “Un vino senza un’idea non è altro che una bevanda – riferisce Falcetti –. Credo che un vino debba regalare un’emozione a chi lo beve. Ogni primavera mi propongo di modellare una nuova materia, ma lo spirito segue l’istinto come ha scritto sapientemente Patrick Sünskind nel romanzo Il Profumo, dove il protagonista afferma… formula, formula… non ho nessuna formula. Ho la ricetta nel naso”.

Il vino deve essere progettato pensando al futuro, infatti, il pensiero di Mario Falcetti è già proiettato al domani, per dar vita ogni anno un figlio, così ama definire i suoi vini, unico per blend, un’idea a termine, sviluppabile solo in quell’annata, perché come dichiara lo stesso enologo: “Ogni vino ha la sua genesi, la sua storia, un posto nella mia testa e nel mio cuore. Ognuno rappresenta un tratto del mio tragitto”.

Simone Lucci

PICCOLO GOLFISTA CRESCE

PICCOLO GOLFISTA CRESCE

G come gap, termine utilizzato per definire i bastoni con loft di circa 52 gradi.

O come organizzazione

L come LAY-UP, cioè un colpo di appoggio davanti al green o davanti a un ostacolo in modo da poter giocare il colpo successivo in sicurezza

F come forza

Sono i termini che Nicolò Cordio associa alle lettere che compongono la parola GOLF. Impegno, concentrazione, dedizione e rispetto delle regole sono alla base del golf e sono doti che caratterizzano il piccolo golfista siciliano.

“Per me il golf è uno sport di concentrazione. Se manca la concentrazione va tutto male – afferma Nicolò Cordio –. Bisogna prepararsi il più possibile e organizzarsi, prima di una gara: io controllo che nella mia sacca ci siano tutti i ferri, verifico che ci siano il guanto, le palline, i tee e il marchino. Se fa freddo un maglione e se piove l’ombrello. Poi vado a prendere lo score. Se ho un’ora di tempo prima della gara, patto sul putting green per 20 minuti, vado in campo pratica per 30 minuti e dopo mi alleno sul gioco corto e il bunker. Così sono caldo e carico per la gara”.

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Nicolò partecipa alle competizioni e ai campionati della F.I.G. (Federazione Italiana Golf) e del circuito internazionale U.S. Kids. In quest’ultimo una figura importante è quella del caddie, e Nicolò preferisce farsi affiancare dalla sua mamma. “Mia mamma non gioca molto, ma conosce bene le regole, ed è soprattutto il mio mental coach – spiega –. È lei che mi aiuta a mantenere calma e self control. È stato invece mio papà a trasmettermi la passione per il golf. Ricordo che mentre lui gareggiava sui campi, io e mio fratello gemello quando avevamo 2-3 anni lo emulavamo sul putting green con finti ferri e mazze di plastica”.

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A 4 anni, la prima lezione dei gemellini Cordio, con il maestro Norman Johnstone, più tardi, poi, si prepareranno anche con l’allenatore Giuseppe Marra.

La prima sacca con i ferri veri Nicolò l’ha avuta quando aveva 5-6 anni. Oggi, che ha 9 anni, possiede una nuova sacca Titleist con ferri e legni US kids, un sand Callaway da bambino e un putter Odyssey. Si allena tutti i giorni per tre ore, due quando si dedica anche al nuoto in piscina. Anche con vento e pioggia, o con condizioni metereologiche non favorevoli, lui è in campo ad allenarsi. “Dentro la mia sacca da golf c’è sempre il giubbino antipioggia e se c’è molto vento devo calcolare le possibili traiettorie che prende la pallina”. Nicolò insieme al gemello Andrea dedicano molto tempo agli allenamenti. “A volte iniziamo a fare i compiti alle 7 di sera e spesso non abbiamo neanche il tempo di giocare. Cerchiamo però di seguire qualche film. Pets, Mamma ho perso l’aereo, Il gioco più bello della mia vita sono tra i miei preferiti. Amiamo anche disegnare e da poco ho imparato la tecnica del ‘chiaro scuro’ per creare le ombre e dare trimensionalità agli oggetti. Tra i miei disegni: nature morte e poi scene e paesaggi di campi da golf”. Nicolò esegue fedelmente e con precisione ciò che gli viene spiegato: che si tratti di regola o tecnica, lui cerca di metterla in atto nel migliore dei modi ed è molto ambizioso.

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E poi è il momento delle competizioni, quasi ogni settimana ce n’è una. “Prima di ogni gara mi concentro e penso di impegnarmi per giocare bene, per provare a scendere di handicap e magari vincere qualcosa. È nella mia stanza che conservo le coppe, le medaglie e i trofei vinti finora. Il trofeo a cui sono più legato è quello in vetro del Venice Open”, riferisce. È tutto siciliano, infatti, il terzo posto nella categoria Boys 9 in cui Nicolò ha rappresentato l’Italia con onore. Il Venice Open by U.S. Kids Golf, circuito internazionale dedicato agli under 18, in cui hanno gareggiato 300 ragazzi provenienti da 30 nazioni, ha avuto luogo nell’agosto 2016 sui meravigliosi percorsi di Play 54 (Galzignano Golf Club, Golf della Montecchia e Golf Club Frassanelle).

Il piccolo Cordio, di recente, ha partecipato anche all’European Championship U.S. KIDS, giocato in Scozia, e al World Championship U.S. KIDS, in Carolina del Nord. “Per me rappresentare l’Italia significa impegnarmi al massimo delle mie capacità, mettercela tutta! In America durante la parata abbiamo cantato l’inno nazionale e gridato cori italiani. Conosco a memoria tutto l’inno di Mameli e cantarlo mi fa sentire italiano”.

Il piccolo golfista ama anche lo sci e il calcio, da guardare in tv o allo stadio, o da praticare con i suoi amici.

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Vedi il golf come il tuo sport anche per il futuro?

“Sì, e spero di diventare un grande giocatore e di entrare a far parte dei primi 50 al mondo”, risponde Nicolò.

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I suoi campioni preferiti? RoryMcllroy e Bubba Watson, che ammira per la loro potenza, Jordan Spieth per la precisione, Matteo Monassero per la bravura sul putter e Francesco Molinari per la regolarità nel gioco.

Gli auguriamo con tutto il cuore che i suoi sogni si realizzino!

Simone Lucci

RIDURRE IL CALORE E LE EMISSIONI DI CO2 CON I CAMPI SPORTIVI NATURALI

RIDURRE IL CALORE E LE EMISSIONI DI CO2 CON I CAMPI SPORTIVI NATURALI

I campi da calcio con erba naturale sono ancora di gran lunga i più diffusi negli stadi e i più amati dalla maggior parte dei calciatori professionisti. La loro composizione naturale fornisce ai giocatori la percezione di disputare una partita su una superficie “viva” e in grado di emanare l’inconfondibile profumo dell’erba, senza trascurare gli effetti benefichi che i tappeti erbosi naturali hanno sull’ambiente.

Un campo da calcio in erba naturale della dimensione di 7.000/8.000 m² è in grado di catturare e assorbire 12 tonnellate di anidride carbonica (CO2) all’anno, migliorando, così, la qualità dell’aria. Oltre a ridurre le emissioni di CO2, il campo erboso riduce maggiormente il calore rispetto al terreno nudo o ai materiali sintetici, attraverso il processo di evapotraspirazione. In una giornata estiva un tappeto di un ettaro è capace di rilasciare 20 mila litri di acqua nell’atmosfera.

Nell’anno che si annuncia come il più caldo della storia secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Metereologica Mondiale (WMO), l’associazione Assosementi che riunisce le aziende sementiere italiane rilancia il ruolo prati naturali nella progettazione del verde urbano, e sportivo con il portale pratinaturali.it, con lo scopo di contribuire al dibattito sulla sostenibilità ambientale.

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“L’utilizzo e la scelta del prato naturale nei da campi da calcio, da rugby e per le attività ippiche si deve molto alla crescita di una cultura ambientale diffusa presso aziende ed enti in Italia – riferisce Mauro Frigo, Coordinatore del gruppo di lavoro sui tappeti erbosi di Assosementi –. A un anno esatto dalla conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici (COP 21), il tema della sostenibilità è tornato alla ribalta nel dibattito pubblico e questo avvantaggia il nostro settore”.

Il rinnovato interesse per i prati naturali è partito dagli Stati Uniti in anni recenti e si sta diffondendo anche in Italia, dei segnali positivi giungono dagli enti locali che vedono nel tappeto erboso naturale un vantaggio per la maggiore sostenibilità sia economica che ambientale.

I tappeti naturali sono una risorsa per migliorare l’ambiente e restituire alle attività sportive all’aria aperta le emozioni che solo un prato può dare.

Simone Lucci

LA MUSICA DIVENTA “GREEN” CON I SISTEMI AUDIO ECOSOSTENIBILI

LA MUSICA DIVENTA “GREEN” CON I SISTEMI AUDIO ECOSOSTENIBILI

Ci sono molti modi per produrre un letto, un tavolo o una scrivania. E dormire, mangiare, studiare su un mobile ecologico, realizzato con cura, fa la differenza. Una differenza che si vede nella ricerca delle forme, nei dettagli delle lavorazioni e nella ricerca dei materiali. Sono, infatti, sempre più diffusi gli arredi per interni ed esterni in legno ricavati da foreste correttamente gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Una categoria di prodotti ecosostenibili che si arricchisce sempre più.

Speaker, cuffie e sistemi audio sono gli articoli earth-friendly rispettosi dell’ambiente e pensati per tutti gli appassionati della buona musica realizzati con: legno certificato FSC, canapa recuperata, cotone organico, tela, bambù, metalli riciclabili e upcycled REWIND™, un tessuto composto da fibre ottenute da bottiglie di plastica riciclate (PET riciclato).

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I sistemi audio “green” nascono dall’amore per la musica e per la natura della famiglia Marley che, con l’azienda The House of Marley, ha dato vita a una realtà imprenditoriale fondata su tre punti chiave: qualità, eco-sostenibilità e responsabilità sociale. Proprio da questa filosofia, nascono Get Together Mini e Bag of Riddim 2, i due nuovi sistemi audio portatili e da appoggio, e un nuovissimo giradischi dal mood un po’ retrò Stir It Up. Uno strumento per ascoltare i dischi in vinile e per rivivere un rituale fatto di gesti, emozioni che possiede sempre il suo fascino. Il giradischi, inoltre, è dotato di uscita USB per trasferire la musica da vinile a computer, permettendone l’archiviazione digitale.

Per gli amanti della musica e dello sport, sono disponibili auricolari e cuffie totalmente ecosostenibili in ceramica zirconio, legno certificato FSC e alluminio altamente riciclabile. Tutti i sistemi audio sono contenuti in un packaging prodotto per più del 90% da materiali riciclabili.

Il design urban originale, la scelta dei materiali, la qualità del suono e i costi accessibili sono i punti chiave per rispondere ai principi e alla filosofia di 1Love, il movimento globale avviato dalla famiglia Marley che sostiene diverse associazioni di charity e promuove iniziative e cause benefiche dedicate ai giovani, alla tutela del pianeta e alla pace.

Gli articoli del brand sono attualmente disponibili in oltre 20 paesi del mondo dal Nord America all’Europa, dall’Australia all’America Latina, dall’Asia al Medio Oriente.

Simone Lucci

CIBO E DOLORE: I CONSIGLI DEL NUTRIZIONISTA

CIBO E DOLORE: I CONSIGLI DEL NUTRIZIONISTA

Il dolore è un fenomeno fisiologico che funge da campanello d’allarme per segnalare al nostro organismo che qualcosa si sta danneggiando, o si è già guastata. Dopo tale sintomo si possono mettere in atto meccanismi di prevenzione o contenimento del danno. Quando il dolore diventa cronico, diventa patologico, porta a severe condizioni di disabilità e non permette un’attività sportiva costante, diventa un grande problema.

Il dolore si può distinguere in nocicettivo, infiammatorio acuto, infiammatorio cronico e neuropatico.

Il dolore nocicettivo è la risposta fisiologica a un evento lesivo, il dolore infiammatorio fa parte del meccanismo dell’infiammazione, in fase acuta è fisiologico se cronico rientra nella patologia come il dolore neuropatico associato ad alterazioni strutturali e dei rapporti tra i neuroni spinali e cerebrali.

È indubbio che oggi sono aumentati in modo naturale le patologie croniche di tipo doloroso: osteoartrite, fibromialgia, mal di schiena e di conseguenza l’uso di farmaci antidolorifici. Molti scienziati ritengono che questo sia in parte dovuto al cambiamento di alimentazione avvenuto recentemente e sbilanciato verso cibi di origine industriale. Ovviamente il problema è molto complesso e riguarda anche lo stile di vita, la sedentarietà, lo stress, l’inquinamento, l’abuso di farmaci, ma senz’altro l’alimentazione è un fattore sul quale tutti noi con un po’ di buona volontà possiamo intervenire.

Una corretta nutrizione è alla base di ogni processo fisiologico, cattive scelte alimentari apportano “tossine” che alterano i sistemi biologici dell’organismo e “veleni” che ritardano i processi di guarigione. Una corretta alimentazione, invece, apporta le sostanze necessarie per la guarigione spontanea del corpo e deve essere chiaro il concetto che la nutrizione per la sua influenza epigenetica è più importante della genetica.

Ci sono alcune regole fondamentali nell’ottica di un’alimentazione antidolorifica:
– non immettere veleni nel corpo, quali saccarina, aspartame e acidi grassi idrogenati;
– non assumere alimenti ricchi di zuccheri e le farine raffinate raffinati, e succhi di frutta;
– preoccuparsi di avere una buona funzionalità intestinale e una flora batterica salutare consumando più verdure ricche di fibre, cibi fermentati, limitando la carne rossa e assumendo integratori specifici.

Giuseppe Piccione,
laureato in scienze biologiche
dottorato di ricerca in chimica degli alimenti
esperto in qualità ed igiene degli alimenti e nutrizione umana.

BORSE, SCARPE E CINTURE DI LUSSO NATE DALLA TRADIZIONE ARTIGIANALE ITALIANA

BORSE, SCARPE E CINTURE DI LUSSO NATE DALLA TRADIZIONE ARTIGIANALE ITALIANA

È dal 1935 che le mani esperte e sapienti degli artigiani italiani danno vita a borse, scarpe e cinture realizzate con cura e passione. Questa è la missione di Araldi 1930.

Dopo quasi un secolo, l’intera produzione è ancora affidata ai mastri artigiani che trascorrono ore intere nei due siti produttivi lombardi di Vimercate (Brianza) a selezionare la pelle pregiata, conciarla con pazienza, e cucirla con un’attenzione minuziosa a ogni singolo punto. Una scelta forte della famiglia Pierpaoli che da quattro generazioni mostra il profondo legame con il territorio, e con le proprie radici. “Le borse e le cinture sono realizzate dalla storica azienda brianzola William srl, che da trent’anni produce accessori anche per Cartier, Kiton e Louboutin – precisa Anzhela Nissen, showroom Manager di Araldi –. Le scarpe sono, invece, confezionate nelle Marche, mentre le fibbie delle cinture a Firenze”.

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Famoso per le piccole ed evocative botteghe artigianali, il capoluogo toscano è la città in cui avviene anche la tintura delle pelli. “Acquistata nel colore naturale, la pelle è successivamente inviata a Firenze per essere tinta con differenti tecniche e colorazioni naturali fissate e rese resistenti all’acqua, al sudore e agli agenti atmosferici – spiega la showroom Manager –. Un lavoro manuale che richiede differenti ore di manodopera. Il vitello tamponato a mano è disponibile in 24 colori e richiede una lavorazione di 36 ore, mentre la pelle di coccodrillo è presente in 32 colorazioni, ed è procurata dagli stessi fornitori delle maison Hermès e Cartier”.

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Pelle di struzzo, coccodrillo, squalo, vacchetta, vitello, tourillion e alpina, un pellame lussuoso e anti graffio, sono alcune materie prime utilizzate dal brand brianzolo. “Tutti i pellami provengono dall’Italia, dalla Francia, dall’Australia e dal sud America, e poi mixati per dar vita ad abbinamenti casual e chic”, riferisce Anzhela Nissen.

Sono, proprio, le materie prime a guidare l’ispirazione per le collezioni Araldi. Le pelli, i metalli preziosi e i tessuti pregiati definiscono le forme e le funzionalità di borse, scarpe, cinture e accessori che compongono le quattro collezioni del brand: Jazz, Essenza, Skyline e Janus.

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Per la prossima stagione SS 2017, Araldi ha ideato la prima Women’s Capsule Collection, due pochette da sera disponibili in due eleganti colorazioni blu e argento metalizzato. Le borse sono prodotte con pelle esotica e vitello in vernice liscia adornata con una catena staccabile in oro o argento. Ogni accessorio è arricchito con pratiche tasche per conservare in modo ordinato ogni oggetto inserito.

“Qualsiasi articolo è personalizzabile dal colore al pellame, alla chiusura – precisa Nissen –. Gli accessori sono, inoltre, acquistabili in America, in Asia, in Russia, a Venezia presso l’hotel Danieli e nel nostro showroom a Milano in via Montenapoleone”.

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LE COLLEZIONI PER LA STAGIONE SPRING/SUMMER 2017.

Jazz è stata presentata per la prima volta nel 2016. Portadocumenti, zainetti, tote bag, briefcase, e borsoni realizzati con materiali più leggeri, resistenti e impermeabili. Le chiusure a soffietto si combinano con prestigiose chiusure, creando una linea moda adatta all’ufficio.

Adeguata per il lavoro e per la vita di tutti i giorni, la collezione Essenza possiede un design versatile. Briefcase, tote bag, messanger e zainetti creati in vacchetta dal colore naturale e la metalleria risulta invisibile.

L’ever green del brand è la linea Skyline ideata con la tecnica del tamponato rigorosamente rifinita a mano. La collezione 2017 è stata riprogettata per rendere la struttura più morbida con le maniglie poste lateralmente, mentre la metalleria è resa più elegante e sottile. Un perfetto matrimonio tra design e nuovi colori.

Non possono mancare i pezzi iconici prodotti in coccodrillo della collezione Janus, arricchiti dal nuovo lucchetto reversibile, un lato con la rifinitura palladio per un look elegante, mentre il secondo lato più classico con dettagli in cocco per una clientela più sofisticata.

Simone Lucci

COMBATTERE I SEGNI DEL TEMPO CON UNA CORRETTA IDRATAZIONE

COMBATTERE I SEGNI DEL TEMPO CON UNA CORRETTA IDRATAZIONE

Smog, stress, fattori ambientali e una beauty routine inadeguata sono le principali cause della disidratazione cutanea, un vero e proprio problema dermatologico che sorge intorno ai 25 anni, caratterizzato da una pelle scarsamente elastica e visibilmente rovinata. L’acqua, infatti, è un elemento indispensabile per avere una pelle liscia, luminosa e che non lascia trasparire i segni del tempo. Una corretta idratazione consente, quindi, di mantenere un aspetto giovanile, esaudendo, così, “l’eterno desiderio” di donne e uomini.

Dagli studi condotti dal Premio Nobel Peter Agre sul funzionamento dei canali biologici dell’acqua (acquaporine), i ricercatori Artistry hanno sviluppato un trattamento specifico per la cura e la conservazione dell’idratazione. Il programma si basa su un innovativo approccio suddiviso in tre fasi: arricchire la pelle con acqua idratante allo stato puro, organizzare le componenti cellulari nell’epidermide e sigillare lo strato corneo, la barriera più esterna della pelle. Nasce, così, Artistry Hydra-V, una linea ideata con la formula Hydra Complex che contiene rari ingredienti naturali.

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L’acqua pura dei fiordi norvegesi, i minerali delle rocce rosa dell’Himalaya e le bacche di Acai hawaiano sono i tre elementi purissimi contenuti all’interno dei cosmetici

Filtrata dalla speciale sabbia di quarzo di Eresfjord, l’acqua pura dei fiordi norvegesi dona una freschezza immediata agli strati superiori della pelle. I minerali delle rocce rosa dell’Himalaya rimpolpano l’epidermide e donano un’immediata idratazione, mentre le bacche di Acai hawaiano sono ricche di antiossidanti, acidi grassi, e mantengono l’idratazione negli strati cutanei.

La beauty collection Hydra-V è composta da 8 cosmetici: detergente schiumoso rinfrescante, tonico rinfrescante, siero concentrato rivitalizzante, gel idratante rinfrescante, crema gel nutriente, crema idratante reintegrante, crema-gel contorno occhi rinfrescante e maschera idratante.

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La maschera idratante rappresenta l’ultima frontiera dell’idratazione, in quanto dona alla pelle un aspetto più fresco e sano per 8 ore.

Ogni foglio in microfibra della maschera contiene un’essenza concentrata a base di acqua dei fiordi norvegesi, e acido ialuronico che trattiene l’acqua per una quantità pari a 1.000 volte il suo peso. Per ottenere il massimo dell’idratazione, la maschera va lasciata agire per 20 minuti.

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Il prodotto in questione e l’intera linea cosmetica possono adattarsi a tutti i tipi di pelle, e per un maggiore benessere Artistry Hydra-V può essere affiancata dagli integratori alimentari Truvivity by Nutrilite che nutrono e regalano struttura alla cute dall’interno, partendo dagli strati più profondi.

Possedere una pelle sana rappresenta una priorità fondamentale per godere di uno stato di salute ottimale. Una beauty routine completa con cosmetici ricchi d’acqua mantengono l’epidermide luminosa e giovane, ritardando, così, la comparsa dei tanto temuti segni del tempo.

Simone Lucci

Fondata nel 1958, Artistry offre trattamenti intensivi anti-aging clinicamente testati, e prodotti di make-up per labbra, occhi e volto. Le formule innovative sono il risultato di ricerca, sviluppo e controllo qualità garantiti da una rete di oltre 900 scienziati diretti da un consiglio di consulenti scientifici e accademici. La distribuzione avviene tramite una rete composta da oltre 3 milioni di incaricati alle vendite AmwayTM in più di 100 paesi e territori.

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