BOTTIGLIE D’ARTISTA A FAVORE DELLA RICERCA MEDICA

BOTTIGLIE D’ARTISTA A FAVORE DELLA RICERCA MEDICA

Vestite della creatività dell’artista Sergi Barnils, le bottiglie metodo classico della cantina Cuvage S.r.l. possono essere ammirate e acquistate per contribuire all’iniziativa a sostegno di Telethon e finanziare la ricerca nella lotta contro l’Osteogenesi imperfetta, una malattia genetica a trasmissione autosomica dominante che crea problemi a carico dello scheletro, delle articolazioni, degli occhi, delle orecchie, della cute e dei denti.

Riprende, così, il viaggio della solidarietà firmata dalla cantina di Acqui Terme, con la celebre asta benefica Cuvage des Artistes a Venezia, sabato 10 Settembre alla galleria del JW Marriott Resort Venice.

Cuvage de Cuvage Pas Dosè e Nebbiolo d’Alba Doc Rosè Metodo Classico Cuvage sono i vini valorizzati dalle inedite tele delle opere astratte dell’artista catalano. A far da cornice ai preziosi scrigni delle eleganti bollicine è la mostra Il Cinema nell’Arte, articolata in 70 opere dedicata al mondo cinematografico con sculture e dipinti realizzati da cinquanta artisti italiani. Un percorso artistico promosso dalla Fondazione Mazzoleni e in programma per la 73esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Un appuntamento con la solidarietà che si aggiunge a un recente successo. Il 30 luglio Cuvage è stata, infatti, protagonista dell’area hospitality dei Salotti del Gusto® in occasione del concerto-spettacolo Le Cirque di Andrea Bocelli al Teatro del Silenzio di Lajatico (PI). Un’occasione unica dove la cantina piemontese è stata nuovamente al fianco della Andrea Bocelli Foundation con la speciale donazione di tre Magnum Rosè Brut Nebbiolo d’Alba Doc a favore del progetto Dinner for Haiti.

Simone Lucci

 

DA LOS ANGELES IL MAKE UP MINERALE, CURATIVO E COPRENTE

DA LOS ANGELES IL MAKE UP MINERALE, CURATIVO E COPRENTE

Negli ultimi tempi il make up ha fatto enormi passi avanti. Se prima si pensava ad abbellire il proprio aspetto, abbinando l’ombretto con l’abito e migliorare lo sguardo con matita e il mascara, oggi vi è un vero e proprio stravolgimento attraverso il trucco correttivo. Segreti di bellezza che consentono di riequilibrare ed enfatizzare i tratti del viso senza stravolgere i connotati e nascondere le imperfezioni dovute a couperose, acne, interventi di chirurgia plastica e traumi provocati dai trattamenti laser.

Garantire alle donne il potere di coprire e correggere le proprie imperfezioni della pelle è sempre stata la missione di Pauline Youngblood, fondatrice e presidente di Youngblood Mineral Cosmetics, una linea di trucchi minerali con una forte attenzione per l’aspetto medicale e certificati dal Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles.

Nato nel 1996 a Los Angeles e distribuito in 55 Paesi, il brand si presenta come una linea completa di make up minerale di altissima qualità e con una formulazione innovativa in grado di coprire pelli che presentano discromie, permettendo al Make Up - YoungBloodcontempo un normale ciclo di guarigione. Nella formulazione dei prodotti sono compresi ingredienti curativi e calmanti come le vitamine C e I, antiossidanti e radice di liquirizia, tutte sostanze che aiutano e favoriscono il naturale processo di autoriparazione della cute, grazie anche ai minerali come: biossido di titanio, ossido di ferro e mica. I cosmetici sono privi di siliconi e talco che occludono i pori dell’epidermide. Per questi motivi, il make up Youngblood è indicato per tutti i tipi di pelle e per tutte le età.

Il fondotinta minerale in polvere dalla straordinaria copertura e dall’effetto naturale è il primo prodotto ideato dall’imprenditrice con un’equipe di chimici esperti. A differenze delle soluzioni make up utilizzate durante la sua carriera come estetista paramedico, il cosmetico minerale ha riscosso un immediato successo tra i pazienti di Pauline Youngblood e l’hanno utilizzato anche dopo la guarigione.

Fondotinta Minerale - YoungBloodDisponibili in una vasta gamma di naturali sfumature per soddisfare tutte le esigenze, i prodotti Youngblood sono utilizzati in numerose cliniche estetiche e di ricostruzione plastica, centri termali di cura della pelle in tutto il mondo, come la prestigiosa Spa del Montage Hotel and Resort di Beverly Hills.

I cosmetici sono apprezzati da numerosi truccatori professionisti e dalle più grandi celebrità di Hollywood. Sono distribuiti come Henri Bendel a New York, Fred Segal a Santa Monica, Selfridges a Londra e Illum di Copenhagen.

In Italia, il marchio ha mosso i suoi primi passi presso l’Excelsior di Milano e, grazie all’immediato consenso riscosso tra la clientela, ha ampliato la sua distribuzione presso i punti vendita LLG – La Gardenia e Limoni.

Il make up minerale aiuta ad avere un aspetto più sano, radioso e permette alle donne di riflettersi allo specchio e sentirsi le più belle del reame.

Simone Lucci

UN CEROTTO RIVOLUZIONARIO COME METODO CONTRACCETTIVO

UN CEROTTO RIVOLUZIONARIO COME METODO CONTRACCETTIVO

È rotondo, sottile, trasparente e di piccole dimensioni a garanzia della riservatezza nell’utilizzo per la donna. Può essere applicato alternativamente sull’esterno del braccio, sull’addome o sui glutei, utilizzando aree diverse a ogni applicazione. Si tratta di un Patch contraccettivo transdermico che viene utilizzato in cicli di 28 giorni e prevede un’applicazione settimanale per un periodo di 3 settimane, seguita da una settimana di sospensione del trattamento.

Immagine patch“È un nuovo contraccettivo ormonale combinato che si applica per via transdermica. Il patch contiene due componenti ormonali che vengono rilasciati in maniera costante: il GESTODENE (GSD) e l’ETINILESTRADIOLO (EE). Il GESTODENE è uno dei progestinici meglio conosciuti nel campo della contraccezione e ha la caratteristica di inibire l’ovulazione con dosi più basse rispetto a quelle di altri progestinici, consentendo di essere utilizzato a dosi minime. Anche L’ETINILESTRADIOLO, presente nel preparato, è a basso dosaggio – spiega Chiara Benedetto, Direttore SC Ginecologia e Ostetricia, Università degli Studi di Torino, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Presidio Ospedaliero Sant’Anna di Torino –. I 13 microgrammi di ETINILESTRADIOLO rilasciati nelle 24 ore corrispondono a quelli assorbiti con una dose orale di 20 microgrammi. Il patch ha quindi la caratteristica di garantire un ottimo controllo del ciclo e di assicurare un’elevata efficacia contraccettiva pur rilasciando quantità di ormoni molto basse”.

Presenta un elevato livello di adesione sulla pelle, cioè tale da non compromettere l’efficacia contraccettiva, indipendentemente dalle aree di applicazione e anche durante l’esercizio fisico, lo sport, la sauna, l’idromassaggio. L’utilizzo raccomandato del patch sulla pelle pulita, asciutta, non irritata o danneggiata da ferite e priva di peli, e la corretta applicazione con una leggera pressione (30 secondi) per far aderire i bordi del cerotto, assicurano l’elevato livello di adesione sulla pelle. È composto da una matrice multistrato (5 strati), tra cui uno strato adesivo specifico che assorbe i raggi UV, garantendo la sicurezza e l’efficacia contraccettiva anche con l’esposizione al sole.

Cerotto

“Il patch contiene estrogeni e progesterone, come la pillola: cambia la via di somministrazione ma non l’effetto – precisa Francesca Manganello, specialista in Ginecologia e Ostetricia –. Anzi: l’assorbimento costante attraverso la cute evita picchi di concentrazione ormonale legati al metabolismo garantendo la sicurezza contraccettiva. Rassicuriamo senz’altro le donne sul fatto che il patch non si stacca: basta applicarlo correttamente, sulla pelle pulita e asciutta, premendo per 30 secondi per garantire l’aderenza. Poi, si possono trascorrere anche intere giornate in piscina o al mare senza alcun rischio. È utile infine ricordare, per chi soffre di intolleranze alimentari, che il patch è privo di lattosio e glutine”.

A spiegare i vantaggi e le controindicazioni ci viene in aiuto la professoressa Chiara Benedetto.

Quali sono i benefici a lungo termine accertati per la salute e per la fertilità utilizzando la contraccezione ormonale?

La contraccezione ormonale presenta molteplici benefici extra contraccettivi: come già detto, riduce la mortalità generale e in particolare la mortalità per patologie tumorali e cardiovascolari; diminuisce la dismenorrea, ovvero il dolore durante la mestruazione e la quantità di sangue perso durante il flusso mestruale. Può quindi essere utile in donne con cicli mestruali tanto dolorosi e abbondanti da alterarne la qualità di vita. Presenta effetti benefici sulla sindrome premestruale, ossia quell’insieme di disturbi che compaiono prima del flusso mestruale, quali stanchezza, alterazioni dell’umore, irritabilità, cefalea, ritenzione idrica, alterazioni del sonno e dell’appetito. Alcuni tipi di contraccettivi ormonali sono anche in grado di ridurre acne e peluria e quindi possono essere utili in ragazze giovani con problemi di ovaio policistico. Inoltre la contraccezione ormonale riduce il rischio di endometriosi e di sviluppo di cisti ovariche e tende a ritardare l’età di insorgenza della menopausa.

Quali sono, invece, le reali controindicazioni all’uso del patch?

Le reali controindicazioni all’utilizzo del patch sono le stesse di tutti gli altri contraccettivi contenenti estroprogestinici e sono rappresentate dalla presenza dei seguenti fattori di rischio: predisposizione alle tromboembolie arteriose e venose, come in caso di trombofilie congenite o acquisite; ipertensione arteriosa non controllata dalla terapia medica; malattie cerebrovascolari; diabete mellito scompensato e con complicanze nefrologiche, vascolari o neuropatiche; emicrania con aura.

 

ALLENAMENTO E GARE A COLPI DI ACTION CAM PER IL CAMPIONE ALDO MONTANO

ALLENAMENTO E GARE A COLPI DI ACTION CAM PER IL CAMPIONE ALDO MONTANO

Ha uno sguardo che cattura. È modaiolo, cordiale, divertente e seducente. Ha quasi 38 anni e ha conquistato numerose medaglie, la più preziosa? L’oro nella scherma individuale ottenuto ai Giochi Olimpici di Atene del 2004.

Il fuoriclasse livornese della sciabola Aldo Montano, che si è qualificato per le Olimpiadi di Rio 2016 vincendo a Padova, nel trofeo Luxardo, la tappa italiana di Coppa del Mondo è da un anno brand ambassador di Ezviz, il giovane marchio dell’elettronica di consumo. Un marchio specializzato in tecnologia per la sicurezza della casa e Action Cam, il cui nome deriva dal sistema di Cloud per la messa in rete veloce di impianti di sicurezza ideato dalla casa madre Hikvision. “Con Ezviz abbiamo condiviso un anno di storia, per me importantissima perché 2 settimane dopo aver chiuso l’accordo è iniziato il mondiale in cui abbiamo vinto l’oro a squadre – ricorda Montano –. La mia gioia più grossa è quella di continuare la storia con Ezviz e mi auguro che alle Olimpiadi tutto proceda sulla stessa via dello scorso anno”.

Ezviz S1

Insieme a Montano sponsorizzano e utilizzano la nuova tecnologia gli schermidori Ilaria Bianco, Irene Vecchi, Enrico Berrè, Luigi Samele e l’apneista Alessia Zecchini, e il logo del brand, posizionato sulla gamba della tuta da combattimento degli schermidori, sottolinea la collaborazione tra gli atleti e il marchio.

Ezviz ha scelto proprio Montano quale simbolo dell’eccellenza italiana. “Essere brand ambassador è un ruolo di grande responsabilità, serietà e dedizione – afferma lo schermidore azzurro –. Tutti valori importanti nello sport. Sono orgoglioso del mio percorso con Ezviz. Grazie alla Action Cam, sono riuscito a immortalare molti momenti speciali, come la vittoria ai Mondiali 2015”. Le videocamere rappresentano un valido supporto tecnologico per le riprese dei match perché aiutano a comprendere gli errori, i movimenti, e le azioni, sia propri che dell’avversario.

“Prima di visionare i video avversari, bisogna rivedere i propri per eliminare quanti più errori possibile – spiega il campione –. Con il trascorrere degli anni, subentrano nuove imprecisioni da correggere e lo stile di combattimento cambia in conseguenza degli infortuni subiti durante la carriera. Rivedersi in video è sicuramente un valido aiuto”. Di solito l’assalto si riprende lateralmente, quindi si ha una visone laterale. “Sì, invece con le Cam Ezviz è possibile effettuare le riprese da ogni angolatura. Il modello S-plus si può mettere ovunque, anche all’interno della maschera – riferisce Aldo Montano –. È utile rivedere la reazione dell’avversario a una mia finta e studiare come reagisce agli assalti. L’Action Cam S1, inoltre, può essere posizionata a 2/3 metri dalla pedana per effettuare riprese laterali senza l’aiuto di un operatore grazie all’obiettivo grandangolare che fornisce una maggior profondità e prospettiva di campo. Ezviz ci mette a disposizione tutta la sua tecnologia”.

Ezviz - Action Cam S5 Plus

Da ulteriori ricerche e studi è poi nata la Action Cam S5plus. “Dopo l’S1, c’è l’evoluzione: l’S5plus – annuncia il fuoriclasse toscano –. A differenza del modello precedente, l’S5plus, che io ho utilizzato in anteprima, è dotata di un display touch screen ad alta risoluzione, in grado di registrare video in full HD anche sott’acqua, grazie alla custodia impermeabile che consente di raggiungere la profondità di 40 metri”.

L’Action Cam S5plus non è pensata esclusivamente per gli sportivi, bensì per tutti coloro che desiderano immortalare e condividere le esperienze più emozionanti della propria vita. Questo è possibile grazie a un obiettivo grandangolare a 158° e alla connessione Wi-Fi, Bluetooth 4.1 e GPS che permettono di collegarla all’App gratuita Ezviz Sport.

App Ezviz“La nuova arrivata in casa Ezviz è perfetta per chi ama gli sport estremi, le imprese più spericolate e non riesce a fare a meno di guardare la realtà da un altro punto di vista – dichiara Andrea Vanni, Sales Director di Ezviz Italia –. L’S5plus è ideale per scattare selfie strepitosi, perché l’Action Cam è dotata di un angolo wide che dona una profondità particolare a tutto ciò che fotografa. E grazie al G-Sensor (Sensore di Gravità), la cam Ezviz capta i movimenti e la direzione di ripresa, per registrare anche quando si è in auto”.

Con due ore di autonomia, la Action Cam S5plus Ezviz, disponibile nei colori Rosy Gold e Grey, è dotata di una batteria ricaricabile agli ioni di litio e può supportare una MicroSD Card fino a 128 GB.

E per il futuro? “A fine 2017, separeremo completamente Hikvision ed Ezviz – annuncia Andrea Vanni –. Hikvision è il mercato dell’elettronica di consumo più grande al mondo e rappresenterà il know how tecnologico di Ezviz che diventerà una vera azienda. Avremo quindi due realtà distinte per marketing, strategie, clienti e approccio al mercato”.

Simone Lucci

LA SICILIA APRE IL SIPARIO ALLE ECCELLENZE

LA SICILIA APRE IL SIPARIO ALLE ECCELLENZE

Viva il vino spumeggiante


Nel bicchiere scintillante,


Come il riso dell’amante


Mite infonde il giubilo!


Viva il vino ch’è sincero


Che ci allieta ogni pensiero,


E che annega l’umor nero,


Nell’ebbrezza tenera.

Brinda e canta così compare Turiddu nella Cavalleria Rusticana.

Si apre il sipario ed ecco in scena le “opere” delle cantine Valenti:

 

bottiglie 

Malavoglia (Grecanico 90%, Cataratto 10%), Norma (Nerello Mascalese 98%), Nerello Cappuccio 2%), Puritani (Nerello Mascalese 100%) ed Enrico IV (Carricante100%). “I nostri vini e le nostre etichette rappresentano la sicilianità: Vincenzo Bellini, Pirandello, Giovanni Verga. “Nulla è lasciato al caso – precisa Giovanni Valenti, proprietario della cantina -. I Malavoglia, il romanzo più conosciuto dello scrittore siciliano Giovanni Verga, si collega con Acitrezza e con i faraglioni. E quindi anche con Ulisse che ubriacò Polifemo per cavargli l’unico occhio e riuscire a fuggire: pure nell’Odissea si parlava dei vini dell’Etna! Le opere Norma e Puritani, poi, sono indissolubilmente legate a Catania, patria del compositore Vincenzo Bellini. E pochi sanno che nella prima metà dell’Ottocento i rivoluzionari siciliani avevano scelto proprio famigliaI Puritani come loro inno di battaglia. E poi c’è Enrico IV, commedia dell’agrigentino Luigi Pirandello che affronta il tema, caro all’autore, del rapporto, complesso e alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità”.

Nelle brochure, insieme alla scheda tecnica dei vini, c’è anche il sunto delle opere cui si fa riferimento. “Questa è una mia idea, per veicolare un po’ la cultura. Chi legge la storia di Enrico IV, ad esempio non può poi procurarsi il testo per andarsi a leggere tutta la commedia. Norma, molti ne parlano, ma pochi ne conoscono la trama, Non ho messo però il sunto dei Malavoglia perché è triste, troppo triste”.

L’idea di Giovanni Valenti nasce anche dalla sua passione per il teatro: ha lavorato nel Piccolo Teatro di Roma, e il fratello, noto scenografo, ha diretto parecchi teatri e ha partecipato a Siracusa all’allestimento delle rappresentazioni classiche.

logoSulle etichette delle creazioni Valenti si fa riferimento al Liotro, l’elefante simbolo di Catania: ci sono due pachidermi che si fronteggiano e reggono la lettera A, che sta per Sant’Agata, vergine e martire, patrona della città.

La cantina è a Passopisciaro. I vigneti di proprietà si trovano sulle pendici dell’Etna, tra i 700 e i 1000 metri. I preziosi minerali e le sostanze nutritive presenti in questi terreni conferiscono ai vini un sapore e un aroma davvero caratteristici. “Il terreno vulcanico con presenza di detriti lavici danno ai nostri vini la mineralità. Il nostro vino si riconosce fra mille: degustando e odorando attentamente si avverte un sentore di fumo, come se questo Etna, questo vulcano, questa lava lasciassero un segno indelebile. Ginestra, alberi di noce, tutto è bello e fiorito intorno alla vigna: odori, sapori che si ritrovano nel vino”.

uva

La raccolta dell’uva viene fatta a mano. “Non irrighiamo. Ci pensa il Signore, quando vuole. A volte stiamo 4/5 mesi senza acqua, ma va bene così. Abbiamo 26 ettari in totale e 4 impianti a uliveto. Le vigne sono 6 e quest’anno siamo arrivati a 140 mila bottiglie. Stiamo producendo parecchio Nerello Mascalese, ma puntiamo molto sul Carricante. Sull’Etna, il bianco è stato per tanti anni trascurato, e invece è il vitigno che oggi ha il maggior successo dopo il Nerello. La produzione è ancora poca. L’obiettivo entro tre anni e quello di superare le 50 mila bottiglie di bianco, e naturalmente crescerà anche il rosso, in proporzione. Abbiamo messo a dimora altre 6000 piantine che sono già abbastanza alte, le cresciamo con gli occhi, e abbiamo un impianto nuovo tutto di Carricante, a Contrata Arcuria, dove ci sono viti già di 7 anni che producono bene, poi ci sono quelle di 4 anni, quelle che ne compiranno 3 e andranno in produzione, quelle di 2 e quelle di 1. Ogni anno aggiungiamo altre 6/7 mila piantine e quindi la produzione è in continuo aumento. Per quanto riguarda l’olio, siamo già quasi arrivati a 4 mila litri, ma potremmo giungere intorno ai 12 mila. Pensiamo di incrementarlo ancora”.

bottiglia“Nel 2010, abbiamo fatto il primo rosato: Poesia. Il nome vuole ricordare Quasimodo, e in particolare la più bella poesia che, secondo me, sia mai stata scritta: Ed è subito sera”.

La storia di Poesia ha origine da quello che sembrava un problema. “Dico sempre al mio enologo che la nostra uva è così buona che non c’è motivo di interventi strani. Bisogna lasciare che la natura segua il suo corso, senza modificarla. Fate la fermentazione, fate le cose tranquille e avremo i risultati. Avevamo impiantato una nuova vigna, eravamo al terzo anno, e c’era un po’ d’uva che per fare il rosso non andava. Così ho pensato al rosato. Il rosato nasce in realtà dalla ‘pistammutta’. Il nostro è particolare perché noi non pigiamo, non pestiamo, anche le bucce stesse non vengono schiacciate, e quindi il vino mantiene tutti i suoi profumi, e ha questo sentore di pesca che esce fuori dal bicchiere. Il nostro disciplinare dice che il rosato deve essere un vino rosa tendente al rosso rubino. Io sono riuscito a far modificare il disciplinare perché il mio è un velo di cipolla e non un rosso rubino.

Quando ho tentato di convincerli a prendere un po’ di uva e fare il rosato tutti cercavano di boicottarmi. Poi abbiamo prodotto le prime bottiglie ed è stato un successo incredibile.

Ultimo nato è Ciuri di Lava, un vino senza solfiti aggiunti. “Ciuri di lava è in catanese il nome della Ginestra. Questa pianta, con i suoi vivaci fiori gialli, cresce sulla pietra dell’Etna, va a risanare i terreni resi sterili dalla lava. I suoi fiori bellissimi, in passato, venivano raccolti dentro grandi sacchi dalle donne siciliane ed erano venduti alle industrie per fare i profumi. Mi è sembrato bello dedicare loro un’etichetta”.

vigna

Come nasce l’idea di un vino senza aggiunta di solfiti? “Molte donne non bevono il vino bianco perché, a causa dei solfiti, al mattino si svegliano con un cerchio alla testa. Negli anni avevo già prodotto vini senza solfiti per conto di terzi, erano vini buoni ma quasi acquosi, con poco corpo. Per Ciuri di Lava invece abbiamo utilizzato il Grecanico, un vitigno che nasce sopra Bronte, a 1000 m sul livello del mare. Lo abbiamo tenuto tre mesi sulle bucce, così da conferirgli una consistenza notevole, robustezza, corposità, e un colore oro”. Per sopperire all’aggiunta dei solfiti che eliminano i batteri cattivi è importante la scelta dei lieviti. “Perché ci sono dei lieviti che privilegiano alcuni saccaromiceti e sono quelli buoni. Se sbagli i lieviti vedi subito che il vino non va bene. Noi abbiamo imbottigliato questo vino dopo oltre un anno”.

I vini della cantina Valenti sono sottoposti a filtrazione con membrana a ceramica a cartoni e con filtro housing che rimuove i lieviti e i batteri. “Per i bianchi e i rosati lavoriamo con il terzo housing (0,40 micron). Vuol dire che non passa nemmeno un batterio, perché i batteri sono più grandi di 0,40 micron”.

botti

I vini Valenti, oltre che in Europa, sono venduti nei 50 stati degli Stati Uniti (comprese le Hawaii), in Canada, Cina, Giappone e a Singapore.

E per il futuro? “Forse un nuovo vino, che potrebbe prendere il nome di uno dei protagonisti della Cavalleria Rusticana: compare Alfio o compare Turiddu – risponde Valenti -. E ci vedrei bene un’etichetta con i colori dei carretti siciliani”.

                                                                                     Clementina Speranza

BIOKINI E COSTUMI NATURALI RENDONO LA MODA MARE ECOSOSTENIBILE

BIOKINI E COSTUMI NATURALI RENDONO LA MODA MARE ECOSOSTENIBILE

Vincitrice di un oro e un argento olimpico e futura portabandiera alle Olimpiadi di Rio 2016, la campionessa Federica Pellegrini appare in grande forma fisica, con una silhouette asciutta che non sfoggia esclusivamente in piscina ma anche in passerella. Consapevole del suo corpo e attenta alle tematiche sull’educazione alimentare, la sportiva risulta la miglior testimonial dei costumi da bagno della Bio Collection, firmata Raffaela D’Angelo, la stilista che ha creato una limited edition utilizzando risorse naturali ed ecologiche, mixando innovazione, ricerca, materiali naturali e tecniche artigianali all’avanguardia.

La vera novità della stagione? Il Biokini, un costume realizzato con materiali ricavati dalla fibra di mais e di Crabyon, un filato rivoluzionario ottenuto dalla miscela di chitina, sostanza presente nei carapaci dei crostacei, e viscosa, fibra derivata dal legno. Tessuti che rendono il Biokini biodegradabile e rispettoso dell’ambiente.

Biokini

Le stoffe, del tutto naturali, forniscono alla Bio Collection un’identità definita e incisiva. La seta abbinata alla proteina del latte dona morbidezza a caftani, camicie e pantaloni, mentre i costumi sono confezionati con tessuti elastici prodotti con la fibra di mais e di bamboo. I capi sono impreziositi da ricami realizzati con semi di acaii, cacao, zucca, e sono resi luminosi attraverso l’applicazione di cristalli di sale e piccoli Swarovski.

Seta, lino ricamato, tulle impreziosito con fili di lurex abbinato a reti di cotone, e pizzo, il must have di gran parte dei look, sono i tessuti naturali che caratterizzano la collezione beachwear 2016 di Raffaela D’Angelo. Un defilè basato su contrasti e armonie tra il gusto esotico e lo stile contemporaneo, composizioni che richiamano i meravigliosi e fantastici paesaggi indiani abitati da maharaja e gli esotici ambienti salgariani. Scenari ricchi di mistero e di fascino che hanno ispirato una collezione dedicata alle giovani Perle di Labuan.

Il fil rouge della collezione è la stampa indodeco, abbinata a una palette cromatica che vede come protagonisti il color terracotta, il color corda e le tonalità neutre. Per la donna più sofisticata, poi, sono stati creati capi con stampe floreali su fondo nero che rendono lo stile sexy, romantico, sensuale ed etereo. I look sono impreziositi da piccole monete che diventano elementi distintivi e rievocano il fascino dell’India.

Raffaela d'Angelo PE 2016

Il sapiente gioco di volumi rende le linee ampie e ricche di sovrapposizioni tratteggiando una donna consapevole del proprio corpo e in grado di esprimere le sue idee e i suoi valori.

La collezione esalta l’eclettismo sensuale di ogni donna attraverso un guardaroba contemporaneo. Tanti input che esprimono al meglio la completezza delle donne di oggi, e propongono un guardaroba mare di pezzi unici nati da intuizioni sartoriali all’avanguardia.

Simone Lucci

Per Raffaela d’Angelo, milanese di origine comasche, la moda è un progetto a 360 gradi: la combinazione di creatività, eleganza e femminilità costituisce il dna del suo giovane brand. Il suo progetto diventa realtà nel 2006, con il nome di “Raffaela d’Angelo”, ed è frutto del prezioso bagaglio di esperienza ventennale maturato dalla stilista nelle più importanti aziende di moda mare e intimo italiane, francesi e israeliane.

Federica Pellegrini e Raffaela d'Angelo

Nel 2009 la Valery spa, azienda italiana nel settore dell’intimo, acquisisce la licenza del marchio iniziando a distribuire le collezioni in Italia e all’estero. Raffaela d’Angelo è un marchio pensato per le donne e pensando alle donne: capi facili da indossare, sempre seduttivi, romantici, con carattere, raffinati nella loro semplicità e realizzati con una grande cura nella scelta e nella lavorazione dei materiali. Denominatore comune, segno distintivo di tutte le collezioni, è l’utilizzo del ricamo, simbolo dell’artigianalità e della tradizione made in Italy, che in passato ha costituito anche il fulcro di una collaborazione molto speciale tra Raffaela d’Angelo e le detenute delle carceri di San Vittore e di Opera, donne che con volontà e impegno hanno contribuito a ornare e decorare i preziosi costumi.

La stilista che, grazie a tale iniziativa, ha regalato una possibilità in più a chi è stato meno fortunato, è stata insignita del premio francese “Femmes Leaders nel 2007”.

Da sempre vicina al mondo delle donne, Raffaela D’Angelo ha deciso per la seconda volta di prendere parte al progetto “Wall of Dolls”, che vede protagoniste le bambole, giocattoli che per un giorno si trasformeranno nel simbolo di una femminilità troppo spesso violata. Grazie a “Wall of Dolls” si vuole abbattere il muro dell’indifferenza che circonda la violenza sulle donne denunciando un fenomeno purtroppo diffuso in tutto il mondo.

L’ASSOCIAZIONE ITALIANA SCATOLIFICI E “PEFC ITALIA” UNITI PER TUTELARE LE RISORSE NATURALI

L’ASSOCIAZIONE ITALIANA SCATOLIFICI E “PEFC ITALIA” UNITI PER TUTELARE LE RISORSE NATURALI

Il legno è un materiale vegetale e versatile, importante per la costruzione di mobili, oggetti, ed è alla base dell’industria della carta. Realizzata per la prima volta con fibre vegetali oltre duemila anni fa dai cinesi, la carta è utilizzata per produrre libri, quaderni, giornali, riviste e nonostante i computer, la TV, e gli altri sistemi elettronici, il materiale resta un Logoimportante mezzo per comunicare e per trasmettere la cultura. Il materiale, inoltre, trova impiego per imballaggi e scatole di cartone.

Negli ultimi anni, la sensibilità verso la salvaguardia ambientale è cresciuta enormemente e per tale motivo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa per incrementare le diffusione di informazioni sui temi della certificazione forestale, dell’utilizzo di materie prime sostenibili e dei vantaggi ambientali, etici ed economici di una produzione industriale rispettosa delle foreste. Un accordo siglato tra: l’Associazione Italiana Scatolifici (CIS), che raggruppa un numero sempre più importante di produttori di imballaggi in cartone ondulato in tutto il territorio italiano, e PEFC Italia, associazione no-profit che certifica la provenienza della carta da fonti controllate e foreste gestite in modo sostenibile.

“Le aziende produttrici di imballaggi in cartone fanno parte di una filiera virtuosa, attenta nelle scelte di fornitori e nella progettazione di imballi a basso impatto ambientale – riferisce Andrea Cornelli, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici –. Operare in filiere sostenibili che utilizzano prodotti rinnovabili e la trasparenza in tutte le fasi produttive sono fattori irrinunciabili per l’Associazione CIS e per tutti i suoi membri. Siamo davvero orgogliosi di poter condividere idee, principi e valori con PEFC Italia, una realtà così importante e attiva”.

PEFC Italia promuove la gestione sostenibile delle foreste e la sostenibilità delle filiere bosco-legno-carta. Il marchio garantisce ai consumatori la tracciabilità e legalità delle materie prime utilizzate. “Le foreste certificate sono regolarmente controllate da ispettori indipendenti – dichiara Giovanni Tribbiani, responsabile utilizzo logo PEFC Italia –. L’Associazione Italiana Scatolifici adotta strategie di promozione della tutela delle risorse naturali e siamo contenti di poter diffondere la nostra mission con il loro prezioso supporto”.

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L’accordo di collaborazione prevede un sostegno reciproco e un impegno costante per favorire la certificazione all’interno della filiera della carta e del cartone, oltre a una produzione etica e responsabile che tutela le risorse naturali e promuove un modello sociale rispettoso dei diritti delle persone. Il tutto attraverso attività di media relation, eventi congiunti, diffusione di materiali informativi e occasioni di formazione.

Simone Lucci

PREMI E STILE FUORI E DENTRO IL CAMPO

PREMI E STILE FUORI E DENTRO IL CAMPO

Sono forti, veloci e allenati. Chiacchierati, invidiati, ammirati e contesi. Scendono in campo con la maglia nero-azzurra o con quella da trasferta: bianca con le due strisce centrali nerazzurre.

Sono stilosi ed eleganti invece con le divise istituzionali: abito in tessuto birdseye, giacca monopetto tre bottoni con stemma tono su tono e la classica camicia button down in oxford leggero nella variante bianca, cravatta regimental e scarpe in vitello nero Oxford wingtip realizzate a mano, tutto firmato Brooks Brothers.

Lo storico brand newyorkese di abbigliamento ha un contratto di partnership quadriennale con l’Inter, per il quale realizzerà le divise istituzionali per i giocatori della prima squadra e per i dirigenti del club.

In occasione di Milano Moda Uomo e dell’uscita del CHI E’ CHI del Calcio e dello sport, Cristiana Schieppati ha consegnato a Luca Gastaldi CEO EMEA Brooks Brothers e Javier Zanetti, vice Presidente dell’Inter, il CHI E’ CHI AWARD FASHION & FOOTBALL. Un riconoscimento all’unione tra il mondo della moda e quello del calcio e alle sinergie che nascono da questa collaborazione.

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Dal 2014 a Javier Zanetti è stata conferita la Presidenza onoraria del Premio Gentleman. Il libro nasce per festeggiare i vent’anni dalla nascita del Premio Gentleman Fair Play Awards. Oggi il CHI È CHI AWARD FASHION & FOOTBALL.

Tanti premi e mi fa piacere, vuol dire che qualcosa di buono ho lasciato e mi auguro di poter continuare ancora. 

La stoffa del campione è anche questa di Brooks Brothers?

Per noi è importantissimo, perché siamo sempre eleganti e fa piacere vestire con questo marchio.

Dicono che sei tra i miglior campioni perché metti il cuore nelle cose che fai… 

Sempre cuore, passione. Per me l’Inter vuol dire tanto.

Che cosa vuol dire per lei l’Inter?

Vuol dire la mia vita perché sono arrivato qui in Italia quando ero molto giovane, qui ho costruito la mia famiglia, ho tre bambini italiani tutti interisti. L’Inter è una grande famiglia e per me farne parte è un grande orgoglio. 

Cosa significa avere la fascia di capitano?

È una grande responsabilità. È sicuramente un grande orgoglio e per me rappresentare l’Inter è sempre stata una cosa bella e lo continuo a pensare. Anche se non scendo più in campo cerco di trasmetterlo dal di fuori.

Brooks Brothers foto 1

Voi siete dei modelli di stile, ma anche di vita. Che cosa significa?

Significa che è una bellissima responsabilità, però credo che dobbiamo trasmettere tanti valori in questi momenti.

Nel 2001 con tua moglie Paula costituite la Fondazione P.U.P.I. (Por Un Piberìo Integrado). Create, in Argentina, uno spazio dove i bambini socialmente più svantaggiati e diversamente abili ricevono, fin dalla prima infanzia, l’attenzione e l’istruzione necessarie. E da lì la vostra vita si sviluppa attorno alla beneficienza.

Insieme alla mia famiglia organizziamo tanti eventi, per noi P.U.P.I. significa tantissimo, fa parte della nostra vita. È importante poter aiutare tanti bambini nella loro crescita, per il loro futuro.

L’ultimo successo con P.U.P.I.? 

L’evento che abbiamo condiviso con la fondazione Bocelli, la serata con Bocelli è stato un successo enorme. È sempre un piacere.

C’è un giovane che reputi possa essere Zanetti del futuro?

Mio figlio più piccolo. 

Qual è la squadra che ti piace di più in questi europei?

A me piace tanto la Germania.

Fondata nel 1818, Brooks Brothers è stata la prima azienda a offrire abbigliamento prêt-à-porter e ha continuato a farlo introducendo prodotti diventati iconici, tra cui: i tessuti seersucker e madras, le camicie non-iron con l’originalissimo collo button-down. Quasi due secoli più tardi, Brooks Brothers è orgogliosa di difendere le stesse tradizioni e i valori che la rendono il marchio perfetto per le donne e gli uomini di tutte le generazioni. Dalla sua fondazione a New York, che risale a 198 anni fa, Brooks Brothers è diventato un marchio leggendario a livello internazionale, mantenendo comunque il suo impegno costante per proporre un servizio, una qualità, uno stile e un valore di livello eccezionale. 

IL SOLE ALLUNGA LA VITA

IL SOLE ALLUNGA LA VITA

Uno studio svedese su 30 mila donne conferma che l’esposizione al sole regala fino a 2 anni in più, inoltre fa bene a ossa e cuore. Questi i risultati di un imponente studio prospettico svedese, recentemente pubblicato sulla rivista Journal of Internal Medicine. L’estate è già iniziata e per molti anche le vacanze. Dai dermatologi italiani alcune chiare indicazioni, in base agli ultimi studi scientifici, sui potenziali benefici del sole, ma anche preziosi consigli per non abusarne.

“Lo studio iniziato nel 1990 ha coinvolto circa 30 mila donne svedesi di età compresa tra i 25 e i 64 anni – spiega il Professor Girolomoni, Direttore della Dermatologia di Verona e presidente Società Italiana di Dermatologia – ed ha dimostrato in modo chiaro che evitare il sole fa male. Le donne che si espongono al sole, infatti, hanno un rischio minore di eventi cardiovascolari (infarto, ictus) e sopravvivono più a lungo, 0.6-2.1 anni in più per la precisione. Non solo, esporsi al sole compensa gli effetti dannosi del fumo di sigaretta. Il fatto che esporsi al sole fa bene è senz’altro da mettere in rapporto con il fatto che la pelle esposta al sole produce maggiori quantità di vitamina D”.

Ma la vitamina D non è l’unica sostanza benefica prodotta dalla pelle dopo esposizione al sole. Le cellule della pelle producono beta endorfine che sono responsabili del senso di piacere e appagamento e forse pure della dipendenza che diverse persone provano nell’esporsi al sole o ai raggi ultravioletti artificiali. La pelle stimolata dal sole rilascia pure ossido nitrico che è in grado di abbassare la pressione arteriosa e in effetti le persone con ipertensione moderata che si espongono ai raggi ultravioletti migliorano la loro ipertensione.

L’altro lato della medaglia è che l’esposizione eccessiva al sole favorisce l’invecchiamento cutaneo e lo sviluppo di tumori della cute come epiteliomi o melanomi.

Quindi come comportarsi? “Tutto dipende dalle caratteristiche della propria pelle – spiega Girolomoni – gli individui di carnagione scura che non si scottano al sole possono esporsi tranquillamente senza problemi. Gli individui di carnagione chiara che si scottano facilmente devono fare più attenzione, esponendosi con cautela”.

Come bilanciare questi due opposti fenomeni?

Capita spesso nella vita di doversi bilanciare tra effetti opposti. Un esempio per tutti il cibo. Troppo fa male, ma poco fa peggio. “Nel caso della esposizione al sole esiste una soluzione. Infatti gran parte degli effetti benefici del sole dipendono dalla produzione di vitamina D nella pelle. Quindi basta assicurarsi che i livelli di vitamina D nel sangue siano nella norma. Se sono troppo bassi bisogna assumere vitamina D3. La vitamina D, oltre al ruolo principale di preservare la mineralizzazione dell’osso, e prevenire l’osteoporosi, esercita anche funzioni extra-scheletriche inclusa quella di regolare le risposte immunitarie, proteggere dalle infezioni e ridurre il rischio cardiovascolare. Esistono a questo proposito numerosi studi che confermano che la carenza di vitamina D è inversamente correlata con la mortalità per eventi cardiovascolari e per cancro, e che la assunzione di vitamina D3 riduce globalmente la mortalità”.

Ecco cinque semplici suggerimenti, da tenere a mente:

1) Evitare le ore di massima irradiazione, tra le 11 e le 14, ed esporsi al sole in modo graduale, dando la possibilità alla pelle di difendersi attraverso l’abbronzatura, ed usare creme protettive adeguate.

2) Soprattutto nei bambini è fondamentale evitare le ustioni solari, che costituiscono il principale fattore di rischio per il melanoma. Il melanoma insorge a distanza di decenni dalle ustioni solari.

3) Usare creme solari con fattore di protezione superiore a 30, meglio se 50, rinnovando l’applicazione dopo 2 ore o anche prima se si fanno bagni. Usarle in quantità adeguata. Anche le creme a cosiddetta protezione totale, in realtà proteggono solo parzialmente.

4) Ricordarsi che le creme solari non servono per stare più a lungo al sole, ma per starci in modo più corretto. Anche le magliette colorate possono costituire un ottimo filtro solare.

5) Considerare con il proprio medico l’assunzione regolare di vitamina D, soprattutto nei mesi autunnali e invernali.

Per maggiori informazioni: http://www.sidemast.org/

UNA SPEZIA DORATA PER IL BENESSERE DELL’ORGANISMO

UNA SPEZIA DORATA PER IL BENESSERE DELL’ORGANISMO

Nel XIII secolo, Marco Polo descriveva la spezia d’oro raccontando i suoi viaggi in Cina, mentre i monaci buddisti la utilizzavano come spezia, colorante, cosmetico o rimedio medico naturale, tant’è vero che la medicina ayurvedica la contempla tra le piante curative per i benefici che apporta all’organismo. Parliamo della curcuma (o zafferano delle indie).

La curcuma è un potente antiossidante che contrasta gli effetti negativi dei radicali liberi su: pelle, fegato, stomaco e intestino, favorendo le funzionalità digestive e articolari. Con le sue proprietà benefiche, la spezia indiana combatte lo stress ossidativo del cervello, riducendo le problematiche di salute causate dall’avanzare dell’età. Molto di ciò che mangiamo è necessario per il cervello e molti nutrienti sono importanti per mantenerlo in condizioni funzionali. Uno di questi alimenti è la curcuma da cui si estrae la Curcumina, il componente biologicamente attivo della pianta.

Curcumina

Dall’omonimo principio attivo nasce Curcumina Redox, l’integratore naturale con estratti ricavati dallo zafferano delle indie e commercializzato da Solgar. L’assunzione di una singola perla con l’acqua durante i pasti dona beneficio al corpo, grazie, anche, alla tecnologia produttiva unica ed esclusiva che consente alla curcumina di essere facilmente assimilata dall’organismo. Mimando le naturali fasi digestive che permettono l’assorbimento dei composti lipofili, l’integratore naturale rilascia la curcumina direttamente a livello della parete intestinale per un massimo assorbimento. curcumina-redox-marzoLa spezia dorata va assunta sotto controllo medico solo in caso di calcoli biliari o di occlusione delle vie biliari, inoltre, Curcumina Redox non contiene zucchero, sale, amido, lievito, frumento, soia, derivati del latte, conservanti, coloranti e aromi artificiali.

Con oltre 60 anni di esperienza, l’azienda ha messo appunto diverse formule e originali integratori. Advanced Omega D3, Artiglio del Diavolo, Fieno greco, Fito Tè Verde, Spirulina e Bromelina Plus sono alcuni dei prodotti realizzati dal brand.

Bromelina Plus è un integratore alimentare ricavato dal gambo fresco dell’ananas che contiene enzimi proteolitici.

L’estratto di gambo d’ananas è indicato per favorire la funzione digestiva, sostenere il drenaggio dei liquidi corporei e la funzionalità del microcircolo per alleviare la sensazione di gambe pesanti e contrastare gli i tanto odiati inestetismi della cellulite.

Integratori naturali, una sana e corretta alimentazione e una spezia dorata con origini millenarie consentono di mantenere l’intero organismo in salute. Ovviamente senza trascurare una regolare attività sportiva.

Simone Lucci

Solgar è stata fondata nel 1947 a New York e si è sempre dedicata alla ricerca e alla produzione di integratori alimentari, di nutraceutici, vitamine, minerali e aminoacidi di altissima qualità. L’azienda offre ai consumatori una gamma di oltre 450 referenze attraverso una rete di 70 filiali in tutto il mondo. Solgar Italia Multinutrient S.p.A. ormai da 25 anni.

Fin dal 1947, il brand ha adottato l’etichetta dorata come emblema di serietà, rigore, garanzia di integrità e qualità di ogni ingrediente.

Nel 1978 è stato fondato nel Maryland USA il Nutritional Research Centre che ha introdotto nel mercato novità destinate ad aprire nuovi orizzonti, quali il primo multinutriente con vitamine, aminoacidi e minerali chelati secondo la procedura brevettata Albion® e le prime capsule vegetali al mondo. Per decenni considerata la “compagnia degli antiossidanti”, Solgar si è distinta per la l’ampia gamma e la produzione di antiossidanti d’avanguardia.

Fondamentale in ambito fitoterapico la scelta di utilizzare estratti erbali standardizzati che garantiscono una quantità di costituenti attivi costante e l’utilizzo di una speciale miscela di antiossidanti che assicura qualità e stabilità dei costituenti attivi.

Solgar Italia Multinutrient S.p.A. opera sulla penisola da 25 anni e si distingue per l’attenzione alla divulgazione culturale e scientifica e alla didattica negli ambiti dell’integrazione nutrizionale e della fitoterapia e di recente con CNM Italia esprime valore culturale nell’area della Nutrizione con l’accademia Nutritional and Nutraceutical Consultant. Organizza numerosi Seminari di aggiornamento tenuti da Relatori esperti di Medicina integrativa, Fitoterapia e Discipline del Benessere che sono riconosciuti dagli Operatori del settore come eventi di rilievo per approfondire tematiche specifiche e in particolare volti ad individuare suggerimenti integrativi mirati.

LA GESTIONE DELLA TERAPIA PER IL TUMORE AL POLMONE CORRE SULL’APP

LA GESTIONE DELLA TERAPIA PER IL TUMORE AL POLMONE CORRE SULL’APP

Il carcinoma polmonare è la neoplasia più diffusa nel mondo. In Italia sono 41 mila ogni anno le nuove diagnosi. Le terapie a bersaglio molecolare, tarate sul tipo di tumore, rappresentano la frontiera più avanzata in fatto di trattamenti, miglioramento della sopravvivenza e della qualità di vita.

Da oggi, i pazienti con adenocarcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione EGFR in terapia con farmaci biologici possono usufruire di un canale digitale diretto per mettersi in contatto con il medico e aggiornarlo sulla gestione della terapia: a offrirlo, l’innovativo servizio IPM (Improving Patient Management). Un contatto semplice e immediato per segnalare al medico gli effetti collaterali.

Un’app e una piattaforma sul web per creare un filo diretto tra medico e paziente; una serie di domande pre-impostate per facilitare la descrizione del problema; la possibilità di segnalare in tempo reale al medico gli eventi avversi e i problemi di adesione alla terapia. La piattaforma IPM consiste in un sistema multicanale, con un’app disponibile per i dispositivi mobili iOS e Android, smartphone e tablet, scaricabile da App Store e Google Play, e una piattaforma online sempre accessibile da web browser. Gli obiettivi del servizio sono rivolti a migliorare la qualità di vita del paziente attraverso una rapida gestione degli eventi avversi e l’aderenza ai trattamenti con la precoce e tempestiva segnalazione e gestione delle tossicità da inibitori delle tirosinchinasi.

Le terapie biologiche a somministrazione orale hanno rivoluzionato in modo radicale la sopravvivenza, la qualità di vita e lo stesso modo di curare i pazienti. I farmaci biologici colpiscono in modo mirato il bersaglio molecolare bloccando, nel caso dell’adenocarcinoma non a piccole cellule con mutazione EGFR, il fattore di crescita attraverso la tirosinchinasi, portando ad un aumento della sopravvivenza in questo sottogruppo di pazienti. Questi farmaci possono essere ritirati presso il Centro di cura e assunti a domicilio dal paziente e questo vantaggio, diradando la frequenza dei contatti con lo specialista, potrebbe rappresentare un problema dal punto di vista del monitoraggio degli effetti collaterali con tutti i rischi connessi, dall’interruzione arbitraria delle terapie al peggioramento della qualità di vita. Ed è qui che arriva in aiuto la tecnologia.

“Mentre nell’era della chemioterapia questi pazienti erano sottoposti a controlli piuttosto frequenti, con le terapie orali gli accessi in ospedale si riducono questo comporta che la segnalazione degli eventi avversi non sia adeguata e di conseguenza la gravità della tossicità legata ai farmaci inibitori delle tirosinchinasi (EGFR-TKI) orali può essere trascurata – dichiara Filippo de Marinis, Direttore dell’Oncologia Toracica all’IRCCS Istituto Europeo di Oncologia di Milano –. La possibilità di avere a disposizione un sistema applicativo, da utilizzare in modo semplice con uno smartphone o dal computer, è vantaggioso per il paziente e per il medico. È sufficiente che il paziente invii un messaggio e una foto per avere un consulto e un intervento efficace”.

Il tumore al polmone

I polmoni sono due organi simmetrici, spugnosi, posti nel torace. La loro funzione è quella di trasferire l’ossigeno respirato al circolo sanguigno e depurarlo dell’anidride carbonica prodotta dall’organismo.

Il tumore del polmone compromette questa funzione in quanto provoca una crescita incontrollata di determinate cellule (quelle che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli) che possono costituire una massa che ostruisce il corretto flusso dell’aria, oppure provocare emorragie polmonari o bronchiali.

Non esiste un solo tipo di tumore del polmone bensì diverse tipologie di malattia a seconda del tipo di cellula da cui originano.

I bronchi, i bronchioli e gli alveoli polmonari sono ricoperti da un sottile strato di tessuto detto epitelio. Il 95% dei tumori al polmone origina proprio dall’epitelio e viene chiamato carcinoma broncògeno (ovvero originato dai bronchi). Nel restante 5% dei casi l’origine può essere a livello di tessuti diversi che compongono il polmone, per esempio i tessuti nervoso ed endocrino (in questo caso si parla di carcinoide polmonare di origine neuroendocrina) o linfatico (in questo caso si tratta di un linfoma polmonare).

art-tumore-al-polmone-e-app-3Le diverse forme di tumore al polmone

Le due forme principali sono il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) e il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC). La forma più comune è quella non a piccole cellule che rappresenta circa l’85% dei casi di tumore al polmone.

Tra i tumori non a piccole cellule (NSCLC) troviamo:

  • il carcinoma spinocellulare (detto anche squamocellulare) che rappresenta il 25-30% dei tumori broncògeni e nasce nelle vie aeree di medio-grosso calibro. Spesso è localizzato al centro del polmone in una delle principali vie respiratorie (il bronco sinistro o destro). È provocato dalla trasformazione neoplastica dell’epitelio bronchiale; molto spesso insorge in zone sottoposte cronicamente a radiazioni solari;
  • l’adenocarcinoma, che si presenta in circa il 30% dei casi e si localizza in sede più periferica, cioè a livello dei bronchi di calibro minore. È il tumore polmonare più frequente tra chi non ha mai fumato e talvolta è dovuto alla presenza di cicatrici polmonari (per esempio per vecchie infezioni tubercolari o per pleuriti). Si sviluppa da un particolare tipo di cellula che produce il muco (catarro), che riveste le vie aeree. Un sottotipo è rappresentato dall’adenocarcinoma bronchioloalveolare che deriva dalle cellule che tappezzano gli alveoli e che tende a diffondersi lungo le vie aeree. L’adenocarcinoma è la forma più comune di cancro del polmone NSCLC;
  • il carcinoma a grandi cellule, meno frequente dei precedenti (10-15% dei casi), che deriva anch’esso dalle vie aeree più piccole. Le cellule appaiono grandi e rotonde se analizzate con un microscopio e i tumori tendono ad essere più grandi di 2,5-4 centimetri.

Fattori di rischio

  • Il fumo è associato con l’80% dei casi di tumore al polmone.
  • Per quanto riguarda il fumo passivo, vi è un aumento del 20% della probabilità di sviluppare il tumore al polmone nei coniugi di fumatori.
  • Episodi in famiglia di tumore al polmone.
  • L’esposizione ad amianto e al gas radon.
  • L’inquinamento atmosferico urbano e domestico (in particolare nelle case poco ventilate in cui vengono regolarmente bruciati i combustibili del carbone, del legno o di altri solidi) sono stati collegati con un aumento di rischio di tumore al polmone.

I sintomi

I sintomi più comuni del tumore al polmone non sempre si manifestano con chiarezza e possono essere comuni ad altre malattie. Ciò significa che i sintomi sono a volte trascurati, e questo è uno dei motivi per i quali molti pazienti si recano dal medico solo nella fase avanzata della malattia. Tuttavia, i sintomi più comuni del cancro al polmone sono:

  • Mancanza di respiro e/o affanno.
  • Tosse cronica e/o ripetuti attacchi di bronchite.
  • Raucedine della voce, dolore toracico.
  • Perdita di peso e di appetito senza una ragione apparente.

I farmaci biologici

I farmaci biologici rappresentano oggi la frontiera più avanzata nello sviluppo di terapie personalizzate contro patologie gravi come i tumori. Questi farmaci vengono studiati a tavolino dai ricercatori e tarati in base alle esigenze del paziente. Si tratta di farmaci creati con tecniche di ingegneria genetica, integrando scienze naturali e scienze ingegneristiche.

Non più un composto generico ma un farmaco “target”, che mira a colpire una determinata molecola ed opera solo in una precisa zona dell’organismo: i vantaggi rispetto alle cure tradizionali sono notevoli perché aumentano l’efficacia della terapia e riducono, nel contempo, gli effetti indesiderati.

I farmaci biologici sono prodotti a partire da anticorpi o proteine presenti nell’organismo umano che vengono modificate in laboratorio. Di solito si tratta di “riprogrammare” anticorpi (ma non soltanto) in modo tale da renderli attivi soltanto su un determinato bersaglio. L’obiettivo è quello di raggiungere le cellule o le strutture malate, agendo direttamente su queste senza danneggiare le cellule sane. Per ottenere tale traguardo si è pensato di usare le difese del nostro organismo, e cioè gli anticorpi, modificandoli in modo tale da renderli capaci di riconoscere come aggressori le strutture malate (cellule tumorali) o le proteine coinvolte nel processo patologico.

Il farmaco risulta quindi meno aggressivo, meno tossico di quelli sintetici, e più facile da sopportare per il paziente. Sono indispensabili quando il paziente non trova giovamento nelle terapie tradizionali o non può ricorrervi e permettono al paziente di vivere in modo attivo nella società.

Dal momento che le terapie biologiche agiscono in maniera selettiva sui processi di crescita del tumore, possono essere potenzialmente più efficaci di altri tipi di trattamento (come la chemioterapia e radioterapia) e meno tossiche per le cellule sane. Esistono diversi tipi di terapia biologica per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule. Nelle diverse fasi della malattia, queste possono essere somministrate in monoterapia o in combinazione con altre terapie.

GRAPPATERAPIA: IL NUOVO SEGRETO DI BELLEZZA PER UN ASPETTO RADIOSO

GRAPPATERAPIA: IL NUOVO SEGRETO DI BELLEZZA PER UN ASPETTO RADIOSO

Polveri di diamante e rubino, caviale, placenta botanica, veleno d’ape, bagno alla birra e massaggio con serpenti sono alcune follie di bellezza delle star internazionali che appaiono sempre radiose e con un fisico in perfetta forma che non sembra temere gli effetti del tempo.

Villa Prato - Camera con Vista

Ai segreti di bellezza più innovativi si aggiunge, anche, la grappaterapia, una proposta per coloro che vogliono concedersi una fuga dalla routine e godersi un’esperienza esclusiva e davvero indimenticabile a Villa Prato. Una residenza settecentesca trasformata dalla famiglia Berta, proprietari delle omonime distillerie, in un’esclusiva oasi di relax e di benessere nel cuore di Mombaruzzo, in provincia di Asti.

La grappaterapia è un trattamento di bellezza eseguito con cosmetici ricavati della distillazione dell’uva, un frutto dalla proprietà antiossidanti. Le vinacce sono ricche di polifenoli e di flavonoidi che aiutano a contrastare l’invecchiamento cellulare, purificare la pelle, tonificare la microcircolazione periferica, idratare e donare nutrizione proteica, lipidica, vitaminica e minerale. Bagni, fanghi, massaggi, creme e impacchi che rendono la pelle splendente, in salute e con un aspetto più luminoso e levigato grazie alle riconosciute proprietà rigeneranti e idratanti degli acini e dell’olio di vinacciolo.

Villa Prato - Piscina

I particolari trattamenti proposti a base di grappaterapia sono:

  • il trattamento viso alla vinaccia Berta che svolge un’azione antinfiammatoria e di contrasto dei radicali liberi, rallentando, così, i processi di invecchiamento;
  • Villa Prato - Relaxil peeling corpo antiossidante ai Vinaccioli & Zucchero, un delicato trattamento esfoliante e antiossidante che favorisce il rinnovamento cellulare e rallenta il processo di invecchiamento cutaneo;
  • il fango avvolgente corpo alla vinaccia, un impacco totale che ha un’azione antiossidante, drenate e snellente;
  • il massaggio al cuoio capelluto che rinforza i capelli e dona un effetto rilassante a tutto il corpo, allentando la tensione nervosa;
  • il trattamento mani con crema alla vinaccia e paraffina, emolliente e idratante. Una piccola sauna di calore rende la pelle soffice e priva di imperfezioni. La paraffina è un’alleata preziosa per la bellezza delle mani: idrata l’epidermide e la rende morbidissima al tatto;
  • il trattamento piedi con crema alla vinaccia e paraffina, ammorbidente, lenitivo e idratante;
  • il massaggio rilassante all’uva e olio di vinaccioli con olio derivato dalle vinacce Berta.

Una vera e propria terapia innovativa dai principi attivi esclusivamente naturali forniti nella storica villa con sei suite dotate di ogni confort, e 800 metri quadri di relais de charme immersi nelle silenziose colline piemontesi, e nel profumo di piante aromatiche.

La residenza, oltre alla grappaterapia, offre l’esperienze: della sauna, del bagno turco, della fontana del ghiaccio, del percorso Kneipp, dell’idromassaggio, della palestra e della piscina termale per donare un’energia positiva e rigenerante. Le grotte sotterranee dell’oasi ospitano l’aromaterapia, un’avventura sensoriale che trae origine dai profumi ricavati dagli oli essenziali, dalle spezie e dagli aromi dei pregiati distillati di casa Berta.

Villa Prato - Camera

La famiglia Berta propone, anche, altre attrazioni. Nella storica distilleria a Casalotto di Mombaruzzo è possibile degustare i distillati, le grappe d’invecchiamento e il tradizionale amaretto morbido di Mombaruzzo. In questo piccolo angolo di Piemonte si può, anche, visitare: il Museo degli alambicchi e bottiglie d’epoca e la Fondazione per SoloPerGian, che ospita le opere di Elisi per il Sociale, realizzate dai ragazzi con disabilità psico-intellettive e relazionali della cooperativa milanese Fraternità e Amicizia Onlus.

In un ambiente mozzafiato e immerso nel verde è possibile ritrovare il benessere con nuovi trattamenti di bellezza nati della distillazione dell’uva.

Simone Lucci

ARTE E CIBO FUSI IN ORIGINALI OPERE D’ARTE NATURALI

ARTE E CIBO FUSI IN ORIGINALI OPERE D’ARTE NATURALI

Una manciata di quinoa, una spolverata di curry, un pizzico di cumino, sale rosa dell’Himalaya quanto basta e per guarnire polvere di barbabietola e foglie di carciofo essiccate. Questi non sono gli ingredienti per cucinare uno sfizioso manicaretto, bensì alcuni alimenti utilizzati dall’artista fiorentina Licia Fusai per realizzare i suoi quadri ispirati al mondo della natura, un’idea innovativa nata osservando le opere dell’arte informale di Alberto Burri, un pittore italiano dal linguaggio polimaterico in quanto si vale dell’impiego di più materiali estranei, e noto per gli accostamenti insoliti su tela, fino a giungere a un’autentica e violenta espressività.

Quadri - Licia Fusai

Gli ingredienti naturali utilizzati da Licia Fusai provengono da diverse parti del mondo. “Sale, riso, cereali, pistacchi, farina di mais, barbabietola in polvere e molti altri nutrienti sono originari dell’Italia, mentre le spezie derivano dell’India e dell’Africa, luoghi in cui le erbe aromatiche sono sfruttate per contrastare e combattere le epidemie gastrointestinali – precisa Licia Fusai –. Oggi, le culture medio orientali e africane si sono molto diffuse, e le spezie sono Licia Fusaifacilmente reperibili nei negozi sotto casa, soprattutto curcuma, cardamomo, curry, pepe e cannella, la spezia che meglio mi rappresenta”.

Il pepe è l’ingrediente che la pittrice predilige utilizzare. “Rosa, verde, bianco e nero, il più consumato in cucina, sono le varietà che utilizzo”, precisa l’artista. Licia Fusai seleziona i nutrienti da stendere sulle tele in base al periodo e all’umore, per dar vita a soggetti figurativi o astratti dalle nuance sgargianti e dai profumi inebrianti. “Nelle mie opere pittoriche ricreo i miei stati d’animo e trasmetto il calore africano e orientale che si respira nei magici mercati egizi, turchi e marocchini che ho visitato – riferisce Fusai –. Nonostante ciò, per vivere e ricreare l’emozione di un tramonto nei toni del rosso, il colore che amo in tutte le sue sfumature, non occorre necessariamente osservarlo in luoghi lontani”.

Tutte le opere sono incentrate sul cromatismo degli ingredienti, dove il colore non è mai dato da pennellate di pittura, ma dagli stessi alimenti fissati con delle resine non naturali che lasciano inalterato l’aspetto del quadro, e lo proteggono dal degrado originato dalla luce, del sole o dall’aria.

La passione per la pittura di Licia Fusai è nata a seguito di un grave incidente automobilistico che ha costretto l’artista a un lungo periodo di riabilitazione. Durante la fase di recupero, la pittrice si è avvicinata alla dieta macrobiotica, apprezzando: i benefici dell’alimentazione e l’intensità dei colori dei vari ingredienti.

Opere - Licia Fusai

Il binomio cibo e arte ha permesso all’artista di collaborare con la storica Pasticceria Cucchi, un legame nato un anno fa che sottolinea l’intreccio creativo tra gli originali alimenti e le diverse espressioni artistiche.

In occasione dell’inaugurazione della personale Sapori su tela, in esposizione alla Galleria Immaginaria, è stato possibile degustare le nuove proposte culinarie al sale piccante, che la storica Pasticceria Cucchi ha creato con la linea di sali speziati DeChillico. Le prelibate squisitezze richiamano l’esclusiva collezione di opere realizzate con elementi speziati, dal pepe al peperoncino, al sale marino e himalayano, ai semi di soia e di girasole.

La passione per il mondo dell’arte e l’attrazione verso la buona cucina hanno permesso alla pittrice di dar vita a dipinti fantasiosi e originali, vere opere d’arte che rappresentano un gioioso inno alla natura.

Simone Lucci

BATTERE IL RECORD DEL MONDO DI NAVIGAZIONE IN SOLITARIA È LA NUOVA SFIDA DI THOMAS COVILLE

BATTERE IL RECORD DEL MONDO DI NAVIGAZIONE IN SOLITARIA È LA NUOVA SFIDA DI THOMAS COVILLE

Il velista oceanico Thomas Coville è uno dei maggiori sportivi della navigazione in solitaria. Dedizione, allenamento e talento hanno permesso allo sportivo francese di conquistare numerosi successi, tra cui:

7 giri del mondo (3 in solitaria e 4 con il team),

7 record in solitaria,

4 record in team,

9 viaggi a Cape Horn,

15 traversate transatlantiche,

defender al Jules Verne Trophy 1997 e 2010,

vincitore del Volvo Ocean Race 2011-2012,

secondo classificato a “The Transat” 2004,

secondo classificato Transat Jacques Vabre 2015,

terzo classificato al Route du Rhum 2006 e 2010.

Nel maggio 2016 in occasione della gara The Transat Bakerly, Thomas Coville ha attraversato l’oceano Atlantico con il suo trimarano Sodebo Ultim di 31 metri, raggiungendo New York nove ore dopo il vincitore, Francois Gabart. Tale competizione è solo l’inizio del training per affrontare la grande sfida di Ottobre che consiste nel battere il record di navigazione in solitaria intorno al mondo e diventare, così, il più veloce navigatore a circumnavigare la terra.

Thomas Coville - Sodebo

In questi anni ti sei impegnato per diventare il più veloce velista in solitaria nella navigazione intorno al mondo. Quando hai iniziato l’allenamento per battere il record e quanto tempo dedichi agli esercizi?

Ho iniziato ad allenarmi un anno fa. Amo essere in gara con le altre barche e con gli skipper. Come ogni sportivo, runner, sprinter o ciclista, il mio sogno è fare qualcosa che nessuno è mai riuscito a fare prima, e il mio obiettivo è battere il record di navigazione in solitaria intorno al mondo, una grande sfida, sia mentale che fisica. La cosa più importante è sentirsi bene e sicuri. Non dimentichiamo che la vela è uno sport molto tecnico e devo conoscere perfettamente ogni dettaglio della mia barca, come comportarmi e affrontare qualunque situazione.

Raccontaci del tuo allenamento. Ti alleni solo o con un coach?

Mi alleno duramente con un coach cinque giorni a settimana. Gli altri due giorni sono dedicati allo stretching e al riposo. L’allenamento è diviso in diverse fasi. La prima fase è dedicata a lunghi percorsi di corsa e in bici. La seconda è finalizzata alla muscolatura, con fitness, surf, windsurf o kayak. Con il mio team Transat Bakerly, ho praticato, anche, tre mesi di training specifico in barca. Un’esperienza partita da Portsmouth, che ha rappresentato un test per tutti noi. Tre mesi prima di iniziare la sfida, mi dedico alla preparazione mentale, allo stretching e a diventare più forte possibile.

Come ti alleni mentalmente alla sfida?

È un mix tra esperienza e allenamento. Devo accettare il fatto che non tutto sarà come l’ho programmato. È importante essere preparati a tutto ciò che può capitare. La capacità di adattarsi è uno dei punti fondamentali dell’allenamento. In passato mi sono allenato da solo, basandomi sulle mie sensazioni ed esperienze, questa volta lavoro con un coach, una donna neozelandese, che mi aiuta ad affrontare le tensioni, le paure, e a correggere gli errori. In questa fase si ha assolutamente bisogno di qualcuno per migliorare.

Qual è il tuo regime alimentare e come fai con il sonno?

È importante sapere quando è il momento di dormire e come addormentarsi, imparando differenti metodi e trucchi. In media, dormo 3 ore e mezza o 4 al giorno, in sessioni da 25 minuti e tale metodo funziona solo se riesco ad addormentarmi nel giro di 4-5 minuti. Tutto dipende dalle condizioni meteorologiche e dal livello di sforzo, quando la barca va a 40 nodi devo essere in grado di dormire e contemporaneamente pensare alla prossima manovra. Per quanto riguarda il cibo, ho bisogno mediamente di 3500 calorie al giorno, se fa molto freddo arrivo a 5000. Sul Sodebo Ultim abbiamo un erogatore per l’acqua e la sua qualità è molto importante in viaggio. Non è come andare sulla luna, ma ci si avvicina.

Thomas Coville - Navigatore

Helly Hansen ti sponsorizza. Quanto conta per te l’attrezzatura?

Prepararsi per un viaggio intorno al mondo è estremamente impegnativo: ogni dettaglio è importante. La scelta dell’abbigliamento sportivo è fondamentale sia per la performance che per la sicurezza. Starò in barca circa due mesi e i vestiti sono come una seconda pelle, inoltre l’attrezzatura sportiva deve essere adatta a tutte le condizioni climatiche e metereologiche. A volte deve essere impermeabile, altre volte traspirante e calda, soprattutto proteggere dal sole. Quando scelgo l’attrezzatura per un viaggio intorno al mondo voglio prima provarla, devo essere sicuro al 100% di ciò che indosso. Ci sono molti brand che anno capi protettivi, adatti per un viaggio intorno al mondo, ma io scelgo Helly Hansen perché garantisce la protezione, realizzano capi molto tecnici. Negli ultimi 10 anni, ho costantemente aiutato il marchio a migliorarli.

UN ROMANZO PUÓ CAMBIARE LA VITA?

UN ROMANZO PUÓ CAMBIARE LA VITA?

Il tono della voce è pacato. Le frasi che pronuncia fanno riflettere. Sentirla parlare dona un senso di serenità. Lei è Barbara Fabbroni, psicologa, psicoterapeuta, analista Transazionale. Ha insegnato nella Scuola di Specializzazione post laurea a indirizzo Analitico Transazionale Centro Logos. Svolge la sua attività per bambini, coppie e adulti in individuale e di gruppo. Ha scritto numerosi saggi e articoli scientifici.

Da anni affianca alla pratica clinica la scrittura. Nel 2015 pubblica il suo primo romanzo rosa: L’Amore, forse.

“Una mia paziente, concluso il percorso di terapia, mi porta un regalo. Con sorpresa vedo che è un romanzo. Curiosa, scopro che la protagonista le somiglia tantissimo. Così comprendo che la narrativa rosa può essere un crocevia importante per uscire fuori da esperienze di dolore. È un po’ come dar vita a una possibilità ulteriore – racconta Barbara Fabbroni –. Per questo ho deciso di scrivere un libro che non è un romanzo autobiografico né l’esperienza di una mia paziente. È semplicemente la storia di una donna con l’immenso bisogno di essere amata e di amare, di credere nell’amore e di viverlo nel suo quotidiano”.
MILAN, ITALY - MAY 26:  Barbara Fabbroni attends the presentation and cocktail for Barabara Fabbroni's new book 'Coach In Love' on May 26, 2016 in Milan, Italy.  (Photo by Jacopo Raule/Getty Images for Barbara Fabbroni) *** Local Caption *** Barbara FabbroniBarbara Fabbroni insegna ad amare e ad amarsi. Amare e amarsi, imparare ad allenare il proprio cuore per conoscersi nel profondo per molti non è affatto semplice. Richiede sforzi, tenacia e una notevole consapevolezza di sé. Spesso l’impresa sembra troppo ardua per una persona sola. Ecco allora che scende in campo il Love coach, l’allenatore del cuore.

In Love coach, il suo nuovo romanzo, Barbara Fabbroni affronta il tema difficile dell’amore attraverso la figura del Love Coach. Una figura particolare e al tempo stesso entusiasmante. Non un guru ma un esperto di sentimenti e comportamenti. Il Love Coach offre sostegno alle persone in difficoltà aiutandole a comprendere fino in fondo quali siano le loro risorse, portandole a scoprire se stesse in modo da migliorare in maniera significativa ed evidente le proprie relazioni e la propria vita sentimentale.
Il Love coach, ci mostra l’autrice, aiuta a superare una relazione finita o lo scarso successo in amore, insegna come gestire le emozioni e come comunicarle agli altri, interviene per cercare di risolvere i problemi di coppia ma, soprattutto, insegna alle persone ad amarsi e quindi ad amare. Non ci si rivolge al Love coach solo per un amore finito o in crisi ma anche per migliorare il rapporto con se stessi, per diventare più consapevoli dei propri punti di forza e di debolezza, delle proprie fragilità e delle proprie aspirazioni.
Il Love coach, ci dice Barbara Fabbroni nel suo romanzo, non è un terapeuta ma un aiuto concreto per riuscire a sviluppare le proprie potenzialità, soprattutto nel campo dei sentimenti, insegna a superare il disagio con un atteggiamento più consapevole, e aiuta a migliorare l’autostima. Perché solo amandosi si può amare davvero.

Barbara Fabbroni è psicologa, psicoterapeuta, analista Transazionale Clinico. Ha insegnato nella Scuola di Specializzazione post laurea a indirizzo Analitico Transazionale Centro Logos. Svolge la sua attività terapeutica con bambini, coppie e adulti, in individuale e di gruppo.

Ha scritto numerosi saggi e articoli scientifici.

Pubblica con la Casa Editrice EUR (Roma). Tra i suoi saggi: Amore e Dualità: psicopatologia della coppia e Vittima-Persecutore: il mondo dello Stalker.

Nel 2011, per la EUR, dirige la Collana: “Nel cuore dei bambini” di cui fanno parte alcuni suoi saggi, tra i quali: I bambini e la Rabbia; I bambini e la Paura. Nello stesso anno e per la stessa casa editrice pubblica anche delle fiabe terapeutiche: Piccolina e Volavola; Babina la bambina birichina.

Nel 2012, insieme a Maurizio Martucci, sempre per la EUR, fonda la Collana “Analisi Transazionale” per cui pubblica, tra l’altro: Solitudine. Il bambino smarrito, con il quale vince, nel 2013, il Premio Cesare Pavese per la saggistica e che è finalista al Premio Carver 2013.

Nel 2014 vince il Premio Tagete per la saggistica con Stati dell’Io Fetali, finalista al Premio Nabokov 2014.

Nel 2015 pubblica il suo primo romanzo: L’Amore, forse.

Nel 2016 assume l’incarico di direttrice per le Edizioni Pink. Dopo il successo del suo primo romanzo L’amore, forse, Barbara Fabbroni si prenderà cura delle pubblicazioni che promuovono e incoraggiano la narrativa e la poesia “rosa” della casa editrice.

Le Edizioni Pink sono un prodotto al femminile, dove le protagoniste sono donne in tutte le declinazioni e le esperienze che la vita può proporre nel suo percorso. Quella promossa dalla collana è una letteratura facile ma al tempo stesso intelligente, profonda e intrisa di significati.

UN MONDO MIGLIORE CON IL RECUPERO E IL RICICLO DI ALLUMINIO

UN MONDO MIGLIORE CON IL RECUPERO E IL RICICLO DI ALLUMINIO

Il più grande orologio d’Europa nel nuovo terminal Eurostar della stazione St. Pancras di Londra è in alluminio, il materiale scelto per la famosa torcia simbolo dei Giochi Olimpici 2008 è l’alluminio e per la preparazione di un buon caffè serve la corretta Immagini 221alchimia tra l’impiego della miscela arabica migliore, l’utilizzo di tazzine in ceramica o porcellana e il contatto della miscela con l’alluminio.

Alluminio: un metallo con molteplici usi e vite, in quanto si tratta di un materiale riciclabile e l’Italia è al primo posto in Europa con oltre 895mila tonnellate di rottami riciclati. Nel 2015, la raccolta, il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio in Italia sono positivi e a dimostrare questi risultati è il CIAL (Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio).

Un anno favorevole in tendenza con il passato, grazie al:

  • recupero di 200 tonnellate di alluminio, il 75,5% dell’immesso nel mercato,
  • recupero energetico di 700 tonnellate (quota di imballaggio sottile che va al termovalorizzatore),
  • riciclo di 500 tonnellate di imballaggi, pari al 69,9% dell’immesso sul mercato (66.500 ton). Il riciclo del metallo ha evitato emissioni serra pari a 345mila tonnellate di CO2 con un conseguente risparmi energetico di oltre 148mila tonnellate equivalenti in petrolio.

Immagini 213

Un traguardo raggiunto attraverso la collaborazione dei cittadini e agli accordi stipulati fra CIAL e gli enti locali di riferimento.

A oggi, sono 6.607 i Comuni italiani dove si svolge la raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio (l’82% del totale) con il coinvolgimento di circa 52,6 milioni di abitanti (l’88,5% della popolazione italiana). 203 imprese consorziate, 224 piattaforme e 11 fonderie su tutto il territorio nazionale sostengono e garantiscono la raccolta, il trattamento, il riciclo e il recupero dell’alluminio.

La totalità dell’alluminio prodotto in Italia proviene dal riciclo, un risultato favorevole ottenuto dall’impegno e dalla sensibilizzazione dei cittadini, delle città e delle aziende per vivere in un ambiente migliore e sano.

Simone Lucci

SARÁ CORTINA D’AMPEZZO A OSPITARE I MONDIALI DI SCI ALPINO 2021

SARÁ CORTINA D’AMPEZZO A OSPITARE I MONDIALI DI SCI ALPINO 2021

Regina delle Dolomiti, regina del glamour e regina degli sport outdoor invernali ed estivi, Cortina d’Ampezzo è da sempre considerata una delle mete più esclusive e lussuose del Veneto, e sede delle più famose gare internazionali, come i Giochi Olimpici Invernali del ’56 e nel 2021 ospiterà il Mondiale di sci alpino.

Qui vi riportiamo la notizia rilasciata dall’ufficio stampa FISI.

Cortina ce l’ha fatta. Il Consiglio Fis, riunito a Cancun (Mex), ha votato positivamente affidando all’Italia il Mondiale di sci alpino 2021. L’assegnazione del Mondiale a Cortina d’Ampezzo è stata annunciata pochi minuti fa dal Presidente della Federazione internazionale dello sci (Fis), Gianfranco Kasper.

Dopo cinque candidature, la Fis ha valutato con favore il progetto predisposto dalla Fondazione Cortina 2021 e dalla Federazione Italiana Sport Invernali e con l’unanimità dei voti favorevoli (17 su 17, per alzata di mano) ha ufficialmente consegnato nelle mani della FISI e della località ampezzana l’organizzazione della rassegna iridata del febbraio 2021.

Il Mondiale di Cortina seguirà quello di St. Moritz del 2017 e quello di Are, in Svezia, del 2019, e arriverà giusto un anno prima dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino.

Grande soddisfazione è stata espressa da parte di tutti i componenti della delegazione al congresso messicano: Flavio Roda, Presidente della Fisi, era tra i votanti in quanto componente del Consiglio Fis, ma è stato anche il primo firmatario dell’hosting contract, il contratto per il Mondiale che la Fis sottopone ai vincitori. “È un momento di grande gioia e che ci ripaga di tutto il lavoro fatto negli anni e nei mesi passati – afferma Flavio Roda –. Ringrazio di cuore il Governo italiano, a partire dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e dal Sottosegretario alla Presidenza, Luca Lotti, che ci hanno sempre sostenuto durante l’avvicinamento a questo congresso, così come ringrazio il Coni e il suo Presidente, Giovanni Malagò. Desidero complimentarmi con la Fondazione Cortina 2021 e con il suo Presidente, Riccardo Donadon, per la professionalità e la dedizione con cui hanno affrontato questi ultimi mesi della candidatura. Fondamentale anche l’apporto della Regione Veneto e del Presidente Luca Zaia, e la collaborazione con il Comune di Cortina d’Ampezzo e con la Provincia di Belluno”.

È una vittoria per tutte le realtà sportive e imprenditoriali ampezzane, che hanno ora una chance importante da utilizzare per proiettare Cortina verso il futuro. Una vittoria, anche, per l’Italia sportiva e non solo. Un grande evento internazionale sulle montagne italiane e dovrà essere l’opportunità per un rilancio complessivo del Paese.

“Cortina ha raggiunto un obiettivo straordinario, costruito con tenacia, capacità e passione – dichiara Giovanni Malagò, Presidente del Coni –. I Mondiali di sci rappresentano uno spot di rara efficacia per promuovere l’eccellenza del nostro Paese e per certificare la credibilità e il ruolo preminente rivestito dallo sport italiano a livello internazionale. Questa assegnazione premia l’eccellente lavoro di squadra svolto da CONI, FISI, Governo e Comune, grazie a una sinergia proficua che rappresenta lo schema vincente da seguire per coronare un altro sogno fantastico, chiamato Roma 2024. Cortina, prima città olimpica italiana della storia, potrebbe essere tra l’altro teatro di un grande evento destinato a fare da preludio a una nuova emozione a cinque cerchi, come quando passò il testimone alla Capitale per i Giochi Estivi del 1960 dopo aver ospitato quelli Invernali del 1956”

Felicissimo anche Riccardo Donadon, che ha condotto in porto il sogno che Cortina coltivava da molti anni. “Ha vinto la nostra visione – dichiara Donadon –. Un progetto concreto che vede al centro lo sport, gli atleti, i giovani e il territorio. Abbiamo collaborato fattivamente con la Federazione italiana e con la Fis, riuscendo a soddisfare tutte le richieste che ci sono state sottoposte per ottenere un grande Mondiale. Quello del 2021 dovrà essere un Mondiale tecnologico e ecosostenibile, che serva da volano per la montagna italiana, per la sua cultura e per rilanciare la tradizione del made in Italy. È un successo che condividiamo con i cittadini di Cortina e con tutto il territorio veneto, e che ci spinge ora a lavorare con maggiore impegno per dare forma al sogno che abbiamo fortemente voluto diventasse realtà”.

FISI Ufficio Stampa

ABBRONZATURA DORATA E CHIOME BRILLANTI CON I COSMETICI NATURALI

ABBRONZATURA DORATA E CHIOME BRILLANTI CON I COSMETICI NATURALI

L’estate è vicina. Dopo i lunghi mesi invernali e le improvvise piogge primaverili, arriva il momento di prepararsi ai caldi raggi del sole. Le vacanze sono spesso sinonimo di tintarella e di briosi momenti da trascorrere in spiaggia con i capelli al vento, ma spesso a contatto con la salsedine. Per una chioma sana e una pelle dorata è importante, quindi, scegliere i prodotti corretti per prevenire e scongiurare i problemi provocati dal sole.

 

TINTARELLA IN SICUREZZA: L’AIUTO ARRIVA DAI PETALI DI GIRASOLE E DALLA LIQUIRIZIA DI CALABRIA

È scientificamente provato che i danni alla pelle non si fermano immediatamente dopo l’esposizione solare, ma continuano per alcune ore. Bottega Verde ha, così, realizzato una nuova linea di prodotti che continuano a proteggere la cute anche successivamente le ore trascorse al sole, inserendo nei solari ingredienti attivi solitamente utilizzati esclusivamente nei prodotti dopo sole, che forniscono un’azione protettiva 24 ore su 24.

Bottega Verde - SOL PROTEZIONEPetali di Girasole e Liquirizia di Calabria sono gli estratti che caratterizzano la linea SOL PROTEZIONE+, cosmetici dalla texture super leggera e realizzati in collaborazione con AmbrosiaLab srl – Università di Ferrara. I Petali di Girasole proteggono e intensificano il colore dell’abbronzatura, grazie alle loro proprietà fotoluminescenti, mentre la Liquirizia di Calabria è il principio attivo che protegge e ripara la pelle dai danni del sole anche dopo l’esposizione. A sostenere la teoria ci sono diversi studi, tra cui una ricerca tedesca pubblicata sulla rivista Experimental Dermatology: l’estratto della radice, ricca di polifenoli, rafforza il sistema difensivo della cute e svolge un’azione antiossidante e protettiva.

La linea è composta da 5 referenze: SOL PROTEZIONE+ Latte spray SPF30, SOL PROTEZIONE+ Latte spray SPF50, SOL PROTEZIONE Siero viso protezione multi attiva SPF50, SOL PROTEZIONE+ Doposole multi attivo e SOL PROTEZIONE+ Trattamento viso doposole multi attivo. Cosmetici con azioni antiossidante, protettive, riparatrici e lenitive.

CAPELLI SANI E LUMINOSI CON LIME E OLIO DI COCCO

Se proteggere la pelle dai raggi UV è un’azione scontata, la cura dei capelli, a volte, viene meno considerata. L’eccessiva esposizione solare rende i capelli secchi, opachi, crespi e con una conseguente perdita di vitalità.

Capelli - Mare

Estratto di Lime e olio di Cocco sono gli ingredienti dell’esclusiva linea SOL CAPELLI di Bottega Verde che permette di donare brillantezza, vitalità e luminosità alla capigliatura danneggiata dai raggi del sole. Tre i cosmetici di SOL CAPELLI: Shampoo rigenerante illuminante, Crema balsamo e Siero di definizione – onde morbide “effetto mare”.

Bottega Verde - SOL CAPELLILo shampoo è adatto a tutti i tipi di chiome e ottimo per i lavaggi frequenti. Il prodotto deterge con delicatezza, donando nuova vitalità alla capigliatura e una sensazione di rigenerante morbidezza, soprattutto dopo una giornata di sole, mare, piscina. La speciale formula, con latte di Cocco ed estratto di Lime, districa istantaneamente i capelli, accentua la brillantezza e aiuta a eliminare sale, sabbia e cloro.

Successivamente al lavaggio, per nutrire, restituire setosità e brillantezza ai capelli danneggiati e difficili da gestire, la ricca miscela di estratto di Lime e olio di Cocco, emolliente, nutriente e anti-crespo, aiuta a eliminare la fastidiosa sensazione di secchezza e lo stress provocato dal sole.

Per ottenere in pochi gesti un risultato mosso sorprendente, il brand ha studiato un siero professionale che sublima la chioma e regala una capigliatura morbida, naturale e dall’effetto mare. La speciale formula vanta un innovativo effetto memoria che ripristina la luminosità e il mosso naturale dei capelli. La texture ricca e nello stesso tempo leggera avvolge i capelli proteggendoli senza appesantirli.

I cosmetici naturali Bottega Verde consentono quindi, agli amanti delle spiagge bianche e dei mari cristallini, di prevenire i danni provocati dal sole a cute e a capelli. Non vi resta che lasciarvi baciare dal sole in totale tranquillità e relax.

Simone Lucci

BOTTIGLIE DI DESIGN PER UN’ACQUA PURA E LEGGERA 

BOTTIGLIE DI DESIGN PER UN’ACQUA PURA E LEGGERA 


Dal colore limpido e cristallino, l’acqua oligominerale Valverde è tra le più leggere, in quanto è ricavata da una sorgente naturale di frattura che scaturisce dalla roccia granitica viva nei pressi dell’Alpe Argnaccia, in provincia di Vercelli. Il basso residuo fisso (38,2 mg/l) conferisce alla bevanda la denominazione di minimamente mineralizzata. Il suo Ph di 6.6 moderatamente basso contribuisce a neutralizzare l’acidità gastrica, favorendo la digestione, e il ridotto contenuto di sodio (3,5 mg\l) la rende ideale per chi soffre d’ipertensione e deve combattere la ritenzione idrica.

Monte Rosa AcquaNaturale, frizzante e leggermente frizzante sono le tre varianti. La purezza batteriologica e le sue caratteristiche organolettiche fanno di Valverde un’ottima acqua da tavola perché grazie al ridotto contenuto di minerali, esalta le caratteristiche di cibi e vini, conservando in bocca gusti, componenti e aromi.

  • Valverde naturale è perfetta in abbinamento a piatti delicati, antipasti di pesce, pesce al vapore, formaggi freschi e dessert.
  • Valverde frizzante presenta una bolla media dalla persistenza lieve e si abbina ai primi con salse di verdure o pesce, prosciutto di Parma, scampi e formaggi dalla media stagionatura.

L’acqua è imbottigliata anche in 4 differenti formati: 25 cl, 50 cl, 75 cl, 100 cl. L’imbottigliamento è effettuato nella sede di Quarona Sesia (VC) nella regione Zacconale, circa 500 metri in linea d’aria dalla sorgente.

L’acqua quando emunta è convogliata all’interno di tubazioni in acciaio inossidabile, dove per caduta con un salto di quasi 200 metri raggiunge direttamente l’azienda.
Una volta imbottigliata, la semplice purezza dell’acqua si trasforma in raffinato oggetto di design, grazie alla bottiglia ideata dall’architetto e designer Matteo Thun: stile essenziale, elegante e vetro chiaro. Un look decisamente moderno che rappresenta un punto di incontro tra passato e futuro, e che unisce la funzionalità del prodotto con l’emozione estetica.

Matteo Thun“Nella creazione della bottiglia io e i miei collaboratori ci siamo fatti guidare da Italo Calvino con le sue Lezioni americane intitolate Leggerezza, Rapidità, Precisione, Molteplicità, Durabilità, Leggibilità – riferisce Matteo Thun –. L’etichetta principale metallizzata e il collarino sono realizzati con colori decisi, insoliti e d’impatto per questo tipo di prodotto”.

La totale trasparenza del vetro si coniuga perfettamente con la scelta di 3 differenti colori delle etichette che identificano i 3 diversi gusti disponibili. Le etichette turchese, fucsia e verde acido conferiscono al prodotto un aspetto moderno e distintivo, impreziosito da giochi di trasparenza che rendono visibili la doppia etichetta.

E proprio questo stile unico gli ha permesso di ottenere la medaglia di bronzo al Water Innovation Awards 2008, ambito premio per il mondo delle acque minerali, nella categoria Best bottle in glass, e di essere presentata da FineWaters all’esposizione internazionale Tastings New York.

La bevanda è stata scelta dai migliori showroom milanesi che ogni anno, in occasione del Salone del Mobile, espongono la bottiglia di Valverde insieme alle loro più importanti creazioni di design.

Valverde - NABADa sempre, Valverde dimostra la sua vicinanza al mondo del design, della moda, dell’arte e dell’alta ristorazione. L’azienda, infatti, ha richiesto agli studenti del Triennio in Graphic Design and Art Direction di NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano) di creare delle bottiglie Special Edition da 250 ml. Il progetto grafico reinterpreta con nuovo stile l’iconica bottiglia di Matteo Thun.

Sei progetti e un totale di dodici bottiglie, una frizzante e una naturale per ciascuna grafica, è il risultato del concept creativo realizzato da nove giovani menti e dedicato a un pubblico ricercato, attento al gusto e alla forma. La città di Milano, il raffinato pizzo bianco e nero, il mazzo di tulipani, l’Art Noveau, lo stile Decò e uno slogan breve e incisivo che rimanda al concetto di acqua sono i temi d’ispirazione dei sei progetti vincitori, che rispondono in modo innovativo ed evocativo alle indicazioni guida dell’azienda.

Valverde è, inoltre, vicina al mondo dell’alta cucina e partner di alcune organizzazioni del settore come il Master della Cucina Italiana, un percorso formativo di alta specializzazione che vede la partecipazione dei migliori chef, professionisti di gastronomia, pasticceria e sommellerie. Valverde collabora con l’Associazione Montenapoleone di Milano legandosi a importanti progetti come la kermesse gastronomica Gusto al Quadrato del 2015, una collaborazione che prosegue per tutto il 2016.

L’acqua Valverde racchiude in sé: equilibrio, leggerezza e purezza. Qualità fondamentali per il benessere dell’organismo.

Simone Lucci


Spumador
è stata fondata nel 1888 grazie all’intuizione imprenditoriale della famiglia Verga. Spumador, con sede amministrativa e legale a Caslino al Piano (Como), si occupa di produrre e imbottigliare softdrink e acque minerali grazie al suo forte know-how, all’attenzione alla qualità e all’ampia gamma di servizi che offre alla Distribuzione Moderna e ai clienti industriali. Spumador presenta un portafoglio prodotti che include acque minerali, bevande gassate, tè, bevande sportive energetiche e succhi di frutta. L’azienda opera in Italia con 21 linee di imbottigliamento e più di 400 dipendenti. Lo stabilimento è entrato a far parte del Gruppo Refresco a partire da aprile 2011.

DIVERSI MODI DI VIVERE E  DI AFFRONTARE LA MENOPAUSA

DIVERSI MODI DI VIVERE E  DI AFFRONTARE LA MENOPAUSA

Nonostante l’aspettativa di vita sia aumentata, l’età in cui sopraggiunge la menopausa naturale non è cambiata significativamente negli ultimi anni. Oggi una donna trascorre circa 30 anni, ovvero quasi un terzo della sua vita, in post-menopausa. Molte donne considerano questa tappa come la manifestazione concreta dell’invecchiamento, altre come l’inizio di una nuova epoca della loro esistenza: in ogni caso le donne in menopausa rappresentano oggi il gruppo sociale più numeroso anche in considerazione della maggiore longevità femminile.

Diversi e personali i vissuti e i bisogni nell’esperienza della menopausa fra le donne italiane: molto variabile la percezione dei sintomi e la capacità di affrontare questo delicato “passaggio” della vita di una donna.

Ogni donna la vive la menopausa in modo diverso,quattro le grandi tipologie di donne: chi vive e accetta la menopausa con serenità (le “Serene”), e a fronte di sintomi percepiti come non così disturbanti tende ad aspettare che si risolvano da soli; chi si rassegna a un evento inesorabile (le “Rassegnate”) che influisce fortemente sulla percezione di sé e sulla qualità della vita, ma accetta passivamente anche sintomi e disturbi molto fastidiosi; chi vive nella nostalgia dell’adolescenza (le “EterneRagazze”) e vive con paura questa fase della vita, segnale dell’invecchiamento e della perdita della femminilità e della bellezza (“l’inizio della fine” del proprio essere donna) e vivendo con difficoltà anche i piccoli sintomi e intervenendo precocemente per gestirli; chi, infine, combatte (le “Performanti”) contro un fastidio che interferisce in modo importante con la propria vita e le proprie attività e cerca attivamente soluzioni per risolvere e recuperare la performance abituale.

Molteplici e particolarmente rilevanti i sintomi che interferiscono con tutte le dimensioni del vivere: le vampate di calore (55% delle donne ne soffre ed è il sintomo più fastidioso) che mettono in difficoltà nelle relazioni sociali, l’aumento di peso (ne ha esperienza il 40%) che influisce sull’immagine di sé e sulla propria femminilità, l’impatto sul sonno (31%), gli effetti negativi sull’umore (23%), le problematiche legate alla sessualità (secchezza vaginale 29%, calo del desiderio 29%, difficoltà nei rapporti sessuali 11%).

Le over 50 sono dunqueaccomunate dal timore per i sintomi della menopausa, che possono compromettere la qualità della vita a breve, medio e lungo termine. A dirlo è la ricerca “Le donne e la menopausa” condotta da GfK Italia i cui risultati sono stati presentati in occasione del 17° World Congress della Società Internazionale di Ginecologia Endocrinologica – ISGE.

Uno dei maggiori fattori che riducono la compliance all’utilizzo della Terapia Ormonale Sostitutiva è rappresentato dall’intolleranza al progestinico. Adesso, per le donne per le quali la terapia contenente progestinico non è appropriata arriva in Italia un nuovo farmaco a base di una combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene, il primo di una classe di farmaci, la TSEC, TissueSelectiveEstrogenComplex o Complesso Estrogenico Tessuto-Selettivo, in grado di contrastare in modo efficace i più fastidiosi sintomi menopausali: vampate di calore, sudorazioni notturne e qualità del sonno. Problemi che, secondo l’indagine, compromettono il benessere fisico ma anche la sfera sessuale e la vita di relazione.

Il farmaco è un’associazione tra un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERM), il bazedoxifene, ed estrogeni naturali. Il vantaggio è duplice: con gli estrogeni il farmaco mantiene i benefici della terapia ormonale e con bazedoxifene riduce il rischio di iperplasia endometriale.

Si tratta di un’importante innovazione terapeutica efficace nel contrastare i sintomi correlati alla carenza di estrogeni, indicata per le donne con utero per le quali la terapia progestinica non è appropriata – afferma Andrea Riccardo Genazzani, Professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Pisa e Presidente ISGE (International Society of GynecologicalEndocrinology) -. Si tratta di una combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene. Quindi una terapia ormonale senza progestinico. Gli estrogeni coniugati rimpiazzano la mancata produzione estrogenica nelle donne in menopausa e alleviano i sintomi menopausali. Poiché gli estrogeni promuovono la crescita dell’endometrio, i loro effetti, se non contrastati, aumentano il rischio di iperplasia e cancro dell’endometrio.Da qui la necessità dell’aggiunta di bazedoxifene, che agisce come antagonista del recettore degli estrogeni nell’utero, riducendo notevolmente il rischio indotto dagli estrogeni di iperplasia endometriale in donne non isterectomizzate. Infatti, il bazedoxifene è un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni che, a seconda dei tessuti nei quali tali recettori sono espressi, può o agire da antagonista dei recettori (effetti inibenti), come nel tessuto mammario ed endometriale, o agire da agonista su altri tessuti, con un effetto stimolante sui recettori).

Da tempo viene utilizzata la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) a base di estrogeni e progestinici per tenere sotto controllo e mitigare gli effetti menopausali. Tuttavia il suo profilo di sicurezza e la tollerabilità sono ancora in discussione e secondo quanto emerge dalla ricerca, i motivi per cui non viene usata sono principalmente due: alcune donne non vogliono assumere ormoni e sono contrarie all’utilizzo di farmaci per i sintomi della menopausa, considerata un evento naturale che deve essere accettato.

COS’È LA MENOPAUSA?

La menopausa è l’assenza permanente delle mestruazioni legata alla mancata produzione di ormoni da parte delle ovaie. Viene dichiarata dopo 12 mesi consecutivi dall’ultima mestruazione non imputabili a nessun’altra evidente causa patologica o fisiologica. Nei 5-8 anni che precedono la menopausa il patrimonio follicolare si esaurisce e l’ovaio subisce un lento declino, divenendo sempre più piccolo e atrofico.

La menopausa può essere naturale, o fisiologica, e artificiale, indotta da qualsiasi evento che porta a distruzione il tessuto ovarico (interventi chirurgici, chemioterapia, malattie endocrine). La menopausa fisiologica si presenta intorno ai 50 anni con un intervallo di normalità tra i 45 e i 57 anni. Nei paesi occidentali la menopausa arriva in media attorno ai 51 anni. Fattori ereditari, etnici, comportamentali, pubertà tardiva, gravidanze e lunghezza del ciclo mestruale possono influenzare l’esordio della menopausa che può distinguersi in: precoce quando inizia prima dei 40 anni, prematura se inizia prima dei 45 anni e tardiva dopo i 53 anni.

LE FASI

Esistono rilevanti differenze individuali nell’esordio e nella durata delle fasi che caratterizzano la menopausa: il ciclo può cessare improvvisamente o modificarsi in modo graduale, anche nel corso di anni.

Peri-menopausa

I primi segni dell’approssimarsi della menopausa si manifestano spesso anni prima dell’ultima mestruazione. Questa fase di transizione viene definita peri-menopausa. Può durare sei o più anni e termina un anno dopo l’ultima mestruazione. I cambiamenti e i disturbi perimenopausali sono legati alla variazione dei livelli ormonali. Durante la peri-menopausa, i livelli di estrogeno continuano a diminuire, ma in modo non prevedibile. Temporaneamente possono persino essere più elevati rispetto agli anni precedenti. Le alterazioni del ciclo mestruale, le vampate di calore, la secchezza vaginale, i disturbi del sonno e gli sbalzi d’umore sono manifestazioni tipiche e frequenti della peri-menopausa.

Durante questa fase la donna ha ancora la possibilità di restare incinta, anche se la fertilità è complessivamente estremamente ridotta.

Pre-menopausa

Con questo nome si indicano quella fase della peri-menopausa che copre i 2 anni che precedono la menopausa, in questa fase i livelli di estrogeni calano in modo progressivo fino ad arrivare all’assenza di ovulazione.

Post-menopausa

La post-menopausa è il periodo che inizia a partire dall’ultima mestruazione, con ulteriore calo di estrogeni.

I SINTOMI

La menopausa è associata a una sintomatologia che può variare nel tempo di frequenza, intensità e natura. I sintomi a breve termine, se non trattati, possono tuttavia avere delle conseguenze a lungo termine e di valenza patologica, come ad esempio l’osteoporosi.

A seconda dell’epoca di comparsa i sintomi vengono classificati in:

acuti, quando compaiono i primi mesi dopo la menopausa (vampate di calore, insonnia, variazioni del peso corporeo);

intermedi, che si manifestano entro i primi 2-3 anni (disturbi urogenitali, invecchiamento della pelle);

cronici o tardivi, che si manifestano anche a molti anni di distanza. La frequenza e la gravità della sintomatologia sono molto variabili e soggettive.

I SINTOMI PIÙ FREQUENTI SONO:

Alterazioni del ciclo 

Con l’approssimarsi della peri-menopausa si possono verificare alterazioni del ciclo in termini di frequenza e intensità delle mestruazioni. Soltanto poche donne riferiscono la brusca interruzione delle mestruazioni da un giorno all’altro. La maggior parte di esse riferisce irregolarità del ciclo mestruale, dovuta alla produzione irregolare di ormoni nelle ovaie. Per lo più i cicli diventano più brevi, quindi le mestruazioni compaiono più spesso rispetto ai consueti 28 giorni. Tuttavia le mestruazioni possono essere più brevi o più lunghe, più o meno intense del solito. Con il passare del tempo, le mestruazioni “saltano” spesso, ossia scompaiono per determinati periodi, per poi riprendere regolarmente. Per la maggior parte delle donne in stato perimenopausale, le variazioni del ciclo sono naturali e non sempre richiedono un trattamento. Non tutte le alterazioni del ciclo mestruale nelle donne sono però riconducibili all’approssimarsi della menopausa. Per questo è importante che un ginecologo valuti la natura delle alterazioni del ciclo mestruale, per escludere altre possibili cause.

Vampate di calore 

Si tratta di ondate di calore improvvise, transitorie e fortemente soggettive dovute a vasodilatazione cutanea del volto e del torace, seguite da intensa sudorazione e senso di freddo. Le vampate di calore notturne possono interferire con il sonno, anche se non sono intense al punto da risvegliare la donna. I disturbi del sonno possono causare stanchezza e affaticamento, che a loro volta possono essere motivo di irritabilità (umore depresso, irascibilità, permalosità). Il ginecologo deve escludere altre eventuali cause per le vampate di calore, soprattutto se la menopausa non sembra essere la causa probabile o se sono presenti anche altri sintomi atipici della menopausa. Nella maggior parte delle donne le vampate di calore durano da 3 a 5 anni. Alcune donne non hanno mai vampate di calore o le hanno soltanto per pochi mesi, mentre altre ne soffrono per anni.

Cambiamenti del tono dell’umore

Le donne che in menopausa vivono stati d’animo depressivi hanno spesso sofferto di variazioni d’umore di tipo depressivo anche in passato, ad esempio nel quadro della sindrome premestruale. Se il cambiamento dello stile di vita e le proprie risorse non bastano a influire positivamente sui disturbi di natura psichica, può essere utile un trattamento farmacologico (TOS).

Disturbi del sistema urogenitale e della sfera sessuale

Secchezza vaginale legata alla riduzione dello spessore dei tessuti di rivestimento della vagina e a una ridotta funzionalità delle ghiandole vaginali che rendono meno elastici i tessuti e più difficoltosi e dolorosi i rapporti; incontinenza urinaria e urgenza della minzione per indebolimento dei muscoli pelvici; riduzione del desiderio.

Aumento di peso

Molte donne aumentano di peso dopo i quaranta o cinquant’anni. L’aumento di peso è associato all’invecchiamento, allo stile di vita e ai cambiamenti ormonali della menopausa, ovvero al calo di estrogeni, che comporta diminuzione della massa muscolare e riduce il metabolismo basale e il fabbisogno calorico. La massa adiposa aumenta soprattutto a livello addominale e questo comporta, oltre ad un problema di natura estetica, anche un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e di sindrome metabolica.

Alterazioni dello scheletro 

Con osteoporosi dovuta a diminuzione di massa ossea indotta dal deficit estrogenico peculiare della menopausa. Il 40% delle donne dopo la menopausa subisce una frattura.

Disturbi del sonno

Colpiscono tra il 40% e il 60% delle donne. L’insonnia è un sintomo correlato al calo degli estrogeni che regolano il ritmo sonno-veglia.

Alterazioni della cute 

L’invecchiamento della pelle è legato alla riduzione del collagene, dovuta alla carenza di estrogeni e dell’elasticità, mentre aumentano le rughe, le alterazioni della pigmentazione e la secchezza. Il fumo e i raggi solari aumentano tale effetto e dovrebbero pertanto essere evitati.

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