I VINI SICILIANI NATI SUI COLLI DI SALEMI

I VINI SICILIANI NATI SUI COLLI DI SALEMI

Al centro della Sicilia occidentale si erge la città arabo-normanna di Salemi. Dal terrazzo merlato del castello è possibile godere di un panorama incantato valorizzato da distese di uliveti e vigneti. In questa zona dove il sole tramonta alle spalle delle isole Egadi, nasce la storia della famiglia Ardagna che ha portato a nuova vita Musìta, una vecchia cantina degli anni ’70 e che trae il suo nome dall’omonimo colle su cui vengono coltivati alcuni vigneti.

La passione vitivinicola di Don Ignazio, infatti, è stata tramandata di padre in figlio per cinque generazioni. Un’attività iniziata con pochi ceppi di Catarratto impiantati ad alberello, gestiti con infinito amore e tanta fatica, sino all’acquisizione di circa 50 ettari di vigneto coltivati con nuove tecniche attente all’ambiente, ma con l’entusiasmo del passato.

A un’altitudine che arriva fino a 500 mt. s.l.m., vengono allevati: il Catarratto, il Grillo, lo Chardonnay, il Cabernet Sauvignon, il Syrah e il Nero d’Avola. “Preferiamo i vigneti sulle colline di Salemi posti esattamente nelle vicinanze della cantina e della zona collinare che si espande attorno al sito archeologico di Segesta – precisa l’enologa Carmela Ardagna –. Compriamo, anche, uve da altri fornitori con cui abbiamo contratti pluriennali. Tali vigneti vengono controllati dalla potatura alla vendemmia e seguono il nostro protocollo”.

La raccolta di queste uve viene interamente svolta a mano e i grappoli vengono posti in piccole cassette da 15kg. “In tal modo, il frutto giunge integro in cantina dove una diraspatrice toglie il raspo senza schiacciare gli acini che vengono, successivamente, trasportati all’interno di vasche per mezzo di una pompa peristaltica. Uno strumento nato per il mondo medico e poi adattato al settore enologico”, spiega Carmela Ardagna.

La gestione della cantina e dei vigneti è completamente familiare, e ogni processo di lavorazione viene seguito da esperti agronomi ed enologi che mirano a valorizzare i vini e la terra siciliana. “In futuro, mi piacerebbe vedere la Sicilia come un’isola bio”, riferisce Dino Taschetta, presidente della cooperativa di Mazara Colomba Bianca e marito di una delle proprietarie della cantina Musìta.

All’azienda, infatti, sono state riconosciute: la certificazione biologica e il programma NOP (National Organic Program) per l’esportazione di vino biologico negli Stati Uniti. “I prodotti bio non sono ancora in commercio, ma stiamo lavorando a una linea di vini biologici in purezza con un focus sulle varietà autoctone: Grillo, Catarratto e Nero d’Avola – puntualizza Vito Amato, responsabile marketing e nipote dei proprietari –. Per il mercato americano, stiamo realizzando uno Zibibbo secco certificato NOP”.

Uno dei vini di punta della cantina Musìta è il: Passocalcara metodo classico, presentato per la prima volta con la guida del Giornale di Sicilia, aggiudicandosi nel 2015 il premio come Miglior Spumante della Sicilia.

Tutti i vini Musìta sono prodotti in un’azienda attenta all’ambiente e all’ecosostenibilità. “Abbiamo installato dei pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, abbattendo, così, i consumi – precisa Vito Amato –. E in futuro realizzeremo un impianto fotovoltaico per l’energia elettrica. Nel frattempo abbiamo un contratto con un fornitore di energia elettrica che ci garantisce energia prodotta da fonti rinnovabili, con una particolare sensibilità all’ambiente”.

In Musìta si fondono tradizione e tecnologia, storia e innovazione, dedizione e sapienza, sogno e realtà per creare vini dall’inconfondibile sapore siciliano.

Clementina Speranza – Simone Lucci

UN POLIFENOLO NATURALE CONTRO IL VIRUS DELL’INFLUENZA

UN POLIFENOLO NATURALE CONTRO IL VIRUS DELL’INFLUENZA

Un semplice raffreddore, una più complicata rinosinusite, un’infezione respiratoria ricorrente e una forma allergica: queste alcune tra le malattie delle alte vie respiratorie che costituiscono le più frequenti patologie in età pediatrica.

“Che si parli di raffreddore, influenza, sinusiti o allergie il naso è sempre coinvolto – precisa Matteo Gelardi, Otorinolaringoiatra, Policlinico Universitario di Bari -. In particolare la mucosa nasale, chiamata così proprio perché produce il muco che rappresenta la prima barriera di difesa dagli agenti esterni quali batteri, virus, particolato atmosferico e pollini. La principale causa delle infezioni delle vie aeree è rappresentata dalla fisiologica immaturità immunologica del bambino. Nei primi 3 anni di vita esiste una difficoltà nella produzione anticorpale, soprattutto verso antigeni polisaccaridici. Questa scarsa efficienza delle risposte anticorpali è responsabile anche di una incompleta memoria immunologica con rischio di recidività della stessa infezione. Anche altri meccanismi di difesa sono immaturi; la riduzione della clearance mucociliare determina infatti un prolungamento della permanenza dei patogeni nelle mucose nasali e faringee facilitando l’infezione. Di fronte ad un’infezione delle alte vie aeree il primo quesito che si pone è sulla sua origine: sarà batterica o virale? È un circolo vizioso, conclude l’esperto, perché un’infezione virale determina modificazioni che favoriscono l’infezione batterica e può volgere a batterica se non trattata appropriatamente”.

Recenti pubblicazioni scientifiche hanno dimostrato che il resveratrolo, un polifenolo naturale prodotto dalle piante, ha l’effetto di inibire la replicazione di rhinovirus, virus dell’influenza e virus respiratorio sinciziale. Il resveratrolo è un polifenolo presente in vari tipi di frutta e verdura ed è particolarmente abbondante nella buccia dell’uva. Questa molecola naturale ha diverse proprietà:

– una potente attività antivirale, inibendo la replicazione di rhinovirus (virus del raffreddore), adenovirus e influenza A virus, tre dei più importanti responsabili delle infezioni delle vie respiratorie

– attività antinfiammatoria

– migliora il battito ciliare che consente l’eliminazione del muco e un generale miglioramento della qualità della respirazione.

Un complesso brevettato di resveratrolo e carbossimetilbetaglucano è disponibile in farmacia in spray nasale e gocce nasali. Studi condotti in bambini affetti da rinite allergica persistente e infezioni respiratorie ricorrenti hanno evidenziato che la somministrazione intranasale topica di questo complesso riduce significativamente sia i sintomi nasali (come prurito, starnuti, rinorrea, tosse e ostruzione), sia l’insorgenza di nuove infezioni respiratorie, e conseguentemente anche i giorni di febbre, le assenze da scuola e il numero di visite pediatriche. Tra gli effetti biologici del resveratrolo vanno sicuramente annoverati quelli antivirali e antiossidanti, quelli sul sistema immunitario (protezione dall’infezione e aumentata difesa anti effettiva), antiallergica, sul sistema cardiovascolare (attività anti-aterosclerotica, anti- ipertensiva ed anti-aggregante).

“Rispetto ad altre soluzioni terapeutiche testate sull’adulto e “adattate” al bambino, il complesso di resveratrolo e carbossimetilbetaglucano ha dimostrato le sue proprietà con studi effettuati su pazienti in età pediatrica”, conclude Paola Mastromarino, Microbiologa e Virologa, Dipartimento Sanità Pubblica e Malattie Infettive, Università La Sapienza di Roma.

MALATTIE INFETTIVE E DUE PIANI NAZIONALI PER FERMARLE

MALATTIE INFETTIVE E DUE PIANI NAZIONALI PER FERMARLE

Una malattia infettiva è una patologia causata da agenti microbici o microrganismi che entrano in contatto con un individuo, si riproducono e causano un’alterazione funzionale: la malattia è quindi il risultato della complessa interazione tra il sistema immunitario e il microrganismo estraneo.
I microrganismi che causano le malattie infettive possono appartenere a diverse categorie e principalmente a virus, batteri o funghi.

Le malattie infettive di tipo virale sono causate da virus, entità elementari costituite da materiale genetico (RNA o DNA) circondato da una proteina, un lipide o da un rivestimento glicoproteico.

I virus, una volta entrati in contatto con una cellula ospite, inseriscono il proprio materiale genetico nella cellula stessa, assumendo la direzione delle sue funzioni.

La cellula, così infettata, continua a riprodursi, ma produce proteine virali e materiale genetico del virus anziché i prodotti usuali. La capacità del virus di trasmettersi dipende dal tipo di virus. Alcuni possono trasmettersi attraverso il semplice contatto, gli scambi di saliva, oppure vengono dispersi nell’aria tossendo o starnutendo e quindi inalati da un’altra persona.

Ritenute debellate o sotto controllo, con una mortalità inferiore rispetto ai tumori e alle patologie cardiovascolari, le malattie infettive, di origine batterica o virale, in realtà sono più che mai tra noi. C’è l’influenza, che ogni anno colpisce in Italia circa 5 milioni di persone. Le polmoniti, spesso associate all’influenza, con circa 200 mila casi l’anno e 10 mila decessi, e le meningiti. L’Herpes Zoster, che insieme a influenza e pneumococco forma la cosiddetta “triade maledetta” che minaccia le persone anziane. Ci sono le infezioni da Papillomavirus che possono causare tumori anogenitali. E ancora, le epatiti B e C con centinaia di migliaia di portatori cronici. Le infezioni batteriche multiresistenti che colpiscono ogni anno dal 7% al 10% dei pazienti con migliaia di decessi. Una delle infezioni virali più diffuse al mondo è quella da HCV, il virus dell’epatite C. Questo virus, attraverso l’attivazione del sistema immunitario, provoca la morte delle cellule epatiche (necrosi epatica). Le cellule epatiche distrutte dal virus sono sostituite da un tessuto cicatriziale, con la comparsa di noduli e di cicatrici che determinano la perdita progressiva della funzionalità del fegato. L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di persone positive al virus dell’epatite C. Circa il 2% della popolazione italiana è entrata in contatto con l’HCV e il 55% dei soggetti con HCV è infettata dal genotipo 1. E i portatori cronici del virus sono circa 1 milione, di cui oltre 300 mila diagnosticati: più di 20 mila persone muoiono ogni anno per malattie croniche del fegato (due persone ogni ora) e, nel 65% dei casi, l’epatite C risulta causa unica o concausa dei danni epatici.

La minaccia delle malattie infettive, di origine virale e batterica, è stata centro dell’evento AHEAD (Achieving HEealth through Anti-infective Defense) che si è svolto a Roma e dove rappresentanti di Istituzioni, Autorità regolatorie, associazioni pazienti e clinici hanno fatto il punto sulle strategie di contrasto che il nostro Paese sta mettendo in campo contro le malattie infettive, mostrando una grande capacità di innovazione, grazie a scelte all’avanguardia in Europa, come il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, approvato all’inizio dell’anno, e il Piano contro la resistenza agli antibiotici, il cui varo è imminente.

“Il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, approvato in Conferenza Stato-Regioni il 19 gennaio 2017, individua strategie efficaci e omogenee da implementare sull’intero territorio nazionale dando ampio rilievo alla garanzia dell’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni prioritarie per le fasce d’età e popolazioni a rischio indicate. L’offerta vaccinale adesso è ampia e tra le più avanzate nel mondo”, afferma Ranieri Guerra, Direttore Generale Prevenzione Sanitaria, Ministero della Salute.

La prossima sfida è l’applicazione uniforme del nuovo Piano in tutte le Regioni italiane per assicurare a tutti i cittadini l’accesso equo ai vaccini.

Altro fronte aperto è quello dell’infezione da virus dell’epatite C (HCV). Recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato l’obiettivo dell’eliminazione delle epatiti a livello globale entro il 2030 e tutti i Governi dei Paesi industrializzati – Italia in testa – stanno adottando misure in tal senso. L’eliminazione dell’epatite C passa attraverso l’accesso a terapie antivirali di nuova generazione in grado di eradicare il virus nella maggioranza dei casi.

Se negli ultimi 70 anni l’avanzata delle malattie infettive di origine batterica ha trovato un muro, questo muro è stato rappresentato dagli antibiotici. Ma in anni recenti, l’antibiotico-resistenza, la capacità cioè dei batteri di resistere agli antibiotici, è cresciuta fino a diventare un problema drammatico. In Italia, la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate in Europa. La risposta da dare su questo altro fronte passa per procedure di buona pratica clinica, uso appropriato degli antibiotici introducendo il concetto di stewardship, ossia la possibilità di razionalizzare l’uso degli antibiotici, e la ricerca di nuove terapie antibiotiche in grado di sconfiggere i batteri resistenti. Principi che ispirano il Piano contro la resistenza agli antibiotici che sarà varato in primavera.

 

TISANE IN FORMATO LIQUIDO DA BERE ANCHE FREDDE

TISANE IN FORMATO LIQUIDO DA BERE ANCHE FREDDE

Realizzare una buona tisana è un’arte, come preparare un buon cocktail o un raffinato piatto di alta cucina. E per ottenere un gustoso risultato, è necessario conoscere gli ingredienti e il modo in cui associarli. Nel caso delll tisane, le parti delicate come petali, foglie o steli sottili vanno esclusivamente messe in infusione, mentre le parti legnose come cortecce, radici o frutti essiccati vanno fatti bollire per ottenere un decotto. Prive, inoltre, di teina e caffeina risultano un ottimo sostituto a: caffè, tè, cappuccino e cioccolata.

Le tisane, infatti, sono pratiche e non pongono limiti al loro uso. Insomma, si tratta di bevande senza controindicazioni che possono essere consumate in ogni momento della giornata. Alla mattina, per riscaldare una colazione frettolosa o dietetica. Dopo pranzo facilitano la digestione. Nel pomeriggio, per una pausa distensiva e la sera per conciliare il sonno.

Una formula alternativa è proposta da Witt che le presenta in formato liquido. Per questo sono adatte non solo in inverno, ma ottime anche per dissetarsi in estate diluite in acqua ben fredda. Sono sufficienti 5 ml di prodotto in acqua calda o fredda da assumere 1 o 2 volte al giorno.

Digestiva, Balsamica, Energetica e Rilassante sono le quattro varianti proposte dal brand 100% italiano specializzato nei prodotti naturali per il benessere della persona, e la cura totale del suo ambiente, in assoluta armonia con la natura. Dal 2013, il brand ha aderito al disciplinare VeganOK che certifica l’assoluta assenza di prodotti animali in tutte le fasi della lavorazione dei propri prodotti.

Tarassaco e cardo per depurare e stimolare il fegato, papavero ed eucalipto per un effetto balsamico ed espettorante a livello delle prime vie aeree, goji e zenzero stimolante, antiossidante, e per ritrovare la carica, mentre mandarino e melissa per ritrovare la calma, la serenità e favorire un sonno ristoratore sono gli ingredienti naturali, inseriti nelle tisane, e che aiutano a ritrovare il benessere.

Tutte le tisane sono fonte di nutrienti, come sali minerali, oligoelementi, vitamine, che derivano dalle piante utilizzate. Hanno, inoltre, un’azione reidratante, quindi utilissime per chi non beve a sufficienza o per chi mangia poca verdura. Il calore che si irradia dallo stomaco dopo aver ingerito una tisana ha molti effetti sull’organismo: scalda l’apparato respiratorio, favorendo lo scioglimento di muco e catarro, favorisce la digestione, riscalda l’organismo dopo un colpo di freddo, aiuta a rilassare i muscoli e la mente.

Tale bevanda è, anche, un mezzo per creare aggregazione. Offrirla ad amici, colleghi d’ufficio, clienti, familiari o semplicemente berla in coppia ripropone i vecchi riti erboristici e tribali di amicizia e cooperazione.

Simone Lucci

ARRIVA IN ITALIA IL PRIMO VACCINO ANTI-HPV 9-VALENTE

ARRIVA IN ITALIA IL PRIMO VACCINO ANTI-HPV 9-VALENTE

È il primo e unico vaccino efficace contro nove tipi di Papillomavirus, uno dei virus più diffusi al mondo e secondo agente patogeno responsabile di cancro a livello globale. D’ora in poi, le ragazze e i ragazzi italiani potranno proteggersi contro nove tipi di Papillomavirus umano.

Il 21 febbraio è stato, infatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di riclassificazione in classe H de vaccino indicato per prevenire con efficacia ancora maggiore le lesioni precancerose, i tumori che colpiscono il collo dell’utero, la vulva, la vagina, l’ano e i condilomi genitali causati dai 9 tipi di HPV in adolescenti maschi e femmine a partire dai 9 anni di età.

Le infezioni da HPV possono causare proliferazioni cellulari che si manifestano sotto forma di tumori benigni come i condilomi genitali, o di altre lesioni come le neoplasie intraepiteliali cervicali (CIN) e le lesioni nettamente tumorali. La maggioranza delle lesioni precancerose regredisce spontaneamente; tuttavia, soprattutto nelle lesioni causate dai tipi HPV ad alto rischio, si osserva un rischio significativo di progressione delle lesioni in carcinomi.

Il Papillomavirus è estremamente diffuso: quasi tutte le persone sessualmente attive possono contrarlo. Il 60-90% delle infezioni da HPV, incluse quelle da tipi oncogeni, si risolve entro 1-2 anni dal contagio. A volte, però, il sistema immunitario non riesce a eliminarlo: l’infezione si sviluppa in modo quasi sempre silente e nell’arco di circa 5 anni può condurre alla formazione di lesioni precancerose che possono progredire fino a sviluppare il cancro della cervice o altre forme di tumore ano-genitale in entrambi i sessi anche a distanza di 20-40 anni.

In Europa, ogni anno 39.500 tumori ano-genitali, 342.000 casi di lesioni ano-genitali di alto grado e 760.000 casi di condilomi genitali sono causati dai tipi di HPV coperti dal vaccino 9-valente. In Italia, si stima che ogni anno l’HPV sia responsabile di circa 6.500 nuovi casi di tumori in entrambi i sessi, circa 12.000 lesioni ano-genitali di alto grado nella donna e circa 80.000 casi di condilomi genitali. Ad esclusione del cancro della cervice uterina, per il quale esiste lo screening, per gli altri tumori causati da HPV non si dispone di un test per la diagnosi precoce e, pertanto, essi hanno una mortalità molto elevata in entrambi i sessi.

La vaccinazione anti-HPV è, infatti, stata estesa ai maschi adolescenti dal nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019, incluso nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). “Il dodicesimo anno di vita – riporta il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale – è l’età preferibile per l’offerta attiva della vaccinazione anti-HPV a tutta la popolazione (femmine e maschi). Sulla base delle nuove e importanti evidenze scientifiche, infatti, la sanità pubblica oggi si pone come obiettivo l’immunizzazione di adolescenti di entrambi i sessi, per la massima protezione da tutte le patologie HPV correlate direttamente prevenibili con la vaccinazione”.

Sette dei nove tipi di HPV inclusi nel vaccino (HPV 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58) sono ad alto rischio oncogeno e causano nel mondo circa il 90% dei tumori del collo dell’utero, il 90% dei casi di cancro anale HPV correlati e circa l’80% delle lesioni cervicali di alto grado (lesioni cervicali precancerose definite CIN 2, CIN 3 e AIS). I due tipi di HPV a basso rischio oncogeno 6 e 11, oltre a essere causa del 90% dei condilomi genitali, sono al terzo posto di frequenza tra i tipi di HPV che causano cancro della vagina o del pene, quarti nel cancro della vulva e quinti nel cancro dell’ano.

“Il nuovo vaccino rafforza notevolmente l’intervento di Sanità Pubblica, grazie all’inclusione di ceppi virali non contenuti nei vaccini disponibili fino a oggi, e aumenta la copertura antitumorale dal 70% al 90% dei ceppi oncogeni. Inoltre, consentirà di sconfiggere i condilomi genitali che, oltre ad essere molto fastidiosi, assorbono appunto risorse investibili altrove”, precisa Fausto Francia, Presidente SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica).

Con il Papillomavirus la fertilità è a rischio anche per gli uomini. E il 70% contrae l’infezione. Andrea Lenzi, Presidente SIE (Società Italiana di Endocrinologia) fa luce su questi punti.

L’infezione da HPV colpisce esclusivamente le donne? Quali sono e qual è l’incidenza in Italia per i tumori e le altre patologie causate dal Papillomavirus nell’uomo?
Non è assolutamente vero che l’infezione da Papillomavirus colpisca esclusivamente le donne. Come gli altri virus a trasmissione sessuale, l’HPV colpisce in uguale percentuale gli uomini e le donne. Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria e asintomatica. Tuttavia, se l’infezione persiste, può manifestarsi con una varietà di lesioni della pelle e delle mucose, a seconda del tipo di HPV contratto. Alcuni tipi di HPV sono definiti ad “alto rischio oncogeno” poiché associati all’insorgenza di tumori. In Italia si rileva una prevalenza dell’8% di HPV associati al cancro nella popolazione generale. Circa il 70% dei soggetti di sesso maschile contrae un’infezione da uno o più ceppi di HPV durante l’arco della vita. In Italia è stata anche dimostrata una maggiore prevalenza di condilomatosi nel sesso maschile, soprattutto tra i giovani di età inferiore ai 25 anni, con un preoccupante trend in aumento negli ultimi anni.

Quali sono le conseguenze per l’uomo dei tumori causati dal Papillomavirus e quali sono le conseguenze dell’HPV sulla fertilità e sulle prospettive di genitorialità di questi pazienti?
Le neoplasie HPV-correlate nell’uomo riguardano principalmente l’apparato genitale e il distretto orofaringeo. L’80-95% delle neoplasie anali, almeno il 50% delle neoplasie del pene e il 45-90% delle neoplasie della testa e del collo sono correlate ad HPV. I tumori dell’orofaringe sono 4 volte più frequenti nel maschio rispetto alle femmine e sono principalmente causati, in almeno il 60% dei casi, da HPV 16. Gli studi più recenti hanno evidenziato come il Papillomavirus sia potenzialmente in grado di ridurre la fertilità, riducendo la motilità degli spermatozoi, e di interferire anche con lo sviluppo dell’embrione, aumentando il rischio di aborti. È stato inoltre osservato come l’infezione maschile da HPV sia un fattore di rischio per l’insuccesso della fecondazione assistita.

DIABETE ROMAGNA ONLUS: INIZIATIVE SOLIDALI SOSTENUTE DA FRANCESCO GABBANI

DIABETE ROMAGNA ONLUS: INIZIATIVE SOLIDALI SOSTENUTE DA FRANCESCO GABBANI

Prima vincitore tra le giovani proposte e quest’anno trionfatore nella categoria big, Francesco Gabbani con il suo sorriso e la sua energia ha contagiato tutti sul palco del Festival di Sanremo. Un entusiasmo che il cantante ha dimostrato, anche, in piazza del Popolo Cesena per l’evento Diabetes Marathon Music, e sulla maglietta che indossava per l’occasione la scritta: Perché vogliamo che un giorno il diabete non abbia più potere di decidere della vita di nessuno! Uno slogan lanciato da Diabete Romagna Onlus.

L’associazione ha lo scopo di far uscire allo scoperto gli ostacoli che le persone colpite da questa malattia vivono tutti giorni, e migliorare, così, la qualità della vita di: bambini, adolescenti, mamme in dolce attesa, adulti e anziani. Diabete Romagna, inoltre, sottolinea l’importanza della prevenzione e si impegna per diffondere sani stili di vita.

Le iniziative della Onlus, infatti, sono dedicate alla prevenzione, alla diagnosi precoce, al trattamento e alla riabilitazione, con la finalità di sensibilizzare la popolazione alla malattia, e di sostenere la persona con diabete nella gestione quotidiana della patologia per evitare l’insorgere di complicanze.

Sono numerosi i progetti organizzati dall’associazione: la lotteria solidale Diabete Beach, “Portiamo il sorriso a casa” che offre assistenza medica domiciliare al paziente non autosufficiente, “Un ombrellone per un sensore” che consente di trascorrere una piacevole giornata sulla spiaggia di Cesenatico grazie a un sensore glicemico posto sui lettini dei bambini diabetici, e poi ancora i Campus allestiti in Emila Romagna dedicati ai bambini per la condivisione e il confronto tra famiglie, con il supporto del personale sanitario dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna.

Tutte iniziative realizzate, anche, con l’aiuto della voce radiofonica di Daniele Tigli, che con i volontari di Diabete Romagna Onlus hanno realizzato un breve video per raccontare la giornata tipo di una persona con diabete. I protagonisti sono stati gli stessi volontari dell’associazione, tutti giovani che hanno aperto le loro case e i momenti più intimi della loro vita con questa malattia.

Gli impegni della Onlus possono rendere il messaggio impresso sulla T-shirt di Francesco Gabbani un vero tormentone, ed impedire, così, al diabete di decidere della vita delle persone.

Simone Lucci

CERESIO 7: LA CURA DEL CORPO CON IL PROGETTO “GYM & SPA”

CERESIO 7: LA CURA DEL CORPO CON IL PROGETTO “GYM & SPA”

I gemelli Dean e Dan Catenacci, alias Caten, stilisti di Dsquared2 sono noti per le loro collezioni originali e per le loro sfilate-evento. Una tra le più originali, il defilè maschile Autunno/Inverno 2010 aperto da Bill Kaulitz che scende dal soffitto in un ascensore-gabbia, in perfetto stile Rocky Horror Picture Show. Le loro creazioni sono indossate da Britney Spears, Madonna, Justin Timberlake, Ricky Martin e Lenny Kravitz. La creatività al quadrato dei due gemelli, figli di genitori italiani emigrati in Canada, non si limita però al mondo del fashion.

Durante la settimana della moda maschile dello scorso gennaio, infatti, è stato inaugurato il loro nuovo progetto lifestyle: “Gym & Spa”, uno spazio dedicato alla cura del corpo a 360 gradi in via Ceresio 7 nell’ex sede storica dell’Enel, un edificio monumentale costruito in pieno regime fascista, e rinato grazie a un restauro conservativo.

Il ristorante milanese con piscina, sorto nel 2013 con una suggestiva vista su Milano, si arricchisce, così, con un Club e ambienti deluxe curati dai gemelli Caten, in collaborazione con lo studio d’architettura e design Storage.

“Gym & Spa amplia il nostro progetto di lifestyle iniziato tre anni fa con l’apertura di Ceresio 7 Pool & Restaurant – riferiscono gli stilisti –. Amiamo prenderci cura di noi stessi, e ci piace l’idea di poter offrire un ambiente dove rigenerarsi e che riflette il nostro stile”

Progettato seguendo lo spirito di un esclusivo club privato, lo spazio è dotato di un centro innovativo riservato a selezionati membri che possono sperimentare un nuovo approccio al benessere, alla nutrizione, al balancing fitness e all’equilibrio psicofisico. Il singolare e rilassante club comprende un’ampia area dedicata al fitness, sale dedicate a sessioni di training individuali e collettive con prodotti Technogym® di ultima generazione.

L’area beauty and wellness comprende, invece, piscina, idromassaggio, bagno turco, sauna e cabine per massaggi e trattamenti di bellezza, mentre la SPA, nominata Ambassade de la Beauté Biologique Recherche®, propone trattamenti esclusivi per il viso e per il corpo firmati dalla rinomata casa di bellezza francese.

Ai membri del club, inoltre, sono messi a disposizione programmi di training personalizzati, piani di nutrizione per migliorare il metabolismo e trattamenti di bellezza curati da un team di professionisti. Ogni socio disporrà, così, di un file in cui confluiscono i programmi di allenamento personalizzati studiati da un team di professionisti guidati da Davide Rombolotti, responsabile del club, in combinazione al lavoro di un’equipe medica.

L’ecclettismo dei gemelli Caten stupisce ancora. Milano, da capitale della moda italiana, diventa anche il centro pulsante del benessere “al quadrato” con programmi che aiutano a ritrovare la forma fisica e affrontare la vita sempre più frenetica della città.

Simone Lucci

IL RIVOLUZIONARIO FILLER FAI-DA-TE DEDICATO AGLI UOMINI

IL RIVOLUZIONARIO FILLER FAI-DA-TE DEDICATO AGLI UOMINI

Fino a qualche anno fa era un tabù, oggi invece gli uomini non vogliono rinunciare ad apparire giovani, belli e curati. Sembrano finiti i tempi del bel tenebroso con lo sguardo incorniciato da qualche segno del tempo, occhi magnetici alla Clint Eastwood, George Clooney, Vincent Cassel, star del cinema hollywoodiano che fanno innamorare donne di tutto il mondo.

Ora anche gli uomini temono le rughe. Sempre di più sono interessati al mondo del beauty, e decidono di fare ricorso a cure cosmetiche ed estetiche, prediligendo prodotti semplici, non invasivi e trattamenti di breve durata. Non solo rasoio e schiuma da barba, ma anche creme idratanti, anti-rughe, sieri, maschere, scrub e filler arricchiscono il beauty-case di lui.

Ad assecondare questa tendenza un rivoluzionario filler fai-da-te, un trattamento antirughe dedicato al contorno occhi, applicabile come un cerotto comodamente a casa e con un’efficacia di livello professionale. Grazie alle sue microstrutture cristallizzate di acido ialuronico puro e addizionato di fattori di crescita (EGF). Si chiama B-SELFIE di Phasetech e penetra il primo strato della pelle senza punture e in maniera completamente indolore, rilasciando in profondità il principio attivo per un riempimento immediato della depressione delle rughe. Attraverso il fattore di crescita, inoltre, il cosmetico promuove la rivitalizzazione del tessuto e la distensione della pelle dopo due ore dall’applicazione.

Ma qual è la corretta beauty routine per un risultato efficace? È sufficiente purificare, asciugare l’area perioculare, e posizionare il cerotto sotto l’occhio, tamponando delicatamente con la punta delle dita. Non è solo un trattamento pensato per esigenze last minute, può anche essere utilizzato per ottenere un effetto più prolungato con quattro trattamenti a distanza di 48 ore l’uno dall’altro.

Un filler semplice da utilizzare tra le mura di casa, e che permette a ciascun uomo di allontanare i tanto temuti segni del tempo e ritrovare, così, uno sguardo fresco e giovane.

Simone Lucci

“VIVI CON VIGORE” IL PROGETTO PER I SENIOR

“VIVI CON VIGORE” IL PROGETTO PER I SENIOR

In Italia, oltre un quarto della popolazione, circa 16 milioni di persone, è tra i 50 e i 70 anni. Pur mostrandosi sempre più attente al proprio benessere, non ritiene soddisfacente il proprio stato di salute. È quanto emerge dai dati dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità.

– una persona over 50 su tre è completamente sedentaria
– nove su dieci non riescono a seguire una corretta alimentazione
– quasi la metà non ritiene soddisfacente il proprio stato di salute.

In occasione del convegno “Sport, Alimentazione, Vitalità a Misura di Senior” patrocinato da Regione Lazio, CONI e Italia Longeva è stata presentata la campagna Vivi con Vigore, un progetto organizzato da A.S.C. Vitattiva e Abbott per contribuire a promuovere educazione sui corretti stili di vita.

Vivere una vita più sana e prevenire le patologie tipiche della terza età è possibile se si è opportunamente informati e coinvolti, così come emerge da una recente survey condotta da A.S.C. Vitattiva. L’associazione ha chiesto alle persone over 50 che prendono parte alle attività motorie e sociali proposte un’opinione in merito alle proprie abitudini salutari e ha trovato che:

– il 63 % svolge regolarmente un’attività fisica
– l’80% segue un’alimentazione il più possibile sana e bilanciata
– il 68% socializza e partecipa alle diverse attività
– il 75% afferma di affrontare la vita quotidiana con più energia.

“L’efficacia della combinazione sinergica tra nutrizione, attività fisica e socializzazione resta valida a tutte le età. Il segreto per restare in forma sta nel mantenere sempre in movimento mente e corpo con attività studiate e personalizzate nel rispetto delle singole possibilità – afferma Alfonso Rossi, Presidente A.S.C. Vitattiva -. Non è mai troppo tardi per correggere il proprio stile di vita, perseguire nuove passioni e porre al centro felicità e benessere”.

A partire dai 40 anni si comincia a perdere per ogni decade l’8% della massa muscolare.
Uno studio pubblicato recentemente sul Journal of the American Medical Directors Association, conferma l’importanza di intervenire su forza ed efficienza muscolare per migliorare la qualità di vita e prevenire le patologie tipiche della terza età.
“Ad Expo 2015, abbiamo condotto una survey su oltre 3 mila visitatori che ha dimostrato la correlazione tra età e perdita di forza ed energia – dichiara Francesco Landi, Professore associato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma -. Abbiamo dimostrato inoltre la correlazione tra un adeguato apporto proteico, una regolare attività fisica e il mantenimento della massa e della forza muscolare nei senior, a conferma dell’importanza della sana alimentazione e del movimento dopo i 50 anni”.
Oltre al movimento, un’alimentazione sana, che include una buona scelta di cibi ricchi di proteine, può contribuire a mantenere nel tempo la massa muscolare e il normale funzionamento dei muscoli e delle ossa.
“Seguire una dieta equilibrata può essere una vera sfida oggi, tra pasti frettolosi e cattive abitudini a tavola. Ecco perché, in questi casi, è importante seguire i consigli di uno specialista della nutrizione – afferma Evelina Flachi, specialista in scienza dell’alimentazione e nutrizionista -. Per una buona condizione fisica muscolare e per favorire un buono stato di salute non devono mancare nella dieta tutti i nutrienti, nelle diverse proporzioni e in relazione agli individuali consumi energetici e stili di vita”.
Attraverso l’adozione di corretti stili di vita, un’alimentazione sana e intelligente, un regolare esercizio fisico e un atteggiamento positivo, è possibile restare in forma, sentirsi bene e ritrovare forza e vitalità.
Per saperne di più sulla campagna Vivi con Vigore, che si compone di un portale web compatibile con tablet e smartphone, materiali informativi su salute e nutrizione e incontri di sensibilizzazione.

A.S.C. Vitattiva

VITATTIVA nasce nel 2002 ed è un’organizzazione che promuove e realizza attività di prevenzione, per la salute e il benessere, favorendo i corretti stili di vita con la finalità di un invecchiamento attivo per il mantenimento della propria autosufficienza. Ha come obiettivo quello di mantenere sempre in movimento Mente e Corpo con attività studiate e mirate alle diverse fasce di età.

IN PIAZZA DEL DUOMO A MILANO LE PALME DEI GIARDINI SEGRETI

IN PIAZZA DEL DUOMO A MILANO LE PALME DEI GIARDINI SEGRETI

Filari di palme e banani decorano le aiuole attualmente presenti di fronte alla Cattedrale milanese, creando un gioco di vegetazione di grandi foglie sempreverdi, mentre arbusti, graminacee e piante perenni con fioriture alternate durante le stagioni garantiscono sempre vivacità e colore alla città. Questa è l’iniziativa che cambia il look della Piazza del Duomo a Milano, attraverso un progetto di restyling total green dell’architetto milanese Marco Bay, autore di altri lavori dell’Hangar Bicocca, della Deutsche Bank e della Serenissima in via Turati.

“Miami non c’entra, queste piante le posso considerare lombarde perché vivono felici da più di cent’anni nei giardini segreti milanesi anche a temperature rigide – racconta Marco Bay –. E io ho voluto portare in città l’eleganza milanese di questi luoghi, eleganza che già Stendhal aveva ammirato e ricordato. Non ho fatto che compiere un gesto contemporaneo nel disporre le piante in questo modo”.

Un’istallazione che ricorda la piazza centrale della città come appariva tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: ampie aiuole con palme basse, che oltre un secolo fa affascinavano i milanesi, mentre oggi fanno tanto discutere. “Sono contento che se ne discuta e che la gente scatti fotografie – afferma l’architetto –. Per esprimere un giudizio bisogna aspettare però la fine dei lavori, in primavera”.

Nel “salotto” più importante del capoluogo meneghino non un giardino, ma un allestimento che durerà tre anni, dove si alterneranno anche altre varietà di piante per arricchire di sfumature la nuova foresta tropicale vegetali: canne giganti cinesi durante la stagione autunnale, un tappeto di bergenia per le giornate primaverili, grandi fiori d’ortensia, Vanille Fraise e ibisco in estate.

Milano pensa in grande e questa volta anche esotico, per regalare ai cittadini un’oasi verde in centro città, grazie al progetto finanziato da Starbucks, la catena statunitense di caffetterie fondata a Seattle da Howard Schultz. Il colosso americano che ha per simbolo una sirena verde ha vinto, infatti, il bando di sponsorizzazione lanciato da palazzo Marino, e, inoltre, entro settembre 2017 aprirà la prima caffetteria italiana nell’ex palazzo delle Poste in piazza Cordusio.

“Realizzato nell’arco di un mese, il restyling della Piazza del Duomo dimostra che tali forme di collaborazione tra pubblico e privato sono proficue nel trovare soluzioni che rendano più curate le aree verdi della città – riferisce Pierfrancesco Maran, l’Assessore al Verde –. Le piante sempreverdi donano un tocco esotico alla piazza, mentre gli alberi attualmente presenti sono ripiantati in altre aree di Milano”.

Con il cambio look, Milano si lascia alle spalle l’appellativo di città “triste e grigia”, e si colora di verde senza trascurare delle pennellate di nuance tropicali.

Simone Lucci

L’ARTISTA DEI TACCHI A SPILLO APPRODA A MILANO CON UNA MOSTRA DI SCARPE NATURALI E MADE IN ITALY

L’ARTISTA DEI TACCHI A SPILLO APPRODA A MILANO CON UNA MOSTRA DI SCARPE NATURALI E MADE IN ITALY

Le Mary Jane, i tacchi a spillo e le cosiddette “Manolos” sono le calzature che tornano alla memoria quando si sente nominare il re spagnolo delle scarpe Manolo Blahnik. Le sue creazioni sono nelle vetrine più cool, ai piedi di star internazionali e, anche, nella serie televisiva cult Sex and the City, dove la giornalista Carrie Bradshaw passeggia per le vie di Manhattan sfoggiando scarpe che hanno fatto sognare un’intera generazione di fashion victim. Creazioni uniche che hanno dettato tendenza per anni, decretando il successo a livello mondiale di numerosi designer.

Per consentire a tutte le shoes addicted di continuare a sognare, il cultore dei tacchi a spillo è approdato a Milano con la mostra The Art of Shoes a Palazzo Morando fino il 9 aprile 2017, dove racconta la sua storia con 80 disegni e 212 modelli della propria collezione privata, ciascuno dei quali possiede un nome.

La mostra è un vero omaggio all’Italia con tracce di opere barocche, coralli siciliani, sculture greco-romane e qualche riferimento a “Il Gattopardo” di Luchino Visconti. Tutte le creazioni sono, infatti, made in Italy, realizzate a Parbiagio con tessuti naturali. Broccato, satin, taffetà e cashmere sono i tessuti utilizzati del designer che dimostrano la sua attenzione ai dettagli. Due sezioni che compongono la mostra sono dedicate ai materiali, alla natura e alle creazioni “botaniche”, con sandali rampicanti, intrecci floreali, e modelli che risentono di influenze geografiche e ambientali. Africa, Russia, Giappone, Spagna, fino all’Inghilterra e a Londra, dove Blahnik vive, sono i Paesi che lo hanno inspirato.

Il signore dei tacchi a spillo rende omaggio, anche, ai suoi miti, da Alessandro Magno a Brigitte Bardot. Ad alcune delle scarpe più bizzarre da lui create negli anni e all’architettura, con tacchi scultura e creazioni svettanti. Nell’esposizione si possono ammirare gli schizzi preparatori della prima scarpa prodotta da Manolo Blahnik nel 1971, fino alle ultime eccentriche calzature nate in collaborazione con il marchio Vetements e la popstar Rihanna, e poi ancora la selezione di scarpe ideate in esclusiva nel 2006 per il film di Sofia Coppola Marie Antoniette.

Oltre alle creazioni del couturier spagnolo, all’esposizione si possono ammirare calzature antiche provenienti dalle collezioni delle Civiche Raccolte Storiche dei Musei milanesi. Una scelta che sottolinea che nel corso della storia la scarpa non rappresenta solo un accessorio, ma anche un oggetto d’arte: passato e futuro convivono e si esaltano a vicenda, in un magico interscambio. Capita, così, che una pianella dell’800 sia esposta vicino a un tacco 12 di Blahnik perché entrambe sono realizzate con lo stesso, identico materiale.

Con la sua prima mostra italiana, Manolo Blahnik festeggia 46 anni di carriera. Perché proprio Milano? “Perché è stata la mia casa, un posto magico che mi ha ispirato anche grazie a due donne, due indimenticate amiche: Anna Piaggi e Franca Sozzani”, afferma il couturier spagnolo.

Simone Lucci

IL MIELOMA MULTIPLO E UN NUOVO TRATTAMENTO

IL MIELOMA MULTIPLO E UN NUOVO TRATTAMENTO

Il mieloma multiplo (MM) è un tumore del sangue ad oggi incurabile, che colpisce le plasmacellule, un tipo di cellule del midollo osseo che in condizioni normali contribuiscono a combattere le infezioni. Quando le plasmacellule diventano tumorali e si moltiplicano troppo velocemente, vengono dette cellule mielomatose.
L’accumulo di queste cellule porta alla formazione di lesioni tumorali nelle ossa di tutto il corpo. Il midollo osseo sano produce cellule staminali da cui si generano globuli rossi che trasportano ossigeno nel corpo, globuli bianchi che combattono infezioni e malattie, o piastrine essenziali nella coagulazione del sangue.
I problemi di salute causati dal mieloma multiplo possono coinvolgere le ossa, il sistema immunitario, i reni e i globuli del sangue.
Il mieloma multiplo è una malattia rara e rappresenta circa l’1% di tutti i tumori. È caratterizzato da un modello ricorrente di remissione e recidiva. Si parla di remissione nel mieloma multiplo quando non sono presenti segni clinici o sintomi. Si parla, invece, di recidiva quando i segni o i sintomi della malattia ritornano dopo un periodo di miglioramento. La capacità di raggiungere e mantenere una risposta significativa ai trattamenti diminuisce ad ogni recidiva a causa della resistenza acquisita ai farmaci e della progressione biologica della malattia: per ogni successiva recidiva si osserva una diminuzione in termini di tasso di risposta di circa il 58% in seconda linea, del 45% in terza linea, del 30% in quarta linea e del 15% in quinta linea, con una riduzione dell’aspettativa di vita dopo ogni ricaduta. Quando una malattia è refrattaria significa che non risponde più al trattamento.
In Italia convivono con un mieloma multiplo, a 5 anni dalla diagnosi, 13.983 persone di età media attorno ai 65 anni (80% dei casi d’insorgenza dopo i 60 anni). Ogni anno si contano 5.200 nuovi casi e 3.200 decessi, a 5 anni dalla diagnosi solo il 45% dei pazienti sopravvive.

“Il mieloma multiplo è una patologia dell’anziano, tanto che l’incidenza non è uniforme nelle differenti fasce d’età è molto bassa nei soggetti di età inferiore ai 55 anni, meno di 1 caso per 100.000 per anno, arriva a 12 casi per 100 mila ogni anno nella fascia d’età compresa tra i 56 e i 64 anni, arrivando fino a 30 nuovi casi per 100 mila abitanti ogni anno nei soggetti di età superiore ai 65 anni – afferma Fabrizio Pane, Direttore U.O. Ematologia e Trapianti, A.O.U. “Federico II”, Napoli e Presidente SIE – Società Italiana di Ematologia –. In Italia l’incidenza stimata è di 8,75 nuovi casi per 100.000 abitanti per anno, ovvero circa 5.600 nuovi casi ogni anno; nel nostro Paese si stimano oggi quasi 30.000 pazienti in trattamento o in monitoraggio”.

È arrivato in Italia il primo degli inibitori irreversibili del proteasoma di seconda generazione per il trattamento del mieloma multiplo recidivato. Grazie a un meccanismo d’azione innovativo che inibisce il proteasoma con un’azione dura e selettiva si sono ottenuti risultati consistenti negli studi clinici e il farmaco ha dimostrato di influire positivamente anche sulla qualità di vita dei pazienti trattati, con miglioramenti subito percettibili, ad esempio nel sollievo per il dolore osseo, e un buon profilo di tossicità.

“Due studi pubblicati su Journal Clinical Oncology e Lancet Oncology hanno chiaramente dimostrato che tale farmaco è in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti rispetto ai pazienti trattati con la terapia convenzionale di controllo questa è la dimostrazione che l’efficacia di un farmaco, valutata dai medici in termini numerici di riduzione della massa tumorale, è percepita in modo positivo dai pazienti con un obiettivo miglioramento della loro qualità di vita”, sottolinea Mario Boccadoro, Direttore di Clinica Ematologica I, Università degli Studi di Torino.

Sintomi del Mieloma multiplo
La causa precisa del mieloma multiplo non è ancora conosciuta.
Nei primi stadi della malattia non sono presenti sintomi, rendendo molto difficile una diagnosi precoce.
I sintomi e i segni del Mieloma multiplo possono comprendere, ma non limitarsi a:

  • Sanguinamento anomalo
  • Dolore alle ossa e o alla schiena
  • Fratture alle ossa della spina dorsale, dell’anca e del cranio
  • Bassi livelli dei valori dell’emocromo
  • Alti livelli di calcio nel sangue
  • Sintomi al sistema nervoso, comprendenti compressione del midollo spinale, danni ai nervi e iperviscosità
  • Problemi ai reni
  • Infezioni

Fattori di rischio
Gli specialisti hanno rilevato alcuni fattori di rischio che possono influenzare le probabilità di avere il mieloma multiplo. Quelli più comuni sono:

  • Età: la malattia si verifica più frequentemente in persone tra i 65-74 anni
  • Storia familiare: avere un parente stretto con mieloma multiplo aumenta di quattro volte il rischio
  • Genere: negli Stati Uniti, l’incidenza è più alta di 1,5 fra gli uomini rispetto alle donne
  • Radiazioni: l’esposizione ad alte quantità di radiazioni, in gran parte dovute a fattori ambientali
  • Razza: più comune fra le persone di origine africana
  • Peso: essere in sovrappeso
  • Avere altre malattie delle plasmacellule: molte persone con gammopatia monoclonale di significato incerto o plasmacitoma solitario potrebbero sviluppare il mieloma multiplo.


Diagnosi
Analisi di laboratorio su sangue e/o urine, risonanza magnetica e una biopsia del midollo osseo possono essere eseguite su persone che presentano i sintomi del mieloma multiplo.

  • Test di laboratorio: le analisi del sangue e delle urine possono determinare se è presente una quantità anomala di proteine che può segnalare la diagnosi del mieloma multiplo1
  • Test di imaging: radiografie, risonanza magnetica, TAC o la PET (tomografia ad emissione di positroni) possono essere eseguite per identificare lesioni alle ossa associate al mieloma multiplo10
  • Biopsia del midollo osseo: le biopsie del midollo osseo determinano se ci sono plasmacellule anomale nel midollo osseo e possono anche essere utili per analizzare le loro anomalie cromosomiche.10

Trattamenti
Al momento non esistono cure risolutive per il mieloma multiplo: l’obiettivo dei trattamenti che vengono utilizzati è alleviare la sofferenza, controllare le complicanze della malattia, stabilizzare le condizioni cliniche e rallentare il progredire della malattia.1 I trattamenti prescritti per il mieloma multiplo dipendono in gran parte dallo stadio della malattia e dal singolo paziente.1

Le opzioni di trattamento possono comprendere una o una combinazione delle seguenti terapie:

  • Chemioterapia e corticosteroidi per uccidere le cellule del mieloma2
  • Terapie mirate per bloccare la crescita ed eliminare le cellule del mieloma2
  • Alte dosi di chemioterapia con trapianto di midollo osseo o di cellule staminali ematopoietiche per sostituire le cellule malate2
  • Bifosfonati per ridurre il dolore osseo e le fratture2
  • Radioterapia per trattare le lesioni ossee o per alleviare il dolore.1
UNGHIE DI TENDENZA E MANI GIOVANI CON GLI INNOVATIVI COSMETICI ANTI-AGE

UNGHIE DI TENDENZA E MANI GIOVANI CON GLI INNOVATIVI COSMETICI ANTI-AGE

“L’età è solo un numero”, si dice. Le mani, però, non mentono, sono lo specchio dell’età e rappresentano un importante biglietto da visita per donne e uomini. Molte volte, infatti, siamo rimasti affascinati da mani da pianista lisce, snelle e affusolate, e altrettante volte siamo rimasti turbati da mani troppo invecchiate rispetto ad altre zone del corpo come il viso. L’inquinamento, i fattori ambientali e la continua esposizione al sole sono le cause che provocano la diminuzione di elastina e collagene, due importanti proteine presenti nel derma.

Allora, com’è possibile avere mani giovani e splendenti a ogni età? Bisogna curarle con crema, siero, sapone, scrub per eliminare le cellule morte, e maschera per rigenerare la cute.

Dal 1981 un brand belga crea cosmetici professionali per una beauty routine giornaliera e per la cura di mani, piedi, unghie con ingredienti scelti accuratamente per rigenerare la pelle in profondità, e con profumazioni che riducono al minimo il rischio di reazioni allergiche, utilizzabili 24 ore su 24.

Dall’azienda ProNails Hand Care nascono così sapone, crema, siero, scrub, maschera e diverse linee di smalti, per concludere una piacevole e perfetta manicure.

Oltre a idratare, i cosmetici della ProNails Hand Care hanno forte azione Anti-Age e ritardano la comparse dei segni del tempo grazie alle presenza della protezione solare (SPF15) che contrasta l’azione dei raggi UVA e UVB, e hanno una dose extra di antiossidanti che neutralizzano i radicali liberi.

Anti-Age Deep Serum super concentrato di antiossidanti, per una cura e protezione completa delle mani, la Crema Mani Anti-Age che protegge la pelle dai raggi UVA e UVB, dallo smog e dall’inquinamento, Gentle Hand Soap, un sapone con un pH fisiologico in grado di eliminare i batteri, Refining Hand and Body Scrub che lascia la pelle setosa e luminosa, e Replenishing Hand mask, una maschera mani profondamente nutriente, rigenerante e ristrutturante, sono i cosmetici proposti da ProNails Hand Care.

E per concludere una pennellata di smalto. Nuances soft, sofisticate e chiare, abbinate ai delicati toni della terra, i metallizzati, i perlati brillanti, smalti dai toni rosati, cioccolato, blu, arancio e rosso arricchiti da immancabili tocchi dorati. E grazie alla rivoluzionaria ed esclusiva tecnologia LongWear, le linee di smalti hanno una durata maggiore e un’estrema tenuta in soli tre passaggi.

Piccoli gesti quotidiani e cosmetici innovati preservano le mani in buone condizioni, e l’invecchiamento cutaneo sarà, così, solo un lontano ricordo.

Simone Lucci

IL CANNOLO MADE IN SICILY VOLA A MILANO

IL CANNOLO MADE IN SICILY VOLA A MILANO

“Cosa c’è di meglio di un cannolo di ricotta per ritemprarsi? Affondi i denti nel croccante della sfoglia, e la crema fugge via dall’involucro che la teneva prigioniera, e ti incolla di morbida dolcezza. Un cannolo di ricotta ti rimette in sesto. Ti riconcilia col mondo e con la vita”, scrive Rosalba Perrotta in Vita candita (ed. Giulio Perrone). E in effetti un cannolo siciliano suscita sensazioni di voluttuosa piacevolezza, e favorisce una condizione di beato benessere.

Parte proprio dal cannolo l’avventura di Stefano Massimino, giovane imprenditore catanese che porta in Expo il Re dei dolci siciliani. È il boom: si sparge presto la voce di questo squisito dolce espresso, e tutti i giorni una coda lunghissima aspetta di poterlo gustare. Oltre 130 mila pezzi venduti. “Le persone tornavano ogni giorno a fare la fila per il nostro cannolo”, racconta Stefano Massimino.

Il segreto? Fare le cose bene, con ingredienti semplici, lavorati da mani esperte, formate dall’esperienza di generazioni. Il cannolo espresso siciliano Ammu è realizzato secondo la ricetta storica di una nobile famiglia palermitana, elaborata e affinata nel corso di centinaia di anni. Le cialde, con un pizzico di cacao, sono preparate quotidianamente da un laboratorio artigianale di Catania, e la ricotta proviene da un caseificio del palermitano. Anche i prodotti per le guarnizioni sono rigorosamente siciliani: le gocce di cioccolato fondente di Modica, la scorzetta d’arancia candita che proviene da un aranceto certificato siciliano, e il pistacchio DOP Bronte. Il tutto viene spedito quotidianamente a Milano per via aerea, e in poche ore fresco e pronto per essere preparato e servito espresso, al momento.

L’inaspettato successo riscosso in Expo convince Stefano Massimino a portare alla città di Milano il cannolo e anche una selezione di altre delizie siciliane. Ammu è il nome scelto per i suoi negozi, si tratta del verso che le mamme siciliane fanno imboccando i figli, un suono che deriva dall’esortazione “ammucca”, cioè metti in bocca.

Oltre al cannolo, indiscusso protagonista e simbolo di Ammu, nei negozi di Corso Magenta 22 e Corso Garibaldi 84 si trovano, sotto l’insegna dell’e-commerce “Inside Sicily”, ricercati prodotti siciliani. “Li ho appositamente selezionati in oltre 400 aziende, per raccontare tutte le tipicità della Sicilia. E la ricerca continua ancora”, afferma l’intraprendente titolare.

Il pistacchio di Bronte, che spazia dal pesto alla crema spalmabile, dalla farina agli snack; le marmellate all’arancia, ai fichidindia, ai gelsi neri e una particolarissima crema al cedro. Liquori al melone, al cioccolato di Modica, al finocchietto selvatico, l’amaro all’arancia rossa “Amara” e quello alla mandorla di Sicilia “Mennula”.

Tutto ciò accanto ai pesti tipici siciliani, alla pasta con grani antichi di Sicilia, al miele di api nere, alle tavolette di cioccolato di Modica, alle paste di mandorla, alle conserve di pomodorini Pachino, all’olio e ai vini. Questi sono solo alcuni dei prodotti che si possono acquistare. E quando è stagione, c’è poi la classica granita fatta come ad Acireale, morbida e cremosa, ai gusti tipici dell’isola: caffè, cioccolato, mora di gelso, pistacchio, mandorla e limone.

Il cannolo Ammu è disponibile anche gluten free e nella confezione da asporto, per goderne anche a casa. “Per stupire amici e parenti, abbiamo pensato al ‘Kit cannolo fai-da-te’ con cui assemblare sul momento il vero cannolo siciliano: cialde, un sac à poche di ricotta (minimo 500 gr equivalente a 5 cannoli) e granella di pistacchio, bottoncini di cioccolato e scorzette d’arancia per guarnire – spiega Massimino -. Il tutto, ovviamente, appena spedito dalla Sicilia. Pochi ingredienti, genuini, senza conservanti, e preparati con amore. Ammu è dolcezza, appagamento immediato dei sensi: lo spirito della Sicilia in un boccone”.

Il cannolo, il dolce che più rappresenta la terra siciliana e che affonda le sue radici nell’antichità, racchiude in sé l’incontro tra diversi saperi e sapori.

                                                                                                                                                      Clementina Speranza

LA STORIA DEL CANNOLO SICILIANO

Il cannolo era il dolce di carnevale per eccellenza, nel tempo però è stato talmente apprezzato da essere, ormai, disponibile tutto l’anno; un tempo, invece, quando la ricotta non si produceva, cioè tra i mesi di maggio/giugno e settembre/ottobre, al posto del cannolo si servivano le “ova murine”, sorta di piccole crespelle dolci al cioccolato arrotolate ripiene di crema bianca all’amido: era il cannolo in versione estiva.

“Ma più gradito di qualunque altro cibo carnevalesco è il cannolu, boccone ghiotto di popolani, di borghesi e di nobili, desiderato da poveri e da ricchi. Il cannolu è un cialdone pieno, una pasta dolciastra fritta e tenerissima, accartocciata a forma di grosso cannello o bocciuolo, che si riempie di una squisita crema di latte, zucchero o giulebbe, cioccolata, pistacchio e altri simili ingredienti”, scriveva così nel 1889 in Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, Giuseppe Pitrè celeberrimo etnologo che come nessun altro ha saputo raccontare la Sicilia.

Ma quando nasce questo dolce simbolo della Sicilia? Secondo la leggenda, al tempo della dominazione araba in Sicilia, le donne dell’harem dell’emiro di Caltanissetta che non godevano dei suoi favori si consolavano mangiando cannoli, ma la realtà storica è ben più antica. Si hanno notizie che già al tempo dei Sicani c’era l’uso di dolcificare la ricotta con il miele, come tuttora fanno molti dei pasticcieri di Piana degli Albanesi, i cui cannoli sono considerati tra i migliori di Sicilia. Cicerone parla di un ‘Tubus farinarius, dulcissimo, edulio ex lactefactus’ (cilindro a base di farina, molto dolce, preparato con latte buono da mangiare). Da allora in avanti questo dolce è stato sempre presente nella nostra pasticceria ed è riconosciuto come emblema della Sicilia nel mondo.

Anna M. Martano,
Prefetto Sicilia di AIGS (Accademia Italiana Gastronomia Storica e Gastrosofia) e di Direttrice Accademica de I Monsù (Accademia Siciliana di Enogastronomia)

BENESSERE PSICOFISICO CON LA FLORITERAPIA

BENESSERE PSICOFISICO CON LA FLORITERAPIA

Per gli antichi erboristi: forma, profumo, gusto e luogo di crescita di una pianta indicavano il suo potere curativo. I fiori di zucca, la cui forma ricorda il capo, erano utilizzati per curare il mal di testa e l’insonnia, le ortiche risultavano un ottimo toccasana per la cattiva circolazione, mentre le malattie che peggiorano con l’umidità come la tosse e i reumatismi venivano curate con il salice, una pianta tipica dei territori umidi. E poi ancora, per fronteggiare l’itterizia erano utilizzati il tarassaco o l’agrimonia, due fiori gialli, colore tipico della patologia.

Il medico inglese Edward Bach è stato il primo a scoprire le proprietà terapeutiche dei fiori con le sue 38 essenze floreali, universalmente chiamate fiori di Bach. La Floriterapia, infatti, è un metodo di cura naturale che sfrutta essenze di fiori selvatici per prevenire e curare problemi emozionali, stati d’animo negativi, disarmonie del carattere, conflitti, difficoltà relazionali, disagi psicologici e malattie di origine psicosomatica.

Nel corso degli anni, numerosi studi e ricerche internazionali hanno scoperto nuovi fiori curativi in varie zone del mondo: dall’Europa alla California, dal Sudamerica al Canada, dall’India all’Australia.

Australian Bush Flower

Proprio in Australia nasce Australian Bush Flower, la linea di floriterapia ideata dal naturopata e floriterapeuta Ian White. “Le essenze floreali australiane rimettono in equilibrio il corpo e le emozioni che influenzano il nostro aspetto e la nostra fisicità – precisa Valeria Ranzini, consulente scientifico per l’azienda Solgar Italia® Multinutrient S.p.A., filiale italiana che si occupa della produzione di integratori (Solgar), cosmetici (Hino) e essenze floreali (Australian Bush Flower) –. I prodotti agiscono positivamente su uno specifico stato d’animo in squilibrio come: ansia, insicurezza, paura, depressione, scoraggiamento, preoccupazione, rabbia, aggressività, gelosia e amarezza”.

Essenza - Floriterapia

I fiori australiani crescono nel così detto Bush. “Il Bush è la parte selvaggia del territorio australiano dove nascono spontaneamente le piante, dalle quali, attraverso particolari tecniche, si ricavano le essenze disponibili in spray o in gocce – afferma il consulente scientifico –. Sette gocce al mattino e sette gocce alla sera ripristinano il benessere psicofisico per affrontare la quotidianità con energia”.

Floriterapia - Pet

Le essenze floreali australiane sono adatte, anche, per gli amici a quattro zampe. “Come tutti gli esseri viventi, gli animali hanno vibrazioni energetiche proprie e l’equilibrio di tale energia è fondamentale per il loro benessere – riferisce Valeria Ranzini –. La pet terapy è quindi consigliata a tutti i cani e gatti che necessitano di un supporto perché sono agitati, poco propensi a essere educati, oppure hanno paura durante il viaggio”.

La floriterapia aiuta a trovare il benessere psicofisico e come affermava Platone: non bisogna cercar di guarire il corpo senza cercar di guarire l’anima.

Simone Lucci

NEL GIORNO PIÚ ROMANTICO, REGALI, AMORE E COCCOLE PER GLI AMICI A QUATTRO ZAMPE

NEL GIORNO PIÚ ROMANTICO, REGALI, AMORE E COCCOLE PER GLI AMICI A QUATTRO ZAMPE

San Valentino è la festa degli innamorati.

Ma veramente l’amore, il vero amore, appartiene solo alle persone?

Un profondo legame nasce, anche, con i piccoli amici a quattro zampe, e in questo giorno speciale è possibile avvolgerli in un mondo di baci, coccole, calore con idee regalo naturali e originali.

Cuori e tenere scritte d’amore decorano morbide cucce e borse-trasportino realizzate con tessuti naturali. Cani e gatti possono godere di un dolce riposo in una cuccia in cotone a forma di igloo, oppure in una borsa- trasportino in tessuto naturale, e vivere, così, i viaggi in assoluta comodità e relax. Collari e pettorine, invece, sono adatti per i momenti di svago e per le lunghe passeggiate nei parchi.

Caldi e luccicanti maglioncini, e cappottini in tessuto anti-vento, invece, per proteggere i cuccioli dal freddo. Sono realizzati in: nylon, materiali tecnici come la tecnogramma, e in pelle naturale ed ecologica. I tessuti sintetici garantiscono delle prestazioni migliori per quanto riguarda la manutenzione, l’igiene e la durata. Si lavano e si asciugano più velocemente. La pelle, invece, dona un look più elegante, assicurando una buona tenuta e resistenza. Il filo conduttore di tutti gli accessori? L’amore. Divertenti cuoricini e colorate scritte LOVE sono le fantasie che simboleggiano un gesto d’amore ai fedeli compagni di vita a quattro zampe.

San Valentino - Pet

Tutte le proposte regalo in questione sono personalizzabili, prodotte per il 90% in Italia e il frutto di Ferplast, un’azienda attenta all’ambiente al punto da gestire la filiera nei soli 3 stabilimenti di proprietà così da garantire la massima qualità produttiva oltre all’ottemperanza delle rigide norme ecosostenibili autoimposte. Un impegno ecologico enorme. Ogni mese, infatti, vengono gestite 2.600 tonnellate di materie prime metalliche, 5.300 tonnellate di materie plastiche oltre a legno, cuoio e tessuti.

Ingegno, tenacia, desiderio di affermazione e tanto spirito di sacrificio sono gli ingredienti che caratterizzano la storia dell’azienda Ferplast. Iniziata nel seminterrato di casa, l’attività è arrivata oggi a occupare 170 mila metri quadri dislocati nelle tre sedi produttive di Italia, Slovacchia e Ucraina. Una favola dei giorni nostri che dà lavoro a 1.000 persone, che coinvolge 12 filiali commerciali, e che produce oltre 4.000 articoli, alcuni dei quali ricavati sfruttando legno che proviene da foreste gestite secondo i principi di eco sostenibilità.

L’azienda vanta, anche, oltre 100 brevetti di proprietà, tra guinzagli, cucce e sistemi di controllo retraibili.

Una realtà produttiva che annovera cinquant’anni di storia proiettati nel domani per donare regali ricercati ai piccoli amici animali.

Simone Lucci

IL PROTOCOLLO CHE SALVAGUARDIA LA BIODIVERSITÁ E IL PATRIMONIO APISTICO

IL PROTOCOLLO CHE SALVAGUARDIA LA BIODIVERSITÁ E IL PATRIMONIO APISTICO

Le api sono tra gli insetti più utili che abbiamo. Grazie a questi piccoli, ronzanti e colorati insetti in primavera è possibile vedere prati fioriti e gustare prelibati nettari degli dei. Le api, però, non producono solo il miele. Da loro dipende il nostro futuro e quello di frutta, verdura e persino di numerosi prodotti caseari come latte, yogurt, burro e formaggi freschi. Se il numero di api continuerà a diminuire, molti alimenti rischiano di sparire dalle tavole. La tutela delle api, infatti, non è una questione che può essere trascurata, dato che questo insetto rischia di diventare una specie in via di estinzione a causa di diversi fattori.

Per difendere il patrimonio apistico e per valorizzare le colture sementiere, è stato firmato a Cesena il Protocollo d’intesa per l’applicazione delle buone pratiche agricole e la salvaguardia del patrimonio apistico, sottoscritto da Assosementi, l’Associazione Italiana delle Aziende Sementiere, assieme al Consorzio delle Organizzazioni di Agricoltori Moltiplicatori di Sementi (COAMS), dalle Associazioni degli apicoltori della Regione Emilia-Romagna e dall’Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione (UNIMA).

“L’obiettivo dell’accordo è salvaguardare il patrimonio degli insetti trasportatori di polline e la biodiversità del nostro Paese – afferma Giuseppe Carli, presidente di Assosementi –. Una delle prime iniziative è istituire un tavolo di lavoro al fine di condividere le problematiche dei settori e individuare le migliori soluzioni per la corretta difesa delle coltivazioni sementiere, garantendo, così, la salute delle api e dell’ambiente”.

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Grazie all’intesa verrà promossa la realizzazione di strumenti informativi e di momenti formativi per gli operatori, al fine di accrescere la conoscenza delle tecniche produttive e delle normative in vigore, sapendo di poter contare sulla collaborazione del Servizio Fitosanitario Regionale dell’Emilia Romagna.

Una recente relazione della Commissione Europea vede il nostro Paese tra i 6 maggiori produttori di miele in Europa, avendo superato le 23 mila tonnellate nel 2015. “L’attività di produzione delle sementi, su cui il nostro Paese vanta un primato, non può prescindere dalle api che svolgono un ruolo fondamentale per la tutela della biodiversità e forniscono un’imprescindibile supporto alle produzioni sementiere attraverso l’impollinazione – continua Carli –. L’attività apistica nazionale è un patrimonio importante che occorre tutelare e il Protocollo va nella direzione della sua salvaguardia”.

Per il futuro? “Auspichiamo di estendere la portata dell’iniziativa a livello nazionale, ampliando la collaborazione e il dialogo tra tutti i portatori di interesse”, conclude il presidente di Assosementi.

Simone Lucci

ARREDI TERMICI DI DESIGN E A BASSO CONSUMO

ARREDI TERMICI DI DESIGN E A BASSO CONSUMO

Per godersi un lungo bagno nella vasca, o per una veloce doccia rilassante, è importante avere un bagno caldo e accogliente. Con gli asciugamani sempre tiepidi a portata di mano ogni volta che si esce dalla vasca è poi possibile prolungare la piacevole coccola in totale relax.

Realizzati con materiali antichi come la ceramica, la terracotta, e resistenti come il legno di cedro del Libano, gli arredi termici HOM nascondono un’anima tecnologica a basso consumo energetico, grazie alla quale diventano oggetti scaldanti per indumenti, salviette, cibi o avvolgenti sedute. Il design ricercato, infatti, li rende adatti al bagno, alla cucina di casa, ma, anche, al settore Contract.

“Gli scalda-salviette erano oggetti nati per scaldare l’ambiente, per tale motivo mi sono dedicato allo studio di una nuova tipologia di prodotti pensati per essere un vero e proprio supporto asciugante”, precisa il designer Davide Vercelli.

Dopo tre anni di ricerche svolte da Davide Vercelli e dall’azienda Rotfil in collaborazione con il Dipartimento di Scienza dei Materiali del Politecnico di Torino, è stata brevettata la nuova tecnologia più avanzata nel campo del riscaldamento elettrico a basso consumo (1 ora di accensione consuma 0,1 kw/h che corrisponde a circa 0,02 €).

Termoarredi

Qual è l’anima tecnologica dei termoarredi? Una piastrella sinterizzata che ingloba al suo interno una resistenza elettrica, che mantiene il calore a lungo e lo cede lentamente.

“Pensando al risparmio energetico unito al know how di Rotfil, abbiamo realizzato degli elementi che trasferiscano il massimo calore nel più breve tempo possibile agli oggetti in contatto con gli elementi stessi – precisa Mario Ravaglia, fondatore di Hom –. Il loro cuore scaldante ha una notevole inerzia termica. Se accendiamo un termoarredo per pochi minuti, conserverà e trasferirà il calore che ha accumulato per alcune decine di minuti anche dopo lo spegnimento”.

Sgabello - HOM

Il brand piemontese propone, anche, altri arredi ricercati, funzionali e di tendenza. Lo scalda-salviette Xilo in massello di cedro del Libano emana un’essenza profumata ed è stabile e resistente all’umidità, mentre MaxiXilo è la versione su misura nelle dimensioni e nella potenza e dunque adattabile a qualsiasi ambiente. Un’altra novità è Terra, dal design lineare e realizzato in terracotta. Sono presenti, inoltre, le ultime versioni delle mensole Basic e H Pad, lo scalda-salviette Shield e lo sgabello Zig Zag. Nonostante la sua dimensione (circa 20 kg), lo sgabello è facilmente spostabile e può essere un complemento da esterni, il trattamento antigelivo lo rende resistente agli attacchi di acidi e salsedine. Il Radiatore è, invece, l’unico prodotto pensato per scaldare l’ambiente e riesce a farlo molto efficacemente, grazie alle caratteristiche della piastrella scaldante interna.

HOM - Radiatore in Bagno

Gli arredi HOM consentono di scaldare, asciugare, arredare e risparmiare energia in casa, e dopo una giornata frenetica allontanano lo stress con un caldo “abbraccio”.

Simone Lucci

HOM è un brand di proprietà Rotfil, produttore in Italia di resistenze elettriche. Fondata in Piemonte nel 1977, Rotfil è un gruppo di sei aziende: Rotfil Srl, (Italia, sede principale), Jeka GmbH (Germania), Rotfil NA sarl (Tunisia), Termax sarl, (Tunisia), Infraker sarl (Tunisia), Elmat Srl (Italia). Il core business dell’azienda è nella produzione di resistenze elettriche, sensori di temperatura e termoregolatori per applicazioni industriali.

UN NUOVO ANTIBIOTICO CONTRO LE INFEZIONI CAUSATE DA BATTERI MULTIRESISTENTI AGLI ANTIBIOTICI

UN NUOVO ANTIBIOTICO CONTRO LE INFEZIONI CAUSATE DA BATTERI MULTIRESISTENTI AGLI ANTIBIOTICI

I microbi o microrganismi sono organismi minuscoli che non possono essere visti a occhio nudo.
La maggior parte dei microbi appartiene a uno dei quattro grandi gruppi: batteri, virus, funghi o protozoi.
La resistenza antimicrobica (AMR-antimicrobialresistance) è la resistenza di un microrganismo a un trattamento antimicrobico, che era originariamente efficace per trattare le infezioni causate dallo stesso microrganismo.
I microrganismi resistenti sono in grado di resistere all’attacco di trattamenti antimicrobici come antibiotici, antifungini e antivirali.
Negli ultimi 70 anni, i trattamenti antimicrobici sono stati usati per curare pazienti con malattie infettive, salvando milioni di vite in tutto il mondo.
Nel corso degli anni, tuttavia, l’uso e l’abuso degli antimicrobici ha incrementato il numero e i tipi di organismi resistenti.
Gli antibiotici sono tra le terapie più comunemente prescritte nella medicina umana.
Si stima che più del 50% di tutti gli antibiotici prescritti non siano necessari o non abbiano l’efficacia ottimale in base a come sono prescritti.

Ogni anno, migliaia di persone nel mondo contraggono gravi infezioni batteriche resistenti a uno o più degli antibiotici sviluppati per il loro trattamento:
– 2 milioni di persone negli Stati Uniti
– 400 mila persone nell’Unione Europea, Norvegia e Islanda.

Un nuovo potente antibiotico è un’importante innovazione per il trattamento delle infezioni causate da batteri multiresistenti agli antibiotici. Il nuovo antibiotico è composto da ceftolozano, una nuova cefalosporina, e tazobactam, un inibitore delle beta-lattamasi dall’uso ben consolidato nella pratica clinica. Ceftolozano colpisce l’integrità della parete cellulare dei batteri Gram-negativi sensibili, eludendo inoltre i molteplici meccanismi di resistenza messi in atto dai patogeni, mentre tazobactam protegge ceftolozano, facendo sì che non venga inattivato da parte degli enzimi beta-lattamasi prodotti dai batteri Gram-negativi.

“L’antibiotico-resistenza è un fenomeno pericoloso. I batteri sono naturalmente attrezzati per difendersi dagli antibiotici e il contatto con questi farmaci accelera questo processo. Per questo le terapie antibiotiche devono essere aggressive, mirate, prescritte per il tempo necessario e alle dosi corrette – afferma Pierluigi Viale, Direttore U.O. di Malattie Infettive all’A.O.U. Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e Professore ordinario di Malattie Infettive all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna -. Ceftolozano/tazobactam è il primo di una serie di nuovi antibiotici, in grado di rispondere ai criteri dell’antimicrobial stewardship: il suo spettro d’azione molto mirato, quasi chirurgico, permette di utilizzarlo nei confronti di specifici profili di resistenza massimizzando quindi l’efficacia della terapia, evitando cosi l’ulteriore selezione di specie resistenti”.

Cosa si intende per antibiotico-resistenza?
Il termine antibiotico-resistenza definisce la capacità dei microrganismi di mettere in atto meccanismi di evasione dagli antibiotici. Come sappiamo, i microrganismi hanno la capacità di replicarsi assai velocemente e questo induce un’elevata probabilità di generare nella propria progenie forme secondarie di ceppi mutanti. La percentuale di mutazioni spontanee è molto più significativa quando i microrganismi sono sottoposti a situazioni stressanti: in questi casi infatti le mutazioni aumentano come meccanismo di difesa del microrganismo. Uno dei fattori più stressanti per un microrganismo è l’esposizione ad antibiotici, specie se costante, prolungata e a basse dosi: semplificando al massimo, se gli antibiotici non uccidono rapidamente il batterio, i ceppi che sopravvivono diventano resistenti. Il secondo meccanismo maggiore di induzione di resistenza è lo scambio di frammenti genetici da un microrganismo all’altro. I batteri possiedono piccole sequenze del loro genoma che possono “saltare” da uno all’altro, i cosiddetti “jumping genes” di cui esistono tante forme; una, in particolare, la più efficiente, è rappresentata dai plasmidi, piccole pallottole di DNA sparate letteralmente da un microrganismo all’altro che possono provocare una multiresistenza.

Perché l’antibiotico-resistenza è considerata un’emergenza mondiale?
L’antibiotico-resistenza è un fenomeno pericoloso. Ricordiamo che i batteri sono naturalmente attrezzati per difendersi dagli antibiotici e il contatto con questi farmaci accelera questo fisiologico processo. Pochi anni fa, studiando reperti animali e vegetali conservati nel ghiaccio eterno, sono stati scoperti determinanti genetici di resistenza agli antibiotici che usiamo oggi: ciò significa che i batteri posseggono già nel loro patrimonio genetico i determinanti di resistenza, evidenza che spiega perché i microrganismi fanno più in fretta a trovare vie di fuga dagli antibiotici che i ricercatori a trovarne di nuovi. Per questo motivo più le terapie antibiotiche sono aggressive, mirate, prescritte per il tempo necessario e alle dosi corrette, meno facile è per le popolazioni batteriche la selezione di specie resistenti. Al contrario, terapie inutili, troppo lunghe o sottodosate, rappresentano un formidabile strumento di selezione. Oggi per alcune specie batteriche siamo davvero a un passo dal baratro, molto prossimi all’era post-antibiotica, è una situazione di emergenza assoluta tanto che nelle loro proiezioni, i CDC di Atlanta prefigurano scenari apocalittici con milioni di morti correlate ad infezioni da ceppi microbici multiresistenti. Dobbiamo essere consapevoli che i medici che saranno sul campo tra venti o trent’anni potrebbero essere costretti loro malgrado a gestire molte infezioni in assenza di antibiotici efficaci. Pertanto, dobbiamo evitare ad ogni costo che questa deriva continui o che si acceleri, per evitare l’incubo che il super-bug diventi una realtà.

Cosa significa antimicrobial stewardship? Come può l’antimicrobial stewardship contribuire a contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza?
“Antimicrobial stewardship” è un termine anglosassone che indica un approccio di sistema alla terapia antibiotica. Questo significa che quando prescrive un antibiotico il medico deve garantire al paziente non solo che la terapia prescritta sia la migliore possibile per lui ma anche la più virtuosa per l’ecosistema in cui paziente vive. Insomma, il medico ha il dovere di rispettare una sorta di doppio contratto terapeutico, con il paziente e con l’ambiente. L’antimicrobial stewardship è, dunque, un complesso di interventi finalizzati a garantire il miglior trattamento del paziente senza danni collaterali sull’ecosistema. Si tratta di mettere in atto alcune regole che puntano a contrastare l’abuso, le cattive prescrizioni, le prescrizioni inutili, la medicina difensiva, etc. Quel che è urgente è la formazione per i nuovi medici: occorre in tal senso un enorme sforzo per instaurare un reale cambio di mentalità rispetto al concetto che gli antibiotici non sono farmaci alla portata di tutti e per tutti, ma che invece vanno gestiti oculatamente da esperti.
L’antimicrobial stewardship è fondamentale perché cerca di farci usare bene quello che oggi abbiamo a disposizione e di introdurre le novità in percorsi di uso corretto. L’antibiotico invulnerabile non esiste, quindi anche i nuovi farmaci dovranno essere usati con estremo giudizio, altrimenti tra 5-10 anni potremmo perdere anche l’innovazione di oggi.

Quali sono le evidenze a sostegno dell’efficacia di ceftolozano/tazobactam, nuovo antibiotico disponibile anche in Italia? Perché rappresenta una nuova importante opzione contro le resistenze?
Due studi hanno dimostrato che ceftolozano/tazobactam è efficace quanto altri antibiotici nella cura di specifiche infezioni. Il primo è un trial clinico su 1.083 pazienti con infezioni complicate delle vie urinarie nel quale ceftolozano/tazobactam è stato confrontato con levofloxacina: ceftolozano/tazobactam ha eliminato l’infezione nell’85% dei pazienti trattati rispetto al 75% dei casi trattati con la terapia di confronto. Il secondo trial clinico è stato condotto su 993 pazienti con infezioni complicate intra-addominali: ceftolozano/tazobactam è stato confrontato con meropenem, entrambi hanno portato a guarigione il 94% dei pazienti trattati. Avendo a disposizione due trial clinici idonei a garantire la commercializzazione, adesso inizia un’ulteriore fase di ricerca sul campo dove il farmaco si dovrà confrontare con ulteriori problematiche cliniche. Ceftolozano/tazobactam è sicuramente un “superfarmaco” contro la Pseudomonas aeruginosa multiresistente e nei confronti delle Enterobacteriaceae, produttrici di beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL). Per questo dovrà essere usato da medici esperti rispetto a precise necessità, che potrebbero andare anche oltre i risultati dei trial clinici. Ceftolozano/tazobactam è il primo di una serie di nuovi antibiotici con uno spettro molto mirato, quasi chirurgico, nei confronti di specifici profili di resistenza e rappresenta una prima risposta della ricerca alle problematiche di chi si occupa di infezioni “difficili” ed alle necessità di pazienti ed operatori sanitari, per cui il suo uso, così come quello dei farmaci che seguiranno, non deve essere assolutamente banalizzato o lasciato in mani inesperte.

TÈ E INFUSI BIOLOGICI DELL’ALTO ADIGE

TÈ E INFUSI BIOLOGICI DELL’ALTO ADIGE

Nero, rosso, oolong, giallo e bianco sono alcune variopinte tipologie di tè, una bevanda salutare e ricca di proprietà benefiche. Una tazza di tè può riscaldare il cuore e l’anima di ogni amante dell’infuso dorato, e un approccio meticoloso alla sua preparazione può massimizzare il sapore donato dalle foglie di tè. Raccolte due volte l’anno, le foglie provengono principalmente da: Cina, India, Giappone, Kenia, ma non solo.

L’Alto Adige si caratterizza per un terroir ideale alla coltivazione di frutti di piccole dimensioni ed erbe rare della pregiate qualità. Dall’unione di questi ingredienti nasce Monthea, una realtà creata da Axel Brunoni e Simon Raffeiner, che da circa un anno propongono una linea di tè e infusi biologici.

Bio è molto più di una tendenza, è uno stile di vita che significa restituire alla Terra una parte di ciò che ci ha donato con tanta generosità. Nella propria attività quotidiana, l’impresa e i suoi sapienti agricoltori si sforzano di essere il più ecologici possibile, e tutti i partner di Monthea sono produttori biologici per convinzione. L’obiettivo dell’azienda, infatti, non è raccogliere grandi quantità, bensì raccogliere il meglio. Questo spirito aziendale si traduce in trasparenza, sostenibilità e carattere autoctono, che coinvolge l’intero ciclo produttivo, dalla coltivazione alla trasformazione del prodotto finito.

Fiori

Tali peculiarità permettono di realizzare un tè caldo e corposo, profumato e colorato, una vera fonte di ispirazione, che vizia i sensi e si fa espressione di un certo stile di vita. Erbe Alpine, Erbe di Montagna, Menta, Lampone, Fragola, Mirtillo, Mela e Frutti di Bosco sono le varietà presentati nelle pratiche confezioni da 10 sacchetti a forma piramidale, nei “tubi” da 20 gr. (per le erbe) o 50 gr. (per la frutta) con il prodotto sfuso o nelle confezioni. Tutti infusi da gustare in un ambiente rilassato e con un’atmosfera piacevole, per vivere momenti in totale relax in cui ci si lascia conquistare dal sapore genuino della natura altoatesina.

Tazza di Tè

Dal carattere locale e improntati alla sostenibilità, i tè e gli infusi sono ideati partendo dalle migliori materie prime altoatesine, da un irrefrenabile entusiasmo e dall’amore per la natura.

Simone Lucci

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